Le tue riflessioni Gabriella sono interessanti, ma occorrono dei riferimenti più ampi e comprensibili per districarsi in questa babele di informazioni parziali e di dichiarazioni propagandistiche. Io la vedo in questo modo e cerco di essere il più semplice possibile.

Oggi in Europa non si deciderà niente ma si stabiliranno regole importantissime per poter decidere in seguito. Per assurdi dico che oggi si farà l’Europa o si andrà a casa. Tutti gli stati sono d’accorso che in una situazione crisi come l’attuale sia necessario creare un Fondo per la ricostruzione. Chiamiamolo come meglio crediamo (Mef, salvastati, eurobond,…), ma la sostanza è quella di un aiuto offerto ai 28 che ne hanno bisogno per ammortizzare e ripartire. Ora questo Fondo deve essere alimentato e l’unico modo possibile é quello dell’emissione di titoli che gli investitori (Banche, privati, società, istituzioni, Bce, ecc) possano comperare, Per capire facciano un esempio: Gabribella decide di investire 100 euro che ha messo da parte nei titoli di questo Fondo. Ovvio che deve averne un utile (un tasso di rendimento decoroso o dei privilegi fiscali tipo esenzione successoria). La prima obiezione che mi fa Gabribella che non è scema (ma anche di tutti gli altri investitori che non sono disponibili a investimenti a fondo perduto) è: ok, ma chi mi garantisce che quando scadranno (10-20-30anni) i miei soldi mi verranno rimborsati? Senza certezza io non tiro fuori un ghello! Gabribella e tutti gli altri hanno ragione, e i soldi sono loro che li mettono.

Allora il problema vero diventa come garantire il rimborso. Se l’ipotetico Fondo viene garantito dal Salvastati allora ci sono (almeno fino ad oggi) regole ferree da rispettare (come quelle imposte alla Grecia, per intendersi: l’Europa viene a mettere il naso nella nostra economia stabilendo quello che si deve non si deve fare, ovviamente perché l’Italia del caso non butti via quei soldi, che sono di tutti, e sia in grado di restituirli). Ti pare che i nostri partiti accettino di essere controllati?... quindi: o cambiamo le regole del Salvastati o non si fa niente.

Ma c’è un’altra possibilità. A garantire l’ipotetico Fondo per la ricostruzione è il Bilancio dell’Europa (cifre da capogiro!). In questo caso la garanzia verrebbe offerta dal bilancio dei 28. Una cosa abbastanza possibile, perché a fronte di una durata dei titoli di 30 anni (sarebbe opportuno!) il rischio verrebbe diluito 1/30 all’anno, e questo è abbastanza sopportabile, anche perché verrebbe diviso su 28 stati (guarda che sto semplificando molto).

Ora, ammettiamo che venga costituito questo Fondo e che venga messo a disposizione di chi ne ha bisogno. L’investitore Gabribella mi chiede: ma, appurato che la garanzia è assicurata, i miei soldi vengono poi usati per la ricostruzione? Vorrei che chi li prende me lo documenti, i miei soldi non voglio che vengano sperperati a piacimento (gli italiani li conosciamo, vero?). Mamma Europa allora risponde: ok, i fondi li abbiamo costituiti e messi a vostra disposizione, voi chiedetemeli e io ve lo do, ma per darveli ditemi almeno per cosa li usate. Mi dite che li impiegate negli appalti? Suvvia con la vostra legge sugli appalti non riuscirete a erogare neppure un centesimo. Per la sanità? Non prendiamoci per il culo, con la vostra burocrazia riuscirete ad erogarli, forse, tra 20 anni! Tutto sto lavoro per creare il Fondo e poi voi non sarete in grado di utilizzarlo… a meno che il vostro governo metta mano alle leggi e snellisca l’assurdo sistema burocratico e la magistratura (sempre pronta a mettere tutti sotto inchiesta, medici compresi) si dia una regolata e decida di non sostituirsi al governo.

