Accipicchia, questa mattina attorno alle 7.00 una serie di spari consecutivi mi hanno svegliata di soprassalto , tacci loro...
Spari dai rimbombi cupi in valle...con abbai di cani incazzuti .! E che sarà mai ?

Pensa e ripensa, già, hanno aperto la stagione della caccia.... e che cacciavano, un bisonte ?
Mah...
Dopo varie riflessioni mi sono detta ok, sono contro la caccia chiamata anche sportiva...
Ma, sono anche una che non si fà mancare una bistecca al sangue ogni tanto, quindi, ho fatto un ragionamento : Per chiunque voglia mangiarsi una bistecca , si deve ammazzare una mucca.
La mucca la compriamo già morta ma non è nata così

Che differenza c'è tra l'assassino e il mandante? Ecco, questo è il punto..

Che dire, se ognuno di noi uccidesse la propria bistecca...... chissà, non mangeremmo più carne?

Ultima riflessione, proviamo a fare un giro al macello poi un giro con un cacciatore , pensiamo a quale potrebbe essere il risultato....
Ciò non significa che sono dalla parte dei cacciatori ,occorre però essere realistici , credo
A parte che i cacciatori sparano a tutto ciò che si muove; loro stessi cani, altro cacciatore, animali protetti ecc.

A parte che hanno privilegi per cui possono transitare con i loro cani anche dentro una tua proprietà -almeno, così era e non mi risulta sia cambiata questa regola-

A parte che, sparuto e abbastanza spesso connivente il numero dei guardiacaccia, non essendo controllati da nessuno nello svolgimento del loro passatempo sparano anche vicino ad abitazioni -sul tetto di casa mia ci sono le prove di quanto dico- e comunque anche nelle zone di rispetto o di divieto.

A parte che non capisco come si possa definire o solo avvicinare la caccia al concetto di sport

A parte che, l'evidente nesso inconscio tra la dura e rigida canna del fucile ed altri oggetti che evidentemente non godono di stesse categorie fisiche, aprono inquietanti discorsi di sublimazioni o trensfert

A parte che un fucile è intrinsecamente pericoloso

A parte almeno altri duecento "a parte che"

direi che la distinzione tra mangiare una bistecca ed ammazzare un leprotto è esattamente la sintesi superconcentrata di qualche centinaio di migliaia di anni di evoluzione. Un conto è mangiare per nutrirsi un conto è ammazzare per svagarsi. D'accordo che qui si apre un discorso infinito sulla reale necessità dell'uomo moderno di mangiare carne; d'accordo che c'è pure il discorso degli allevamenti intensivi, dei metodi di allevamento e via dicendo. Tutto questo però riguarda il come e non il perché.
Si possono e devono allevare animali in modo più rispettoso, si possono nutrire animali per le loro effettive necessità e non per farli belli grassi e tondi, ma quello che non si può difendere è che siccome qualcuno ha del tempo da impiegare, invece che giocare a scacchi vada in giro ad ammazzare, quando va bene, animali, sennò anche altro.
Sicuramente la modernizzazione ha fatto saltare mote relazioni naturali e, tra queste, anche quella con le cosiddette bestie ma ha anche razionalizzato i sistemi di perpetuazione della specie. Il macello pubblico è una di queste razionalizzazioni. Procurarsi il cibo necessario avendo il tempo di fare altro, ad esempio lavorare anche per pagarselo quel cibo. Certo che io non saprei, non spennare una gallina, nemmeno ammazzarla -per questo non tengo animali a parte il mio cane. Sarebbero tutti con nome e cognome, nikname, fotografia sia da soli che assieme a me- siamo figli del nostro tempo e le bistecche le prendiamo dal macellaio ma, senza andare lontano -un paio di generazioni indietro- sapevano fare tutto e molto se lo facevano in casa, almeno nelle campagne o nelle cittadine che avevano ancora una circonvallazione di orti e piccoli pollai non capannoni e distributori di benzina.
A parte che, molti in questo periodo umido,vanno a funghi......
Ad ottobre a castagne e così via
Penso che come in tutte le cose ci sono cacciatori onesti.. e cacciatori esaltati disonesti, chi ha paura di portare qualche cartuccia in più...e chi spara a tutto ciò che si muove senza rispettare le norme europee a tutela della fauna selvatica,con condotte irresponsabili
Che vadano al poligono se vogliono chiamarlo sport......
Comunque si babbocorso, si aprirebbe un discorso infinito.
La caccia è un business.
Serve alle aziende ed allo stato per batter cassa.
I cacciatori invece lo fanno per sfogare le loro repressioni, le loro insicurezze, i loro fallimenti nella vita.
Vedere omaccioni uscire alle 3 di notte con i collant come i travestiti solo per appostarsi e sparare a qualche uccelletto, o osservare mie coetanee indossare la mimetica e partire, a volte anche con i bambini a seguito (non hanno dove lasciarli perchè i mariti è da un secolo che le hanno abbandonate), anche tutte truccatissime, ma con gli anfibi e con la cartucciera ben gonfia è realmente patetico.
Ma ci sono troppi interessi in giro e troppi complessi da sfogare.

La caccia in Italia e in questo modo non ha senso di esistere.
Ma nessuno farà mai nulla.
Come sempre....
anche nella mia zona la caccia è sentita molto...in mezzo ai monti è un must...
per fortuna non ci sono mai stati incidenti tra uomini o cani...se non qualche cane ferito da cinghiali che ovviamente opponevano resistenza...sono anche io un carnivoro e vado dal macellaio o da chi mi fa trovare la mia razione pronta....non sarei capace di uccidere un animale forse neanche per mia personale difesa...amo le armi anche se non ne posseggo...mi piacerebbe andare al poligono...ma la pigrizia ed i km sono più forti...
i tibetani buddisti non uccidono nulla neanche un verme...ma hanno anche loro i macellai i quali sono visti come dei peccatori...una furba trovata per mangiare cmq la fettina...del resto anche il mondo vegetale ha una vita che spezziamo raccogliendo frutta e verdura...cosa penserà un insalata quando la tagli?..o una mela quando l'addenti?...siamo onnivori e ci cibiamo di tutto...
per quanto riguarda i funghi me li portano gentilmente...e le castagne mi cadono davanti a casa come le noci...tutto a km 0
compatisco chi uccide i cervi meravigliose creature che a volte ti si fermano a pochi metri da te e ti scrutano nel profondo...mentre passeggiano con i loro cuccioli indifesi ed impacciati...come anche le volpi... rosse e simpatiche come cagnolini in cerca di un po' di cibo a quote minori vicino al paese..uccidere non deve essere mai per sport...almeno questo l'evoluzione dovrebbe avercelo insegnato...ma ahimè non vedo troppa gente che lo capisca
Mauro
Mauro, a me personalmente viene una tristezza quando vedo i loro trofei (teste mozzate con lo sguardo fisso ) appesi ai muri
Mi ripeto ancora una volta in merito alla caccia dato che anche lo scorso anno, di questi tempi, si è già dibattuto sulla questione, quindi questo mio contributo sarà come nel film "il cacciatore", un colpo solo.
Chi non conosce come stanno veramente parla senza sapere ed esprime le solite banalità ed i soliti luoghi comuni come un passapèarola, ma quando non si vuole capire non c’è nulla da fare.
Non sto qui a contraddire le tantissime sciocchezze elencate, la caccia non è una cosa sola , come tante cose di questo mondo, se non tutte, ha valenze e valori differenti a seconda delle modalità, dei tempi, dei luoghi, delle leggi e soprattutto delle persone che la praticano.
Le armi sono pericolose è vero, per questo chi richiede il porto d’armi, anche per caccia deve avere la fedina penale pulita, e non aver subito condanne, anche lievi, questo dovrebbe dire già molto sulle qualità umane di un cacciatore, ciò non toglie che qualche sbadato riempie di pallini il culo del compagno di battuta o del suo stesso cane, quando va bene, si perché a volte ci scappa pure il morto, tutto vero.
Ma se fossero eventi così frequenti di cacciatori vivi non ne esisterebbero più, in realtà si contano sulle dita di una mano le tragedie annuali della caccia e la colpa non è mai delle armi ma di chi le utilizza in modo improprio e superficiale.
