Cara Mina la mia matita preferita,
parliamo delle “cadute di stile”.

La storia è questa: io ho scritto un commento A FAVORE di MT, ma ammetto che forse non si capiva bene (dicendo “anche se non si capisce un cazzo di cosa scrivi” è probabile venga interpretato negativamente, dove io invece volevo sottolineare la coerenza; colpa mia).
A questo punto, come fa da novembre in poi, MT TIRA FUORI LEI – non io – robe personali, dandomi del vigliacco su cazzi nostri. Quindi la prima caduta di stile è sua. A questo punto mi dico “sai che c’è? visto che tu (MT) approfitti del fatto che secondo etichetta non sta bene tirare fuori i panni e continui a punzecchiare sul piano personale, allora la butto io sulla sceneggiata napoletana”. E riporto non chi sa quali segreti, ma solo quello che TUTTI GIA’ SANNO. Solo che lo metto nero su bianco. Se invece mi mettessi a parlare di ciò che sappiamo solo io e la signora ti assicuro che sarebbero fuochi d’artificio: tutt’altra storia e livello.

A me non piacciono i ricatti morali del tipo io ti prendo per il culo ma tu non puoi reagire perché non è elegante. A un certo punto dell’eleganza me ne frego e – come ho detto – da lì in poi ti prendi la responsabilità non solo di quel che dici, ma anche di quel che sei. Sparo col cannone sulla zanzara? Può darsi, ma la zanzara deve imparare che non può sfrucugliarmi oltre un tot (cfr.: “Il toro e la rana”).
A questo punto ancora tutti (no: tuttE) si sentono di dire la loro, naturalmente solo sulla base di quel che leggono e non di cose che sanno. Me lo aspettavo, non c’è problema: le donne hanno una solidarietà di genere basata sul timore del “poteva capitare a me”.

Come dici tu – e ti ringrazio – a me interessa solo apparire coerente come credo di essere e far ben presente che non sono ricattabile; ho detto 1000 volte che le femmine approfittano del gentiluomismo ogni volta che possono. Beh, con me non funziona. Se sei psicopatica (qui NON mi riferisco a MT, che tale non è, quanto piuttosto a personaggi che presenziavano l’anno scorso) io ti tollero fino al punto X, ma fai ancora un passo e ti riporto fedelmente tutto quello che sei, senza guardare in faccia a nessuno. Mi chiamerete stronzo, spietato o come volete: va benissimo perché è una modalità che ho scelto un po’ prima di 5 minuti fa.

Ultima cosa: belle e brutte persone.
Leggo e non commento di amicizie virtuali che valgono come quelle reali. Per me – ora commento – un cazzo. Come io non sono quello che appaio (vuoi chiedere a qualcuno? MT va benissimo, a meno che non decida di rimangiarsi anche questo), così sono tutti. NESSUNO di quelli che ho incontrato è come mi sembrava prima, e sì che sono un tipo piuttosto attento. In un anno che sto qui, ho visto “amicizie per la vita” sfaldarsi nel giro di un’ora, e mica una volta sola.
La gente ha bisogno di credere in un sacco di cose, di crearsi immagini degli altri e dei propri rapporti con loro che non sosterrebbero non solo il lungo, ma nemmeno il breve periodo se sottoposte a verifica de visu. Tutto ciò mi fa sorridere, perché lo trovo ingenuo e infantile, ma l’ho visto talmente tante volte nelle community che lo registro come una “legge del virtuale” e basta. La gente non è né meglio né peggio di quel che appare dietro uno schermo: è semplicemente DIVERSA. Qui, per me, è come un gioco delle parti, un teatro, una rappresentazione. Perciò quando sento “quella è una bella/brutta persona”, chiedo: “l’hai incontrata? e quanto a lungo?”.
Naturalmente questa è una posizione mia: gli altri sono liberissimi di fare e pensare come vogliono, io mi limiterò a continuare a sorridere.
Tutti che volete mettere la parola fine a questo, ormai, "infelice" post, sono d'accordo sul chiuderla qua PER SEMPRE, però continuando a vedermi citata voglio dire la mia: trasformiamolo in una rappresentazione di come vediamo noi stessi, in chiave fiabesca, (prendendo lo spunto da una fiaba già citata) . . . . io adoro le fiabe pedagogiche, sono un concentrato di saggezza, sempre e comunque, a qualunque età, potremmo ironizzare sui nostri limiti e difettucci e finire per farci quattro belle risate.
La vita, virtuale o reale, è sempre una rappresentazione teatrale, comica o tragica, meglio tragicomica !  
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