Gabribella Vorrebbe investire i suoi 100 euro di risparmi, ma ho il sospetto che chi crea difficoltà è proprio il beneficiario stesso del suo investimento che, su pur ne ha estremo bisogno, dice: tu dammeli i 100 euro poi sono cazzi miei. Possiamo dare torto a Gabribella (Banche, privati, società, istituzioni, Bce, ecc)?

Ecco, ho tracciato delle linee rette per semplificare, ben sapendo che la realtà è più complessa e articolata. Il mio è solo un tentativo per aiutare a inquadrare il problema. E’ finita un’epoca. Oggi si fa l’europa e ce ne andiamo. E’ l’ultima giornata della vecchia era o la prima di quella nuova?
E' sempre un piacere leggere sia ultimo che Gabri.
Attendiamo l'esito e vediamo quanto importante sarà la solidarietà, quante risposte concrete e adeguate avremo. :)
Ebbene.....
Ecco qui le Conclusioni :

https://www.ilsole24ore.com/art/vertice ... nd-ADqVvIM
Dicendo che sono sospettoso nei confronti di preti e psicologi sono stato parziale, diffido anche dei politici, ma se dei primi due posso anche farne a meno degli altri purtroppo no. E’ proprio per questo che mi è piaciuto Giuseppi Conte nel suo discorso di ieri sera alla nazione. Certo non è un politico e quello che ha fatto non è un discorso ma un sermone in piena regola. Non so quanti l’hanno capito. Mi aspettavo che dicesse: Italiani, in Europa abbiamo dimostrato che ce l’abbiamo duro, quei coglioni di Bruxelles volevamo metterci sotto ma li abbiamo respinti sul bagnasciuga! E invece no, quattro parole in croce (e il discorso?), nessun nome (e come facciamo adesso a dirgli che dopo un mese e mezzo di lavoro intenso é un tantino stanco o che é caduto di stile?), nessun cenno a maggioranza e opposizione (ma dai, un po’ di colore ci vuole, all’arena e al sangue ci siamo abituati dai tempi di Nerone, panem et circenses, lo ha capito anche Salvini che sabbia se ne intende). No no, proprio niente, che delusione, Giuseppi!

Ma quello che è successo ieri (mi permettete considerarlo il primo giorno della nuova era?) mi ha fatto venire la pelle d’oca, non tanto per i risultati portati a casa, certo soddisfacenti, quanto per il contesto nel quale sono stati ottenuti. Un emerito signor nessuno, oscenamente sprovvisto di pedigree politico, ha difeso, come nessun politico italiano in questi ultimi anni ha saputo fare, l’onore e la dignità del popolo italiano di fronte 27 grandi (sì, 27 non 28, concedetemelo, io la matematica la faccio sulla punta delle dita; 7 x 4 =28, cioè 4 gruppi di sette ben individuabili, dove quelli che decidono sono solo i primi 7, gli altri contano come il due di picche) fieramente pronti a sbranarlo. Non si è sfilato una scarpa per batterla sul tavolo, non ha esposto ai quattro punti cardinali la sua firma su un decreto. Ha lavorato sodo per giorni, a lungo con pazienza e metodo; questi risultati si ottengono solo con un lavoro continuo, costante, giornaliero, nascosto, non con una teleconferenza. Ha convinto i 6 giganti che gli italiani hanno forza e dignità da vendere, che hanno l’orgoglio di tirar fuori i coglioni quando é necessario, che sono un popolo a cui bisogna chiedere scusa. Nel suo dopo-onda mi è parso quasi di sentirlo dire: oh, italiani, io ho fatto il mio dovere, se lo avete capito, bene, vuol dire che avete ancora un residuo di cervello, altrimenti andate affanculo. Io so di aver comunque fatto un buon lavoro, anche se domani temo sentirò parlare soltanto gli stronzi.
Ero abituato a sentire i politici, Giuseppi ieri ma ha lasciato di merda. E l’ho apprezzato, non ero più abituato a sermoni di questo genere. Mi sono alzato dalla plancia della mia portaerei e sono andato in cucina. Ho stappato una bottiglia di Prosecco e mi sono tracannato un intero bicchiere in onore di Giuseppi, un signor nessuno che ci ha ridato dignità.

Ho già detto più volte della mia convinzione che col coronacoso si è chiusa un’epoca: Sarebbe interessante discutere su cosa o su quali comportamenti/valori/convinzioni si deve mettere la parola fine. Oggi mi fermo al Prosecco (ma ci voleva un Berlucchi, lo so, purtroppo non l’avevo e se andavo al Super a prenderlo mi davano la multa, perché i vecchietti devono state in casa per non contagiare i sani più giovani).
Ultimo mi sentivo da molto tempo, ma adesso ultimo mi sento ancora di più. Il coronacoso mi ha disorientato. MI ero fatto il palato ad andare a scoprire ristoranti nuovi, mi ero fatto lo stomaco a digerire lo smog di Milano, mi ero fatto i muscoli a correre non so esattamente verso dove, mi ero fatto il culo a tenere il ritmo imposto dal lavoro (e dal caos burocratico). Da una settimana con l’altra stop. Gulp! E così eccomi qui,sulla plancia della mia portaerei (la poltrona della sala), davanti a una bussola rotta, in mezzo a un oceano privo di punti cardinali e di stelle. “macchine avanti forza 5” ho detto, ma niente si è mosso. Manca la corrente, fanculo, e adesso? Hai voglia a dire Ciao Italia. I comandi non rispondono e tu guardi davanti e te come un pirla.

Accendo la tv, magari mi indica una direzione, un porto aperto. “stiamo vivendo un grave momento di crisi”, mi butta lì mamma Rai. Urka, non me ne ero accorto. Mi sento assalito dallo scoraggiamento e la spengo subito per non dover reprimere la rabbia che mi assale e mi spinge a cercare il coglione che ha provocato tutto questo caos e ridurlo a brandelli. Ci penso, tanto non ho molto altro da fare. Ne ho viste tante di crisi, ma questa qui ha una faccia diversa, anzi, non ce l'ha proprio una faccia, non riesco a guardarla negli occhi o a prenderla per la gola. Vorrei strangolarla, la maledetta, ma mi accorgo che non ce l’ho davanti a me, è dentro di me. E che devo fare, strangolarmi con le mie mani per far fuori anche lei? La odio, mi ha rotto un equilibrio, anche se ho qualche dubbio che prima l’avessi davvero. Sì, perché mi sentivo un individuo libero, ultimo, ma una persona, un po’ coglione magari ma pur sempre una persona. Adesso non mi resta niente. Ho la salute che traballa (ho 35,55 di febbre, che dite? forse ciò il coronacoso, magari muoio), prima cercavo una nuova compagnia adesso mi dicono di darmi una calmata, niente baci niente carezze niente palpate e a 1,81 mt di distanza (azz, e i miei 12 cm adesso dove li vado a mettere? e pensare che erano il mio orgoglio!), prima mi sentivo l'artefice della mia ricchezza adesso c’è un governo che mi passa 600 euro e una Ats che mi toglie il tampone, perché l’ultimo lo ha dato a uno più giovane di me e io sono lasciato da parte, ancora meno di ultimo. Sono distrutto nel mio essere uomo. Povero! ...

Che fare? Se mamma Rai non mi aiuta (mi danno al voltastomaco le continue polemiche dei politici), mi sono risolto all’album di famiglia. Chissà i miei vecchi, che hanno passato la guerra, forse hanno qualche idea migliore. Ci ho trovato dentro una foto di papà con in mano quella che lui chiamava “la scatola dei ferri” (in casa faceva tutto lui, non c’erano soldi per chiamare l’idraulico e o l’elettricista). Aveva le maniche al gomito e in testa il cappello di carta di giornale. Mi ha fatto tenerezza il mio vecchio, ma mi ha fatto pensare. Un messaggio? Mah, forse sì. Sembrava che mi dicesse: che fai, aspetti l’idraulico? No, cocco bello, quello ha già da pensare a sé stesso e poi non puoi pagarlo. Se aspetti soluzioni su chiamata perdi solo il tuo tempo, prendi in mano i ferri che hai a disposizione e sostituisci tu quello che si è rotto. Niente ricette da ristorante, sfiziose ma scarse, torna alla cucina di tua mamma, che è ancora la più sana e ha il pregio di nutrire.

