da EMILIA31 » 07.08.2017, 9:12

È interessante che ciascuno scriva la propria opinione (qualunque sia) e parli, se vuole, delle proprie esperienze sul tema. L'argomento è delicato e tocca da vicino, anche se in modo diverso, quasi tutti.

Se poi c'è anche qualcuno che voglia dare indicazioni concrete su annunci di lavoro, ben venga!
Come è già stato detto, potrebbe sempre tornare utile nel giro famigliare o di conoscenze.
Amministratrice del Club50plus



Messaggioda stefanocolombo » 07.08.2017, 11:35


ESATTO.
L'IMPORTANTE è che se si danno indicazioni esse siano VERITIERE e FONDATE SU DATI CERTI e non su "possibilità" o "previsioni personali".
Non è bello dare FALSE SPERANZE.

P.S. Una cosa FACILE FACILE per chi è molto OVER e cerca anche un piccolo aiuto economico per sbarcare il lunario senza andarsi a impelagare con turni massacranti, lavori pesanti o magari non consoni alla persona sarebbe quello di condividere casa con un/una pensionato/a abbandonato/a.
Spesso e volentieri a loro basta un aiuto tipo andare a far la spesa, aver preparati i pasti, lavati gli indumenti, ma condividendo le spese di casa e mettendo in comune la pensione dove questa non basta o è appena sufficiente per una persona sola in due invece è un buon aiuto per qualche divorziato/a disoccupato/a che non sa come arrivare a fine mese.
A MILANO questo viene previsto, con l'aiuto del mio Comune, anche per gli Studenti che cercano un alloggio per gli studi: a loro si richiedono piccoli servizi al pensionato, oltre che un po' di compagnia saltuariamente ed, eventualmente, il concorso con le spese di casa, ma in cambio non si paga un affitto esoso e si ha una vera casa a disposizione e non una misera stanzetta da condividere magari con qualche drogato o qualche mezza fuori di testa

Messaggioda Tony2557 » 09.08.2017, 18:45

Gioia59 ha scritto:
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, così dicono...
Non è lamentandoti del sistema che si trova un lavoro.
Non esiste ricetta magica per trovare lavoro in Italia, le occasioni ci sono. Non sono tante, non è il paese della cuccagna, ma qualcosa si può fare ancora. Molto dipende da chi cerca,, e dalla capacità di abbandonare i vecchi schemi.
Si trova un lavoro solo se lo si vuol veramente trovare, la mentalità è tutto.....

Magari l’uomo delle pulizie è appena scappato in Nuova Guinea :lol: e serve qualcuno che pulisca per terra. Quando si trova un lavoro che non soddisfa, si accetta e si continua a cercare.
Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro ( nei periodi di "magra" ne ho pulite di scale )ma è servito anche ad andare avanti

Cercare tutto e ovunque, oggi nternet è un mezzo scelto da tanti imprenditori e professionisti per cercare un dipendente. Non è un canale trafficato come quelli tradizionali (annunci), ma è sempre una possibilità in più. Considerando anche che sono in pochi a conoscere questa possibilità, quindi si può avere meno concorrenza.....

Vi lascio un elenco ( valido per tutt' Italia ) che potete passare ai vostri figli, nipoti, parenti, amici ecc , aiuta ...

http://it.jobrapido.com/
http://www.monster.it/
http://www.subito.it/offerte_lavoro.htm
http://miojob.repubblica.it/
http://offerte-lavoro.vivastreet.it/annunci-lavoro
https://it.indeed.com/




Buongiorno, non ho capito il tuo scopo, messo così sembra che hai una provvigione su ogni lavoratore a cui trovi una occupazione , ( sono altri i siti preposti alla ricerca del personale ) mi sembra strano che l' amminstratore del sito permetta questo , magari mi sbaglio e il tuo è una semplice forma di altruismo verso quei poveri disperati che come me sono alla ricerca di un lavoro :? comunque se mi trovi un lavoro sarai adeguatamente ricompensata: accetto tutto cultura medio alta,ottimo stato di salute, uso di sistemi informatici alla perfezione, ottima capacità nei lavori manuali disposto a viaggiare o a trasferimenti anche all' estero lingue inglese
ps quelle inserzioni che hai allegato e quei siti sono i classici siti e inserzioni che si trovano in internet , altra cosa che mi "confonde" ciao

Messaggioda Gioia59 » 09.08.2017, 19:48

@ Tony2557

Non prendo nessuna provvigione, trovo semplicemente che sia un'idea utile per dare una mano in più a chi cerca lavoro e non sà bene come muoversi in Internet, mi pare così semplice da capire... o deve sempre esserci un tornaconto ? Non è da me, se posso aiutare aiuto
Ecco, soddisfatto ?

Riguardo all'Amministrazione del sito è logico che non pubblico i numeri di telefono di ogni singolo inserzionista comunicherò il numero di telefono in altro modo non credi,
poi non vedo perchè ti devo rendere conto, se non fosse gradito dall'amministrazione l'avrebbe tolto quindi proseguirò e aggiornerò ogni mese

Cerchi un lavoro Tony2557 ?

Ecco,

http://it.jobrapido.com/
http://www.monster.it/
http://www.subito.it/offerte_lavoro.htm
http://miojob.repubblica.it/
http://offerte-lavoro.vivastreet.it/annunci-lavoro
https://it.indeed.com/



PS
E se trovi , ne sono felicissima, mi basterà un grazie, è stato utile
Se come dici, sono altri i siti, mettili, sono utili , non hai trovato ? prova anche questi sopra ,
magari sarai più fortunato o anche no ma almeno ci hai provato


Messaggioda stefanocolombo » 10.08.2017, 13:45

Tony2557

CONSIGLIO DA AMICO:
LASCIA PERDERE quei siti segnalati...sono tutte perdite di tempo.
Se cerchi lavoro seriamente l' unica è passare dai comuni dove risiedi e dei dintorni e cercare tra le amicizie.
OLtre che, dopo le ferie beninteso, fare un giro presso varie aziende serie di zona presentandosi personalmente.
Non è via curriculum che puoi risolvere o via siti farlocchi.
In più, se l'età è quella che penso, non hai molta scelta se ti affidi a questi tipi di "inserzioni".

Buona fortuna.


Messaggioda babbocorso » 10.08.2017, 15:53

Cercasi qualcuno che in una gara di stupidi sia talmente tale da arrivare secondo.

Letto proprio oggi sul "La gazzetta del pirla" edita a Milano.



Messaggioda Tony2557 » 10.08.2017, 18:23

Carissima Gioia57 vedo che non hai recepito il mio sarcasmo, non tutti possono, pazienza no non cerco nessun lavoro e sicuramente non attraverso questo sito ma utilizzerei altri metodi ( vedi nota stefanocolombo)
posso capire la tua voglia di sentirti utile ma non è certamente postando 4 inserzioni che puoi aiutare qualcuno
se veramente vuoi aiutare qualcuno fallo personalmente.
Rimanendo nel contesto lavoro gira una vera richiesta di lavoro, di una sociètà che conosci personalmente " fai il passa parola" forse così aiuterai veramente qualcuno ( il 99% dei siti di ricerca personale sono solo delle perdite di tempo, e parlo per esperienza passata e verificata )
se all' amministratore del sito ( il padrone di casa per intenderci) è d'accordo di condividere le inserzioni di lavoro ok , capisco anche i motivi commerciali che lo spingono ad accettare questa forma di comunicazione a me va bene ( riprendendo da stefanocolombo " Ma sai com'è: in tempi di "magra" non si butta via niente) .non sono qui per cercare un lavoro, pensavo di iscrivermi per conoscere altre persone (over 50 ) e nient' altro
comincio pensare di aver sbagliato sito il tempo mi dirà cosa fare


Messaggioda Gioia59 » 10.08.2017, 19:26

Cominciamo con il dire che tu non mi conosci e , capire ma non volere entrare in polemiche sterili è un'altra questione quindi per quanto mi riguarda , la faccenda si chiude quì


Messaggioda stefanocolombo » 11.08.2017, 2:14

Tony2557 ha scritto:
Carissima Gioia57 vedo che non hai recepito il mio sarcasmo, non tutti possono, pazienza no non cerco nessun lavoro e sicuramente non attraverso questo sito ma utilizzerei altri metodi ( vedi nota stefanocolombo)
posso capire la tua voglia di sentirti utile ma non è certamente postando 4 inserzioni che puoi aiutare qualcuno
se veramente vuoi aiutare qualcuno fallo personalmente.
Rimanendo nel contesto lavoro gira una vera richiesta di lavoro, di una sociètà che conosci personalmente "fai il passa parola" forse così aiuterai veramente qualcuno ( il 99% dei siti di ricerca personale sono solo delle perdite di tempo, e parlo per esperienza passata e verificata )
se all' amministratore del sito ( il padrone di casa per intenderci) è d'accordo di condividere le inserzioni di lavoro ok , capisco anche i motivi commerciali che lo spingono ad accettare questa forma di comunicazione a me va bene ( riprendendo da stefanocolombo " Ma sai com'è: in tempi di "magra" non si butta via niente) .non sono qui per cercare un lavoro, pensavo di iscrivermi per conoscere altre persone (over 50 ) e nient' altro
comincio pensare di aver sbagliato sito il tempo mi dirà cosa fare

Ho sottolineato le cose basilari.
Grazie per aver capito il senso della mia risposta e per non essermi saltato al collo (sport nazionale del sito).

Per tutto il resto:
singolarità a parte il mondo del lavoro (serio) è abbastanza particolare e spesso entri solo dietro segnalazione di amicizie.
Agli inizi, quando avevo 14/15 anni, lo credevo un abuso.
Poi, crescendo, ho cambiato completamente opinione.
Dovendo occuparmi personalmente dell'assunzione di lavoratori ho prediletto le "conoscenze" sicure rispetto agli "sconosciuti" venuti o per caso o su segnalazione.
Non solo: quando sei dentro qualche posto se nel frattempo fai conoscenza con altri ambienti di lavoro passare da una ditta ad un altra è più facile di bere un bicchiere d'acqua.
Ad esempio (mia esperienza personale), in una ditta dove lavoravo ho cominciato a fiutare puzza di bruciato e mi sono rivolto ad un collega/concorrente che mi ha assunto tempestivamente data la conoscenza sul campo. E così tutti gli altri colleghi prima e dopo di me: tutti provenienti da altre aziende conosciute o "amici di".
Nessun indipendente che si presentava col curriculum veniva preso in considerazione: manco un "Le faremo sapere".

Insomma....
Meglio aver dentro una persona meno capace, ma fidata di una bravissima, ma pericolosa.
E poi quando si crea una "famiglia" al lavoro le cose marciano diversamente, con persone straniere fra di loro invece sono liti continue e problemi a non finire.
Mai assumere sconosciuti.
Ma se proprio devi farlo...conoscili prima!




