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Gruppo regionale Varese

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Messaggioda Michela56 » 22.11.2017, 21:51

“Ti meriti un amore”, una giornata contro la violenza sulle donne


L’evento si svolgerà  a VARESE presso le Cantine Coopuf in Via De Cristoforis 5, nella giornata di domenica 26 novembre a partire dalle ore 14.30

L’Associazione Estro-Versi di Varese, STCV Scuola teatrale Anna Bonomi e Coopuf Iniziative Culturali sono liete di presentare la seconda edizione del progetto “Ti meriti un amore”, un evento che, in collaborazione con altre associazioni e realtà culturali del territorio di Varese, intende dare voce alla problematica, sempre più allarmante, della violenza sulle donne in tutte le sue sfaccettature: psicologica, fisica…
 La giornata vedrà l’unione di più forme d’arte: poesia, scultura, teatro, cinema, che esprimeranno un unico messaggio: stop alla violenza. Al progetto collaborano le associazioni culturali Filmstudio 90, Associazione Quarta Parete, Teatro in Drao, Associazione Teatro Giò ed EOS – Essere Ovunque Soggetti – Centro di ascolto e accompagnamento contro la violenza, le molestie sessuali e i maltrattamenti alle donne e ai minori.
 L’Associazione EOS, nasce a Varese nel 1998 ed è quindi presente sul territorio provinciale da 16 anni.

Dalle h. 14.30   sarà possibile visitare la mostra di scultura curata da sei artisti conosciuti ed apprezzati nel nostro territorio e non solo: Stella Ranza, Stefania Pennacchio, Veronica Mazzucchi, Angelo Zilio, Sara Russo, Giorgio Presta e Simone Patarini.
La mostra sarà aperta e visitabile sino alle ore 22.30.

Alle ore 16.00, nella sala posta nel piano superiore dello stabile, ovvero nella sala di proiezione di Filmstudio 90, vi sarà un interessante dibattito dal titolo “La violenza sulle donne – Prevenzione e servizi sul territorio” con la partecipazione dell’Assessore ai servizi educativi e pari opportunità di Varese, sig.ra  Rossella Di Maggio e di  Gabriella Sberviglieri rappresentate Eos.
Moderatrice dell’incontro sarà la psicologa Valentina Vanetti, e introdurrà l’incontro Sara Pennacchio, presidente Associazione Estro-Versi.

Alle ore 17,30 nella sala superiore di Filmstudio 90 verrà proiettato il film documentario dal titolo “Oggi insieme domani anche” 2013 – un film partecipato ideato e curato dalla regista Antonietta De Lillo . Attraverso frammenti di materiali diversi – documentari, inchieste, animazione, immagini di attualità e di repertorio – compone un ritratto dell’amore ai nostri tempi.
 Partendo da un tema comune si vuole confezionare un film basato sulla condivisione e sullo sfruttamento delle potenzialità di quella forma di partecipazione, peculiare della rete, nota come crowdsourcing, già utilizzata con successo negli Stati Uniti da registi del calibro di David Lynch e Ridley Scott.

 In serata alle ore 20,30 vi sarà lo spettacolo dal titolo “Ti meriti un amore” a cura di Estro-versi , Quarta Parete, STCV Scuola teatrale Anna Bonomi, ,Coopuf Iniziative Culturali, Teatro in Drao, Associazione Teatro Giò e con l’accompagnamento musicale di Valentin.

Ingresso gratuito 

https://m.facebook.com/cantinecoopuf

 
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Messaggioda Michela56 » 22.11.2017, 22:27

“Ti meriti un amore”: la meravigliosa poesia di Estefania Mitre

(che molti attribuiscono alla famosa pittrice messicana Frida Khalo)


    Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

( Estefania Mitre)
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Messaggioda NonnaSimona » 23.11.2017, 8:56

E' proprio quello cui aneliamo Michela ma poi... leggere tutto questo nero su bianco emoziona! Grazie di averla postata
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Messaggioda Michela56 » 27.11.2017, 19:09

L'evento è stato molto interessante,  toccante e ha avuto anche un momento più leggero e ironico sulle "scaramucce" giornaliere di una coppia...tutto ambientato nel palco della location.

Pubblico sia maschile che femminile, gli attori e le attrici hanno riportato esperienze di violenze femminili recitate con intensità e commozione.....con semplicità, sul palco ..sedute sulle sedie , con semplici abiti , le donne raccontano i loro drammi e non solo!

Complimenti all' associazione Estroversi e alla scuola teatrale di Anna Bonomi 
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Messaggioda Gabribella » 27.11.2017, 21:42

Quando leggo delle iniziative poste in atto per evidenziare la sempre maggiore drammaticità del problema della violenza sulle donne, c’è una cosa che, secondo me, colpisce sempre, e cioè il quasi totale, a parte sporadiche ma non molto significative eccezioni, assordante silenzio che proviene dagli uomini in generale.
Anche nei quotidiani, la trattazione dei fatti di cronaca sulle violenze ai danni delle donne, è quasi sempre affidata a giornaliste : è raro che ci sia qualche articolo firmato da giornalisti maschi e, se qualche volta c’è, è sempre molto breve e poco circostanziato.
Quindi, in questo modo, il problema non viene del tutto percepito per quello che è, e cioè un problema sociale che, appunto, coinvolge tutti: sembra solo un problema di genere, e così non sarà risolto mai e le iniziative portate avanti sempre soprattutto da donne non faranno altro che sembrare una ripetizione della spettacolarizzazione delle violenze che però alla fine lasciano il tempo che trovano.
Sui giornali, alla televisione, alla radio dovrebbero essere intervistati molti uomini, dal passante fermato in strada, ad attori e professionisti vari, ed essendo un problema trasversale, sentire l’opinione sia dal meno istruito che dal più istruito.
Istituire sul mezzo di comunicazione più potente, la televisione, tavole rotonde nelle quali venga chiesto agli uomini partecipanti ( e se ci fossero anche donne, che siano pochissime) che cosa pensano di questa tragedia, quali sono le cause che a loro giudizio si possono individuare ed in quali modi si potrebbero trovare soluzioni a questo terribile problema.
Insomma, nella violenza c’è la vittima ma anche il carnefice.
Gli uomini si devono svegliare e prendere chiara e ferma posizione: dimostrare che sentono il problema anche come proprio e che fortemente desiderano che venga risolto.
Ed il primo passo per risolvere un problema di qualsiasi tipo è parlarne, discuterne, cercare soluzioni, soprattutto, in questo caso, da parte degli uomini.
Non è solo con le leggi che si possono risolvere le cose, è soprattutto con una chiara presa di coscienza da parte di tutti che porti a voler cambiare drasticamente una davvero insopportabile realtà.
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Gabribella
 
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Messaggioda gigliola » 27.11.2017, 22:39

Bellissima poesia!
Vorrei solo esplicitare il mio gradimento. Grazie!
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Messaggioda tonymanero » 28.11.2017, 13:21

Gabribella ha scritto:Quando leggo delle iniziative poste in atto per evidenziare la sempre maggiore drammaticità del problema della violenza sulle donne, c’è una cosa che, secondo me, colpisce sempre, e cioè il quasi totale, a parte sporadiche ma non molto significative eccezioni, assordante silenzio che proviene dagli uomini in generale.
Anche nei quotidiani, la trattazione dei fatti di cronaca sulle violenze ai danni delle donne, è quasi sempre affidata a giornaliste : è raro che ci sia qualche articolo firmato da giornalisti maschi e, se qualche volta c’è, è sempre molto breve e poco circostanziato.
Quindi, in questo modo, il problema non viene del tutto percepito per quello che è, e cioè un problema sociale che, appunto, coinvolge tutti: sembra solo un problema di genere, e così non sarà risolto mai e le iniziative portate avanti sempre soprattutto da donne non faranno altro che sembrare una ripetizione della spettacolarizzazione delle violenze che però alla fine lasciano il tempo che trovano.
Sui giornali, alla televisione, alla radio dovrebbero essere intervistati molti uomini, dal passante fermato in strada, ad attori e professionisti vari, ed essendo un problema trasversale, sentire l’opinione sia dal meno istruito che dal più istruito.
Istituire sul mezzo di comunicazione più potente, la televisione, tavole rotonde nelle quali venga chiesto agli uomini partecipanti ( e se ci fossero anche donne, che siano pochissime) che cosa pensano di questa tragedia, quali sono le cause che a loro giudizio si possono individuare ed in quali modi si potrebbero trovare soluzioni a questo terribile problema.
Insomma, nella violenza c’è la vittima ma anche il carnefice.
Gli uomini si devono svegliare e prendere chiara e ferma posizione: dimostrare che sentono il problema anche come proprio e che fortemente desiderano che venga risolto.
Ed il primo passo per risolvere un problema di qualsiasi tipo è parlarne, discuterne, cercare soluzioni, soprattutto, in questo caso, da parte degli uomini.
Non è solo con le leggi che si possono risolvere le cose, è soprattutto con una chiara presa di coscienza da parte di tutti che porti a voler cambiare drasticamente una davvero insopportabile realtà.

