Cosa ne pensate sull'idea di condividere casa con amici o conoscenti allo scopo di dividere le spese. di gestione, delle utenze ecc....? !
In primis vanzerebbero soldini per potersi permettere qualcosina in più (per ambedue /tre le parti )
In secundis, personalmente trovo sia un'ottima idea, certamente non possiamo pretendere che siano uguali a noi, ma forse è meglio cercare di capire se le abitudini, pur differenti, si possono armonizzare.
Credo che per una serena convivenza non si può fare a meno di alcuni paletti, discutendo cose come la divisione degli spazi comuni, l’organizzazione della spesa, degli scaffali della dispensa dei ripiani del frigo, e la suddivisione delle bollette. , ovviamente ricordando SEMPRE che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri e che il rispetto è la base imprescindibile per ogni rapporto umano positivo....
Penso proprio che non basta se si dimentica la cosa fondamentale: condividerre Mangiare o uscire insieme, andare al cinema o vedere un film in tv sono piccoli gesti che possono " cementare " il rapporto tra coinquilini forse più di ogni altra cosa.e credo anche che sono molti gli aspetti positivi della convivenza, e uno di questi è che si avrebbe sempre compagnia, ,vale per chi soffre di solitudine
Certo ci sono anche aspetti negativi perchè esempio, ll migliore amico potrebbe anche non essere il miglior coinquilino....e le aspettative potrebbero non rispondere alla realtà ! Abitudini e ritmi saranno certamente diversi, ma la condivisione per forza di cose porterà a dover accettare dei compromessi e sono certa che l’importante sia farlo subito.!
Ecco, quindi " coinquilini di tutto il mondo unitevi ” :D ,
Mamma mia che cosa difficile! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Certo, conveniente finanziariamente: tanti studenti lo fanno; alcuni anziani rimasti soli, subaffittano una camera, altri rendono la loro casa un Bed & Breakfast....personalmente non so se potrei mai riuscire a condividere i miei spazi: figurati che prendo sempre la singola in Hotel :oops: e pago pure di più! ....la libertà di girare in mutande senza disturbare nessuno...per fare un banale esempio. Credo sia proprio questione di carattere e di grande spirito di adattamento: molte persone hanno il senso del "territorio" come succede per i nostri amici a 4/2 zampe e con le ali!
Anche tra gli animali in branco, comunque esistono regole per il territorio....
E poi, la famiglia è un conto, gli amici/che un altro , ma gli estranei? e se si russa?!
:shock: :shock: :shock:
Ammiro moltissimo chi è capace di adattarsi e di condividere camera, sala, ...bagno :mrgreen: e....cucinaaaaa :lol: :lol: mamma mia che grande capacità!

E voi?! Chi di voi sarebbe capace?
Io non lo vedo come subaffitto, sarebbe egoistico a senso unico, lo vedo più come un aiutarsi, un convivere in armonia e chissenefrega se uno gira in mutande... a me verrebbe tanto da ridere e finisce lì, Michela, a me piacerebbe perchè sento di avere ancora tanto da dare, sono per "il vivi e lascia vivere" con il giusto equilibrio
presupposto che l'altro/tra debba vivere con la stessa filosofia !...
é una bella domanda.
se gli spazi da condividere sono materiali (una camera, una tenda, un ufficio,ecc) rispondono sempre ad uno scopo preciso e sono limitati nel tempo. Accetto la presenza di queste persone con le quali entro in confidenza in modo più o meno pronunciato e per una durata più o meno lunga (nella giornata) perché ho un obiettivo da raggiungere. E' una parentesi che quanto prima si chiude. Come si dice: non le ho sposate.
Se invece gli spazi non sono fisici (sentimenti, emozioni, intimità, ecc) allora coinvolgono non tanto gli aspetti esteriori (le mutande di Michela) quanto espressioni di individualità che per riservatezza o gelosia o vergogna si desiderano protetti dallo sguardo altrui. Occorre molta libertà, naturalezza, capacità di adattamento e di dialogo o, per contro, di indifferenza. Qui la condivisione non é la norma anzi, pone sulla difensiva. In alcuni casi é una necessità della quale non si può fare a meno. Come si dice: se non ti sta bene son cavoli tuoi.
Condividere l'intimità non rientra nei primi due casi perché é condivisione non di uno spazio ma di una persona, noi. Qui però siamo su un altro pianeta.
Condividere una stanza? bah, o ho uno scopo ben preciso e importante o ... devo essere alla canna del gas.
No. Non ce la farei. Ho bisogno di spazi personali e sono poco incline al compromesso. Rischierei di rovinare un'amicizia . Complimenti a chi riesce.
Non si tratta di condividere tutto quanto. Stanno iniziando questi esperimenti di co-housing, dove ci sono spazi comuni (soggiorno, cucina) e spazi individuali (camere o monolocali).
Fino a poco tempo fa erano soprattutto per coppie giovani con figli, così ci si aiutava, i bimbi crescevano insieme.
Ora stanno/stiamo riscoprendo gli anziani autosufficienti.
Io la trovo una bellissima cosa: avere i propri spazi e condividere con persone più o meno della propria età il tempo se se ne ha voglia e la compagnia, e i doveri.
Un po' come le case famiglia...insomma, perchè rimanere soli fisicamente se si può invece rimanere soli se solo si vuole (scusate il giro di parole e le ripetizioni).
Credo fosse questo il pensiero di Gioia.
p.s. Bentornata Gioia!
...l'idea che sia un po' come le case famiglia è molto chiara, utile e a volte terapeutica ! Bisogna essere assolutamente capaci e predisposti perché tutto funzioni in armonia :D ....il che non è semplice, è senz'altro molto nobile ma non facile.
Il tema è di grande attualità e interesse. in Germania e USA è già diventato realtà.
Amministratrice del Club-50plus
Grazie Paola per aver evidenziato che già in altri paesi è realtà, infatti una mia amica Svizzera mi stava proprio raccontando che stava vivendo questa realtà in modo positivo !

