E’ un discorso che non sono in grado di portare avanti perché non sono un politico. Ho purtroppo una visione molto parziale dei problemi. Come tu dici la situazione è molto complessa, richiede l’apporto di molte competenze e soprattutto la capacità di trovare una sintesi, cosa che ovviamente mi supera. Mi crea però molte perplessità e sospetti e il demonizzare gli altri sotto l’effetto di qualche comportamento marginale, per quanto censurabile. L’emergenza attuale ci deve far riflettere, non metterci sulla difensiva. Giusto il richiamo ai principi, ma c’è anche il richiamo alla realtà (il così detto tenere i piedi per terra) che potrebbe diventare a sua volta un principio non più secondario, mettendo in crisi l’ordine tradizionale dei valori. Per me non è in discussione l’uscita dalla comunità europea, ma questo è il tempo delle scelte. Il punto non è più il cosa, ma il come e il quanto, è da questi ultimi che emergono i se e su questi occorre decisione politica lungimirante. Il dibattito é appena cominciato. O facciamo chiarezza o ricadiamo nel passato, e sarebbe un male peggiore del coronas. E’ finita un’epoca, convinciti, dobbiamo cominciare a lavorare per una umanità diversa.
Se vogliamo fare un discorso "di pancia" è evidente che la posizione della Germania in primis ma anche di altri Stati forti, ci crei dispiacere, disappunto, preoccupazione, ma volendo fare un discorso razionale la mia domanda è "se fossimo noi i tedeschi, se fossimo noi la Germania, ci comporteremmo diversamente"?. Io credo proprio di no. La solidarietà, a livello comunitario, purtroppo non si fa sulla base dei bei panorami da osservare, da città d'arte di cui godere, del Campari o della pizza da comprare e tanto meno della gioia di vivere. Forse siamo stati fin troppo gioiosi. E neanche si offre solidarietà economica in virtù di tragedie e di aiuti forniti nel ventesimo secolo, anche perché questa carta ce la siamo già giocata in passato Ricordate i problemi relativi ai soldi che volevano riprenderci, destinati ai fondi strutturali e che noi non abbiamo saputo investire?
Quindi ragazzi, non ci dobbiamo scansare anche dalle nostre responsabilità riguardo al nostro ruolo sempre meno influente all'interno della CE. Questi sono fatti. Ricordo anche che la Merkel gode di molto appoggio nel suo paese, ed è pronta a ricardidarsi nelle prossime elezioni. E quando mai un premier si gioca il futuro politico creando malcontento nel proprio paese? Bisogna essere onesti, per essere importanti a livello europeo bisognerebbe godere di due caratteristiche che noi, per le nostre vicende politiche sempre traballanti con governi in continuo cambiamento non abbiamo saputo garantire: credibilità ed affidabilità. Noi, come ha scritto Gabri, siamo quelli che contano sulla beneficenza dei Ferragnez, che tengono tanto a farlo sapere, come anche il Fedez fa sapere che prende tanti soldi per fare il promoter di una banca.
Noi siamo quelli che ad un mese dalla pandemia ancora non siamo capaci di fornire medici, infermieri di mascherine giuste ed affidarci alla creatività di aziende private, oltre ad altre iniziative, per gestire un'emergenza decretata tale da gennaio ma in tv tutti i politici dicevano che era tutto sotto controllo, sicuri che da noi non sarebbe stata la tragedia e la perdita di vite umane che poi è stato.
Se alla fine di tutta questa apocalittica situazione davvero ci sarà un serio momento di riflessione per ammettere che parte dei nostri guai li causiamo da soli, già sarà un atto di responsabilità e personalmente temo un Salvini che avvierà anche su questa tragedia una campagna elettorale, prendendo come esempio Orban. Aggiungiamo pure il continuo conflitto tra Stato e Regioni su chi deve occuparsi di cosa, e... questo siamo noi. Essere pure autocritici credo sia fondamentale per cercare di risollevarsi, meritando dignità e rispetto.
non posso che essere d'accordo, e anche in quest'ottica ritengo che si é chiusa un'epoca, anche se ci vorrà tempo per rendersene conto.
Ultimo, quello che fa mettere sulla difensiva è stato l’esempio “dell’aiuto” che è stato dato a suo tempo alla Grecia. Cioè praticamente era stata messa in ginocchio è già pare che qualcuno abbia detto che vuole in ginocchio anche l’Italia e la Spagna.
