Amore, sesso, e disabilità motoria

. La vita sessuale e affettiva delle persone con disabilità motoria , infatti, è un tema messo spesso sotto silenzio e su cui si addensano molte e serie difficoltà, , imbarazzo, equivoci, ignoranza e pregiudizi, che però dovrebbe essere un diritto individuale di tutti, essi, " le pulsioni sessuali riguardano " ognuno di noi. "
Il diversamente abile è uno status di vita e non una malattia come invece l la considerano in molti....
Se già è difficile, complicato, costruire e mantenere saldo un rapporto tra due persone "sane", immaginatevi come dev’essere quando esiste una disabilità motoria...

Non sopporto chi si piange addosso senza un valido motivo, perché nella vita bisogna rimboccarsi le maniche ed essere determinati e forti!..... SI !

Per noi diversamente abili, se arriva il /la compagno/a lo vedrei come un amore nella differenza , un amore a quattro ruote, un amore , una solidità tale da far impallidire le coppiette del San Valentino, un rispetto, una complicità, una base solida per durare nel tempo.e allora si chiamerà Amore con la A maiuscola, perché avrà vinto ogni battaglia che la vita ha posto dinanzi alla persona

La nostra bellezza può essere racchiusa in tanto altro: in uno sguardo, nella gestualità, nella voce, nell’intelligenza, nel sorriso.ecc ecc

All'estero, Olanda, Germania, Danimarca, Austria, la questione viene affrontata attraverso il ruolo dell'assistente sessuale, una figura di cui si " inizia...." a discutere in Italia., tra pudori , pregiudizi e
che lo dico affà !

Che ne pensate voi (in generale)?

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Sembrerebbe che qualcosina si stia facendo....Il disegno di legge 1442 "disposizione in materia di sessualità assistita per persone con disabilità...la presentazione del libro LoveAbility che cerca di portare a conoscenza la problematica e soprattutto ad aiutare a superare i tabù. Sono, per ora, solo approcci. Siamo in Italia....e mi auguro che l'ombra dei campanili non oscuri ed affossi l'iniziativa.
Ted, si, ho letto qualcosa,in effetti, attualmente non esiste un albo per chi ha questo ruolo. Esistono però assistenti che sono inquadrati contrattualmente come badanti o come infermieri, ma non esiste una figura precisa di assistente . immaginati la distanza che c'è da colmare prima di arrivare al riconoscimento dell'operatore/trice sessuale.......!!!!
Credo che anche per questo sia una " battaglia culturale importante da portare avanti ". la strada è ancora tutta in salita, anche perché ad essere rivoluzionato potrebbe essere non solo " l'eros " dei diversamente abili, ma quello di tutti..., credo

Premettendo che la richiesta è più dell'uomo, maschio, mi chiedo :
Ajooo, come donna,femmina, :una volta che l'assistente sessuale ha insegnato al / alla sua paziente come e dove procurarsi il piacere, o semplicemente procurandoglielo lui/ lei stesso/a, come gestire poi la valanga di emozioni che segue a tutto questo? quanto grande sia il bisogno di calore e di contatto.?Si può "sanitarizzare" l'amore.........?
.E quà, si amalgamano due cose, un bisogno del corpo e del cuore a cui probabilmente nemmeno
la migliore "assistenza sessuale" può dare risposta., mah! non lo sò

Personalmente amo la vita vivendo a 360 gradi. Lungi da me gente triste! Credo nell’amicizia vera e cerco di circondarmi da persone positive come me., cerco di vivere la vita appieno, amando tutto ciò che mi circonda (famiglia,i miei mici,la natura ecc ) e gioendo al 100%, senza risparmiarmi.

Susiii, al 5 marzo sono di nuovo all'autodromo !! E' una ricorrenza che si ripete annualmente, se riesco per l'anno prossimo e se sarò ancora viva :lol: vedrò di chiedere se posso far venire alcune persone con me, parlo di voi, se vi è qualche appassionata /o in adrenalina pura .... e in rombi di motori :shock:
Gioia, penso che tutti siamo alla ricerca dell'amore con la A maiuscola. Non c è differenza tra disabilità e normalità. L'amore, se è amore può raggiungere alte vette, come hai detto tu. Ci sono persone con degli handicap che hanno ugualmente un compagno/a, e qualcuno si è fatto una famiglia.
Riguardo alla presenza di una figura come operatore sessuale , già si è fatto qualcosa per le coppie dello stesso sesso perciò col tempo si arriverà anche a questo.
Cosa ne penso io. La mia (o la nostra) è un altra generazione, già noi donne siamo cresciute, ad eccezione di qualcuno, con molti tabù. Di sesso in casa non se ne parlava e il problema casomai si affrontava quando si cominciava ad avere il fidanzato. Per la Chiesa era tutto peccato.
Adesso il mondo mi sembra diverso, non ho figli, ma le ragazze e i ragazzi se escono sono già attrezzati. Il sesso è visto come normalità.
Ci saranno certamente donne o uomini disposti a fare l'assistente sessuale. In Italia forse se ne parlerà tra una decina d'anni per attuare questa legge. Per i miei gusti, io donna pensante :wink: non lo farei, perchè certe cose le farei con un uomo che mi piace. In caso di difficoltà fisica, e per certi soggetti difficili da gestire quando non riescono a trattenere certi impulsi, credo ci voglia un riferimento, un consulente, un aiuto, se occorre anche l'aiuto che certi operatori già danno in certi paesi.
Qualche giorno fa hanno mandato in onda su 'le iene' un altro caso , quello degli 'adulti baby'. Non l'ho visto ma lo cercherò su internet. Han detto in un articolo cose inverosimili.
Susi, la questione come dici è molto complessa e la chiesa era ed è tutt'ora perplessa perchè sicuramente vedono l'operatore/trice come gigolò. e prostitute, perchè a pagamento !
Sappiamo che la repressione sessuale genera mostri, basta vedere cosa combinano preti..... e quant'altro.........
In Italia già si fa fatica a parlare di sesso , in altri paesi i "love giver" sono ormai una realtà
Sai cos'è credo ci sia una mancanza di consapevolezza che le persone disabili hanno desideri e pulsioni e tutto ciò che hanno le altre creature umane....
Si fa presto a dire assistente sessuale. Ma quella del " love giver" è una professione complessa e delicata, che richiede preparazione ed empatia ! .mah, è molto delicata la situazione

Certo è che il diritto all'affettività per i diversamente abili dagli articoli 2 e 3 della Costituzione e da una serie di sentenze...) non potrà essere negato ancora a lungo.. Staremo a vedere quello che succederà.!
TUTTE CHIACCHIERE.
Finchè l' Italia rimarrà un paese di bigotti religiosi e opportunisti non si riuscirà ad assomigliare a posti come Austria o Nevada dove certe cose sono legali e regolarizzate.
Ovviamente CONVIENE tenere tutto così nell' illegalità per far prosperare i soliti che ci marciano su queste cose, oltre, sempre ovviamente, per permettere lucrosi introiti in nero agli/alle indipendenti.

Gli "operatori sessuali" non sono da demonizzare.

Ma lo sapete quanta gente esiste al mondo bisognosa "anche di quello"?
A parte i malati ci sono le persone non certo belle, quelle con poco "savoir faire", quelle che per un problema od un altro non riescono proprio ad intrecciare un qualsivoglia rapporto con qualcuno dell' altro sesso.
Ricordo un muratore di mia conoscenza, negli anni 80, brutto come la morte, senza un filo di creanza, analfabeta, senza modi...
Lui prendeva la paga il sabato. Scendeva in città.

P.S. Non è vero che sono gli uomini in maggior parte a cercare. Per educazione molte donne invece...vorrebbero, ma non riescono. Ma ce ne sono che cercano...ah se ce ne sono.....
Andava "al solito posto". Si appartava con una signorina. Faceva quel che doveva fare.
E tornava a casa felice.
Per lui la vita era questo: quattro volte al mese, immancabilmente di sabato.
Cosa sarebbe successo se non avesse avuto questi incontri?
Da come guardava le donne per strada durante la settimana io immagino che avrebbe potuto combinare..

Una cosa però è da sottolineare: certamente questi "operatori" non posson essere buoni per tutti... Per i disabili, giustamente, come anche Gioia mi pare abbia detto, devon essere PREPARATI.
Non potrebbero costoro accostarsi al malato nello stesso modo che si potrebbe fare con una persona senza problemi.
E poi ci son disabilità e disabilità....Si potrebbe correre il rischio, per non avere il tatto giusto, di far più danno che bene.

Quindi, a mio modesto avvisto...tutti questi discorsi serviranno solo per prendere qualche gettone di presenza in più a qualche politico polpettone e a riempire qualche pagina web di questo sito.
E sfortunatamente anche domani, disabili, bruttarelli e problematici....
Di nuovo per la strada....
A cercar soddisfazione!
E’ una brutta abitudine quella di buttare tutto in politica, in morale, in sociologia. Rende il problema strumentale, cioè utile a sostenere una propria tesi. Ma qui in ballo c’è una persona non un principio o un’idea da dimostrare. Il problema, perché problema è, si pone nei termini che ha usato Gioia: “si amalgamano due cose, un bisogno del corpo e del cuore a cui probabilmente nemmeno la migliore "assistenza sessuale" può dare risposta”. Questo intreccio tra due esigenze condiziona il modo di affrontarle, ed eventualmente di soddisfarle. Infatti, se il diritto alla soddisfazione fisica può essere affrontato, pur con tutte le limitazioni del caso, anche solo a livello individuale, il diritto all’affettività, che nessuno nega in teoria, implica invece il coinvolgimento di un altro individuo, una relazione fatta non di sola gestualità meccanica atta a procurare piacere. Sesso è qualcosa che si fa in due, dopo che si è stabilito una sia pur minima intesa che presuppone un’accettazione dell’altro. In situazioni di questo genere, che comunque si risolvono nell’intimità che si deve creare tra due persone e che a loro soli deve essere riservata, vengono meno molti “ingredienti” che si è soliti usare: diritti, modalità, leggi, disponibilità, ecc. mentre ne rimane uno la cui declinazione è molto articolata: la reciprocità. E’ un aspetto importante, che intuisco, ma che non sono in grado di approfondire.
Di come il problema venga affrontato in altri paesi, diversi da questa tanto disprezzata Italia (ma non sputiamoci sopra a quello che si fa da noi, che non è soltanto quello che appare o che riteniamo ci sia), io conosco solo ciò che avviene in Germania. Lì l’assistente sessuale è una professione riconosciuta, anche se come attività specialistica all’interno di una professione più generica. Chi la esercita deve possedere competenze specifiche e preparazione adeguata, come si richiede per ogni professione. E’ ovviamente a pagamento, viene richiesta di solito dai famigliari e ha un canone comportamentale imprescindibile (la moda oggi usa il termine “protocollo”): nessun coinvolgimento sentimentale. E’ un lavoro, al pari di quello dell’infermiere, dell’assistente sociale, svolto per far fronte a determinate necessità individuali che i famigliari non sono in grado, non possono o non vogliono assecondare. .... ho conosciuto (in Italia) mamme che hanno provveduto con tanta pazienza, disponibilità, sensibilità e amore, ad espletare anche questa funzione nei confronti delle loro creature. Grandi queste donne! ovviamente non lo si pubblica, lo si confida solo ad amici, e non perché è una cosa immorale (qui siamo ben oltre la morale e chi dice che la chiesa lo vieta non sa proprio cosa dica la chiesa sull’argomento), ma perché è qualcosa che attiene all’intimità della persona (di due persone). So anche che un conto è parlare di “ragazzi” o di giovani, altro è il problema per un adulto o per una persona matura... senza voler entrare nel campo della disabilità specifica. Non si può generalizzare.
Ma ciò cui accennava Gioia è qualcosa di diverso di un semplice ... servizio. Almeno credo. Non sono in grado de esprimere un parere, ma ne ricavo una considerazione, forse banale, ma che dovrebbe aiutarci a confrontare alcune convinzioni che diamo per scontate e talvolta assolute: non è che abbiamo una visione massimalista del sesso? esaltiamo la performance, la prestazione, la rispondenza, l’abilità amatoria, riteniamo che prima ancora di “intenderci” con una persona dobbiamo far sesso per vedere se c’è compatibilità, ecc. non è che, anche nelle nostre normali relazioni, prima del sesso venga la persona e un tipo di relazione molto più essenziale di quella fondata sul sesso? non è che riserviamo al sesso un'importanza "primaria" che forse non ha?  Direte che non c’entra molto, ma questo argomento aiuta a ripensarci o a dare un’inquadratura diversa ai nostri pensieri.
Grazie Gioia per aver sollevato con coraggio il problema. 
Otto...il tuo discorso non fa una piega ma completamente tolto da un contesto...quello del nostro paese dove i legislatori sono abili a normale qualsiasi cosa (in genere quello che ritengono prioritario per loro) ma come ha scritto Gioia il passaggio culturale e l'accettazione ben altra. E qui ha ragione pure tenentecolombo...con la Chiesa che strombazza al portone accanto facendo fatica ad accettare certe aperture (vedi...unioni civili...testamento biologico. Etc) vedo grandi difficoltà. Non dimentichiamo che siamo uno dei paesi in cui ancora si lotta per i diritti fisici dei diversamente abili...e abitando a Roma ma girando anche lo vedo. Quindi...se vogliamo far finta di essere aperti di mente siamo bravi ma poi nel concretizzare e accompagnare un cambiamento culturale e' altra cosa. Ben venga il profilo dell'assistente sessuale...come quello della prostituzione legalizzata e pure della sessualità dei preti...sono favorevole...affettività e sessualità devono essere diritto di qualsiasi essere umano. In concreto non so però se il nostro sistema sanitario sarebbe in grado di gestire dei costi qualora pazienti non fossero in grado. Oppure come spesa accade saranno i volontari a colmare dei vuoti.
Consonanza non affronto il discorso politico o sociale, che ovviamente c'è. Ho voluto solo puntate il dito sul fatto che prima di qualunque discorso di più ampio respiro c'è un problema che deve essere risolto a livello individuale. Le istituzioni possono fare quello che vogliono, ma noi, individualmente, dobbiamo avere un comportamento diverso, e prima ancora che "quelli" decidano per noi cosa si debba fare. Non aspettiamo che si approvi una legge per adeguare il nostro modo di pensare. Anche la cultura deve partire da noi e non dallo Stato o dalla Chiesa. "La rivoluzione è personale o non lo è" ha detto un grande francese. Troppo facile appoggiarsi a scusanti aspettando che altri si muovano. 
Poi, convengo, le istituzioni, tutte, devono fare il loro lavoro ma lo facciano bene (hai nominato le unioni civili. Bene. Hanno fatto una legge col ... culo. Sai quanti casini giuridici stanno venendo fuori nel lavoro che faccio? non ci hanno pensato... la contrattualistica ne è uscita sconvolta e non a favore delle unioni civili... se dobbiamo fare leggi a questo modo meglio non farle. Ma questo non c'entra col sesso e la disbilità)
Otto...io pure punto il dito ma siccome sono persona pratica e concreto vedo pure il ...come...poter realizzare le idee. Non si vive solo di idee ma anche di fatti. Pure io che non lavoro con loghi istituzionali do bene che non tutto deve e può passare per quei canali. Ma qui si parlava di una formazione non solo culturale ma anche legittimamente riconosciuta e quella per forza deve passare per canali trasparenti e riconosciuti. Lo sai si...che oggi ci devono essere gli albi? Quindi non contesto il tuo pensiero ma ponevo attenzione sulla difficoltà in questo paese di aprirsi la mente. Certo...se arrivasse un paraolimpionico a supportare certe battaglie tutto sarebbe più semplice almeno...meno sottaciuto
Capisco la difficoltà di portare certe leggi ed infatti non sarà una cosa facile e se avverrà ci vorranno parecchi anni.
Ma la realtà c'è. Un uomo pur brutto ma con uno stipendio può cercarsi una donna a pagamento per i suoi gusti, più o meno cari, e possibilmente soddisfacenti per i suoi bisogni.
Ma nelle famiglie con un diversamente abile le cose non sono così facili e neanche per le istituzioni. So di ragazzi che cercano un rapporto con la madre (come ha accennato Otto, mi sembra), una madre è sempre una madre. Dentro le istituzioni per disabili mentali gli operatori fanno di tutto perchè questi adulti o ragazzi non si cerchino e non facciano sesso tra loro. Ho letto che in una scuola un ragazzo (disabile mentale) si masturbava davanti ai compagni e questi lo incitavano e ridevano.
- succede di peggio tra i ragazzi di intelligenza normale, una condanna forse peggio per i genitori.-
Perciò ci vogliono delle persone preparate per questo problema, gli operatori sessuali se questo lavoro sono disposti a farlo, e se viene riconosciuto col tempo , diventerà un lavoro normale.
Giuro che questo argomento non mi piace, come non mi è piaciuto il filmato degli adulti-baby, e quest'ultimo mi ha fatto schifo. Finirà che certe attività prenderanno piega illegalmente nel nostro paese (come ne ha accennato stefanocolombo, mi sembra).
Tornando in cima al mio discorso, il discorso di stefanocolombo dell'uomo bruttino che cercava consolazione con donne a pagamento. E le donne allora, OK per le donne è più facile perchè trovano più facilmente, ma gli uomini più facilmente si soddisfano mentre per le donne ci vuole più tempo. Allora che razza di sesso potrebbero trovare le donne. Forse si ritorna al discorso del cigolò a pagamento, cioè minimo 200 euro a sera.

“Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale” parlo per le ultime 5 righe.

Ditemi dov'è sbagliato il mio discorso. Grazie.
Dovrebbero intanto fare maggiore chiarezza sul tema.. eliminando false credenze e stereotipi culturali, dando un significato più “umano” e degno di una società evoluta, rispettosa e fiera di appartenere all’era del terzo millenio ma come sempre dimostriamo che essere il fanalino di coda dell'Europa passa anche attraverso la negazione di queste forme di assistenza sessuale. Mentre la prostituzione in Italia fà affari d'oro grazie ai perfettamente abili, coniugati, fidanzati ed amanti.

Chiaramente, come dice stefanocolombo ( ci sono disabilità e disabilità,alcune risolvibili individualmente.... altre no ) è necessario infatti, differenziare caratteristiche emotivo-affettive / sessuali nelle persone con disabilità motoria e fisica rispetto a quelle con disabilità psichico/cognitiva, due disabilità completamente diverse....

Credo che questa nuova figura "assistente sessuale" sia coraggiosa perché sfida alcuni miti e tabù legati alla sessualità
E' ora di smetterla con queste ipocrite negazioni alla sessualità su chi nella vita non può autonomamente (anche normodotati ) vivere ciò che la maggior parte liberamente può fare e se ci sono persone formate e psicologicamente preparate ad affrontare queste problematiche ben vengano, proviamo a chiamarli " fisioterapisti ", dovrei allora considerare che colui / lei che mi fà un massaggio fisioterapeutico (capita ancora di ritrovarmi tra le loro mani)sia una forma di prostituzione?

In tre anni che sono vissuta in strutture riabilitative a composizione mista, ho visto sedare persone dai loro normalissimi impulsi fisici con la farmacologia....! bah ! e quì altri danni.
L'unica perplessità che ho riguardo agli "assistenti sessuali" è quando anche i sentimenti entrano in gioco, oltre alla pura questione fisica, la faccenda si complica.....
ho puntato il dito sull’aspetto individuale, già abbastanza complesso, perché quello istituzionale lo è ancora di più. Di albo non se ne parla nemmeno, oggi si tende a non iscriversi a nessun Collegio e tutti gli Ordini sono in difficoltà. Di elenchi manco a dirlo. Di figure professionali o paraprofessionali meglio non parlarne stante il caos imperante a livello normativo, sindacale e previdenziale. Anche le istituzioni si faranno carico della cosa solo a fronte di “entrate tributarie” o di nuove poltrone. Spiace dirlo ma è così: lo stato è il primo a voler “far cassa” e a creare nuove possibilità di incarichi politici. E i sindacati? quella dei disabili (li chiamano ancora così in molti) non è una classe debole da difendere? non sono al corrente di iniziative in questo senso, ma mi posso anche sbagliare, non sono esperto nel settore. Penso che se da un lato non c’è una precisa disponibilità politica a “istituzionalizzare” la professione di assistente sessuale, dall’altro sussiste anche il timore della carica dei 101, uno stuolo di psudoprofessionisti pronti a far cassa in modo disinvolto con la benedizione dello stato. Concordo con la necessità di questa figura, ma le nostre istituzioni hanno tutt’altro a cui pensare. Su questo sito c’era tempo fa il profilo di un iscritto nel quale diceva di aver esercitato temporaneamente questa funzione o incombenza. Ora si è cancellato. Ne avevo parlato con lui. La sua esperienza risaliva almeno 20 anni prima, quindi in tempi diversi dagli attuali, e lo aveva fatto gratuitamente. Quello che mi ha raccontato è diciamo… diverso da quello che si suppone qui.

Ma quello che vorrei dire – e ci tengo - viene ancora prima dell’aspetto politico o istituzionale. Io mi sono scontrato e mi scontro ancora con il modo di pensare secondo cui disabile=costo=fastidio. Un disabile l’ho avuto per otto mesi in casa (in un post avevo anche spiegato perché mi sono chiamato Otto-milano, anche se qualche imbecille ci ha fatto dell’ironia), l’ho accudito, e per non farlo sentire escluso dalla vita sociale, per quel che serviva, di tanto in tanto lo portavo in giro per la città in carrozzina, anche nei musei, anche al cinema, anche alla Scala (ci sono tre posti in platea riservati alle carrozzine e costano solo 70 euro accompagnatore compreso, approfittatene). Non sto a descrivervi le difficoltà. Immense. Dico solo che c’è ancora tanta, tanta prevenzione, ed è quella che dà veramente fastidio. Parlo di Milano, non so altrove. Il Comune ha fatto gli scivoli sui marciapiedi; provate a chiedere a qualcuno fermo davanti al bar davanti di spostare una macchina parcheggiata lì (“giri dall’altra parte”). La legge c’è, ma andate all’assemblea condominiale a chiedere l’installazione di un servoscala (“te lo concediamo ma te lo paghi tu e quando non serve più rimuovilo a tue spese”), Posso continuare, ma annoierei. Quanti genitori accettano che alla gita scolastica del figlio partecipi anche un… diversamente abile? (questo non è il mio caso, non gigli a scuola, casomai nipoti) ….. E’ per questo che ho puntato il dito sull’aspetto individuale. Le istituzioni saranno costrette a muoversi (per l’assistente sessuale) quando la nostra coscienza collettiva, con un comportamento diverso dall’attuale, avrà fatto emergere questa nuova attenzione. Non prima, non illudiamoci e non facciamo prediche sui doveri dello stato. In un bar del centro di Milano mi sono sentito dire “portala fuori che puzza”… e non puzzava per niente. Non voglio dar ragione a Stefano quando dice che son tutte chiacchere, ma non ha tutti i torti. Parlare di istituzioni e di assistente sessuale? cominciamo a cambiare tanta cultura. E’ un’esigenza primaria.

Scusatemi se ho voluto replicare e mi sono anche incazzato. e così ho fatto fuori il terzo proiettile che mi fornisce la redazione.

A proposito, la Redazione non potrebbe regalare lo status di “premium” a chi dimostra di essere disabile (Legge 104)? …. apriamo una petizione…. (e chiediamo anche di abbassare a 10 euro l'abbonamento mensile premium)
ottomilano ha scritto: OMISSIS 

Tutto, tutto, tutto questo scritto è una sonora fesseria.
A parte un paio di osservazioni social filosofiche tutto il resto della contestazione NON STA IN PIEDI.

1) IL SERVIZIO.
GIOIA parla di qualcosa che DEVE essere assimilato ad un servizio. OVVIAMENTE un disabile avrebbe bisogno di AMORE, ma questo non può esser dato da uno che espleta un servizio. Al massimo la persona, in maniera professionale, potrebbe essere "affettuoso", ma mai innamorarsi. Ne andrebbe, appunto, della professionalità stessa.
Altrimenti dovremmo sdoganare Insegnanti innamorati, Psicologi innamorati, Panettieri innamorati eccetera.

2) "brutta abitudine quella di buttare tutto in politica, in morale, in sociologia"
MA QUESTO E' un problema del genere.
I POLITICI sono collusi...LA MORALE ha il suo peso soffocante. LA SOCIETA' decide il tutto visto che gestisce sia politica che morale.
AI POLITICI interessano solo soldi e potere (eccettuate poche mosche bianche che poi fan la fine che fanno) quindi per loro sta bene così la cosa.
AI DELINQUENTI la situazione porta un sacco di introiti permettendo anche un guadagno extra a quel che si potrebbe avere gestendo una situazione del genere in maniera legale (un po' come succede con droga, alcool e sigarette).
ALLA GENTE sta bene così: usufruire di operatori del sesso in maniera "sotterranea" permette di non essere troppo in vista e nascondersi alla bisogna.

GIOIA GIUSTANENTE divide il problema: SESSO E AFFETTO.
Son due cose assolutamente separate.
Posson convivere e spesso lo fanno...ma non per sempre e quantomeno non è la "conditio sine qua non".
QUA possiam solo disquisire quindi sul SERVIZIO che eventuali operatori del sesso potrebbero dare perchè, come ben sapete se non siete PAPERONI, l' AMORE NON SI COMPRA!
(Appunto...non si compra senza soldi...ahem).