Ma quanti morti si contano sulle strade, sugli sci , nelle escursioni montane, al mare , in tutti gli sport innocui e nei luoghi dove passiamo l’esistenza, io stesso frequento le discoteche, ebbene un paio (solo maschi però, le donne invece a volte cadono ma poi si rialzano e riprendono a rompere le palle come prima) sono schiattati in pista, allora che facciamo?Chiudiamo tutto? Ho sempre pensato che il vero frustato non è mai il cacciatore ma chi lo contesta tout court senza entrare nel merito.
Ridurre la caccia a sport è solo una convenzione burocratica, nella caccia come la intendo io , non per nulla giunta a noi come“ars venatoria” , quindi arte, come la pittura e la scultura, Il colpo di fucile finale, che tanto fastidio da agli ignavi, e a volte a dire il vero anche a me, io andrei con la balestra,è solo il risultato di una ancestrale relazione tra cane e uomo.
E’ la conclusione di un’ azione iniziata forse ore prima, addirittura organizzata anche giorni prima , un po’ come l’orgasmo dopo aver fatto l’amore con la propria compagna per ore , o mi venite a raccontare che se uno se ne viene in due secondi e poi si fa una sigaretta o una bella canna è cosa buona e giusta?!
La caccia non è bracconaggio, non è distruzione , è selezione, protezione e conoscenza delle abitudini degli animali, unione con la natura e le sue meraviglie, osservare gli animali, per esempio mi ha sempre fatto impazzire notare che tutti gli uccelli, escluso qualche caso, volano , volano tutti sì, ma hanno tutti un modo diverso di volare, voi non cacciatori così buoni d'animo l’avete mai notato, fateci caso, o sapete solo che volano e vi basta?
Un bravo cacciatore distingue il volo di un uccello da lontano e capisce già a quale specie appartiene, se cacciabile o meno, poi ci sono le storie di caccia vissute, i ricordi di giornate serene o frenetiche, con amici, parenti o anche da soli
Molti anni or sono , ai primi di dicembre , ero a caccia da solo sul cremonese lungo l'amato fiume po con il mio cane, tenevo il fucile in spalla e le mani in tasca,, tutto era gelato, c’era anche un po’ di nebbia e faceva molto freddo, tirava anche una fastidiosa lama di vento che si intrufolava in tutti i pori della pelle.
Però c’era un silenzio meraviglioso, nessun rumore, nulla di nulla se non il fiume calmo ed il sibilo del vento, le prime case erano qualche chilometro più avanti e non si vedeva segno di essere umano, un mondo in una realtà parallela, come in una favola mi aspettavo di scorgere elfi o gnomi.
Ad un tratto sulla mia testa sento un rumore di uccelli in volo, ma un rumore molto forte come uno scroscio di pioggia, imbraccio il fucile pensando ad un immenso volo di anatre ed alzo la testa scrutando a fatica nella nebbia,e poi li ho visti, era un volo di alcune centinaia di cormorani che, non avendomi visto, mi sono passati nemmeno a 20 metri e si sono andati a posare in mezzo al fiume, sono rimasto incantato a guardarli, non ho sparato, anche se avrei potuto, ma il cormorano è immangiabile, è come mangiare un 'aringa, perchè uccidere inutilmente!