Sono le famose “garanzie” chieste in cambio degli aiuti economici che sono alquanto sospette. Per cui sarebbero auspicabili altri strumenti di aiuto che non ci riducano a fare una vita tipo quella dell’immediato dopoguerra.
Non so se tu intenda giudicare “marginale” il fatto che qualcuno dica che vuole metterci in ginocchio e/o il fatto di invitare esplicitamente i detentori di titoli italiani a disfarsene, prevedendo la totale bancarotta dell’Italia: è come dire che sanno che è appunto a quello che intendono portarci. O no?
Per concludere, non capisco perché continui a parlare del passato per il quale io non provo alcun struggimento come tu sembri credere,: solo trovo che in ogni epoca ci sono valori universali che devono essere mantenuti, tipo la lealtà, la solidarietà, l’empatia, l’altruismo: ecco una cosa che invece è mancata troppo spesso è proprio la lungimiranza, spesso superata dall’egoismo del profitto immediato senza guardare oltre il proprio naso, altrimenti non ci troveremmo con il pianeta che rischia di andare a rotoli. E’ stato fatto notare, tra l’altro, che gli stessi virus sono agevolati dalle deforestazioni, dagli incendi, dagli allevamenti intensivi per cui sempre più facilmente virus che infettano gli animali passano all’uomo (c’era un articolo sulla Stampa a questo proposito, un mese fa).
Comunque la situazione rimane ad oggi ancora come segue :“Ricompattando il fronte dei rigoristi come non si vedeva dai tempi dell’austerità imposta alla Grecia. Da allora, molto sembrava cambiato: il ‘mea culpa’ dell’ex presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker nei confronti dei greci e la dissoluzione della troika, l’apertura della Ue verso un orientamento di bilancio più espansivo e la disponibilità della nuova Commissione ad un approccio generale più flessibile sui conti pubblici. Ma, nel momento del bisogno, i nodi vengono al pettine: il Nord non si fida del modo di gestire i conti pubblici del Sud. Esattamente come dieci anni fa non è pronto a mettere in comune risorse, tantomeno i propri debiti, facendo da garante a Paesi al di sotto della tripla A. “ (Fatto quotidiano, 27 marzo 2020).
E proprio Conte ha detto a Merkel: “Guardi il mondo con gli occhiali di ieri”.
Quindi è proprio un richiamo alla realtà il discorso che si sta facendo. Si sta parlando di aiuti per un’emergenza economica dovuta a fattori sanitari eccezionali, non si sta chiedendo di condividere il debito di bilancio italiano, come ha precisato Conte.
Madonna Santa, Curc. Nessuno ha detto che ci si aspetta solidarietà perché abbiamo bei panorami, città d’arte ecc. Chi l’avrebbe detto? Suvvia, non esageriamo.
Ci si aspetta aiuto per una gravissima emergenza che oltre che sanitaria, e per via di questa, sta diventando anche economica. Quanti italiani rischiano di rimanere senza lavoro? Quante persone hanno cercato di uscire dal Supermercato con i carrelli pieni di cibo senza pagare, perché non hanno più soldi?
Per quanto riguarda i Ferragnez, non sono gli unici che ho citato per avere preso tempestive ed importanti iniziative, e comunque non è perché è venuta ad un rapper l’idea di aiutare per costruire ( tra l’altro a tempo record) dei padiglioni di terapia intensiva, che occorre fare dell’ironia.
Per quanto riguarda la Merkel, che sia stata contestata in Patria non l’ho inventato io ma lo hanno detto i giornali. E come mai è successo che:
“Secondo Bloomberg  la Merkel ha partecipato al vertice attraverso un interprete e senza comparire in video” .E allora ci si chiede WHY?
E’ vero che purtroppo ci sono stati ritardi e sottovalutazioni del pericolo, ma è anche vero che i contagi si sono diffusi con estrema rapidità, oltre al fatto che se ricordo bene in Slovenia si erano impossessati di materiale sanitario destinato a noi.
Quindi che dire?
Allora facciamo mea culpa, cospargiamoci il capo di cenere, e dopo di che?
Gabri, io sono italiana e convinta europeista ma questo non mi esime dal cercare di voler capire il perché di tanti accadimenti, sia nel percorso europeo del nostro paese sia nella politica nostrana. Sono la prima a sostenere che per onorare tutti i morti causa covid si dovrebbe lavorare insieme non solo a livello europeo ma mondiale, perché esseri umani siamo tutti, compresi coloro che stanno nei campi profughi siriani di cui non si parla più. È vero che siamo in stato di emergenza, e noi si dice siamo bravi nelle emergenze. La mia analisi non era per cospargere capi di cenere ma essere italiani o di altri stati non vuol dire che in virtù di un'emergenza mondiale non si debba mettere in evidenza anche le mancanze in diversi ambiti. E non ricordare l'abitudine dei nostri governanti di usare spesso il denaro, compreso il nostro, per altri scopi non corrispondenti alle motivazioni per cui dovrebbero esser spesi. E questo è un fatto, non un'opinione. Perché di norma sono proprio le persone che citi tu, ossia disoccupati, famiglie indigenti a non ricevere il dovuto. Io sono certa che aiuti ne avremo e in formule più vantaggiose possibili in cui ognuno dovrà fare un passo indietro o di lato, un patteggiamento. Meno sicura sono sul fatto che andranno per il fine per cui sono chiesti. Lecito io possa pensarlo? Che non creda sempre e comunque a quello che lo stato afferma? So bene quante aziende e piccoli imprenditori stiano lavorando con aiuti economici e costruzione di strumenti sanitari, ed è questa parte della gente che chiacchiera poco ma agisce per il bene collettivo. Io cerco di darmi spiegazioni a tante cose ma non sempre le giustifico
Curc, come diceva qualcuno "Il passato è passato: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto" Sappiamo tutti fin troppo bene come sono andate tante cose in Italia fino ad oggi. Ma questo non è molto pertinente a mio avviso con la discussione che si fa in Europa in questi giorni.
Il ministro delle Finanze olandese aveva proposto di fare un'indagine sui Paesi dell'Unione che avevano più disavanzi di bilancio, e con ciò già dimostrava di non capire che l'Italia (e come ovvio saranno via via gli altri Paesi europei) non sta chiedendo di aiutare per i problemi di bilancio, ma di aiutare per l'emergenza creatasi con il dover fermare praticamente un'intera economia per via delle misure di stretto contenimento necessarie far fronte alla diffusione del virus.
Ovviamente questi aiuti, quando saranno concessi, saranno sicuramente supervisionati da "Controllori Europei" Quindi non c'è da temere che possano essere utilizzati per scopi diversi. Bisogna però tenere presente che sono i ministri delle Finanze quelli che sarebbero i veri imputati a decidere sugli aiuti, e visto l'atteggiamento detto sopra del Ministro delle finanze olandese sarà di certo dura la partita.
Ma il Presidente francese Macron, dopo aver firmato la famosa lettera con il premier Conte ed i leaders di altri Paesi del Sud Europa, dopo aver assicurato che la Franca è con l’Italia, adesso fa il “battitore solitario”: c’è la telefonata con la Signora Merkel per cui avrebbero preso già degli accordi prima della prossima riunione di martedì.
Ma la coerenza dove sarebbe? Mai come ora occorrono alleati certi. Il premier Conte gli avrà chiesto le ragioni di questa improvvisa “fuoriuscita”?
C’ è una cosa che però molti giornali segnalano riguardo al prossimo vertice europeo: forse, per il momento, i coronabond non sono la scelta migliore, ma da prendere in considerazione in seguito. Questo perché in questa situazione il fattore tempo è cruciale: “Ci vogliono strumenti che possano essere messi in attuazione subito, mentre con i coronabonds ci vorrebbe troppo tempo tra accordi tra governi, aspetti tecnici e giuridici, ratifica”. (Sussidiario.net, oggi).
Quindi farebbe bene, scrivono, il nostro premier ad insistere su questi, ma per il futuro: adesso l’importante è che ci siano strumenti che si possano subito gestire per risolvere al più presto la crisi sanitaria ed economica. Forse questo spiega il cambio di comportamento di Macron, anche se però avrebbe dovuto discuterne con gli altri Paesi sudeuropei che avevano sottoscritto con lui la famosa lettera inviata all’Ue prima che ci fosse l’ultimo vertice. Se non siamo un fronte unito si rischia alla fine di dover cedere, proprio perché disuniti, a condizioni d’aiuto che poi potrebbero rivelarsi, come si teme fortemente, nefaste.