Messaggioda ultimo » 11.08.2017, 9:18

[quote="Gioia59"Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro "

Gioia con poche semplici parole hai espresso un pensiero complesso., Approvo tutto quanto hai scritto. Io sono entrato nel mondo del lavoro nel 63 raccomandato al “padrone” da un operaio come “bravo ragazzo, volonteroso”. Allora di lavoro ce n’era ma occorreva una presentazione. Prima busta paga 52.378 lire. Ne sono da poco uscito e mi hanno lasciato andare in ritardo. Ultima paga 2.236 euro. Ho cambiato sei volte “padrone” adattandomi ogni volta a situazioni nuove come si conviene a un “ultimo” arrivato appunto. Ma è stata una scelta ponderata. Adesso sono in pensione, anche se lavoro più di prima, e da ex posso azzardare qualche confronto.
Ieri. C’era la voglia di “farsi una posizione”. Il posto fisso era una garanzia ma andava bene tutto, se eri in posto grande avevi anche l’orgoglio di far parte di un gruppo. Si lavorava nove ore al giorno sabato compreso, qualche straordinario faceva anche comodo. Nel 68 sono emersi i sindacati. Si è cominciato a parlare di diritti, di capitalisti, di rivendicazioni, di picchetti, di crumiri, di cose. I rapporti, anche tra dipendenti, si sono velocemente modificati, non so se in meglio. Più soldi, più diritti, più concessioni, senza rendersi conto che la rincorsa costi-salari vanificava ogni volta le conquiste economiche. Le 52.378 era lire pensati, gli euro attuali sono molto più volatili.
Oggi. C’è la voglia di guadagnare più che di farsi una posizione, si lavora meno ore e si fa meno fatica perchè ci sono le macchine. Non c’é più un “padrone”, i lavoratori hanno dei diritti e per farli valere ci sono sindacati e tribunali che difendono la parte più debole. L’orgoglio di far parte di un gruppo si è persa per strada e spesso si è molto critici anche nei confronti del management aziendale, e molto spesso a ragion veduta. Il lavoro non è tutto ed é un diritto poter godere la propria vita extralavorativa. Il posto stesso così com’é é un diritto e se la ditta è in crisi affari loro, gli ammortizzatori sociali e lo stato devono pensarci loro a sopperire, anzi é un diritto anche uno stipendio minimo garantito perchè chi dovrebbe non ti dà lavoro. Non c’è volontà di critica in quanto dico, costato e basta.
Domani. E’ normale che guardi avanti, anche se non sono più parte di questo mondo produttivo. E’ il passatempo dei vecchi. Nel futuro ritengo ci sarà sempre meno lavoro e più macchine, veloci, precise, complesse. Meno opportunità? dipenderà dalla competenza, perchè le macchine ci hanno tolto la fatica ma richiedono più preparazione tecnica. Più studio? fosse solo quello! occorerà più capacità di relazione, più cultura, più integrazione e coordinamento, più capacità di analisi, più lingue, più esperienze qualificanti, più conoscenza di ambienti di lavoro diversi, e soprattutto ad ogni livello più partecipazione individuale al progetto produttivo aziendale. Coscienza che la ditta siamo noi. Questi sono i criteri di valutazione di chi assume, non quante battute si fanno in un minuto sulla macchina da scrivere. Passato il periodo dei diritti sarà il momento dei doveri del lavoratore. Questo ritengo che sia il cambiamento in atto. Per chi rientra in questa logica ci sarà sempre lavoro, la “raccomandazione” (Stefanocolombo ha detto una cosa vera all’80%) sarà lui stesso, sempre che se la sia creata crescendo. In caso contrario ci saranno problemi anche per i lavori manuali.
I tempi per questa trasformazione? ci siamo già dentro ma è logico che è un processo che si sviluppa in momenti successivi. Nei momenti di crisi economica vengono “fatte fuori” (crudo ma vero) le frange produttive che hanno vissuto di rendita, senza adeguarsi al nuovo corso, arroccandosi passivamente a un posto fisso che non sarebbe mai dovuto venire meno. L’importante è rendersi conto che sia il lavoro che il lavoratore hanno cambiato aspetto. Dobbiamo farlo capire ai nostri ragazzi che è venuto il momento di parlare di doveri, di progetti, di partecipazione e che i soldi arriveranno, ma bisogna sudarseli, come abbiamo fatto noi vecchi. Uno dei primi motivi perchè i giovani non trovano lavoro è che non hanno sufficiente competenza e non vogliono accettare i meccanismi che la producono. Anche se hanno una laurea in mano non sanno quasi nulla e, questo è importante, avanzano le medesime richieste di chi la competenza se l’è fatta. Sarà un’eredità, creduta intoccabile, delle conquinte sindacali, ma chi il lavoro sa cosa significa crearlo a questa eredità risponde non ci sto e non sta a fare discorsi, non assume. Tanti giovani vogliono saltare la gavetta perché come esigenza primaria hanno le loro aspettative vitali (immediate) più che la costruzione (lenta) di un futuro. E non è andando all’estero che si risolvono le cose. Stefanocolonbo ha ragione: si conoscono le lingue, si vede una cultura diversa, ma... si viene sfruttati, e finito lo stage, vai casa tua. Chi riesce a mettere le radici all’estero ha fatto propria la nuova logica del lavoro e viene integrato solo perchè “ha dimostrato nel tempo” che vale.
Non ho proposte di lavoro concrete da segnalare, ma credo che anche questa riflessione possa essere una proposta per chi sta cercando un lavoro. “Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro” Hai ragione Gioia. Ormai sono vecchio e fuori dal mondo del lavoro, ma proprio per questo posso darne una visione storica. O accettiamo il “nuovo modo di lavorare” o saranno i fatti di chi non parla (gli imprenditori che hanno il coraggio di rischiare) a farcelo accettare.
Non volevo fare uno sproloquio, ma mi sono lasciato prendere la mano, scusatemi.


Messaggioda EMILIA31 » 11.08.2017, 11:09

Direi che, una volta messi da parte gli sproloqui ( quelli sì che lo sono) sulle vacche grasse o magre, sul prezzemolo e le altre erbe aromatiche e le illazioni su fantomatici interessi personali, la discussione sul tema lavoro stia ricevendo contributi molto interessanti.

Una doverosa precisazione: né il sito, né i soci che hanno dato il via a questo forum hanno un riscontro personale dall'iniziativa.

Concordo con il suggerimento di postare annunci il più concreti possibile e, ancora meglio, al di fuori dai campi di ricerca tradizionali, come ha ben descritto il sig. Colombo.

Se l'iniziativa non porterà a nulla di concreto, sarà comunque stata un'occasione per uno stimolante scambio di (cortesi) opinioni ed esperienze tra i soci.

Chi non la condivide o non ha nulla di dire in proposito, può astenersi dal partecipare o proporre altri argomenti di discussione.
Amministratrice del Club50plus

Messaggioda stefanocolombo » 11.08.2017, 13:18

ultimo ha scritto:
OMISSIS
Non volevo fare uno sproloquio, ma mi sono lasciato prendere la mano, scusatemi.

TONY: tu puoi parlare quanto vuoi.
NON SIAMO MICA AL "MINISTERO DELLA VERITA'" che dobbiamo badare a cosa e come scriviamo...
Su tutte quelle cose che hai detto, invece, "sproloquaiando" anche io vorrei dire cosa ne penso.

UOMO E MACCHINE:
NON TUTTO può passare dalle macchine e in molti lavori ancora oggi è richiesta la mano dell' uomo assolutamente. Basti pensare al VERO ARTIGIANATO dove ad una ad una i "manufatti" escono fuori singolarmente.
Poi possiamo pensare al mondo del turismo: non puoi (almeno per ora che non abbiamo robot o androidi senzienti a tal punto) affidare ad una scatoletta con dei microchip accoglienza e quant'altro.
Che vadano al diavolo quelli che passano da MacDonalds e si fanno l'ordinazione sul display, si prendono il vassoio già pronto e si buttano i rifiuti nel loro bel contenitore apposito.
Io scelgo una sana TRATTORIA con MADRE DI FAMIGLIA gentile (e magari carina) che mi viene a prendere la comanda, col MARITO cuoco, con i FIGLI camerieri e...con i cani e gatti di casa che gironzolano nei dintorni.
Anche il mio lavoro NON POTRA' MAI essere sostituito dalle macchine (MANCO CON GLI ANDROIDI SENZIENTI...), quindi non me ne curo.
Diciamo che in molti casi la meccanizzazione è presa solo come UNA SCUSA.
E LO STATO, a riguardo, cambiando lo stato delle cose DOVREBBE CAMBIARE MENTALITA': va bene la robotizzazione delle aziende, ma bisogna TASSARE il lavoro robotico ESATTAMENTE COME E PIU' di quello umano e con il ricavato CREARE UN FONDO per i VERI disoccupati.
SEMPLICISSIMO: meno lavoro umano più benessere per tutti. Sic et simpliciter.

GIOVANI E LAVORO:
IL VERO ED UNICO MOTIVO per cui i giovani non trovano lavoro è....che SE NE FREGANO.
ESEMPIO: mi chiama un cliente qualche giorno fa per una casa a Milano per la figliola che dovrebbe frequentare una università.
Questo tipo è PIENO DI DEBITI, due figlie femmine di cui la prima già sposata grazie solo all'aiuto del papà e questa seconda, mica scema, che prima di convolare ad (in)giuste nozze vorrebbe godere un po' di DOUCE VIE (se la conosco bene oserei dire: canne "babbostyle" - per non dire peggio - , alcolici fino a tarda ora, festini e serate modaiole, bei vestiti, gite qua e la, sesso come e con chi capita). E chi SPONSORIZZA TUTTO? PAPI.
OVVIO che questa in questi 5-anni-5 a Milano studierà come io ho fatto il catechista (cioè zero, per chi non mi conosce dal vero) e che sperpererà il conquibus paterno come se non ci fosse un domani.
MA CHE CAVOLO DI VOLONTA' DI LAVORARE AVRAì sta xxxxxxxxx quando sarà finalmente laureata? Ve lo dico io: NESSUNA.
COLPA DEI GENITORI (specialmente del padre) BUOI E CORNUTI che spenderanno UNA BARCA DI SOLDI (perlopiù non loro) facendo capire alla tizia che LAVORARE NON SERVE.
Perchè la ragazza non può andare in un “economico e sicuro” pensionato religioso (e loro sono molto religiosi, o così dicono) perchè “La ragazza vuole la sua indipendenza e in questi pensionati sono molto rigidi con orari e comportamento” (Abbeh!!!!).
Perchè la ragazza non può condividere la stana con estranei “che non si sa chi sono”.
Perchè la ragazza non può fare la cameriera, la badante a ore, la stiratrice eccetera, per guadagnare qualcosina con la quale pagarsi gli studi o aiutare la famiglia a farlo “perchè già deve studiare, poverina, e come farebbe altrimenti?”.
Perchè la ragazza non può non partecipare ai vari eventi mondani con i colleghi o andare in vacanza con loro quando capita (settimana bianca, settimana nera, settimana gialla etc.) “perchè vorrebbe dire non socializzare e rimanere tagliate fuori dall’ambito scolastico ed essere emarginata”.
E cose del genere.
INSOMMA: a chi interessa lavorare quando hai papà (o mamma nel caso di divorziati) che ti finanzia le canne e le birre (per non dire peggio, ma poi magari EMILIA censurerebbe….)???
E la gavetta TUTTI abbiamo voluto saltarla, io compreso, solo che, a differenza di questi PARASSITI BAMBOCCIONI, IO NEL FRATTEMPO MI DAVO DA FARE COL SUDORE E COL SANGUE per raccattare pochi spiccioli. E di gavette ne ho fatte (ed usate!) moltissime.
Casomai è il contrario: L’ANTIPATICO è proprio vedere che ti passa davanti allegramente CHI LA GAVETTA NON L’HA FATTA (vedi i Talent Show ad esempio, che fortunatamente nella maggiorparte dei casi generano bolle di sapone).