Quindi per il disabile è complicato reperire AMBEDUE le cose...ma un pò meno il sesso.
Perchè, cercando cercando qualcuno disposto a soddisfarti sessualmente per soldi da qualche parte lo trovi prima o poi.
Ma qualcuno disposto a tenerti la manina e dirti "cicci cicci" non credo sia così facile.

RISONANZA la dice giusta quando afferma "Non si vive solo di idee ma anche di fatti".
TUTTO quel che possiamo pensare poi si schianta sugli scogli della burocrazia e del malaffare.
OVVIAMENTE la morale è che il problema NON PUO' essere risolto a livello individuale...

SUSI:
Come sempre tu fai un po' di confusione....
SI...le occasioni a pagamento ci sono e son sempre esistite (Vedi "Il mestiere più antico del mondo).
NO...non ci vogliono 200 euro per un gigolò: come per le gigolettes ci sono tipi diversi con tariffe e servizi diversi. Magari anche con 40/50 euro te la puoi cavare.
Invece non si capisce il "gli uomini più facilmente si soddisfano mentre per le donne ci vuole più tempo".
Se vuoi ti faccio esempi pratici...ma qua non me ne pare il caso.
DICIAMO che ognuno siam diversi ed abbiam tempi diversi, ma indipendentemente dal sesso.

Comunque chiudo, se permettete, stendendo un velo pietoso sulle madri che "aiuterebbero" un figlio od una figlia nella soddisfazione sessuale.
Capisco cercare qualcuno che lo faccia...ma loro stesse no.
Per me sarebbe solo un giustificare una propria morbosità.
Mi spiace, ma la penso così.....

P.S. disabile=costo=fastidio
E' sempre stato così fin dai tempi della rupe tarpea.
INADATTO per la società = PESO...Problema da eliminare.
Non era presso gli indiani che i vecchi, sapendo che dovevano morire, si allontanavano da soli nel bosco in attesa della morte?
Non è una novità.
E non cambierà mai la cosa...specialmente adesso che si sta andando verso una sovrappopolazione mondiale senza precedenti....
Non credo che le cose miglioreranno...anzi....
........... Una sovrappopolazione mondiale............. e qualcuno, tempi addietro disse :
"Tutto il mondo è un palcoscenico e gli "uomini" sono soltanto degli attori che hanno le loro uscite e le loro entrate. E ognuno, nel tempo che gli è dato recita molte parti". (William Shakespeare)

La nostra è una società che rincorre immagini-idolo, una cultura fatta di modelli / icone generati dal mondo della pubblicità, dello sport, dello spettacolo, della televisione, un mondo "preconfezionato".!
Alla fine la vita presenta il conto mettendoci in condizioni di riflettere e capire come effettivamente andrebbe vissuta.
Ajooo, e quì, secondo me, "Grazia alias full metal Gioia", tornando ai diversamente abili direi che i veri idoli/supereroi sono loro,(noi), che che combattiamo una battaglia quotidiana, perché la vita ci ha interrotto la possibilità di poterci gestire l'esistenza come la maggioranza degli "uomini".

Ribadisco che NON sopporto chi si piange addosso senza un valido motivo, perché nella vita bisogna rimboccarsi le maniche ed essere determinati , forti e " combattere " !.
Alzarsi al mattino, accendere la macchina, andare a lavoro , andare in giro con la macchina /moto /cavallo per evadere dal quotidiano o più semplicemente respirare, queste come altre azioni sono la base della vita di chiunque.(anche mia fino a 5 anni fà)
Alcune persone che ho conosciuto devono ancora lottare, anche solo per respirare !!.
Questi sono i " supereroi " che non finiscono sulle copertine
aprire gli occhi e scoprire che siamo noi "diversamente abili" che possono farvi capire il vero senso della vita, che non è una strada dritta e piatta, anzi è un vero percorso arduo e scosceso dove chi si ferma è perduto.Essi eh !
Per quanto mi riguarda, uhh, sfondare gli ostacoli senza mai fermarmi è il mio "pane quotidiano" e spesso diventa anche la forza di altre persone che mi circondano, anche se non affetti da un qualsiasi "handicap" , persone che si trovano ad affrontare grandi ostacoli nel lavoro, scuola , nei rapporti sociali ecc.ecc
"Provate a togliere gli occhi dai cellulari e tv......, , e che lo dico affà !
sbirciate di più su chi avete nelle vicinanze spesso il vostro eroe abita proprio vicino a voi