Dato che gli scontri frontali tra Europa del Nord e quella del Sud hanno creato una situazione di stallo, appare davvero importante, per arrivare ad un accordo che faciliti grandemente l'immissione veloce di liquidità senza dover creare un vero nuovo strumento (dato che richiederebbe troppo tempo per entrare in funzione), la proposta dell'Amministratore delegato di Intesa San Paolo, Carlo Messina, che vedrebbe come soluzione che meglio potrebbe fronteggiare la grave crisi economica che può arrivare, con il fare ricapitalizzare la BEI dal MES, e quindi sarebbe la stessa BEI a fornire i prestiti (ai 19 Paesi dell'euro) allo stesso tasso che di solito offre sul mercato. Questa nuova sezione della BEI darebbe respiro anche per la restituzione del prestito che avrebbe scadenza molto lunga (anche 50 anni),

https://www.ansa.it/sito/notizie/econom ... 61fed.html
Un accordo finalmente è stato raggiunto: non ci sono veri vincitori né veri vinti. Davanti ad una simile tragedia non di possono tenere posizioni irriducibili, perché il fattore tempo, per contrastare una crisi che può diventare di immani proporzioni, ha di fondamentale che sia il più breve possibile.
Per usufruire dei tanti miliardi di cui dispone la UE per poter contrastare la crisi sanitario/economica in corso in Europa , (ma che inizia già a diventare mondiale), bisogna arrivare a compromessi, ognuno cede un po’ delle proprie richieste: L’Olanda rinuncia “alle strette condizioni”, (tipo quelle chieste alla Grecia a suo tempo), purché l’utilizzo del fondo del Mes sia destinato unicamente alle spese sanitarie, poi c’è il fondo Sure per contrastare la disoccupazione, ed ancora molto altro (BEI) per aiutare le imprese ora in grande difficoltà.
“Prevenire è meglio che curare”, dice il proverbio, quindi cerchiamo di considerare positivo il risultato: almeno si arriva all’obiettivo senza veri pericoli concomitant tipo gli strozzinaggi.. Inutile, per ideologia di parte, dichiarare su alcuni quotidiani italiani, che il governo Conte è stato sconfitto: provassero loro
a contrastare certe rigidità.
Il compromesso è l’istituto che si utilizza quando le posizioni sembrano irriducibili: si arriva all’accordo con un poco di umiltà da tutte le parti in causa.
Perché quando ci si trova in questi casi drammatici, l’arroganza non paga
E l'Europa stava per collassare politicamente. Ma davvero sarebbe stato il momento meno adatto per tutti.
Magari, al momento della firma, se viene davvero preso in considerazione il Recovery Fund proposto dalla Francia, appoggiata dall'Italia, per le necessità economiche, si potrebbe riparlare degli eurobonds per il suo finanziamento, forse ci sarebbero meno resistenze trattandosi di un Fondo temporaneo.
Se per i prestiti del Mes ai soli fini economici, invece, si riparla delle "condizioni tipo strozzinaggio" tanto care all'Olanda, certo sarebbe da masochisti accettarle.
Il premier Conte non ha ancora firmato nulla, dato che l'accordo è stato fatto tra i Ministri finanziari dell'Ue.. Quindi l'accordo avrà valore solo qundo avallato dalle firme dei leaders europei. L'Italia non è stata consegnata ai falchi europei, e il premier Conte vuole comunque insistere sugli eurobonds, almeno per il Recovery Fund.
Se firma ci sarà per il MES sarà solo nell'ottica dell'aiuto per le spese sanitarie dirette ed indirette, e in questo caso non ci saranno condizioni da usurai, anzi non ce ne sarà nessuna.
Per l'aiuto economico per contrastare il pericolo apportato dall'arresto forzoso dell' economia per via dei provvedimenti anti-virus ci sono altri strumenti che sono stati evidenziati e su cui sì è raggiunto l'accordo. Se qualche Paese dell'euro vorrà ricorrere per soli motivi economici e di bilancio al MES, dovrà sottostare a dure condizioni. Non è questo il caso per l'Italia, quindi perché fare del "terrorismo"?