“ORMAI SONO VECCHIO E FUORI DAL MONDO DEL LAVORO”:
SBAGLIATISSIMO.
Non si è MAI vecchi per lavorare, se lo si desidera.
Sempre qualcosa si può fare se se ne hanno le capacità.
Un militare in pensione può andare a fare il sorvegliante, un infermiera in pensione può accudire una anziana problematica, una vecchia meretrice può pur sempre educarne altre…
Tornando al tema “Talent” mi basta vedere gente come MORANDI o ALBANO che alle loro venerande età (73 e 74 anni cadauno) reggono il palco meglio di pischelli appena usciti dall’ incubatrice e si fanno ore di spettacolo come e meglio perfino di quando erano giovani.
E vogliamo parlare di un ALBERTO ANGELA che tutti vorrebbero in pensione, ma che ne ha da dire e da fare in barba al suo stato anagrafico?
Il mondo del lavoro, possiamo affermare, “E’ bello perchè vario”.
Mio padre il giorno stesso della pensione era già…al lavoro per fare altro.
Spero di seguire le sue orme.
Sempre ammesso che io non guadagni una somma folle e possa ritirarmi a vita privata.
Perchè che me ne fregherebbe di lavorare avendo tanti dindini?
SI LAVORA PER VIVERE, NON SI VIVE PER LAVORARE è una delle mie filosofie di vita….

IL POSTO FISSO & L’AZIENDA SONO IO:
Il posto fisso NON E’ da demonizzare, ma da REGOLARIZZARE.
Onestamente uno come me da il massimo sapendo che quella cosa che fa lo porterà ad essere tranquillo nel futuro. Avendo un posto precario e non sapendo se arrivo al domani non posso impegnarmi al massimo, anche perchè parte delle mie energie e risorse devono obbligatoriamente andare spese per la ricerca di un ulteriore e migliore posto.
Avete presente la cameriera che studia scienze e non rifà a dovere le camere? E il lavapiatti che lavora a giorni alterni perchè deve andare in giro a visionare altri impegni o a farsi conoscere?
Ecco…cose del genere.
E ovviamente quando si è dipendenti in una ditta BISOGNA mettersi in testa che LA DITTA SIAMO NOI.
Questo mi hanno insegnato a Milano nel mio primo vero lavoro SERIO e che avrebbe fatto da COLLANTE a tutte le mie precedenti esperienze rendendomi quel che sono adesso.
“LO STIPENDIO NON TE LO PAGHIAMO NOI (la tua azienda), MA IL TUO CLIENTE: TRATTALO BENE” furono le parole che mi restarono impresse a fuoco.
E questo, nel tempo, ho provato ad insegnare agli altri.
Se questa filosofia venisse ADATTATA a qualunque nella società staremmo tutti quanti non bene, ma BENISSIMO.
IO SONO CONTRO i contratti a termine (se non funzionali a qualcosa): favoriscono solo gli imprenditori furbetti e danneggiano i lavoratori in gamba.

I SINDACATI:
MAFIA. Nè più nè meno.
MENO MALE che nel mio settore, fatto perlopiù di aziende piccole o familiari, SINDACATI E COSE DEL GENERE NON ESISTONO.
Si dovrebbero ABOLIRE IN TOTO.
Ma, si sa, come per politica ed altro dietro ai sindacati c’è un mangia mangia incredibile.
E a chi conviene perdere soldi guadagnati così facilmente come in questo caso?

Dulcis in fundo: LA FRASE DI GRAZIA:
"Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro "

http://www.odielle.it/it/riflessioni/pa ... lavoro-339

https://www.mindcheats.net/2013/02/come ... avoro.html

NON VUOLE DIRE PROPRIO NULLA (come tante altre frasi fatte del genere).
IO NON VIVO cercando di cambiare un lavoro ogni tot di tempo.
Se trovo quel che cerco quello SARA’ IL LAVORO DELLA MIA VITA.
PURTROPPO da giovane ho dato un calcio a quello che doveva esserlo e lo rimpiangerò per sempre, ma se avessi accettato quella opportunità AVREI MESSO IN SOFFITTA le mie velleità lavorative ed ora sarei a letto a riposare o davanti alla TV a vedermi un bel film invece che essere qua a lavorare.
Come nella vita (matrimonio, casa, automobile, interessi) CHI CAMBIA SPESSO è perchè o ha fatto malissimo i conti con l’oste o perchè ha dentro di se una incontentabilità dettata da seri problemi psicologici.
Anche perchè noi non siamo eterni per cui cambiare potrebbe servire a non annoiarsi nei vari secoli, ma abbiamo un lasso di tempo LIMITATO per cui cambiando spesso non si arriverebbe mai ad avere l’esperienza necessaria nel lavoro svolto, ma nemmeno se ne potrebbero trarre i giusti benefici.

Messaggioda babbocorso » 11.08.2017, 13:24

Poi ritorno, quando ne avrò notizia, a postare qualsiasi informazione inerente a posti di lavoro.
Approfitto di quel "qualsiasi" per alcune puntualizzazioni.

1) non sono né voglio essere una agenzia interinale

2) non ho alcuna ragione, men che meno di carattere economico, in questa operazione

3) cerco per quanto possibile di verificare quanto successivamente scrivo

4) i piccoli numeri (uno due tre) in termini di posti di lavoro non arrivano sui canali nazionali di informazione

5) penso che in prospettiva di un lavoro ci sia molta disponibilità a ragionevoli (ad es, giornalieri) spostamenti

6) date le poche (al contrario di quanto da altri sostenuto) occasioni di lavoro, il poter dare indicazioni sia utile; soprattutto tenendo conto che basterà fare qualche telefonata per capire se c'è di che approfondire.

Per cui:

A) I posti di lavoro nell'ambito del terzo valico ci sono, probabilmente riferiti a ditte terze che hanno piccoli appalti o sub appalti, nella miriade di attività che una opera del genere si porta appresso

B) Quando sulla stampa locale (Panorama, Settegiorni a Tortona, La provincia pavese, La Stampa -nella sua pagina locale-, Il popolo ecc) si scrive che diverse amministrazioni (Pontecurone, Viguzzolo, Casalnoceto, Castellar Guidobono) sono state interessate all'ipotesi di realizzare un grande parco giochi (La Gardaland dell'oltrepò); quando sugli stessi giornali appaiono interviste a diversi agricoltori contattati per dare loro disponibilità alla cessione di considerevoli lotti di terreno e dichiarano anche che "si è parlato di interessanti cifre offerte"; quando alcuni studi di architettura ed uffici tecnici delle succitate amministrazioni sono stati contattati per pareri e disponibilità alla stesura di pre progetti di fattibilità; quando tutto ciò premesso, io mi permetto, a ragion veduta, di dire "informatevi; in zona Tortona-Voghera-Salice Terme si parla ripetutamente ed in modo sempre più ufficiale della realizzazione di un mega parco giochi"

Probabilmente c'è chi preferisce dire "peccato; c'era la notizia di una ipotesi di lavoro ma siccome non ne ero certo, non la ho data ed ora i posti sono esauriti"

Ad ognuno il suo ruolo, soprattutto se scelto e pervicacemente praticato.

Messaggioda Gioia59 » 11.08.2017, 21:28

@ Ultimo
Da un'indagine del Confartigianato che riporto, dicevano che In questa Italia della disoccupazione giovanile "alcuni" posti di lavoro (ca 1500) restano "vuoti" perché nessuno li vuole o sà farli, . parlando di alcuni mestieri che stanno scomparendo perché fisicamente faticosi e con manualità che non s'impara nelle aule universitarie bensì nelle ormai rare botteghe dei vecchi artigiani ecc .! tipo :panettieri, pizzaioli pastai,cuochi, marmisti, falegnami, sarti, giardinieri.e cosi via
Fare il giardiniere, panettiere o il falegname oggi, viene considerato una "diminuzione" da chi ha trascorso la propria gioventù sui libri, ecco perché c'è tanta domanda e poca offerta. Si tratta di lavori pesanti, ed inizialmente poco pagati quindi nessuno sceglie di seguire quest'arte, non proprio nessuno, qualcuno c'è, ma non si può parlare di arte!
Leggevo anche che nelle stalle dove si munge il latte per il parmigiano Reggiano quasi un lavoratore su tre è indiano mentre in Abruzzo il 90% dei pastori è macedone ( Il lavoro c' è...)
Inoltre, la Coldiretti ha rilevato che i lavoratori extracomunitari sono diventati decisivi nella raccolta delle mele della Val di Non, nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala e nella raccolta delle uve per il Brunello di Montalcino, il tutto per per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo....
Concordo anche cjhe nel mercato italiano del lavoro esista un " illogico " quello della disoccupazione cronica...
Leggevo che l'anno scorso circa 150mila posizioni nell'artigianato sono rimasti scoperti poiché un numero consistente di "professionalità" sono difficili da reperire, visto che i nostri figli sono cresciuti ascoltando favole sulla laurea e sul posto fisso....
Quando a 13 anni mio figlio espresse il desiderio di fare il cuoco , non ho storto la bocca, anzi, notando che gli piaceva stare in cucina con me e intuendo un "mercato" in evoluzione, gli ho fatto fare i suoi 4 anni di istituto alberghiero,da lì, uno stage e via, si è catapultato nel mondo del lavoro, consapevole che non avrebbe avuto ne sabati ne domeniche, niente ferie , luglio ed agosto data l'alta stagione,nessun rientro a casa , niente festività,anzi, sono i giorni in cui lavorano di più, un mazzo tanto nelle cucine con paga iniziale bassina ma oggi 23 anni è contento del suo lavoro guadagna qualcosa in più, ( gli piace), un domani, fatte le sue esperienze potrà mettersi anche in proprio, che dire..... ecco perchè dicevo che molto dipende dalla mentalità, la voglia di lavorare, tirarsi su le maniche sporcandosi le mani.... e noi adulti cercando di aiutare( figli, nipoti ecc) questa nuova generazione ad entrare nel mondo del lavoro
Che forse oggi molti, giovani e adulti non vogliono sporcarsi le mani?
Conoscevo il titolare di un Centro Gomme e parlando del più e del meno mi raccontava che alcuni giovani candidati italiani a colloquio avrebbero risposto ‘" Lo stipendio è troppo basso per questo lavoro da operaio, qui c’è da sporcarsi le mani.....! " altri non si sono neanche più ripresentati

Premetto che fino a quattro anni fa lavoravo in una Comunità di ragazzi che seguivano un percorso ben preciso (recupero di minorenni in difficoltà) , una volta maggiorenni,finite le scuole medie e, finito il percorso potevano entrare nel mondo del lavoro, uno di loro, un Colombiano, andò per un colloquio al centro gomme ed ha iniziato a lavorare, oggi ha imparato un mestiere e lavora ancora là, ha trovato una compagna, hanno una casa in affitto e sono indipendenti.....
Altri ragazzi , con i miei colleghi ed insegnando ad usare i motori di ricerca in Internet hanno trovato dei lavoretti, addirittura alcuni anche volontariato !
Ecco, il tutto riguardo alle mie esperienze con i giovani,
Riguardo a noi over, si apre un'altro sipario

PS

Ah, la frase . CHI CAMBIA SPESSO è perchè o ha fatto malissimo i conti con l’oste o perchè ha dentro di se una incontentabilità dettata da seri problemi psicologici.