@ Oilà Ninè......ben ritrovata, grazie, è proprio così Nina, hanno iniziato donne/uomini separati con figli a darsi una mano e con netta complicità delle parti
La mia amica Svizzera mi raccontava proprio che per esempio essendo in due con figli, a turno, uscivano di sera, ( cinema, pizzate, cene con amici, nuovi incontri ecc) ovviamente a casa rimaneva l'altra con i bimbi, a turno cucinavano e così via.. Regna intesa ed armonia, si Michela, tipo casa famiglia e non solo mi diceva anche che con i soldini messi da parte ( di comune accordo ) andranno a Gstaad (CH) con i bimbi a passare le feste natalizie ! Premetto che le due si sono conosciute in una chat / Forum uomini / donne separati ( lei Svizzera centrale, l'altra Lugano e molti altri si stanno unendo ! Che bello.... è proprio vero " l'unione fà la forza, aggiungo, in tutti i sensi ! "

" Amici/che ",conoscenti, preparatevi perchè prima o poi potrei lanciare una mia personale proposta in tal senso quà nel club 50 plus, non mi sento anziana, ho ancora tanta voglia di fare/essere utile ecco....
[quote="nina57"]Non si tratta di condividere tutto quanto. Stanno iniziando questi esperimenti di co-housing, dove ci sono spazi comuni (soggiorno, cucina) e spazi individuali (camere o monolocali).
Fino a poco tempo fa erano soprattutto per coppie giovani con figli, così ci si aiutava, i bimbi crescevano insieme.
Ora stanno/stiamo riscoprendo gli anziani autosufficienti.
Io la trovo una bellissima cosa: avere i propri spazi e condividere con persone più o meno della propria età il tempo se se ne ha voglia e la compagnia, e i doveri.