Bene, dopo un pò sprite mi segnala che sente qualcosa agitando freneticamente la coda e cercando con foga tra la bassa vegetazione, io mi preparo e dopo qualche secondo prende fragorosamente il volo cantando con il classico cocococo un grosso fagiano maschio, sembrava un farfallone colorato sorto dal nulla, un fantasma, una magia nel silenzio
Beh, ho mirato ma ho avuto un attimo di esitazione , ci ho messo un po’ a sparare perché avevo la netta sensazione che quel colpo di fucile nel silenzio del fiume che scorreva lento avrebbe spezzato l’incantesimo, poi l’ho fatto, ma mi pareva di avere rotto qualcosa, l’unico felice era il mio cane che girava con il fagiano in bocca e non me lo voleva più dare, l’avevo trovato lui, era suo.
Questa è la caccia che io ho vissuto, il resto sono solo chiacchere da bar ed è vero,come dicono i vecchi ,che anche la caccia non è più quella di una volta , ma del resto come una volta non ci sono neppure più gli uomini e neanche le donne, e nemmeno la polenta è più la stessa, eppure era solo farina, acqua e sale.
Vediamo se un non cacciatore come me riesce, pure lui, a sparare un colpo solo.
Come pre-colpo mi preme dire che non c'è affatto bisogno dell'esperienza diretta per conoscere e parlare di una cosa. sennò nessuno che non è stato in Cina dovrebbe parlarne, nessuno che non ha ucciso o violentato una donna dovrebbe parlarne, nessun non ladro parlare di furti o nessun non allevatore parlare di sistemi di allevamento. Soprattutto nessun non intelligente parlare di intelligenza.
Come secondo pre-colpo non ho mai pensato che chi pensa diversamente da me dica sciocchezze ma, più semplicemente, una sua opinione di cui ha piena facoltà senza essere, per questo insultato o deriso.
Come terzo re-colpo si potrebbe dire che se si vuole andare a caccia ci si vada ad armi pari e non con sovrapposti a cinque colpi che per giunta sparano rose di pallini che coprono superfici di svariati metri quadri. Andate a caccia con le mani, con un coltello così vediamo quanto siete eroi; andate a caccia con fucili ad un colpo e con una pallottola e no con cartucce come sopra descritte. I pescatori pescano con un amo, non con le bombe a mano!...a parte i delinquenti.
Come quarto pre-colpo mi vien da dire che non vedo il nesso tra fucile e riconoscimento o apprezzamento delle caratteristiche specie-specifiche di volatili o animali terrestri. Una si chiama caccia, ed è inequivocabilmente assassinio, l'altra studio o apprendimento del comportamento animale e non è inequivocabilmente assassinio.
Infine come colpo direi che si scia per sciare e capita di morire, si viaggia per viaggiare e capita di morire e si fa l'amore per fare il meglio e capita anche di farlo male e ci si fuma una sigaretta o ci si fa una canna (ma questo mi ricorda qualcosa; non è che il condor era un colombo, per caso?) senza dare fastidio a nessuno ne tantomeno ammazzarlo. Ma con un fucile si fa una cosa sola, anzi due.
Si sublima una durezza ed erezione che non si anno e si uccide e basta. Questa è la differenza, come scritto da qualcuno, per chi vuol capire.

Mannaggia; ho già finito i messaggi di oggi!
Il tema è spinoso e da sempre porta a feroci discussioni. È inevitabile. Si cerchi però di evitare, almeno in questa sede pubblica, di fare commenti "mirati" su altri soci, condivisibile o meno che sia la loro posizione sull'argomento.
Amministratrice del Club50plus
A mio avviso la differenza tra i nostri diversi modi di sentire la caccia come hobby o passione è racchiusa in quell'istante di esitazione. Se io fossi cacciatrice probabilmente almeno in quella situazione ambientale e coinvolgente avrei risparmiato la preda spaziando i di quel paradiso e di quel silenzio che non percepisco vuoto ma solo un altro linguaggio. In effetti come spesso accade nella vita un momento di esitazione può cambiare il destino di chiunque... Anche di un faggiano. Io non penso che cacciare significhi non essere umani o con valori. Forse un giorno dovremmo mangiare insetti ma nessuno dirà che si tratta di un crimine contro gli esseri viventi.
Doveva essere un colpo solo ma mi avanza giusto un messaggio e allora sforo la promessa e replico a Consonanza, spero non me ne voglia.
spero per te che tu ti sia solo sbagliata a scrivere faggiano con due g, o forse li a Roma hanno davvero due g. come a maggica!
In merito alla tua affermazione che avresti evitato lo sparo non posso condividere perchè nella realtà delle nostre cacce la ,maggior parte delle battute finivano senza nemmeno sparare un colpo, si tornava stanchissimi dopo aver camminato per kilometri, in inverno rigidi come baccalà per il freddo oppure bagnati come pulcini, e qui sono sicuro che il solito imbecille direbbe "ma chi ve lo fa fare , stavate al caldo a casa!", per fortuna noi cacciatori invece andiamo anche se nevica, e agli imbecilli non rispondiamo nemmeno.
Se quella volta che si scova il selvatico, risulta a tiro di fucile, non ci sono impedimenti sulla linea di sparo e non provi nemmeno a prenderlo, si perchè a volte si "spadella", allora è meglio girare con una macchina fotografica, ma non sarebbe più caccia.
Quando uscivo poi con un mio zio cacciatore di lepri spesso non si tirava nemmeno giù il fucile dalla spalla, se partiva un fagiano lui nemmeno alzava la testa e nemmeno io osavo sparare, mi avrebbe guardato male perchè facendo così i cani si sarebbero abituati a cercare anche i fagiani e non solo le lepri, sprecando energie e stancandosi molto prima.
Ci si limitava a seguire i cani e le tracce del selvatico, scoprendo dove aveva mangiato, dove aveva dormito dove aveva "giocato", eh si le lepri spesso "giocano" tra di loro, in realtà sono confronti per stabilire chi comanda, oppure capire dalle fatte cosa aveva mangiato e se era maschio o femmina-
Si perchè i due sessi si comportano in modi differenti, la femmina è territoriale e anche se spaventata dopo torna sempre nel luogo dove è nata e vissuta, spesso, se non viene disturbata, dorme diverse volte nello stesso posto, il maschio invece è un girovago perchè è sempre in cerca di femmine, si sposta anche di chilometri tutte le notti e dorme dove capita.
Ma cosa ne sanno gli anticaccia dell'ultima ora di queste cose, a loro basta vietare ad altri di fare quello che è permesso e lecito solo perchè a loro non piace, facessimo tutti così nessuno potrebbe più fare nulla, che differenza c'è tra una lepre, un fagiano, una trota, un coleottero o una pianta, nessuna, sono tutti esseri viventi come noi con il diritto di esistere, di mangiare e di essere magari mangiati, da vivi o da morti..
Siccome dispiace sprecare un messaggio per una piccola, se pur doverosa correzione; darò seguito alla stessa e mi permetterò alcune puntualizzazioni.