Non credo sia così, chi cambia spesso , a volte è pure obbligato,un esempio vissuto personalmente, ho traslocato in tante nazioni sia in Europa che fuori dall'Europa (e questo già da piccolissima, dall'età di 6 mesi ad arrivare all'età adulta ) Dovuto al lavoro di mio padre ( Ministero Degli Affari Esteri, (Ambasciate d'Italia ), i cosìddetti Corpi Diplomatici nei paesi ospitanti ) e questi, sono in tutte le capitali del mondo, i dipendenti vengono chiamati al di quà e al dilà del globo, quindi è d'obbligo
Ricordo che per footuna mio padre era vicino alla pensione ed aveva già in mano una richiesta di trasferimento a Conacry, in Guinea...., .quando si sono accorti che mancavano 8 mesi alla pensione stopparono l'ennesimo trasloco
Se poi parliamo dei Consolati Italiani, quelli sono sparsi ovunque, basta guardare Milano,dopo New York, ha il maggior numero di consolati dove tutti i principali paesi sono presenti, anche solo con un ufficetto ma ci sono

Pensate a quante persone sono in continuo spostamento nel mondo, TUTTI per obbligo e per scelta come tipologia di lavoro

Messaggioda babbocorso » 11.08.2017, 22:57

Qui lo dico ma mi raccomando non ditelo ai perfezionisti che sono così perfetti che se una cosa non è perfetta come aggrada a loro, allora non ne vale la pena.
Su La Stampa di oggi (11/08/2017), nelle pagine interne si parla del fatto che con ottobre di quest'anno cominceranno i lavori per la realizzazione di un Hub di distribuzione del marchio Zalando.
Non c'è ancora il colore dei capelli del direttore personale ne quello degli occhi di quello generale per cui non vi dico che si prevedono 1000 posti di lavoro in zona, ancora non definita, del Nord Italia.
Se per caso avete qualsivoglia contatto con qualcuno che ha a che fare con questa multinazionale tedesca della vendita online, non contattatelo per avere informazioni tanto non si sa ancora nemmeno quanti peli ha nel naso il responsabile vendite.

Verifiche su La Stampa di oggi, pagine interne, ma nazionali.

Io non vi ho detto nulla che tanto non è vero, non ne vale la pena, è stupido, ecc ecc ecc.
Anzi; non vi saluto nemmeno che mica sono sicuro che....
Messaggioda stefanocolombo » 12.08.2017, 0:00

Gioia59 ha scritto:
Da un'indagine del Confartigianato che riporto, dicevano che In questa Italia della disoccupazione giovanile "alcuni" posti di lavoro (ca 1500) restano "vuoti" perché nessuno li vuole o sà farli, . parlando di alcuni mestieri che stanno scomparendo perché fisicamente faticosi e con manualità che non s'impara nelle aule universitarie bensì nelle ormai rare botteghe dei vecchi artigiani ecc .! tipo :panettieri, pizzaioli pastai,cuochi, marmisti, falegnami, sarti, giardinieri.e cosi via
Fare il giardiniere, panettiere o il falegname oggi, viene considerato una "diminuzione" da chi ha trascorso la propria gioventù sui libri, ecco perché c'è tanta domanda e poca offerta. Si tratta di lavori pesanti, ed inizialmente poco pagati quindi nessuno sceglie di seguire quest'arte, non proprio nessuno, qualcuno c'è, ma non si può parlare di arte!
Leggevo anche che nelle stalle dove si munge il latte per il parmigiano Reggiano quasi un lavoratore su tre è indiano mentre in Abruzzo il 90% dei pastori è macedone ( Il lavoro c' è...)
Inoltre, la Coldiretti ha rilevato che i lavoratori extracomunitari sono diventati decisivi nella raccolta delle mele della Val di Non, nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala e nella raccolta delle uve per il Brunello di Montalcino, il tutto per per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo....

E IO CHE HO DETTO?
Bastava dire "HA RAGIONE IL COLOMBO".
E continuiamo a RAMMENTARE che i dati sono FASULLI: qualunque essi siano.
Il LAVORO NERO non può essere controllato dagli INESISTENTI CONTROLLORI, a loro volta spesso magari INCIUCIATI in questo genere di cose illegali.

IL LAVORO C'E', solo che I BAMBOCCIONI NON LO VOGLIONO FARE.
Col beneplacito di genitori pecoroni.
Gioia59 ha scritto:
Ah, la frase . CHI CAMBIA SPESSO è perchè o ha fatto malissimo i conti con l’oste o perchè ha dentro di se una incontentabilità dettata da seri problemi psicologici.

Non credo sia così, chi cambia spesso , a volte è pure obbligato,un esempio vissuto personalmente, ho traslocato in tante nazioni sia in Europa che fuori dall'Europa (e questo già da piccolissima, dall'età di 6 mesi ad arrivare all'età adulta ) Dovuto al lavoro di mio padre ( Ministero Degli Affari Esteri, (Ambasciate d'Italia ), i cosìddetti Corpi Diplomatici nei paesi ospitanti ) e questi, sono in tutte le capitali del mondo, i dipendenti vengono chiamati al di quà e al dilà del globo, quindi è d'obbligo
Ricordo che per footuna mio padre era vicino alla pensione ed aveva già in mano una richiesta di trasferimento a Conacry, in Guinea...., .quando si sono accorti che mancavano 8 mesi alla pensione stopparono l'ennesimo trasloco
Se poi parliamo dei Consolati Italiani, quelli sono sparsi ovunque, basta guardare Milano,dopo New York, ha il maggior numero di consolati dove tutti i principali paesi sono presenti, anche solo con un ufficetto ma ci sono

Pensate a quante persone sono in continuo spostamento nel mondo, TUTTI per obbligo e per scelta come tipologia di lavoro

Però NON MENARE IL CAN PER L'AIA MARIAGRAZIA: è assolutamente logico che io parlo per i soggetti che NON SONO SPINTI DA CAUSE DI FORZA MAGGIORE.
OVVIO che se sei la figlia di uno che viaggia per lavoro e trasloca a ogni cambio di stagione anche tu dovrai adeguarti (ma li il brutto non sarebbe tanto il cambio di lavoro, quanto il cambio di amicizie: sfarfallando qua e la non ti fai mai una vita...).
Io parlo di quelli che cambiano donne come le mutande, quelli che "oggi mi va di buttarmi a mare, domani salgo in montagna". Gente che trasloca "perchè li c'è uno che sente in radio Tiziano Ferro" o perchè "da casa mia non vedo le Dolomiti" e cose del genere.
Quelli che, beninteso illogicamente, cambiano sempre ristorante, località di villeggiatura, viaggiano qua e la per il mondo anche indebitandosi, cambiano vestiti ad ogni giro di lancetta di orologio e via dicendo.
Ne ho sentiti non pochi affermare "Sto lavoro mi ha stufato: vediamo cosa trovo", magari anche da una posizione privilegiata con uno stipendio principesco.
Ma alla fin fine il problema, appunto, non sta nel lavoro.
E' gente incontentabile.
Sempre!

https://www.youtube.com/watch?v=5vVT0I-7Bv4

Messaggioda ultimo » 12.08.2017, 8:24

@ Gioia
Gioia hai posto l’accento su un problema reale. Sorvolo sulla voglia di lavorare o di scegliere alcune particolari tipologie di lavoro, è un aspetto molto soggettivo. Quello che ho voluto dire con il mio sproloquio è che lo stato di crisi del settore ha messo a nudo sia gli anacronismi del sistema attuale, che non possono più essere difesi (uno per tutti il posto fisso vita natural durante), sia la necessità di adottare in modo sistematico nuove procedure di “reclutamento” che rispondano ad esigenze in linea con la nuova realtà lavorativa. Dobbiamo convincerci che non si può più lavorare come 50 anni fa, che è cambiato il modo di fare l’imprenditore (il termine “padrone” non si usa più) ma anche il modo di fare il collaboratore (il termine “dipendente” andrà sempre più scomparendo). Parlando di lavoro troppo spesso restiamo ancorati a uno schema che ha ormai fatto il suo tempo. Il contesto è profondamente mutato e noi oggi dobbiamo pensare e decidere per il futuro, non a conservare il passato. Oggi i bambini quando escono dalla mamma si fanno un selfie con il cellulare, tu cosa avevi in mano? Rendo l’idea? E’ doloroso ma, in prospettiva, certi rami secchi (mi riferisco a procedure non ad attività, capisci bene) vanno tagliati perchè non divengano un retaggio del passato destinato a morte certa o a sopravvivere nei libri di storia.
Parli di iniziative artigianali. La parola oggi non è resistere ma trasformarsi. I professionisti lo hanno capito in anticipo. Guarda gli avvocati. Non aprono più un singolo studio (costa una pacca ed è difficile iniziare), ma si mettono assieme a un penalista, a un architetto, a un commercialista o chi altro e fanno uno studio polifunzionale in grado di rispondere a una realtà complessa, come è quella attuale. Non si scambiano i clienti, offrono ai clienti un servizio completo che finora avevano solo in modo frammentario. Il singolo avvocato oggi nasce morto. Anche il fisco si sta adegiuando e ha allo studio nuove forme giuridiche che meglio esprimano la nuova realtà. Non ti immagini come il mondo dell’attività professionale sia in fermento e stia trasformandosi.
Idem per gli artigiani. Se rimangono soli sono destinati a scomparire. I vecchi pellettieri ad esempio, maestri nel lavorare coccodrillo e struzzo, chiudono. Fendi, Armani e le grandi case (che hanno capito in anticipo i mutamenti in atto) hanno fatto sezioni interne specializzate che li hanno sostituiti, rendendoli sì più funzionali e finalizzati, ma assai più produttivi. Non li hanno fatti sparire, li hanno inglobati. Non sopravvivono, sono ridiventati produttivi. Quelli che sono rimasti fuori… ahimè.
Vuoi che in questo sconvolgimento organizzativo anche il lavoratore non debbia cambiare pelle? Bisogna uscire dai vecchi schemi. E’ vitale. Hai parlato di mungitori. Oggi non “tirano” più il latte, applicano i succhiatori. I contadini non seminano più guardando la luna (non è vero, ma facciamo finta), ma parlano di ogm di culture intensive di agronomi di macchine di comunità europea, di quote latte ecc. Il piccolo campetto da coltivare è relegato a un hobby. Se hanno bisogno di collaboratori li cercano adeguati a questa nuova realtà. Certo che vanno bene gli extracomunitari, ma se li “lavorano” a poco a poco per renderli sempre più efficienti, preparati, utili alla loro attività e quando sono diventati “bravi” non se li fanno scappare ma se li associano. E loro lo hanno capito e stanno volentieri al gioco perchè sanno che, se dimostrano di saper collaborare intelligentemente alla opportunità offerta, per loro c’è una strada aperta. Da sguatteri diventeranno chef. Una lezione per i nostri laureati.
Voglio farti un esempio per spiegarti come chi cerca “un posto” si deve adeguare alle nuove esigenze: il curriculum. Oggi si fanno le cose con intelligenza, siamo informatizzati. Il curriculum si scarica da internet, stile europeo, lo si compila adeguatamente e lo si spedisce, e.... chi lo riceve puntualmente lo cestina. Perchè? perchè è inutile. Mandare una copia della tessera sanitaria e della carta di identità è più utile e veloce. Ti dò di seguito un esempio di curriculum che certamente verrebbe letto fino in fondo. Ho calcato la mano esagerando un po’, ma solo per farti capire che occorre un approccio diverso, quindi leggilo con gli occhiuali giusti.

