... è la frase più vuotamente idiota – sto esagerando: tra le più idiote – abbia sentito con tanta assiduità da quando frequento community: una specie di mantra del sempliciotto. Si vada dai fetish agli Hell’s Angels, dalla cooperativa vinai del Gran Sasso alla federazione zoccole negre della tangenziale milanese, tutti a raccomandare di essere sé stessi.
Sfugge ai buddisti d’accatto che ognuno E’, SEMPRE, SE’ STESSO. Tranne gli schizo, che hanno il privilegio di essere più loro stessi, a rotazione.

Tua madre ti ha rincoglionito volendoti ingegnere nucleare mentre tu volevi vendere fiori di Bach? Che tu non dorma la notte dibattuto tra le tue pulsioni originali e il diktat materno, e qualunque cosa tu sia diventato, sei sempre te stesso. Semplicemente sarai un te stesso molto dibattuto.
O forse credete di potervi affrancare da QUALUNQUE condizionamento esterno, sempre e comunque?
Sì? Allora fatemi ridere: hahaha!!!

Poi: qual è il te stesso che persegui? È uno solo? Ti piace tutto, di quello che pensi di essere? Spero di no (se pensi di sì, passa da me che ti dimostro quanto fai schifo). Allora per essere te stesso previeni qualunque evoluzione o dinamismo del tuo essere? Strano: l’uomo è dinamico e in evo/invo-luzione dalla nascita alla morte.
Stai calmo: ti sto solo chiedendo chi è quel te stesso che dici di voler essere in ogni momento. E dall’altra parte ti sto dicendo che fai sforzi inutili, visto che in ogni istante un qualche te stesso lo sei comunque.

Ma tu no, insisti, perché da qualche parte hai letto che devi inseguire questo obiettivo che in realtà è solo un’immagine, una proiezione del tutto personale e distorta, nonché stupidamente ottimistica delle caratteristiche di te che preferisci e attraverso le quali ti piace identificarti.


Ma forse sei più banale di quel che credevo. Forse intendevi solo il non farti condizionare dagli altri nelle piccolissime cose di ogni giorno. Allora, accettando per un istante la tua semplicistica definizione, ti dico una cosa: quelli che proclamano l’importanza di essere sé stessi sono sempre quelli che lo sono di meno. Umorali, incerti, dubbiosi, lunatici e paranoici. La lista è lunga.

E ti posso fare una lista altrettanto lunga di chi qui, come utente, ha il disperato sogno di essere sé stesso.
Caro "sfacciato" Blau...nel senso...senza faccia:) ...essere se stessi...(che personalmente ritengo sia soggetto a diverse interpretazioni) e essere coerenti...sono le due colonne che illudono le persone di avere contro il franare della vita...che come la natura irruenta e selvaggia...segue invece un suo percorso. Come dire? Due baluardi...due riferimenti...due lucette purtroppo fioche...di cui la gente ha bisogno. A me più che il tentativo di essere se stessi che non ho mai capito...rispetto a cosa...spaventa più la coerenza. Non si abbina con la vita...che e' arte del mutamento e cambiamento. Che cavolo si vive a fare allora? Se non hai capito quello che ho scritto...tranquillo...neanche io mi capisco.sono me stessa in questo preciso momento in quanto consapevole e lucida di un nonsense scritto. Tra un po' già sarò diversa. Fedele a me stessa? Boh...importante saperlo? Per me no:)
Ciao Blaue, non è facile essere se stessi. Come si può dire sempre quello che ci passa per la testa?! Forse esser se stessi vuol dire essere quello che appari agli altri. Neanche credo che uno si accetti completamente per quello che è, io ad esempio vorrei essere più magra. Però le altre cose saltano agli occhi agli altri. nessuno si vede come realmente è.
A un (chiamiamolo) amico di tanti anni, che ogni tanto quando non riesco a evitarlo, si sfoga con me al telefono, e a volte mi scrive mail noiose...dunque dicevo, a questo amico mi sono decisa a scrivergli di andare da uno psicoterapeuta, per un mese non l'ho più sentito...speravo che la cosa fosse finita invece poi mi scrive una mail dove mi dice che io sono gelosa di lui. :?
La verità fa male, a tutti, finchè parliamo noi di una nostra mancanza va bene, se ce la dicono gli altri ci offendiamo.
Ma poi siamo veramente naturali?
Uno dei tanti esempi, non so se mi censurano, tanti anni fa andai a Messa una domenica con i miei genitori: il prete era un uomo anziano, grasso, intelligente,....ma mentre predicava mi immaginavo quest'uomo nudo, pur non avendo nessuna attrattiva. Oppure chi riesce a dire apertamente a una persona che vada a fare un c...? Io solo quando non ne posso più.
Ma mica lo dobbiamo dire, dovrebbe restare tra noi...:)
E poco prima ho letto un breve articolo di Laura Pausini, (la dolce laura pausini) che ha spiegato come dovrebbe essere il suo uomo ideale, e quì ha elencato doti che non hanno niente a che vedere con la dolcezza, la profondità, la generosità. Non si sa se è sincera o lo fa per scandalizzare.
(Mi scuso, non risulto la donna dolce, equilibrata, che forse appaio). :(
Blau lo sai che mi piace molto il modo in cui scrivi e questo articolo ne è la riconferma. Estremamente razionale nel dimostrare che si è se stessi sempre, che lo si voglia oppure no. Ma, ovviamente non ho bisogno di spiegartelo, cercare di essere se stessi non è visto "normalmente" solo da un punto di vista razionale, bensì significa cercare di vivere, comportarsi come ci si sente di essere, il più fedele possibile all'idea che si ha di sè. E se forse per te è facile, tanto da non porti nemmeno il problema, non per tutti è così. Credo possa essere un questione caratteriale: se predomina la tua parte emotiva, difficilmente riesci a capire che comunque in ogni momento sei te stesso, se invece predomina la parte razionale, lo sai e magari lavori su quello che non ti piace, oppure non ti frega nulla perchè tanto sei così e cambierai in base alle situazioni rimanendo comunque te stesso. I condizionamenti fanno sì che l'essere ingegnere anzichè venditore di fiori di Bach ti fanno essere un te stesso molto dibattuto, ma questo può anche portarti a cambiare se il disagio diventa troppo pesante. Così, perchè non lasciare alle persone la visione di un se stesso ancora da raggiungere? Personalmente, l'ho usata questa frase (prima di finire nella tua lista ti precedo), ma un'altra definizione mi è più vicina: quella di non raccontarsi bugie. Ecco, un po' di materia per un'altra disquisizione. (Susi, in quanto sei sempre te stessa, sei dolce, equilibrata e tutto quello d'altro che vuoi essere).  :D
Scusate, io sono semplice o sempliciotta,  fate voi, (vi prego non mi dite che mi svaluto, non sprecate il fiato per me) ma "essere me stessa" per me significa ascoltarmi molto bene e fare quello che mi dettano la mia mente e il mio cuore, che spesso faccio andare a braccetto, per non vederli litigare. Se cambio (io dico cresco)
non mi preoccupo e mi adeguo a me stessa, però ho un leitmotiv che mi accompagna, mi caratterizza,  mi rende sempre e comunque riconoscibile.
Vorrà dire questo essere se stessi ?  L' accettazione nell' evoluzione ? 
Le verità possono essere mille, tutte degne di riflessione e di rispetto . . . . ecco, se c è una cosa che non sopporto è la mancanza di rispetto ! 
Gentile sig.ra Consonanza (che nome del cazzo, ma forse così ti senti più te stessa),
la domanda è giusta: sé stessi rispetto a cosa?

Sotto un profilo logico-formale, l’esigenza è assurda: tu SEI te stesso 24 h al giorno.

L’esigenza more vulgata, benché poveramente formulata, presume quindi una proiezione di riferimento, da auto-analisi o giudizio esterno riducibile a self-assessment.
Io critico fondatezza e solidità del riferimento. Il sestessiano formula un’immagine ideale di sé, sulla base di gerarchie etiche e di valore che invece non sottopone a nessun tipo di verifica, e cerca di conformarsi. Mai si pone la domanda del perché in realtà è diverso da quell’immagine autoprodotta. Il richiamo a essere sé stessi non può partire che dalla constatazione di non esserlo, per cui l’esortazione nasce da un problema.

L’unico aspetto che mi piace di queste contorsioni mentali è il successivo senso di colpa/inadeguatezza, per cui è molto più facile convincere una sestessiana che chiunque altro a farsi sodomizzare alla pecorina.
Blau...seguendo la tua logica...le tue stesse sono inutili contorsioni mentali:). E allora? Stai pure tu tra color che sono cmq come si sentono...contorsioni incluse. O pippe mentali per dirlo in modo più primitivo.. Purtroppo sono essenziale...i perché della vita oggi mi importano meno di ieri. Sono cambiata:). Tra il dire e il fare...io faccio..e come mi pare:). Scelta del Nick incluso:).
MARIATERRY62 ha scritto: Scusate, io sono semplice o sempliciotta,  fate voi, (vi prego non mi dite che mi svaluto, non sprecate il fiato per me) ma "essere me stessa" per me significa ascoltarmi molto bene e fare quello che mi dettano la mia mente e il mio cuore, che spesso faccio andare a braccetto, per non vederli litigare. Se cambio (io dico cresco)
non mi preoccupo e mi adeguo a me stessa, però ho un leitmotiv che mi accompagna, mi caratterizza,  mi rende sempre e comunque riconoscibile.
Vorrà dire questo essere se stessi ?  L' accettazione nell' evoluzione ? 
Le verità possono essere mille, tutte degne di riflessione e di rispetto . . . . ecco, se c è una cosa che non sopporto è la mancanza di rispetto ! 

Completamente d'accordo...rispetto purtroppo non sempre si riesce sempre ad averne totalmente. Io stessa sono certa aver mancato ogni tanto.E allora per alzare il dito contro qualcuno...ci penso prima se sia opportuno:).
Vorrei io porre una domanda...meglio "essere se stessi" o "essere presenti a se stessi"...per me importa la seconda....essere consapevoli e responsabili delle proprie azioni o non azioni. Essere se stessi nel senso comune spesso prevede gabbie e la paura di scoprire di se stessi cose poco piacevoli. O di uscire dal seminato. Allora...meglio essere poco piacevoli ma consapevolmente. Per sensi di colpa eventuali c'è sempre tempo. Ma non e' scontato ci debbano essere. Ciao da nick63:)
Consonanza ha scritto: Blau...seguendo la tua logica...le tue stesse sono inutili contorsioni mentali:). E allora? Stai pure tu tra color che sono cmq come si sentono...contorsioni incluse. O pippe mentali per dirlo in modo più primitivo.. Purtroppo sono essenziale...i perché della vita oggi mi importano meno di ieri. Sono cambiata:). Tra il dire e il fare...io faccio..e come mi pare:). Scelta del Nick incluso:).


scusa, ma non capisco.
io ho condiviso un pensiero, una sensazione rispetto a un fenomeno. non mi danno né preoccupo; solo, la stupidità di alcune frasi fatte mi colpisce. le mie saranno pure contorsioni mentali o - meglio - tu le considererai così: io però mi diverto a pensare alle cose e al loro significato. quindi non mi masturbo perché trovo altri illogici, né perché io l'ho scoperto.
l'essenzialità piace anche a me, ma nel 99% dei casi non è roba mia. mio è il riflettere, che non è essenziale, concesso. però col mio modo di essere vado d'accordo, pure molto.
mi farà piacere verificare la tua essenzialità, una volta o l'altra, perché dalle persone essenziali so di avere molto da imparare.
rimane il fatto che del tuo commento non ho capito né la logica interna né quella esterna.
Blausenzafaccia...appunto...l'ho scritto nel primo commento...non c'è nulla da capire:)...ciao da Nick63 (mi piace...mi sento come una batterista banda rock)
tra piroette psicologiche da intellettuali frustati e disquisizioni che lasciano il tempo che trovano, l'essere se stessi è la semplicità con la quale ti poni davanti al mondo, la semplicità nell'esprimerti e che chiunque possa capirti, senza alcune dietrologie ed esprimere ciò che senti veramente e non esporre discorsi mentre pensi diversamente da ciò che dici.. la semplicità di non essere ipocrita e falsa portando avanti ciò che credi giusto senza tener conto delle chiacchiere della gente, essere se stessi è l'appartenere a se stessi e non ad altri, il resto è vita! mia opinione personale ovviamente ma nessuno mi farà cambiare idea!
Il mio grillo parlante mi ha fatto capire che quando scrivo spesso non si capisce niente. Per me scrivere e' difficile...non sono abituata...e in italiano non sono abituata...scrivo solo relazioni tecniche e favole per bambini e non in italiano. Sono molto spiritosa ma qui le faccette non sempre posso metterle e quindi paio incavolata o giudicante. Nel forum mi diverto rilasso non conosco quasi nessuno e sto bene nel mio autismo desiderato. Sono intervenuta forse come estranea tra persone che si conoscono e questo rende le mie parole più incomprensibili. Per sfacciato...intendevo dire...senza faccia ossia senza foto...non era offensivo. Poi...nick63....come dire...sono un Nick come tanti che qui girano...non importa come volete chiamarmi. Se volete chiamarmi...paola...pavela...consonanza...nick...a me non crea problema. Purtroppo a volte penso il mio giocare con le parole sia chiaro... Invece mi capisco solo io.E mi accontento:)
Paoletta, non capita solo a te, pure a me . .  . carino l autismo desiderato.
Ti voglio bene, mò t ho detto davanti a tutti ! 
lapeste48 ha scritto: tra piroette psicologiche da intellettuali frustati...mia opinione personale ovviamente ma nessuno mi farà cambiare idea!


cos'è un intellettuale frustato? uno schiavo della Cultura? però gli intellettuali li frusterei anch'io: sono la categoria peggiore dopo le donne frustRate.

questa cosa che ripeti in diverse salse... "muro d'acciaio", "nessuno me la fa", "ho una grande fiducia in me stessa"... sai cosa mi fa pensare? che tu sia più fragile di un bicchiere di cristallo. sai com'è: excusatio non petita, accusatio manifesta.

@MT
"l'autismo desiderato" denota - al contrario del soggetto qui sopra - una grande self-confidence.
questo te lo devo proprio: nessuno capisce un cazzo di quel che vuoi e dici, ma sei sempre molto coerente nella tua insistenza. almeno tu - al contrario del soggetto qui sopra - morirai col sorriso sulle labbra (speriamo tardi, molto tardi).
cron