Il perchè avvenga questo ("presunto" disinteresse da parte dei maschi verso la questione "violenza sulle donne") è semplice.
Il maschio sa benissimo che nel 90% dei casi la prima responsabile di questi intollerabili atti disumani (io comunque parlo di vera violenza, non del ceffone "una tantum" dato in un momento di ira nera, ceffone che, come lo sculaccione ai bimbi, anche le femmine si permettono, e sottolineo "sempre più spesso", di dare ai maschi) è sempre la femmina.
Femmina che ci sguazza in certe situazioni.
Femmina alla quale piace il delinquentello, il violento, il bruto.
Femmina che spesso e violentieri (ma onestamente mi annoia a scrivere sempre le stesse cose) non denunciano o, più semplicemente, accettano comunque la situazione per mero tornaconto economico.
Certo, ci sono anche le deboli di carattere, ma di fronte a calci, pugni e violenze di ogni tipo anche una cretina dovrebbe reagire.
Il maschio, a questo punto, reagisce come nella storiella "Al lupo, al lupo!".
A furia di sentire certe fesserie (la povera donna abusata, l' uomo orco) se ne disinteressa in modo che quando l'abuso poi esiste o si fa preoccupante... beh... non riesce più a rendersene conto e sorvola....(hai presente le ultime ondate di "Outing" sulla violenza presunta subita da attricette e affini: a giorni nessuno se ne ricorderà più...)
A questo aggiungiamo la poca cura che hanno le forze dell' ordine a trattare il caso: visto le carceri stracolme ed i tempi di attesa anche per dei giudizi importanti i molestatori seriali vengono comunque lasciati liberi di perpetrare a piacere i loro crimini, quindi che può fare la popolazione verso uno stato strafottente?
Qua si scende in piazza solo per le cavolate politiche ormai...

Questo è quel che capita a me con i drogati: visto che io ritengo chiunque faccia uso di stupefacenti non per lenire gravi situazioni di dolore solamente un poveraccio da emarginare, io tendo a fregarmene aspettando semplicemente che la legge possa in qualche modo arginare il problema.
A me non interessa trattare l'argomento, ma solo debellarlo.

Ecco quindi che una grave situazione come "La violenza sull'essere umano" (e non solo sulla femmina in particolare...) viene messa in secondo, o terzo, o ultimo piano.
Quando le femmine prenderanno coscienza e cercheranno di ragionare col cervello invece che con gli ormoni, scegliendo maschi in gamba e perbene lasciando da parte i pendagli da forca allora avremo molti passi avanti nella questione.

Ricordo comunque che se scartabellate nelle cronache quotidiane degli ultimi decenni molte "violenze" riguardano maschi provenienti da altre etnie meno "affidabili" della nostra.
Si, certo, ce ne sono di "italioti" che turbano i sogni delle nazional pulzelle, ma sono la minoranza.
E' chiarissimo come lo strupratore tipo sia o di provenienza africana o slava/albanese o rumena.
Molto dipende non solo dalle origini misere degli elementi, ma dalle loro culture popolari.
Perchè in Italia le femmine le teniamo moltissimo in considerazione.
Così non è in altri posti come quelli menzionati invece...

Nota Bene:
che a nessuno venga in mente di travisare le mie parole: io sono uno che ha sempre difeso le "femmine", fin dall'asilo dove me ne circondavo e giocavo tranquillamente e felicemente con loro e ne prendevo le difese con i compagnetti più irrequieti fino ad oggi dove, malgrado provocato, non picchio selvaggiamente nemmeno la mia compagna sebbene si meriti essa stessa l'incarcerazione in una segreta stile Edmond Dantes ed ogni giorno una sonora dose di bastonate (e ho detto tutto!).
Quindi chi mi vorrebbe dare del "violento" o del "misogino" è avvisato.
Io non odio le femmine: odio le persone stupide.
Che è diverso...
8)
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Messaggioda Michela56 » 28.11.2017, 19:30

A volte ci si innamora dell'uomo sbagliato .......a volte :" ...quando l'ho conosciuto non era così......poi....è cambiato"......a volte...credevi fosse amore...invece....


 Testimonianza:"È stato solo uno schiaffo, lo fa perché mi vuole bene, è colpa mia perché non sono una brava moglie".... sono i pensieri di giustificazione con cui le donne perdonano il loro compagno, dopo una violenza subita. La prima, alla quale seguirà una seconda volta, una terza e così via, fino a quando lei lo troverà normale.
 
Eppure il comportamento aggressivo di normale non ha proprio niente. Nemmeno quando si osi pensare per sbaglio che forse un po' le botte sono meritate. Facile a dirsi per chi è fuori dalle dinamiche di coppia violente, difficile quando ci si è dentro. E quindi non si sa riconoscere quei segnali che ci dicono "Scappa, prima di ritrovarti nella trama di Amore Criminale"!
Non è così facile riconoscere immediatamente quei segnali pericolosi che dovrebbero mettere in allarme una donna. A volte, l'aggressività di una persona si manifesta dopo anni in cui si sta insieme, anche quando la relazione sembra andare a gonfie vele, e "tutto sommato" lui è sempre stato bravo.
 
Eppure è proprio su quel "tutto sommato" che bisogna indagare. Ascoltando le donne vittime di tutte le forme di violenza, si scopre che l'uomo che ha inferto uno schiaffo durante una discussione, è sempre stato un po' irascibile, intollerante e sospettoso.

Un partner che alza la voce, è ossessionato dal controllo ed è prepotente dovrebbe far alzare le antenne ma non sempre si ha la il coraggio di pretendere rispetto dalle persone con cui si vive, e a volte nemmeno la forza ,  perché chi subisce violenza spesso trova normale tutto ciò.

Del resto, il modo in cui la violenza viene "trattata" dai media e dalla società di certo non aiuta a cogliere i segnali pericolosi quando sono ancora allo stato latente. Da un lato c'è troppa spettacolarizzazione dell'evento violento in sé, dall'altro c'è troppo poco rispetto per la donna, che viene dipinta come una vittima totalmente inerme.

Poniamo l'esempio delle campagne anti-violenza, quelle che mandano in onda con immagini forti di donne con la faccia insanguinata: secondo la nostra esperienza di ascolto, è difficile che una donna invischiata in una relazione violenta si riconosca in quel sangue! Una campagna così forte suscita meraviglia nelle donne: "possibile che accadrà anche a me?! No, il mio lui non è così violento!".

Ed ecco che - sembra paradossale - ma vedere in tv il rischio estremo che può accadere (l'omicidio) non aiuta a prendere consapevolezza. Chi viene ogni giorno picchiata non ha voglia di vedersi rappresentata in modo così vittimistico: vuole dimenticare e non vuole sentirsi ri-vittimizzata; ha bisogno di sensibilità e di una voce che con delicatezza le ricordi che una salvezza è possibile.

Persino l'uomo "leggermente violento", quello che si limita ad insultare, non si riconosce in questo tipo di comunicazione, per non parlare di quelli che violenti non lo sono per nulla, e così non prendono posizione. E poi smettiamo di pensare che il violento è per forza un criminale: a volte può essere persino colui che piace alle mamme, veste in giacca e cravatta e fa un lavoro prestigioso!

Prendere coscienza di vivere accanto ad una persona violenta non è facile, perché possono entrare in gioco meccanismi di vergogna, senso di colpa e auto-punizione che tendono a negare certi comportamenti, e quindi a fingere di non vederli.

Uno dei  segnali che possono tenere in guardia una donna è una certa difficoltà a gestire le emozioni soprattutto negative. «Ci sono persone che tengono tutto dentro, senza rendere partecipe il partner di quello che provano quando sono di fronte ad una situazione frustrante, per poi esplodere quando meno te lo aspetti.  Alcuni uomini possono trovare difficile per esempio dire alla propria fidanzata "non mi va che tu traffichi molto con il cellulare", e quindi si irrigidiscono in un muro di silenzio che snerva.

E' anche un segnale  quando lui è troppo intollerante alle frustrazioni, anche minime, comprese quelle che non riguardano la coppia?
Ad esempio, se lui è aggressivo con la cassiera del supermercato perché è lenta, quando invece sta svolgendo il suo lavoro; oppure si innervosisce in modo esagerato con il barista perché il suo cocktail preferito non c'è; o ancora se impreca contro la persona anziana che sta attraversando la strada e lui rischia di perdere tempo .

Cosa fare???
Se  si prova disagio accanto a lui, se si hi paura che possa alzare le mani, se i suoi scatti d'ira spaventano, bisogna scappare prima che sia troppo tardi. A volte bisogna dare ascolto a quella vocina interiore che flebile ti dice: "mi sto cacciando nei guai, quest'uomo mi farà del male", anche se si ha paura della solitudine: si ha diritto ad essere felice e a non lasciarsi calpestare da un uomo che non ti vuole bene.
Ed è questo uno dei tanti timori che frena dal chiedere aiuto o dal fuggire a gambe levate: la paura di non trovare alternative.
Spesso alcune donne  non sanno a chi raccontare le loro esperienze di violenza di tutti i tipi, e sopportano perché credono che lui nutra dei sentimenti di amore, passione o affetto!
Bisogna convincersi che la violenza non è mai accompagnata all'amore e che la salvezza è lì dietro l'angolo, basta avere il coraggio!
(La discussione riportata è stata sviluppata  con l'ausilio di uno psicoterapeuta) 


 
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Messaggioda ultimo » 29.11.2017, 19:06

grazie Michela, sono riflessioni interessanti.
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