CURRICULUM di …….
--- Anagrafe
sono nato a Milano il 5 novembre sì, sono di milano, la città dove la Madonnina al mattino presto spara un colpo di pistola e tutti cominciano subito a correre per produrre. Sì, sono uno scorpione. Quello che se ne va in giro tranquillo ma che, se si vede minacciato, prima si guarda in giro per capire poi per salvarsi non ci pensa un attimo e uccide. Ve lo dico subito perchè vi sappiate regolare.
--- Istruzione.
Liceo scientifico. Adesso mi piacerebbe fare l’università, ma lavorando e con famiglia e con certe pasioni ... avete capito no? E’ vero non sono mai stato il primo della classe. Ero un ragazzo normale. Il minimo indispensabile per passare l’anno. Purtroppo, col senno di poi... aveva ragione mio padre, ma ormai è tardi. Mi piaceva fare il bulletto con le ragazze, ma non sono mai stato un bullo. Adesso cerco di colmare l’università, che non ho voluto fare, con aggiornamenti professionali continui. Sono indispensabili. Non sono un “culo di pietra” non lavoro in camicia bianca e cravatta ma so che per risolvere i problemi bisogna sedersi a tavolino e concentrarsi, anche con una tuta sporca.
--- Competenze
Sono esperto di motori. Ascolto un rumore per tre minuti e vi dico cosa non va e cosa può fare. Sono pronto a una sfida con qualche vostro ingegnere, e se dovesse prendermi in castagna vi faccio uno sconto sullo stipendio per venire a imparare da lui. Esperienze lavorative Ho fatto il cameriere in pizzeria. Avevo bisogno di soldi per comprare un’auto. Mio papà non me l’ha regalata perchè non fatto l’università. Portavo le pizze al tavolo e dicevo “il nostro cuoco l’ha fatta proprio per lei. Ha visto la sua bellezza e ha detto che ci ha messo qualcosa in più, solo per lei”. Ero convinto che nel lavoro ci devi mettere del tuo e non farlo e basta perchè sei pagato. Le signore apprezzavano e tornavano e ogni volta la frase era diversa.
Un anno dopo mi sono fermato davanti a un’officina di riparazioni dove stavano aggiustanto (?) un motore. L’ho ascoltato per un po’ e ho detto al meccanico “guarda che ha un leggero difetto a un pistone”. “E tu che ne sai?” mi ha risposto. Ne abbiamo parlato. Il giorno dopo ero quasi assunto (in nero)
Da quella volta ho cambiato 6 officine, sempre più specializzate, anche nelle benzine. Potrei raccontarvi molto. Quando non avevo più niente da imparare o non trovavo passione me ne andavo.
La mia competenza attuale? presto detto: sono un ladro, amo scassinare casseforti a otto cilindri. Dovunque sono stato ho rubato l’esperienza degli altri colleghi, ho studiato per conto mio, ho fatto corsi di aggiornamento, ho avuto dei maestri eccellenti e appassionati che non erano laureati ma sapevano toccare i motori nel punto G. Se non lavoravano in officina andavo io a cercarli. Questo mi ha portato a lavorare su motori sperimentali, da perderci le notti. Ma tutto questo non mi basta.
--- Richieste
Voi cosa avete da offrirmi? soldi? ne possiamo parlare ma é l’ultima delle mie attese. Avete un maestro appassionato da cui possa imparare qualcosa di nuovo? avete una sezione sperimentale di ricerca?
sì? allora eccomi, vi assicuro che sarò umile, sottomesso, paziente, curioso, disponibile,... ladro.
no? allora non mi interessate. Tanto lo so che prima o poi finirò in Ferrari.
--- Recapito
Mi potete trovare a ....... Ma se non disponete della materia prima che ho detto non chiamatemi nemmeno, non mi interessate.

Ripeto, ho calcato la mano, ma...

Messaggioda babbocorso » 12.08.2017, 9:21

Visto che non si sta parlando di posti di lavoro ma della filosofia del lavoro e lavorare, vorrei dire che...

...se poi, per puro caso, a qualcuno viene in mente che tra i vari soggetti che concorrono a definire il mondo del lavoro ci sono anche i "datori di lavoro" magari si completa l'immagine.
I "datori"; conoscete ?!
Quelli che hanno ricevuto e ricevono, dalle tasche di tutti noi, migliaia di miliardi di aiuti all'impresa,
di agevolazioni fiscali,
di accondiscendenza dei politici -in funzione della loro importanza, a partire dai sindaci terminando con i capoccioni di turno-
Quelli che delocalizzano perché vogliono pagare stipendi fatti di pugni e calci.
Quelli che ricattano le donne per permettergli di mantenere il posto.
Quelli che hanno profitti alle stelle e portano i soldi in Svizzera
Quelli che, ultimamente, non hanno nemmeno bisogno di inventarsi "la giusta causa" per licenziare
Quelli che non licenziano i fannulloni scansafatiche ma i delegati sindacali e assumono i raccomandati perché poi "una mano lava l'altra"
Quelli che uno strozzino, durante una intervista anonima, ha definito "Guardi che buona parte di quelli che vengono da noi basterebbe che scendessero di un cicinin il loro stile di vita e non avrebbero questa necessità"
Quelli che sono i maestri del lavoro nero
Quelli che si fregano le mani perché c'è stato il terremoto a L'Aquila
Quelli che ci hanno riempito le strade di rotonde "alla francese"

e via dicendo in un elenco moltooooo infinito

Chessò; giusto per aggiungere i più schifosi,
Quelli delle buste paga "ritoccate" e del TFR non pagato.
Quelli delle banche che non dovevano né vedere né parlare ma solo dare i soldi agli amici degli amici
Quelli delle loro buonuscite ed entrate milionarie indipendentemente dai risultati ottenuti.
Quelli della strage di Viareggio che hanno così "care" amicizie da essere riusciti a non far costituire lo stato italiano come parte civile contro i responsabili

QUELLI CHE SI RIFANNO LA LORO VERGINITA' DI BAGASCE IMPUNITE CITANDO QUEI POVERI DISGRAZIATI, SERI E CORRETTI, CHE HANNO COMPIUTO ATTI INSANI. SPAVENTOSA MINORANZA IN UN OCEANO DI OPPORTUNISTI, SFRUTTATORI, SERVI E PADRONI DELLA POLITICA. AMMANICATI CON LE VARIE MAFIE E RICICLATORI DEI LORO SOLDI.

Ecco; se qualcuno vuol parlare di lavoro dovrebbe avere almeno questa onestà intellettuale e non essere servo sciocco di un sistema dove ci sono dieci persone che si fottono il resto, loro compresi, della popolazione.
Dimenticavo; sparare nel mucchio dei poveri non costa né si paga nulla mentre leccare il culo ai padroni è un ottimo biglietto da visita, di questi tempi.

Mai come adesso le leggi fondamentali dell'analisi marxista della società sono state vere!

E adesso mi raccomando; da bravi ipocriti , cancellate tutte queste verità -vi suggerisco la formula "il solito comunista"- e ricominciate con l'allenamento di lingua.
Traslando un Vecchioni d'annata "...e se hai la lingua sporca tienila in bocca, nessuno lo saprà..

Messaggioda Gioia59 » 12.08.2017, 15:40

@Ultimo
Molto sottile , rende benissimo l'idea/concetto, a questo punto non mi resta che cantare " O mia bella Madunina ", scherzi a parte, ahimè è una situazione legata al sistema " meccanismo Italia " che non funziona......

@ babbocorso,
- Quelli delle buste paga "ritoccate" e del TFR non pagato.

Mi hai rammentato un fatto accaduto a mio figlio nella sua prima busta paga molto ambigua.... mi spiego : dopo lo stage , rispose ad un annuncio come aiuto cuoco " gavetta , l'offerta era 500 E al mese 8 ore di lavoro con una mezz'oretta di riposo quotidiano dopo che la cucina fosse ripulita e pronta per riprendere di sera, vitto e alloggio un giorno alla settimana di riposo che era il giorno di chiusura dell'hotel-ristorante, ricordo era il mercoledi , torna a casa tutto contento, mamma , entro domani sera devo dare una risposta, accetto, raccontandomi quanto sopra, io ovviamenta contentissima di vederlo entusiasta mi disse anche che entrando a vedere la cucina ha incontrato un suo amico di classe,che lavorava anche lui là

Bene, l'indomani conferma, con la mia amica andiamo al centro commerciale a prendere la divisa da cuoco ecc era tutto "gasato "
Ok, giovedi inizia e il mercoledi dopo rientra a casa raccontandomi l'andazzo e dicendomi che il suo amico gli ha detto di chiedere al titolare se poteva fare la domanda all'INPS, la legge 104 (3 giorni retribuiti a chi ha un familiare invalido ) ( l'avrebbe senza alcun dubbio ottenuta )
Gli risposi che conoscevo questa legge ma che forse era meglio che aspettasse un qualche mese, il tempo che il suo titolare si rendesse conto di come lavorava e dargli il tempo di conoscerlo, lui subito, no, sono già andato a parlare con lui, (ahaha,carattere impulsivo, chissà da chi ha preso... meglio sorvolare l'argomento, ) mi disse , ho chiesto al titolare della 104 e lui mi ha risposto " li hai già.i 3 giorni , praticamente i tre giorni di chiusura del mese, hmmmmmm , usa i suoi riposi settimanali.....! Io ovviamente non ho infierito ma avevo capito con chi avesse a che fare, un titolare con al seguito un commercialista furbetto, mio figlio andò avanti ugualmente ed io lasciai fare anche perchè trovo giusto che impari a scontrarsi con i problemi reali di vita quotidiana e di lavoro
Dopo 3 anni di ca. 10 ore in cucina , Natali e capodanni senza i riposi pomeridiani e nessun rientro a casa, stipendio arrivato a 1000 E , certo, sudore e sacrifici ma è contento lo stesso della scelta fatta, il suo obiettivo è diventare "chef "un paio di mesi fa ha lasciato ( il TFR deve ancora arrivare) per aiutare un pò suo fratello il più grande e nipote al bar, adesso però è a Milano, e quando dico che da cosa nasce cosa...., prima di andare a Milano, l'ho aiutato a preparare un curriculum
A Milano, sapendosi muovere in internet ha risposto ad un annuncio, è andato a colloquio, ed i primi di settembre inizia, ( la fortuna lo ha baciato) farà " catering " in giro a feste private , eventi importanti con nientepopodimeno delll'ex chef de cuisine privato di Armani, quest'ultimo stancatosi di andare in giro per il mondo con Armani, si è messo in proprio e fa " catering ", gli serviva un ragazzo in più
Che dire, sono orgogliosa di mio figlio, imparerà nuove situazioni, conoscerà gente nuova ,si è anche già comprato una divisa nuova che desiderava, bellissima, tutta nera con colletto rosso, bottoni rossi risvoltini rossi , Bruce Lee :lol: , prima di iniziare verrà a trovarmi per farmi vedere come sta con la sua divisa preferita, che emozioni....
Immagino già quando andrà definitivamente a Milano, ma è giusto che si faccia la sua vita, le sue esperienze , deve imparare a volare con le sue ali, come mamma posso dire di essere fortunata anche io di avere un figlio in gamba, si