Il Premier portoghese Costa potrebbe rivelarsi un ottimo alleato per il Premier Conte. Davvero notevoli i suoi commenti riguardo alle esternazioni del ministro delle finanze olandese e sulla posizioni dell’Olanda nella EU.

Infatti ha prima definito “ripugnanti e meschine” le proposte del Ministro delle Finanze olandese, di istituire una commissione d’indagine sui Paesi che affermano di non aver margini di bilancio per fronteggiare le spese sanitarie dirette ed indirette dovute alla pandemia.
E poi Costa ha affermato anche che :“L’Olanda deve decidere se rimanere in Europa o no. La questione non è finanziaria ma politica: non possiamo tutti essere ostaggi di populismi elettorali.” (www.agi.it – news 11/4/2020)

Questo si chiama davvero parlare forte e chiaro.
Una speranza da uno scienziato israeliano:

https://www.ilmessaggero.it/salute/rice ... 72704.html

Del resto, come si dice, tutto ha un inizio e tutto ha una fine.

Però, per quanto riguarda le misure di contenimento :"Melius abundare quam deficere".
Domani, altro vertice europeo e sarà l’ora della verità, sembrerebbe, su che cosa significa Unione Europea.
Un insieme di Paesi, tra cui ci sono quelli che cercano di ottenere solo vantaggi economici, e non gliene importa nulla dei problemi economici e sociali di alcuni Paesi partners anche se, con ogni evidenza, dovuti a fattori imprevedibili. Per questo il Premier del Portogallo ha chiesto se l’Olanda (e la sua manifesta grettezza) forse vuole indicare l'intenzione di uscire dall’Europa, dato che nei fatti non si è capito cosa questa nazione intenda per ”Unione Europea”, il cui scopo fondante non doveva essere un’unione solo rivolta al vantaggio della propria economia per ogni Paese membro, ma doveva puntare, soprattutto, all’evitare nuove guerre tra Paesi limitrofi, ricorrendo anche alla moneta comune ed alla solidarietà reciproca, e invece così davvero non è.
Del resto in realtà in Italia si è davvero in difficoltà, e anche più di alcuni altri Paesi, anche perché i Decreti del Governo purtroppo non sono stati subito posti in funzione tramite i Decreti attuativi, che in questo caso sarebbero davvero urgenti: italiani che vivono all’estero raccontano che, come appena vengono decisi i provvedimenti contro la recessione economica creata dal contrasto al virus, nello Stato in cui vivono al momento, l’attuazione degli stessi sia davvero celere; ma purtroppo la burocrazia italiana notoriamente rallenta tutto.
Burocrazia e diciamo pure anche i soliti “furbetti” e, anche, la solita criminalità organizzata, e tutto questo non fa che peggiorare la situazione molto più che in altri Paesi europei.
L’Italia potrebbe essere uno dei Paesi più prosperi e più civili al mondo, se non avessimo queste eterne “palle al piede”.
Comunque abbiamo sentito di telefonate tra Macron e Merkel, tra Sanchez e Merkel, speriamo ci sia stata anche quella di Conte con Merkel, almeno per capire in che posizione si vorrà tenere la Germania in questo prossimo vertice.
Ma dovrebbero anche cessare certe "borie" esternate, come commentava qualcuno su un quotidiano, da coloro che vogliono fare credere di essere solo loro quelli che "capiscono", col definire questo come il governo "peggiore del dopoguerra", e di considerarsi solo loro quelli che "capiscono" l'incapacità dell'attuale governo. E i loro quotidiani affiliati non fanno altro che cercare di criticare l'operato di Conte sempre, ed a prescindere, "a colazione, pranzo e cena". Mentre mai come in questo momento occorre unità e solidarietà con chi rappresenta l'Italia in Europa in un momento tanto difficile., perché se perde, nelle trattative, non perde lui, ma perde precisamente l'Italia.
Potrebbe darsi che il Diavolo non sia cosi’ brutto come lo si dipinge, ma attenzione ferma speriamo sia davvero posta al Mes anche si si dichiara che se utilizzato per i soli fini d contrasto alla crisi sanitaria dovuta la virus, sarà senza condizioni. Si tratta comunque di un prestito non a fondo perduto e che dovrà quindi essere restituito per cui la prima domanda che di sicura sarà posta è: entro quando? E loa seconda sarà: e se non si riesce a rimborsare il prestito nei tempi previsti, cosa potrebbe succedere?