La correzione, errore grammaticale grave se pur di svista.

"...che non si anno e si uccide e basta. Questa è la differenza..." dove quell' ANNO diventa HANNO

"Sassolini dalla scarpa" diceva il Kossiga d'antan.

"...o mi venite a raccontare che se uno se ne viene in due secondi e poi si fa una sigaretta o una bella canna è cosa buona e giusta?!" a qualcuno ricorda qualcosa?

"Chi non conosce come stanno veramente parla senza sapere ed esprime le solite banalità ed i soliti luoghi comuni come un passapèarola, ma quando non si vuole capire non c’è nulla da fare." a qualcuno pare un normale interloquire?

"...a contraddire le tantissime sciocchezze elencate,..." come sopra

Per tutto il resto la differenza la fa il fucile. Tutte le cose elencate -guarda caso, delle quali pure io godo quando vado sul greto del mio torrente con la mia cagnetta a passeggiare- si possono tranquillamente fare e trarne il dovuto godimento (con o senza canne). È il fucile la forzatura; non serve che a sparare, uccidere, fare male e dolore gratuito. Andate a caccia alla pari, e vedetevela con anche una semplice Nutria.
Jo... della maggia della Roma non so nulla. Delle mie gg, che campanilista non sono, posso invece solo ringraziarti per avermele fatte notare. In effetti avrei voluto scrivere "fagggggiano" con 5 g per omaggiare un volatile caduto, in una giornata per lui come tante, inconsapevole tuo compagno di viaggio il quale, per un attimo di esitazione, ha vissuto qualche secondo in più.
Non sto con il cartello con scritto "stop hunting" e detesto fortemente la Brambilla con i suoi estremismi. Sono una persona concreta, pratica, e riconosco che per essere completamente contrari alla caccia bisognerebbe essere talmente coerenti da non mangiare manco la trota, la fiorentina etc. e che quando siamo seduti a tavola non facciamo tante storie sulla vita altrui.
Capisco che i cacciatori sono una lobby, un mondo in cui tradizione e cultura creano un codice che è anche legalmente tutelato. Non è esattamente come la pittura o la scultura, anche se la pittura e la scultura rappresentano spesso scene di caccia. Ma la caccia legata alla sopravvivenza. E non quella dell'opulenza. Non comprendo invece questa sorta di panteismo per cui per sentirsi parte di un qualcosa si debba spesso farlo morire. Vero... poi viene mangiato, come l'ortolano si mangia i pomodorini o la lattuga da lui coltivata. Ma non è esattamente la stessa cosa per me. Per concludere....comprendo le tue descrizioni sui preparativi, sui percorsi... .ma ho come la sensazione che di fondo ci sia un senso di colpa non consapevole e allora si sposti l'attenzione su tutto questo corollario emotivo e non siano ben chiare le emozioni di quando ci si trovi qualcosa di morto in mano.
Paola cara, la caccia non è uno sport e nemmeno più un atto di sopravvivenza per procurarsi il cibo, tutto vero, la caccia è solo una passione, una delle tante passioni che possono prendersi l'anima di un essere umano, spesso non ragionevoli o convenienti, e a volte addirittura insane.
Ma il male del mondo non è certo la caccia, ne converrai, e nemmeno quei pochi o tanti cacciatori stupidi, che con il loro comportamento ne declassano l'antica nobiltà, si sa che la stupidità è trasversale, basta guardarsi attorno per rendersene conto.
E poi, per dirla tutta, ad una passione,sempre se lecita, non si risponde mai no, a mio parere le passioni vanno sempre vissute a tutti i costi, brevi o lunghe che siano, se con una donna meglio ancora, perchè una passione non vissuta diventa poi di sicuro un rimpianto per tutta la vita, e allora ........ogni cosa ha un posto in questo mondo, per quanto effimero e traballante.
E comunque la lobby non è fatta dai cacciatori, ma sta ben più in alto, ai singoli cacciatori in realtà non è mai stato chiesto nulla di cosa preferivano e le loro rappresentanze sono solo delle "federazioni" costituite per distribuire il denaro, versato dai cacciatori a parenti, amici o a politici da strapazzo, oppure arricchire qualche allevatore amico anche lui, come fanno ora i sindacati nel lavoro, stessa razza.


PS Paola pensavo che ad una sportiva come te " maggica Roma " dicesse qualcosa, ma vedo che non hai recepito. Non fa nulla, ma oggi non ho molta voglia di scrivere!
Perdona la mia superficialità Paola ma solo ora rileggendo il tuo post mi sono accorto di un passaggio finale che mi era sfuggito e che merita una precisazione, eccolo:

ma ho come la sensazione che di fondo ci sia un senso di colpa non consapevole

Ti potrà sembrare strano ma quello che io sentivo andando a caccia era un profondo senso di rispetto per la natura in generale, anche se mi rendo conto che non è spiegabile ai non credenti.
E quel pensare mi è rimasto tuttora pur allevando animali per il consumo personale, che comunque vanno abbattuti in qualche modo, la mia scelta è quella di fare vivere i miei animali il meglio possibile e farli soffrire il meno possibile, questo è il rispetto che intendo.
Se proprio lo vuoi sapere non ho mai fatto un fiocchetto o messo un cappotto a nessuno dei miei cani, se per altri il rispetto è quello, oppure l è a scatoletta di ossa macinate che costa come il caviale, allora sono contento di non essere così, che ti devo dire, resto come sono.
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