Messaggioda FriggaAesir » 12.08.2017, 19:35

Gioia59 ha scritto:
Dopo 3 anni di ca. 10 ore in cucina , Natali e capodanni senza i riposi pomeridiani e nessun rientro a casa, stipendio arrivato a 1000 E , certo, sudore e sacrifici ma è contento lo stesso della scelta fatta, il suo obiettivo è diventare "chef "un paio di mesi fa ha lasciato ( il TFR deve ancora arrivare) per aiutare un pò suo fratello il più grande e nipote al bar, adesso però è a Milano, e quando dico che da cosa nasce cosa...., prima di andare a Milano, l'ho aiutato a preparare un curriculum
A Milano, sapendosi muovere in internet ha risposto ad un annuncio, è andato a colloquio, ed i primi di settembre inizia, ( la fortuna lo ha baciato) farà " catering " in giro a feste private , eventi importanti con nientepopodimeno delll'ex chef de cuisine privato di Armani, quest'ultimo stancatosi di andare in giro per il mondo con Armani, si è messo in proprio e fa " catering ", gli serviva un ragazzo in più
Che dire, sono orgogliosa di mio figlio, imparerà nuove situazioni, conoscerà gente nuova ,si è comprato una divisa che desiderava, bellissima, tutta nera con colletto rosso, bottoni rossi risvoltini rossi , prima di iniziare verrà a trovarmi per farmi vedere come sta con la sua divisa preferita, che emozioni....
Immagino già quando andrà definitivamente a Milano, ma è giusto che si faccia la sua vita, le sue esperienze , deve imparare a volare con le sue ali, come mamma posso dire di essere fortunata anche io di avere un figlio in gamba, si

Magari puoi essere fortunata per avere un figlio "lavoratore"; ma sull' "in gamba" io ci penserei.
Lavorare per "500 euro al mese 8 ore di lavoro con una mezz'oretta di riposo quotidiano dopo che la cucina fosse ripulita e pronta per riprendere di sera, vitto e alloggio un giorno alla settimana di riposo" per poi arrivare dopo tre anni (3) a 1000 euro per "10 ore in cucina, Natali e capodanni senza i riposi pomeridiani e nessun rientro a casa" a me sembra proprio una cosa da gran fesso (con tutto il rispetto).
Manco uno sguattero in un grande albergo prende così poco, figuriamoci qualcuno che lavora in cucina.
Ma certo, magari lo chef principale prende anche dagli 8000 in su e tutto quel che prende lui è perchè è risucchiato dalle buste paghe dei collaboratori.
Ho visto fare di questi giochetti: il titolare della struttura dice allo chef "Tu prendi tot più tutto quello che non diamo ai tuoi sottoposti".
Ovvio che è una corsa al massacro.

Ah: uno non si stanca dall' oggi al domani di "andare in giro per il mondo con Armani", ma semmai viene defenestrato per qualche motivo.
Io, fossi in te, investigherei: la fregatura è sempre dietro l'angolo....

@Colombo: il quadretto che dipingi del mondo del lavoro è sconsolante, ma capisco che è reale. E comunque anche io ho le amiche che "cambiano per il gusto di cambiare" e sono incontentabili.
Sono le stesse che hanno gli armadi e le cantine piene di borsette, di scarpe, di vestiti, magari messi solo una volta. Come gli uomini (o le donne), cambiati a piacere anche solo per una volta.
Personalmente penso sia più noioso cambiare sempre come fanno loro che non restare "fedeli ad un idea" come faccio io che, da donna, non mi vergogno ad usare sempre gli stessi accessori (ho una borsa di pelle nera che ha quasi i miei anni, per dire...) e ad uscire sempre con le stesse amiche.
Ma molte volte chi cambia spesso lavoro è anche perchè non riesce a fare quel che ha e cerca qualcosa di più alla propria portata. E tragicamente non sapendo fare niente non potrà mai trovare niente che vada bene.

Messaggioda Gioia59 » 12.08.2017, 22:16

@ FriggaAesir

Allora, cominciamo col dire che se hai un obiettivo e vuoi raggiungerlo c'è un percorso che quasi tutti fanno e di solito si inizia ad entrare nel mondo del lavoro con " fare la gavetta ", significa vivere quel periodo particolarmente duro,di solito riservato ai giovani,che puo essere di apprendistato per imparare un mestiere e, che conduce un pò all' indurimento del carattere e alla consapevolezza che la vita da adulti e' " bella a condizione che.... " prima si deve affrontare il dovere , il lavoro e il sacrificio, per poi avere dei risultati

Poi , erano 5oo E con vitto e alloggio , alloggi belli, puliti tutti i giorni ,Tv , wi- fi , frigo- bar sempre pieno, un Hotel.ristorante tant'è che finito il lavoro serale, il suo amico aveva messo in camera la WII per giocare e distrarsi un pò con lo chef fino all'una circa
Il titolare cercava due aiuto cuochi , un posto era rimasto vacante, vedevono entrare ragazzi in cucina ma nessuno accettava finchè non arrivò un Rumeno, mi disse bravissimo a fare i dolci e così si era creata un' equipe omogenea, andavano d'accordo ,lo chef verso le undici e alle 18 preparava ai tre un pasto sfizioso ed il Rumeno li deliziava con dolcetti, direi che è la cosa più importante, regnava l'armonia tra di loro, si aiutavano ecc e di sera tornei in quattro alla WII e così via
Dopo un anno, il titolare è salito a 1000 E, e sempre con vitto e alloggio
All'nizio del terzo anno iniziavano ad arrivare i tirocinanti e lì , se la prendeva con calma... facevano pelare patate carote pulire i pesci ,lavare i piatti...ecc , mi faceva ridere quando mi raccontava ste cose e anche lo chef lasciava passare perchè è una ruota che gira....

Riguardo al nuovo impiego, l'ho messo abbastanza sull'attenti, non è sprovveduto saprà regolarsi!
Poi io da quà sono sempre in contatto con lui via Internet ecc

Certo che se quasi tutti dicono ahh,solo 500 E, tanto vale che rimango a casa ecc non andranno mai avanti nel verso giusto, il futuro sono i giovani ! L'obiettivo è il timone della nave e senza obiettivi la nave rimane ancorata

Messaggioda FriggaAesir » 13.08.2017, 0:59

Gioia59 ha scritto:
Poi , erano 5oo E con vitto e alloggio , alloggi belli, puliti tutti i giorni ,Tv , wi- fi , frigo- bar sempre pieno, un Hotel.ristorante tant'è che finito il lavoro serale, il suo amico aveva messo in camera la WII per giocare e distrarsi un pò con lo chef fino all'una circa

E meno male che c'era anche vitto e alloggio.
Ma ci immaginiamo 500 euro con vitto, alloggio e trasporto da pagare?
In certi posti manco in un pensionato trovi posto con 500 euro...

Dai, Gioia59, non diciamo fesserie, va bene la gavetta, ma lo sfruttamento resta sfruttamento come i tirocinanti presso gli architetti...vanno a fare la spesa, portano le merendine, parcheggiano l'auto del capo, ma non prendono il becco di un quattrino perchè sperano nella famosa "firma".
Colpa dello stato che non controlla.
O che se controlla...gli sta bene così.

Cito un testo trovato in rete:
"Nelle aree settentrionali gli stranieri guadagno mediamente di più rispetto agli stranieri che lavorano nel Mezzogiorno: si tratta di comparare ad esempio i 1.113 euro al mese di un immigrato che lavora in Friuli Venezia Giulia e i 674 euro di uno straniero in Calabria."

670 euro: sempre di più di 500. A questo mi riferivo.
Tu dici che tuo figlio ha fatto esperienza e gli servirà?
Te lo auguro.
Le mie amiche che hanno girato i vari alberghi se non si "davano da fare" in altri modi col cavolo che facevano carriera.
Ma magari tuo figlio sarà fortunato...
O speriamo abbia il capo "femmina".....

Messaggioda babbocorso » 13.08.2017, 10:08

Frigga; se ti serve anche un martello pneumatico, dell'esplosivo, napalm, C4, radiazioni gamma, camionate di gatti neri da far passare davanti, chilometri di scale sotto le quali passare, treni merci di sfiga in polvere, pasticche o baccelli...non hai che da chiedere.
Quando ti sarai stufata di buttare merda su tutti e fare sfoggio di cinismo al calor bianco; cerca, cerca bene e vedrai che pure tu un poco di umanità ce la hai.
Non ti spaventare; è solo sentimento, innocuo sentimento. Non morde né punge. Non picchia, non urla, non ferisce e tantomeno uccide. È quel qualcosa che ci ha resi così peculiari, diversi da buona parte delle speci viventi. Poi, sai; la natura va per tentativi ed alcune ciambelle nascono senza il buco. Vero, Frigga?!
. Su quello si che sei brava; l'umanità, intesa come rispetto e tutela della propria persona, come regole morali a difesa del "sentire" ed "amare", del coinvolgimento emotivo e del rispetto di tale coinvolgimento, se riguardano te , le conosci e vuoi che ti siano riconosciute, vero?! Insomma; quel che mio è mio e sul tuo, se sono in buona, ne parliamo sennò è mio. Somigli tanto ad un altro, che scrive e quanto scrive su queste pagine. È tuo fratello? Gemelli omozigoti? Due scherzi della natura?

Messaggioda Gioia59 » 13.08.2017, 10:54

@ babbocorso, 'nnnaggia, hai dimenticato i Patriot ma li ho io nelll'hangar !


@ FriggaAesir

E' giusto che i giovani vadano incentivati e sostenuti ma, ripeto e lo dirò sempre, se non hanno la mentalità giusta e, i genitori fanno finta di niente è logico che si "accomodano..."
Mancano scuole serie che formano questa gioventù, direi quasi che si brucia in fretta

Oggi gli adolescenti vogliono " arrivare " in fretta, cercano scorciatoie, e spesso sono pure arroganti !, (la mia esperienza con una ventina di ragazzi), vogliono tutto e subito bruciando tappe importanti, e la nostra società che fà ? Non aiuta, faccio un esempio banale, il programma " Amici " e non solo, cosa insegna ? tutto e subito.....


Vedo molti genitori che non vogliono che i figli falliscano, invece di lasciare che affrontino le difficoltà, liberiando loro le strade e togliendo ostacoli per rendergli facile la vita, risultato, poco impegnati al sacrificio e rinunce, di conseguenza, privi di ideali.
Le difficoltà fanno parte della vita e solo affrontandole, i nostri figlioli potranno sviluppare quelle capacità di adeguamento di cui avranno bisogno più avanti. per il loro futuro, sono convintissima che sia così, se lavorassimo tutti insieme, Stato ed Istituzioni comprese forse cambierebbe qualcosa ma
come al solito, "fatta la legge, trovato l'inganno " e tutti i "raggiri " che noi over ben conosciamo, Potrei raccontarvi tante di quelle situazioni che avvalorerebbe il mio punto di vista

500 E ? un ragazzo/za di 19/20 anni ma ben vengano piuttosto che niente.. impareranno a gestirseli

Ultima cosa, mio figlio al quarto anno di scuola alberghiera, mi raccontava che giravano voci di corridoio, molti genitori pensavano già di mandare i figli alle selezioni tipo Masterchef ecc
Ecco !, con questo ho detto tutto ....! E mi fermo quì che è meglio ,


Messaggioda farasabina » 13.08.2017, 12:36

da FriggaAesir » 13.08.2017, 0:59
.....................................................................................................670 euro: sempre di più di 500. A questo mi riferivo.
Tu dici che tuo figlio ha fatto esperienza e gli servirà?
Te lo auguro.
Le mie amiche che hanno girato i vari alberghi se non si "davano da fare" in altri modi col cavolo che facevano carriera.
Ma magari tuo figlio sarà fortunato...
O speriamo abbia il capo "femmina".....