Certo Nina l'idea è bellissima però concordo con Michela "bisogna essere predisposti perché tutto funzioni in armonia. Una gestione come questa si ha nel periodo universitario quando ci si trasferisce in un'altra città e, per risparmiare, si condivide l'appartamento con altri studenti . E' un'esperienza che arricchisce, senza dubbio. Però possono crearsi delle tensioni. Quando si è giovani si è più tolleranti; si ha un obiettivo è si sa che quella è una soluzione temporanea. Con gli anni , secondo me, si sente il bisogno di un'abitazione propria.
Con amici e conoscenti preferisco condividere il tempo libero (uscite , vacanze, hobby, confidenze ......anche aiutarsi se c'è bisogno) ; ma la convivenza ......solo con la mia famiglia. Forse è un limite. :wink:
Ciao a tutti quanti
é un idea che in questi giorni, ho pensato anche io, condividere la mia casa con qualcuno, magari qualche insegnante forestiero, quando ero a Milano e nel mio appartamento non viveva più con me la mia famiglia e ci stavo da solo, subaffittavo delle stanze con una modica quota e in condivisione spese, perché si sa che a Milano le spese condominiali equivalgono a uno stipendio e io allora facevo due lavori per tirare avanti..Ciao e buone feste a tutti quanti :D :D :D
Ciao Navy, sai chi vedrei coabitare con te, un paio di ragazzi apprendisti cuochi, ,potresti condividere / trasmettere la tua esperenza, insegnando un'arte (direi un valore aggiunto) e potete alternarvi anche in cucina.ecc....
Ciao Grazia e Auguri di tutto e spero che tu abbia passato un Buon Natale io l'ho passato con mia madre e la famiglia di mio fratello
per quanto riguarda il tuo suggerimento, nel settore alberghiero, la foresteria alloggia nel posto di lavoro e gli apprendisti non hanno soldi sufficienti a condividere le spese di gestione della casa, come condominio, bollette di luce e gas oltre all'affitto e poi io seguo una mia dieta rigida, datami dalla mia dottoressa e raramente sforo da questa dieta e anche io lavoravo con vitto e alloggio e poi mangiando ristorazione per una vita, mi sono guastato la salute e poi se un cuoco vuole apprendere da esperienze lavorative per diventare un fuoriclasse, deve frequentare le associazioni di cuochi, dove può conoscere, i cuochi più importanti e si ha l'occasione di farsi conoscere da loro e lavorare con loro in occasione di manifestazioni indette dalle associazioni e se uno ha la stoffa sono gli stessi stellati che ti chiamano per lavorare con loro e poi con corsi di aggiornamento e frequenza ad accademie per cuochi, si può diventare un fuoriclasse e arrivare in alto, ma alla base ci deve essere il palato tecnico naturale, che è un dono di natura, che non è una cosa che si improvvisa o si acquista con l'esperienza, io quando ero apprendista, avevo già cucine in responsabilità, perché il mio palato era tecnico di natura e per tutti i cuochi sono stato l'assaggiatore ufficiale e niente usciva se non era a gusto mio e dai clienti niente tornava indietro, centinaia di piatti che tornavano puliti e la cucina è un arte, un dono di natura come altre arti tipo la musica e la pittura e quindi o hai la stoffa o non vai da nessuna parte :D :D :D
Grazie Emanuele, si, tranquilla ,nulla di artificioso direi nella norma
Riguardo al mio pensiero premetto che un apprendista cuoco prende circa 900 E netti , (almeno quà dalle nostre parti, dipende dalla Regione) dividendo in tre ce la dovrebbero fare e nel contempo imparerebbero anche a capire come funziona la gestione di una casa con annessi e connessi
Vero, molti hanno vitto e alloggio ma che vita è? Tenendo conto che lo stipendio viene ridotto Non staccano mai, finiscono tardi la sera, salgono in camera, doccia e nanna.....E' importante staccare dal posto di lavoro.....Molti preferiscono prendere lo stpendio intero e condividere in tre o quattro un appatamento, ne traggono vantaggio e si sentono più indipendenti Quà in Provincia gli affitti non sono alti rispetto a Brescia o Milano Poi vabbè ognuno si gestisce come può e come gli pare !

Profitto per chiederti se a Vittoria il terremoto è stato "sentito"
Ciao Grazia no io non ho sentito il Terremoto
ma qui in Sicilia un apprendista già capace prende non più di 500/600 euro e ci vogliono molti anni prima che arrivi a prendere in una settimana quello che prendevano in un mese, io a Milano 900 euro li prendevo 45 anni fa, quando ero apprendista, però senza alloggio avevo il mio appartamento di proprietà e lo condividevo con insegnanti, comunque affittare un appartamento per uscire dal posto di lavoro, conviene se metti su famiglia, con colleghi un po meno, la vita privata deve stare lontano dal posto di lavoro, perché io posso professionalmente avere una personalità, per ragioni che mi impongono il lavoro e magari fuori dal lavoro essere più libertino e spensierato, e quindi per esperienza è meglio condividere con persone con orari e mestieri diversi :mrgreen: mai fare sapere al tuo capo cosa fai lontano dal lavoro :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: poi nella mia zona, specie in riviera non si trova niente a meno di 1000 euro al mese, o una camera per meno di 50 euro al giorno, per cui se devo stare con colleghi, meglio stare al posto di lavoro, ameno mi restano tutti i soldi in tasca e non devo lavorare per la gloria, solo per pagarmi la casa :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Anzi con persone con orari diversi puoi avere la casa libera quando ti serve, per esempio, quando ero a Milano e serviva la casa per portarci la propria donna, mettevamo in fresco la bottiglia del nostro liquore preferito e quello era il segnale che si doveva scomparire per alcune ore e si ci favoriva a turno :lol: :lol: :lol: