non dal nulla, chiaro, ma tanto basta per cominciare a mettere le mani sull'albero della vita. Lascio ad altri il discorso morale, non so nemmeno da che parte cominciare. Ma una cosa mi colpisce: donna e maternità stanno diventando (ma ce ne vuole ancora di tempo!) due realtà distinte. Una donna può (potrebbe, potrà...fate voi) desiderare e avere un figlio senza doverlo generare. Come un uomo. Il sesso non é (sarebbe, sarà...) più necessario per diventare mamme e papà. Far l'amore non é (ecc...) più indispensabile per procreare.

Con la dichiarata motivazione che così si potranno curare meglio le malattie (sperimentazione su organismi uguali), ho l'impressione che stia succedendo qualcosa che cambierà il rapporto uomo-donna, tanto per fermarci a questo solo aspetto. Forse sto guardando un po' troppo avanti, ma mi rimane il sospetto che mi stiano silenziosamente rubando qualcosa che era parte costituente del mio bagaglio culturale. Una rivoluzione, ma di quelle che lasciano il segno.
Checché ne pensiate voi, io preferisco far l'amore se voglio un figlio. ... Certo che un mio doppio con 40 anni di meno non mi andrebbe male, soprattutto per un organo di ricambio.. (sì, proprio quello, perché, voi no?).
Scherzi a parte, mi piacerebbe un confronto con il vostro pensiero.
Grazie ultimo per l'argomento...non da poco!
Si legge nel web :
"I difensori della clonazione terapeutica umana credono che la pratica in questione potrebbe fornire cellule geneticamente identiche adatte a pratiche di medicina rigenerativa, fino a tessuti ed interi organi adatti a trapianto. Questo tipo di cellule, tessuti e organi non dovrebbero indurre una risposta immune e dunque non sarà necessaria la terapia adiuvante con immunosoppressori. Potrebbero beneficiare sia la ricerca di base che gli sviluppi terapeutici per malattie gravi come il cancro, l'insufficienza cardiaca e il diabete, ed inoltre si potrebbero avere miglioramenti nella terapia delle ustioni e la chirurgia plastica e ricostruttiva. Il bioetico Jacob M. Appel della New York University sostiene che "i bambini clonati per fini terapeutici" come ad esempio "per donare il midollo osseo a un fratello affetto da leucemia" potrebbero essere visti un giorno come eroi.
Uno dei possibili usi della clonazione umana è quello di prelevare cellule staminali dal clone umano (embrione, feto oppure neonato, abortiti oppure no), per coltivarle in seguito, costruendo un organo di dimensioni normali adulte, da destinare al ricevente umano originale. Questi organi (cuore, reni, ecc.) verrebbero costruiti con tecniche per ora soltanto ipotizzate, impiegando matrici fibro-elastiche delle dimensioni e forma desiderate ed irrorazione sanguigna artificiale, collegando il telaio fibroso dell'organo, con le cellule staminali ad esso adese, ad un sistema che fornisce sangue arterioso caldo e ossigenato, (con i relativi elettroliti, fattori di crescita, ormoni, nutrienti, ecc.) e che grazie ad un sistema simile a quello dell'emodialisi, riuscirebbe a depurare il sangue venoso con le sostanze di scarto prodotte dall'organo. In teoria l'organo trapiantato da un clone non dovrebbe indurre alcuna reazione immunitaria di rigetto."

Non mancano ipotetici pericoli di danno genetico e disabilità per i cloni.

Bisogna tenere conto delle diverse Legislazioni Internazionali e delle obiezioni di natura religiosa, sia della Chiesa Cattolica Romana che condanna la pratica della clonazione umana in quanto rappresenta una "grave offesa alla dignità della persona come anche verso la fondamentale uguaglianza di tutte le persone" , sia dell'Islam, dove la clonazione umana è proibita (haraam).

Ai fini terapeutici può sembrare una grande conquista. Non da meno, ricordo una storia letta da qualche parte di una bambina, generata normalmente da un padre e una madre con amore ma generata "per" amore della sorella malata di leucemia...generata perché fosse terapia per la sorella......a voi le conclusioni!