FriggaAesir...ma cosa dici? Da una donna tosta come te non mi sarei proprio aspettata una tale conclusione. Sai bene che chi ha cervello (capacità e competenze si acquisiscono con la pratica) non si avvarrebbe di altri "espedienti" per lavorare. Anche perché altrimenti la paga non te la darebbero per il tuo lavoro di cuoco, barista, cameriera....architetto ecc.. ma per le tue...prestazioni...attribuibili ad altra qualifica...
E nel caso sarebbe ben sciocco "darsi da fare" per poi far una carriera ....senz'altro meno fruttuosa di quel che potrebbe essere.....con ampi margini di autonomia e ....magari svolta all'aperto! Ti pare? A parità di "impegno" perché scegliere la meno fruttuosa se si è disposti a "darsi da fare"?

Comunque, parlando seriamente, ritengo importante fare la gavetta e, una volta acquisite le competenze necessarie, essere consci delle proprie capacità e farsi valere. Io parto (anzi sono partita) dal presupposto che il mio datore di lavoro mi paga 100 perché lo stesso ricava almeno 150 dal lavoro che svolgo (non avendo altra...ragione, chiaro?).
Ricordo che in una occasione, in sede di colloquio di selezione per un impiego, ho "dettato" io le condizioni...di retribuzioni e di orario: quando l'esaminatore mi confutò che erano loro che "offrivano" l'impiego e che quindi erano loro a stabilire le regole , io risposi "Certo! Infatti voi offrite un impiego ed io sto offrendo il mio lavoro. Io so quanto valgo e le mie competenze. Nessuno vi obbliga ad assumermi se non volete accordarmi quanto da me richiesto e nemmeno io sono obbligata ad accettare le vostre condizioni. Quindi pensateci e fatemi sapere.!" Sapete com'è finita? Due giorni dopo mi hanno assunta....
Messaggioda Gioia59 » 14.08.2017, 9:51

@ FriggaAesir

Volevo dirti un'ultima cosa, riguardo " la fortuna lo ha baciato " lui ha lasciato il lavoro che aveva, rischiando , al buio, senza avere un'altro lavoro pronto e questo per aiutare suo fratello al bar ma si è accorto che non fà per lui quindi forte e consapevole di trovare altro è andato a Milano cercando di uscire dal culo della montagna, effettivamente era rinchiuso con gli altri sul cucuzzolo ed ovviamente altre possibilità lassù non ne avrebbe trovate quindi ha fatto una scelta rischiosa ma conoscendolo sapevo che non sarebbe rimasto con le mani in mano , le sue esperienze le ha fatte eccome (belle e brutte) alcune volte mi tornava a casa con mani ferite da tagli, bruciature ecc ma fanno parte del suo lavoro , di un ragazzo che non ha paura di sporcarsi le mani e questo per dirti che non non gliene frega niente di lavorare in un Hotel quattro stelle , alla Trattoria di nonna Carmela ,con gli chef di Dolce & Gabbana oppure a settembre con l'ex chef di Armani, non è che con la premiata Ditta di catering le sue mani profumeranno e non si taglierà più , profumeranno ancora di aglio N°4, cipolla N° 3, pesce N° 5 , olio ecc ecc e qui il nostro ex chef "Navyseals " avrebbe commentato tanto anche lui
Sono semplicemente le modalità di lavoro che cambiano, tutto cambia,,,, il catering è un'altro mondo, nel suo caso, un mondo all'aperto , chi li chiamerà saranno persone nel mondo della moda per eventi, feste all'aperto oppure anche in caso di terremoti , subentrano loro ,con cucine da campo ecc, quindi un lavoro fuori dalle solite cucine, soliti schemi, con tutto quello che il catering offre e non è detto , come dico sempre che da cosa nasce cosa , ho appurato che lo chef è veramente l'ex di Armani, con moglie ed un figlio quindi capisco il suo interrompere i suoi continui viaggi all'estero ormai la sua clientela se l'è fatta ed ha intrapreso iun suo lavoro in proprio , a Milano e d'intorni , direi assolutamente logico è così che si va avanti nel mondo del lavoro se si ha voglia di lavorare! Quindi, si, è stato baciato non solo dalla fortuna ma anche premiato dall'impegno nella RICERCA DI UN LAVORO,(e, saranno nuove esperienze un bagaglio non indifferente ), senza conoscenze nè varie pedate nel sedere, lo ho aiutato solo con un curriculum molto semplice senza tante moine, seplicmente nella sincerità del suo percorso, con il
il buon presupposto di fare una buona semina, ecco.....!

Ogni tanto spuntano quà e là le graminacee........ecchelodicoaffà......Adesso veramente mi fermo e lascio spazio ad eventuali nuovi annunci e/o commenti riguardo al lavoro ma proporrei se le discussioni vanno avanti di aprire un post solo per commentare le esperienze personali e lasciare libero questo a chi ha bisogno e veramente e cerca lavoro Ecco, si, lo apro e passo questi commenti a seguire



Messaggioda EMILIA31 » 14.08.2017, 11:13

Peccato.
Non credo ci sia altro da aggiungere.

Buon Ferragosto a voi tutti.
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EMILIA31


Messaggioda FriggaAesir » 14.08.2017, 11:22

Gioia59 ha scritto:
Volevo dirti un'ultima cosa, riguardo " la fortuna lo ha baciato " lui ha lasciato il lavoro che aveva, rischiando

etc.


"Rischiando" è la parola esatta.
Cara Gioia59, non so se ti sei guardata intorno.
Di sicuro, a quanto vedo, sei una persona molto ottimista, molto impulsiva e pronta ad entusiasmarti per ogni singola cosa, ma il vero catering è un perfetto "salto nel vuoto".
Esso funziona come tutte le novità (essendo un attività di recente espansione: c'è sempre stato, ma oggi molti lo scelgono al posto dell' ambiente fisso per la ristorazione/ricreazione): si guadagna nell' immediato appena l'attività prende piede e le prime persone la scelgono come business, poi appena tutti salgono sul barcone degli sfollati...man mano le cose cambiano, la situazione peggiora e non si guadagna più nulla (o quasi, o, quantomeno, solo pochi ne traggono un utile rispettabile):
Esempio lampante? Parafarmacie e negozi di vendita di sigarette elettroniche.
Cause indubbiamente fiscali e di responsabilità (volendo un catering stupido lo apri con qualche piatto di plastica, due bicchieri di carta, una pasta al forno comprata alla rosticceria e due pasticcini dell' hard discount!) hanno spinto molti a liberarsi degli orpelli di immobili e di controlli fiscali (facendo catering nessuno, se non dietro spiata mirata, sa dove sei, cosa fai e quando lo fai...il catering è una delle migliori condizioni per i guadagni in nero essendo il tutto una vera e propria "bolla di sapone"...) preferendo il trovarsi degli eventi ad hoc e scegliendo collaboratori da assumere "alla giornata" che non pesano durante l'anno sulle casse dell'azienda.
Ma ci pensi, Gioia? In un catering qualunque quante persone "fisse" ci vogliono veramente e quante sono intercambiabili? Abbiamo uno o più chef, un paio di persone di bassa manovalanza per spostamenti e messe in opera o, addirittura come nei casi normali, gente "tuttofare" (cameriere, trasportatore, montaggista, intrattenitore) che qua e la durante l'evento si da da fare per la buona riuscita del tutto.

Io non vedo il catering come un "posto decente", per questo mi permettevo di sollevare dubbi sulla scelta del figliolo.
Spesso e volentieri caratteri ribelli generano il caos: tutti siamo stati giovani e anche io ho fatto scelte avventate e sono qua a piangermele, da buona scapestrata.
Fortunatamente ho evitato il peggio, ma ci sono stata vicina. Da giovani non si sopporta nessun consiglio e non si vede al di là del proprio naso.
Proprio per questo dovremmo essere noi adulti (ammesso di essere persone coscenziose) ad educare ed indirizzare i figli nel miglior modo possibile.
Quindi io penso che sia meglio un posto fisso magari più alienante e meno eccitante ad un avventura "on the road" che potrebbe dare più soddisfazioni al momento dell'avvio e sicuramente grosse batoste in secondo tempo.
Perchè il rischio (mica tanto non pronosticabile) è che visto che il settore del catering è stato prescelto da molti come "nuova frontiera del guadagno" a breve l'onda negativa di ritorno travolgerà il settore.
Tutto qua.

EMILIA31 ha scritto:
Peccato.
Non credo ci sia altro da aggiungere.

Buon Ferragosto a voi tutti.

Grazie per la "pulizia"!!!
Ricambio gli auguri!

Messaggioda ultimo » 14.08.2017, 15:20

sul catering concordo con l'analisi di Frigga.
Se si è disponibili alla gavetta meglio un'esperienza di un paio di anni all'estero. Londra è la più indicata.
A Milano le assicurazioni, le banche, le società sportive e le grosse organizzazioni (soprattutto con proprietà straniere) si stanno orientando verso ambiti di ristorazione interni, anche di alto livello (non per tutti ovviamente). Dà più affidamento, anche perché il "parco buoi" è sempre numeroso. Tentar non nuoce, senza scoraggiarsi. E' un settore che richiede anni di pratica acquisita in ambienti molto qualificanti e diversificati. Importante è aver chiaro dove si vuole arrivare e fare scelte mirate … anche con stipendi da fame.


Messaggioda FriggaAesir » 14.08.2017, 15:45

ultimo ha scritto:
A Milano le assicurazioni, le banche, le società sportive e le grosse organizzazioni (soprattutto con proprietà straniere) si stanno orientando verso ambiti di ristorazione interni, anche di alto livello (non per tutti ovviamente). Dà più affidamento, anche perché il "parco buoi" è sempre numeroso.

Un "ritorno al passato".
Ricordo quando nelle aziende, specialmente quelle pubbliche (come gli ospedali) c'era la mensa interna.
Si mangiava bene e di tutto, il servizio era ottimo: quasi meglio di mangiare a casa.
Piatti e posate normali, varie portate, la possibilità di scelta anche al momento.
Poi ci sono state le scelte scellerate delle aziende di catering esterne: schifezze incellofanate su piatti di plastica da mangiare con posate al limite del delicato. Liste settimanali della serie "o mangi questo o salti il pasto". Le cose arrivano come capita...perlopiù fredde.
E le pietanze sono da incubo.
Io non penso si spenda di più ad avere una cucina interna con del valido personale, tanto quel che si risparmia col costo singolo dei pasti poi lo si pagherà in aumento dei prezzi concordato causa "mazzette varie".
Mi ricordo un posto dove lavorai anni fa in una provincia lombarda: tre donne (mamme di famiglia) a cucinare per una cinquantina di persone. Si sembrava a casa in quel refettorio.
Poi la chiusura della mensa. Con una gestione esterna da schifo. Infine i "Buoni Pasto" (altra mafia legalizzata).
Che schifo.

Viva, viva il ritorno alle buone e sane mense interne.

A proposito: che ne pensano le qui presenti madri delle schifezze in plastica propinate a scuola ai loro ragazzi?
Io sono cresciuta con la mensa scolastica interna: si mangiava da Dio e non si buttava via quasi nulla.
A sentire parlare le amiche delle porcate che propongono ai loro figlioli...Brrrrrrrrrrrrr!!!
@ FriggaAesir @ Ultimo

E' vero, sono sempre ottimista, impulsiva (ma ci stò ancora lavorando) vorrei vedere se fossi pessimista e trasmettessi ai miei figli / nipoti le ansie , paure, e negatività, penso sia meglio non scoraggiarlo/li, credo che le cose importanti le abbia già trasmesse quando erano piccini, adesso sono in un altra fase,nella fase dei consigli. poi loro fanno ciò che vogliono e se vanno a sbattere la testa, sono lezioni di vita, tante cose le ho capite anche io andando a cozzare contro i muri, ciò non vuol dire che sono una mamma /nonna perfetta , sbaglio anche io ma cerco di rimediare sempre
Capita anche che siano loro figli/nipoti ad insegnare qualcosa a me ed è vero, mi sento alcune volte dire : Vedi... avevo ragione io, hai una crapa dura , e hanno ragione, capita.....


Non ho esperienze o conoscenze dirette con il catering mi sono solo documentata, sarà mio figlio a raccontarmi come vanno le cose, potrò dire di più verso fine settembre/ ottobre magari vi darò ragione magari no, non lo sò, comunque non penso che lo chef sia sprovveduto, con una famiglia sulle spalle e con i tempi che corrono, penso che se ha fatto questo passo è perchè prima si è assicurato un certo tipo di clientela e poi si sià messo in proprio, e non penso che con il giro che ha metta piatti di plastica o cibi già pronti incellofanati ecc
Mio figlio mi ha detto che per gli allestimenti ha già quattro ragazzi ( e per dirmelo vuol dire che il dubbio lo ha avuto anche lui), che a lui adesso servono due aiuto cuochi, uno è lui l'altro lo ha proposto mio figlio, il suo amico rimasto ancora sul cucuzzo della montagna ma gli ha detto che vuole prima valutare ancora altri quattro ragazzi che si sono fatti avanti e di dire al suo amico di presentarsi da lui

Di più non saprei, vedrò più avanti come si evolve la situazione,, e se così non fosse vorrà dire che si cercherà un altro posto, ha dimostrato di essere in grado di trovarselo e và bene così

Ultima cosa, avrebbe potuto benissimo dire echissenefrega, rimango nel bar di mio fratello, lavoro con mia nipote, faccio quattro panini sfiziosi , un pò di tavola fredda perchè lì non possono mettere una cucina, uguale di sera e ha già finito il suo lavoro, invece ha detto:
Non fa per me il bar. voglio fare il cuoco, quindi dimostra di essere determinato nelle sue scelte giuste o sbagliate che siano ,, personalmente ,se lo vedo felice, lo sono anche io .
1° Parte

Altro aspetto di pari valore al lavoro è il salario.
Sia come valore lordo che netto.

Lordo; per tutte quelle voci che, soprattutto quando giovani, poco interessano ma della cui importanza tutti traiamo beneficio, anche se con i mille problemi che ben conosciamo.
Netto; per misurare la capacità di indipendenza del soggetto.

A vent'anni quella che Guccini definisce "l'ingiuria degli anni" fa quasi sorridere tanto si avverte lontano, quasi un eco di terzo ritorno, il problema. Non ci si pensa o, quando lo si fa, non è riferito al processo degenerativo dell'invecchiamento che si conosce solo come spettacolo esterno -si guardano i vecchi e si vede la vecchiezza- ma ad un evento traumatico avvenuto ad amici, conoscenti e generalmente riferito a sorella Morte piuttosto che a evidenti traumi fortemente handicappanti. Ne consegue un atteggiamento "filosofico" dì rifiuto del perché tutti quei soldi che non si trovino in busta paga e vadano dispersi in mille rivoli, perlopiù sigle incomprensibili. Non è raro sentire frasi del tipo "ma datemi quei soldi che so ben io cosa farci"
L' universo dei ventenni -ora, anche oltre, visto che non è raro sentire "un ragazzo di quarant'anni"- è refrattario a questo sentire. Ironizzano, forse anche come scaramanzia, perfino sulla sessualità dei "vecchi" figuriamoci sulle necessarie tutele. È un mondo molto più escludente che il suo opposto. Forse è giusto così; in effetti quelli troppo "seri" li portiamo dal dottore "sono preoccupato, dottore, mio figlio pensa alla pensione invece che ha scopare".
Io personalmente penso che sia giusto e auguro loro che duri il più a lungo possibile.
Mutua, pensione, infortuni, cassa integrazione guadagni. Tutte rotture che falcidiano la busta che se fosse più piena...-Un intero universo di cose affolla i pensieri del pensante-
Da quì si passa al netto che è poco, che non basta, che a volte non si prende nemmeno o si prende in ritardo. Oltretutto una politica stupida perché una società moderna è basata su una condizione di "ricchezza diffusa" Se gli addetti alla produzione guadagnano poco, poco spendono per cui gli addetti ai servizi incassano poco e chiudono. Non tocchiamo il tasto della GDA o GDO che si voglia, perché ce ne sarebbero infinite di cose da dire. Mi concedo solo di controbattere all'ipocrisia fetente e fetusa degli apologeti della grande distribuzione che si fanno forti di un dato, sicuramente vero quanto altrettanto falso. "Il numero di persone al lavoro facendo il saldo tra le chiusure dei negozi e le assunzioni nei supermercati è e resta un saldo positivo" Ora questa è la concretizzazione di come si possa dire una cosa vera dicendo una cosa falsa e parziale.
Falsa perché nelle piccole attività commerciali, negozietti, laboratori artigiani, mini-supermercati, era un intero nucleo familiare a lavorare pur figurando uno o al max due addetti per cui i numeri andrebbero ampiamente rivisti.
Falsa perché ci lavoravano persone libere mentre nella grande distribuzione sono schiavi moderni.
Parziale perché non prende in considerazione la capillarità di servizio che svolgevano i piccoli negozi, tenendo vivi i centri storici delle città -nei paesi,salvo quelli di una certa consistenza; diciamo sotto i mille abitanti, è stata la morte civile di intere comunità- Svolgevano funzione di calmieratore dei prezzi, merci o immobili che siano. Se poi aggiungiamo i problemi di viabilità ed la devastante corruzione o concussione che hanno alimentato -ora anche questi parametri sono saltati ma ricordate dove aprivano i centri commerciali? nei paesi della cintura intorno alle grandi città. Non a Milano ma a S.Giuliano Milanese, a Carugate (i milanesi sapranno meglio di me), non a Torino ma a Trofarello, Nichelino (stesso per i torinesi), e via dicendo. E perché? Per la semplice ragione che si "compravano" letteralmente l'amministrazione. Volete mettere la "forza" di un sindaco di grande città con quello di un paesino, magari anche in difficoltà, dell'interland-

Mi sono perso. Poi mi ritrovo; adesso caffè e passeggiatina con Blu
La questione Lavoro/Salario è veramente il nodo portante di tutte le società, siano esse moderne
Ritorno all'inizio ed aggiungo un 1° parte.
Segue...spero anche da altri
2° Parte

Mi ero perso nelle questioni legate alla GDA/GDO -a mia scusante specifico che, nell'errare del mio passaggio terreno (poi quando vado là, làààssù, mi siedo al fianco dei più NOTI e le cose cambiano perché, cari ragazzi, comandare è una gran figata ((oooops, si potrà dire?!)) Ero rimasto al mio errare terreno; per svariati anni ci ho avuto a che fare e ne conosco, conoscevo visto che ne sono uscito nel '03, pregi e difetti-
Torniamo al salario netto; ne abbiamo dovute sentire di tutti i colori, dal "bamboccioni" al "choosy" e quant'altro ma il problema rimane e, ad oggi, nessuno lo affronta seriamente.
Senza i soldi non si va da nessuna parte ! e quello che manca è una risposta che riguardi i grandi numeri non le singole, pur importanti, esperienze. C'è stata l'ubriacatura dell "imprenditorismo"; tutti piccoli Berluschini. poi ci si è accorti che per un imprenditore ci sono dieci, cento, mille, "forza lavoro" perché sennò non si imprende un bel niente. Come detto in prima parte, una società moderna esiste in un regime di ricchezza diffusa. Sono i grandi numeri di forza lavoro -quella che i generali chiamano "carne da cannone"- che riempiono bar e pizzerie, che popolano le vacanze, che cambiano automobili e beni di consumo. Sono i grandi numeri che fanno, a suon di piccole cifre, gli enormi guadagni dei centri commerciali (aridajee). Sono i grandi numeri che permettono, anzi, rendono necessario il "Just in time" dei sistemi di produzione. I grandi numeri permettono un sistema adeguato di tutela della salute pubblica, dell'assistenza mutualistica e pensionistica, della qualità dell'istruzione.
E i grandi numeri vogliono soldi per vivere -uno dei grandi temi delle lotte per l'emancipazione femminile furono i soldi ed il lavoro, i soldi ed il lavoro, i soldi ed il lavoro-, vivere dignitosamente, autonomamente, con responsabilità. I soldi, in una società moderna, vanno anche oltre il loro specifico ambito -acquisto di beni- (mi viene in mente un aspetto poco conosciuto del colonialismo e di cui parlerò) e si trasformano in aumento demografico, aspettativa e qualità della vita. I signori razzisti -quelli del "io non sono razzista, ma..."- perché non fanno una seria riflessione su cosa significherebbe la pulizia etnica che tanto auspicano. Quando, d'un colpo, scompare il 4% del PIL, quando la sproporzione tra quando danno e quanto ricevono (almeno 3 a 1) di colpo scompare. Quando i loro cari si trovano senza badanti, le loro ville senza giardinieri, i loro corrieri senza autisti.
Ma qualcuno si è mai domandato se, il senegalese che rompe davanti al centro commerciale per venderti i calzini o l'accendino, ogni sera rientra a Dakar per rifornirsi o va nel magazzino del "civile e magari pure un poco razzista italiano" che in questo modo dichiara un ISEE da assistenza sanitaria gratuita.
Infatti i Padroni, i soldi se li tengono ben nascosti e protetti. "La proprietà privata è un furto" recitava un ipocrita e bugiardo slogan attribuito ai comunisti. Ipocrita perché era "la proprietà privata DEI MEZZI DI PRODUZIONE è un furto". Bugiardo perché furono proprio i comunisti a redistribuire terreni e aziende creando ampi strati di piccoli proprietari di quei beni che erano di poche persone.

Il salario non può, ne deve essere slegato dal lavoro.
Non si crea lavoro senza un salario adeguato. Si crea "servaggio"
E noi di servi non ne vogliamo. Gente libera in libera società.
Ecco cosa produce Lavoro e salario

P.s. mi è venuto in mente quell'inciso che avevo fatto sul colonialismo.
Di certo questa storia riguarda gli inglesi, quasi certamente tutti i colonizzatori.
In uno dei possedimenti inglesi in Africa, non riuscendo a "convincere" i nativi a interrompere il baratto come metodo di commercio tre loro e ad accettare la moneta (inglese evidentemente) si passò a metodi più "convincenti" come l'arresto, il sequestro delle merci, le percosse e la pena capitale nei casi di recidiva.
Certo che poi la moneta è diventato il sistema di scambio!

Magari continua...vedrò