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Quando ti svegli e ti trovi con una persona con cui non hai emotivamente più nulla da condividere e che ti ha, non solo delusa, ma anche umiliata, questa è la solitudine vera.
bella domanda Gioia! E mi ha fatto riflettere ...

Allora:

..quando la mattina non ti sveglia nessuno.....io vengo puntualmente svegliata ogni mattina..da mia figlia per il caffè, da mia cugina che mi manda le immagini di buongiorno, dal messaggino di watsapp di qualche amico/a. Talvolta mi capita di svegliarmi....autonomamente , solo se questo accade prima delle 7,30...
...quando la sera non ti aspetta nessuno... in effetti è il momento in cui non si sta bene da soli, è il momento in cui generalmente in famiglia ci si racconta com'è andata la giornata...si chiacchiera un pò .... Ma nel contempo apprezzo il poter cenare come e quando voglio, di poter fare quello che preferisco tenendo conto solo delle mie preferenze....
...e quando puoi fare quello che vuoi.....ecco, qui viene l'intoppo! In primis c'è un condizionamento mentale (diciamo cosi)... il senso di "responsabilità" verso figli e/o amici . O meglio, sono io che mi...auto condiziono nelle scelte se so che hanno bisogno di aiuto ....e così rimando ferie, uscite e altro...perchè "tanto non devi dar conto a nessuno e ...puoi fare quello che vuoi" :D Poi, con il fatto che sei sola, se vuoi andare a cena fuori, a vedere uno spettacolo, fare un breve viaggio....sei meno "libera" che se fossi in coppia e magari decidi all'ultimo minuto.

Come chiamo tutto questo? Libertà o solitudine? Mi ci hai fatto riflettere e mi rendo conto che tutto dipende dal mio stato d'animo...e una stessa situazione la posso percepire come libertà o come solitudine a seconda del mio "umore" del momento. In maggior parte comunque la considero come libertà. Poi ci sono dei momenti in cui sento di essere "sola" ( ma non in solitudine) e mi piacerebbe non esserlo...

franca22 ha scritto: Quando ti svegli e ti trovi con una persona con cui non hai emotivamente più nulla da condividere e che ti ha, non solo delusa, ma anche umiliata, questa è la solitudine vera.


Vero Franca..e la peggiore. Ma molto può dipendere da te...se hai la possibilità e volontà di cambiare lo stato delle cose chiudendo una storia senza senso o se esistono margini per superare delusione e senso di umiliazione....o crearti interessi, amicizie...che possano non farti sentire la solitudine....
Gioiuccia ti dedico il mio ultimo messaggio quotidiano.
Questa si che è tenerezza allo stato puro.

La risposta è: dipende.
Innanzi tutto poniamo un criterio; ambedue valori neutri, senza un "portato" che d'abitudine hanno!
Questo perché la libertà gode di un credito e di un respiro, di uno "spessore" positivo mentre la seconda è generalmente associata a depressione, momento difficile, "spessore" negativo.
In una relazione che termina, ad es., uno "conquista la libertà" e l'altro "si ritrova in piena solitudine"

Dipende perché libertà e solitudine sono sorelle gemelle; la prima sta bene con la seconda se è una scelta. La seconda gode della prima se non è imposta.

Sono certo che ci sia un sacco di gente che anela alla libertà come altrettanta gente non vede l'ora di godersi un poco di solitudine.
Sono ambedue espressione di una condizione umana ed è appunto la condizione che ti fa optare per l'una o l'altra. Sai che abbiamo avuto occasione di parlare di questo. Io, eterno cane sciolto, lupo solitario, mi trovo, da qualche tempo, a patirne il vuoto. Se assumiamo questa mia condizione come parametro di riferimento ecco come una identica situazione assume valori e nomi differenti.
Ne facevo un punto di orgoglio che, comunque, ad una certa ora ognuno ritornasse nel suo guscio per finalmente dormire bello svaccato nel lettone; da qualche tempo il lettone è enorme e non c'è luogo dove possa accavallare un piede o sfiorare un braccio. Per una intera vita si partiva in vacanza rigorosamente soli per conoscere nuova gente, adesso vorrei averci qualcuno con cui farmi un giro con la Gina. Si chiama libertà o solitudine, ma siamo noi a chiamarla, noi a darle un senso eppercui darle un nome. Sarebbe interessante provare come dice Emilia in "due cuori e due capanne" magari potrebbe risolvere il dilemma.
Filosoficamente direi che non siamo mai contenti di quello che abbiamo perché se è vero che una scelta apre nuove strade è altrettanto vero che altre le preclude.

Libert-itudine? neee, troppo simile a libertinaggio
Sol-ertà? neee, sembra una promotion per una casa al mare

Vedi Gioiettuccia; non va mai bene
"...siamo cosiiiii
dolcemente complicate..."
..........Sempre più emozionata, delicata ma potrai trovarmi ancora qui ♫♪♫♪ :Che sonata ! :lol:

Scherzi a parte, credo che una "compensi " l'altra, la solitudine equivale al prezzo della libertà e viceversa poi penso dipenda anche da come ci si sente in quel determinato momento/periodo, , in effetti non è semplice rispondere, Questa mattina al mio risveglio guardavo il soffitto e mi sono posta la domanda senza trovare un'immediata risposta allora ho pensato sentire i miei "comapgni di merende", voi
La risposta è chiara: "Solitudine".
D'altronde chi non sta su questo sito per altro e ha già un partner ovviamente vive una solitudine di livello più ampio man mano che si allontana la data di distacco dal partner.
Ho visto che diversi "temi" fa se ne è dibattuto abbondantemente e temo di ripetere quel che è stato detto.
Penso che questo su queste pagine si sia detto abbastanza....

https://www.club-50plus.it/forum/viewtopic.php?f=452&t=77069&p=4070912&hilit=solitudine

Io condivido in pieno la teoria: chi parla di libertà è una persona estremamente sola che vuol darsi un contegno.
La libertà la si sceglie quando si sta con qualcuno, non quando si è da soli.
Quando si è da soli è ovvio che sei condizionata in tutto.

franca22 ha scritto: Quando ti svegli e ti trovi con una persona con cui non hai emotivamente più nulla da condividere e che ti ha, non solo delusa, ma anche umiliata, questa è la solitudine vera.
Per cortesia, non credo sia opportuno sbilanciarsi in giudizi sul comportamento di persone delle quali non si conosce il vissuto.
Amministratrice del Club50plus
EMILIA31 ha scritto: Per cortesia, non credo sia opportuno sbilanciarsi in giudizi sul comportamento di persone delle quali non si conosce il vissuto.

Ma non sono stata io a tirar fuori l'argomento: è stata la persona stessa, "confessandosi", a mettere le carte in tavola.
Se non si possono commentare le cose che vengono scritte a che serve il forum in se?
Mi sembra fin troppo logico che esponendo le proprie esperienze la persona in questione vuole proprio farci "conoscere il vissuto" e chiedere, se non un aiuto, un opinione.
Non credo possa essere d'aiuto dare un'opinione o altro addossandole della " fessa " ad una persona che non conosci, come hai già fatto...
No problem! Ognuno ha diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, chi legge trae le sue considerazioni. Sarebbe buona cosa cercare i termini più "adatti" per esprimere un concetto, ma questa è una valutazione soggettiva. Probabilmente mi sono allontanata un po' dal tema: matita blu!
Gioia59 ha scritto: Non credo possa essere d'aiuto dare un'opinione o altro addossandole della " fessa " ad una persona che non conosci, come hai già fatto...

Infatti non volevo assolutamente offendere chichessia ed ho anche sottolineato la parola "fessa" dicendo quel che pensavo.
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franca22 ha scritto: No problem! Ognuno ha diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, chi legge trae le sue considerazioni. Sarebbe buona cosa cercare i termini più "adatti" per esprimere un concetto, ma questa è una valutazione soggettiva. Probabilmente mi sono allontanata un po' dal tema: matita blu!

No franca22, tu sei rimasta in tema, casomai sono io che, come sempre, mi lascio prendere dal discorso.
Sai, noi femmine siamo molto sensibili a certi argomenti (umiliazione) mentre vedo che a certi maschi qualunque cosa gli fai non gli passa manco per il cervello.
Comunque il bello è proprio scrivere (e parlare) di getto e tirar fuori quel che si ha dentro.
Starci a pensare e pesare troppo le parole non ha molto senso e non darebbe una buona visione globale di chi esprime un pensiero a quel modo...
È corretto FriggaAesir, il Forum serve a scambiarsi liberamente idee, esperienze, consigli. L'importante è non dimenticare che primo, si sta scrivendo su un Forum pubblico, e secondo che è bene usare cautela nella scelta della terminologia e nell'esporre giudizi riguardanti persone specifiche delle quali non si conosce il vissuto.
Amministratrice del Club50plus
Siamo soliti ragionare per contrari, nel senso che diamo significato al nero in contrapposizione al bianco e via di seguito. Se parliamo di solitudine è perchè il nostro modo di pensare ci vede “associati”. Non siamo fatti per restare soli. La solitudine però prima o poi è un’esperienza che ognuno di noi sarà costretto a fare. Il problema allora non è eliminirla ma come conviverci.
Chiusa la porta ci si ritrova soli. ma perchè quella porta si è chiusa? abbiamo mandato via qualcuno non più desiderato, siamo stati “eliminati” da qualcuno per il quale eravamo diventati un incomodo, o solo chi era con noi è giunto a fine corsa? situazioni diverse che danno alla solitudine una tonalità di colore diversa e hanno una risonanza nelle nostre omozioni con sfumature assolutamente personali. Ma sempre solitudine si chiama, non libertà. Il nostro cuore non sarà mai libero, non è fatto per questo. Non illudiamoci.
Conviverci, una parola! Così, di primo acchito, mi sentirei di rispondere: se qualcuno non c’è più, sostituiamolo. Ci vuole pazienza e metodo, ma la voglia di bruciare le tappe fa spesso fare scelte sbagliate. Che cosa è andato in funo, una relazione? allora è sulle relazioni che bisogna cominciare a lavorare. Arriverà il momento della scelta, sempre che si abbia la voglia e la possibilità di compiere una nuova scelta, ma per prima cosa è fondamentale incrementare le relazioni, quelle che in qualche modo ci fanno sentire assieme ad altri, anche se in modo incompleto. L’errore è chiudersi in noi stessi, compiangerci, restare in casa. Parlo di interessi da coltivare o da rinfrescare, volontariato, qualcosa di gratuito, un servizio per gli altri più sfortunati, incontri di ballo, ricerca di club, ecc. E’ un momento difficile e non sempre vissuto sotto una coprtura di razionalità e buon senso. Si tenta, si prova, si fa marcia indietro, si ritenta senza scoraggiarsi, fino a che...
Sono solo gli stupidi che si permettono di esprimere giudizi sui comportamenti e sulle scelte fatte da una persona in questa situazione. Mi è capitato di leggerne anche su questo sito, categoriche, senza possibilità di appello. L’arroganza e l’autoesaltazione annullano la coscienza e il rispetto dell’altro.  
Sai Gioia mi viene in mente la graziosissima canzone di JARABE DE PALO "DIPENDE" …da che punto guardi il mondo tutto dipende.
Quando la mattina non ti sveglia nessuno… e puoi dormire quanto vuoi in piena libertà pigronesca che bello!
Quando la sera non ti aspetta nessuno.. e puoi metterti comoda magari scartando il tuo bel kiletto di gelato artigianale,in piena libertà goloseccia tanto domattina con una bella corsetta bruci un po’ di calorie… sempre che non ti alzi troppo tardi :lol:
Quando puoi fare quello che vuoi …senza dover rendere conto a nessuno se non a te stessa, è libertà ma… se poi inizi ad avvertire un senso di vuoto,allora dipende da te attivarti affinchè la libertà non diventi solitudine.
franca22 ha scritto: Quando ti svegli e ti trovi con una persona con cui non hai emotivamente più nulla da condividere e che ti ha, non solo delusa, ma anche umiliata, questa è la solitudine vera.

Franca hai ragione, questa è solitudine vera,ora devi ricominciare da te per riempire il vuoto che il dispiacere,la delusione e l’umiliazione ti hanno lasciato, conoscere persone nuove,riprendere a fare quello che ti piace,chissà forse anche questo club potrà essere di aiuto.

P.S. vi metto la canzone che è carina :wink:
https://www.youtube.com/watch?v=cf_ITVX7qCg