Saggio il mio papino. Non devo cercare soluzioni preconfezionate (roba da 17 superesperti del cacchio), devo guardare cos’ho nelle mani e costruirmi io un nuovo equilibrio, che spero non sia quello precedente che mi ha portato a questa situazione. Un equilibrio MIO, di me, perché questa è la condizione di tutto, ma un equilibrio dentro una COMUNITA’, perché papino con la sua scatola dei ferri era le mani di una famiglia, non agiva per sé steso, non voleva salvarsi da solo.

Buongiorno Italia, diamoci una scossa! Nel giorno della liberazione liberiamoci delle vecchie abitudini. Non ripristiniamo il passato, costruiamocene uno nuovo.
Ultimo...ti leggo sempre più volentieri! I tuoi discorsi sono interessanti, fluidi, chiari e di una gradevole semplicità. Riesci a trasmettere ció che senti con eleganza e schiettezza! E sei uno dei pochi, se non l'unico tra i maschietti del club, che ci dona questi interventi mirati e romantici. Sì, romantici perché è come leggere una pagina di vita, narrata grazie alla tua spontaneità.
Grazie per le tue parole, mi piacciono sempre.
Saremo tutti pronti ad affrontare la fatidica "fase 2" per rituffarci nella conseguente realtà del "forse questo coronavirus se ne sta a cuccia"?
Seconda fase, seconda prova e nemmeno questa sarà semplice.
Comunque andrà, io mi auguro di riprendere presto un caffè o un gelato seduta al bar con te di fronte e i tuoi racconti!
A presto, ultimo!
Ok caffré e gelato, quando il bar riapre. A una condizione: mascherina, guanti, diaframma in plexiglas, niente intimità, distanza mt 1,81, possibilmente in shador completo. ,,, ma poi mi fai la danza del ventre?...
Grazie Michela per l’apprezzamento che dimostri per i nostri scritti. Mi sei di conforto.

Volevo dire a Ultimo che è stato abbastanza divertente il tuo “ripasso” finanziario su come un’avveduta investitrice, come ad esempio Gabribella, stia attenta a che il suo “esorbitante” prestito di 100 euro abbia garanzie di ricevere interessi e di restituzione alla scadenza. Ma c’è prestito e prestito: il Mes come i Paesi Frugals (eufemismo) vogliono sia attivato (praticamente come con la Grecia tempo fa) è equivalente allo strozzinaggio per poi poter mettere le loro manone sugli assets di un’Italia finalmente “messa in ginocchio”. Grazie proprio no.
Per il momento il governo dà fondo a quanto può per cominciare ad arginare la crisi economica che per forza di cose segue questa crisi sanitaria dovuta alla pandemia.
Ma ci si rivolge all’Europa perché la liquidità da distribuire per coprire tutte le varie e gravi ferite economiche dovute alle forzate chiusure diventa sempre più imponente con il passare del tempo e lo stato di crisi riguarda, per lo stesso motivo anche se con diversa gravità, anche altri Paesi europei. Quello che si chiede è di ottenere non solo prestiti, ma anche trasferimenti di denaro a fondo perduto, che l’obeso bilancio europeo, nutrito anche dalle nostre regolari contribuzioni, può cominciare a concedere. La Von der Leyen ha parlato di migliaia di miliardi di euro necessari per fronteggiare la crisi sia sanitaria che economica in Europa ed allo scopo si intende dare avvio, a fianco del bilancio, all’emissione di bonds acquistabili sui mercati con la garanzia del bilancio europeo (praticamente i Coronabonds ma con altro nome, mica si vuol dare soddisfazione all’Italia!)

Trovo comunque di dubbio gusto chiamare il premier Giuseppi. Lui cerca di fare quello che meglio può e sta lavorando moltissimo nonostante il peso degli attacchi, oltre che dei Frugals, anche di parte dell’opposizione in Italia che tendono a tracassarlo di polemiche e a stigmatizzare spesso come un crimine quello che fa o addirittura quello che non ha in realtà neanche fatto.

Ah, volevo dire, ma come fa Michela a farti la danza del ventre se deve inossare il chador?
Gabri mi stai dicendo che gli States europei si sprofondano in cento complimenti all'Italia, la belladonna di turno, ma in sostanza mirano a metterle le mani sotto. Il trucco é noto e nella nostra esperienza di maschietti lo abbiamo messo in pratica più volte. Figurati se non lo fanno i politici. Sarebbe interessante buttare un occhio sugli asset italiani (l'imprenditorialità di spessore) e individuare dove nasce lo spirito rinunciatario che angoscia alcuni italiani o i progetti espansionistici che portano altri ad allontanarsi dall'Italia. Ci vorrebbe un secondo foglio ma poi la Valchiria me lo straccia.
Come fa Michela col chador? ma non lo sai che l'impossibile per una donna é pane quotidiano?
ultimo ha scritto: Ok caffré e gelato, quando il bar riapre. A una condizione: mascherina, guanti, diaframma in plexiglas, niente intimità, distanza mt 1,81, possibilmente in shador completo. ,,, ma poi mi fai la danza del ventre?...



:lol: :lol: :lol: ....chador, no...danza lí nel bar meglio no! :lol: :lol: :lol:
Buona serata!!!!
Magari Michela, per fare la danza del ventre in tenuta più adatta potresti utilizzare i “potenti mezzi” messi a disposizione dalla tecnologia e farci avere sul sito una visione della tua danza in diretta streaming, che ne dici?

Tornando ad Ultimo, si hai ragione, più ancora se verranno elargiti imponenti quantità di denaro addirittura a fondo perduto, è giusto che ci sia una rassicurazione da parte dell’Italia ai Paesi Ue, soprattutto a quelli più restii.
Lo sappiamo già più o meno cosa vorrebbero e senza bisogno di essere commissariati: una burocrazia efficiente, uno snellimento delle Leggi (troppe leggi e molte quasi inutili, a volte addirittura dannose, come scrisse quel tipo su di un muro: “Cercavo giustizia, ma ho trovato la Legge”) una Magistratura coerente e più veloce ed efficace, controlli più severi sulla spesa pubblica, sugli appalti e consimili, priorità alla ricerca, alla sanità e la scuola. Cercare di non versare buonuscite miliardarie a Direttori di aziende che hanno collaborato solo a portarle al fallimento, tagliare stipendi eccessivi e privilegi assurdi, ecc. Come è finita poi con il taglio del numero dei parlamentari?

Nel caso specifico probabilmente è già stato considerato imprescindibile che, in proporzione alle somme che avrà ricevuto, ogni Stato ricevente stili un rapporto aprioristico sulla destinazione di queste somme, cioè dove e quanto, e alla fine di un periodo da concordare presenti un consuntivo di quello che è stato fatto e del perché qualcosa non sia stato fatto, che naturalmente deve essere anche suffragato da prove.
Forse questo può essere l’inizio di una nuova era, specie per l’Italia: comportarsi sempre con serietà e coerenza e porre finalmente mano per sanare tutti quegli istituti che non funzionano o funzionano male, eliminando o riducendo al massimo le nostre famose “palle al piede”.

Esempi anche di mentalità da eliminare: un giorno che mi trovavo su un taxi in una località di villeggiatura per andare in aeroporto, mi sono accorta con inquietudine che il tassista continuava a fare sorpassi anche se c’era la linea continua; quando gli ho fatto presente che non era consentito, mi ha risposto :” E da chi, dalle Leggi? Ma le Leggi sono fatte apposta per essere infrante”.

E per fare un altro esempio: un mio amico straniero che era imprenditore da alcuni anni in Italia, se ne è andato da tempo a vivere all’estero, dichiarando di essere pieno di risentimento verso certe istituzioni italiane; mi aveva raccontato infatti che c’erano stati, soprattutto negli ultimi tempi, dei Clienti che, a fine lavori, o pagavano molto in ritardo o arrivavano persino a dire sfacciatamente di non voler pagare, e che addirittura uno di questi ultimi, che gli doveva una somma importante, quando il mio amico gli aveva fatto presente che in questo modo sarebbe stato costretto a fargli causa, allora questa persona gli aveva risposto, con completa faccia di bronzo: “Faccia pure, tanto grazie alla Giustizia italiana, se ci sarà una sentenza, minimo sarà tra dieci anni e per allora io magari sarò pure morto!”

E purtroppo sono mentalità abbastanza diffuse.
O santa Italia, o nido di dolcezza,
o, patria mia solleva il capo affranto,
sorridi ancora o bella tra le belle
a madre delle madri asciuga il pianto.

Il ciel per te si accenda di fiammelle
splendenti a rischiararti ancor la via
sì che tu possa riveder le stelle.
Dio ti protegga Italia. E così sia.


Non so chi l'ha scritta e da dove provenga, se qualcuno lo sa me lo dica. Ce la faceva ripetere a memoria la mia Maestra delle elementari (grembiule nero, fiocco bianco, cartella di cartone, astuccio in legno, penna col pennino, martita temperata con punta in grafite n. 2 ....) e da bambino mi é rimasta indelebile nel cervello. Sarà infantile, ma oggi mi sono trovato istintivamente a ripeterla quasi per farmi coraggio .

In queste settimane si sente spesso un richiamo al dopoguerra e da ogni parte si invoca la riapertura. Allora si chiamava ricostruzione, un parallelismo improprio, perché non c'é più il cuore di allora. Ma se vogliamo riprenderci dobbiamo ricrearcene uno nuovo. Una cosa che possiamo fare solo noi, perché i nostri politici il cuore, se ce l'hanno ancora, é irrimediabilmente contagiato fa un virus peggiore del corona e, comunque, non avendolo non sanno darcelo, non certo con bonifico bancario. Hanno perso smalto, entusiasmo, energia.
Buon lavoro Italia (noi), nella festa di oggi guarda dentro di te. Sei grande, sei bella, sei forte. Dentro di te la trova la voglia di rinascere. Il lavoro se non c'é lo devi creare tu, col cuore più che con le mani. Non hai bisogno di alzare il pugno chiuso, devi aprire il cuore.

Milano, in data 1° maggio - Festa del lavoro.
ultimo ha scritto: O santa Italia, o nido di dolcezza,
o, patria mia solleva il capo affranto,
sorridi ancora o bella tra le belle
a madre delle madri asciuga il pianto.

Il ciel per te si accenda di fiammelle
splendenti a rischiararti ancor la via
sì che tu possa riveder le stelle.
Dio ti protegga Italia. E così sia.


Non so chi l'ha scritta e da dove provenga, se qualcuno lo sa me lo dica. Ce la faceva ripetere a memoria la mia Maestra delle elementari (grembiule nero, fiocco bianco, cartella di cartone, astuccio in legno, penna col pennino, martita temperata con punta in grafite n. 2 ....) e da bambino mi é rimasta indelebile nel cervello. Sarà infantile, ma oggi mi sono trovato istintivamente a ripeterla quasi per farmi coraggio .
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In queste settimane si sente spesso un richiamo al dopoguerra..........
Buon lavoro Italia (noi), nella festa di oggi guarda dentro di te. Sei grande, sei bella, sei forte. Dentro di te la trova la voglia di rinascere. Il lavoro se non c'é lo devi creare tu, col cuore più che con le mani. Non hai bisogno di alzare il pugno chiuso, devi aprire il cuore.

Milano, in data 1° maggio - Festa del lavoro.



Grazie ultimo!
Con queste parole, il 12 marzo 1950, Guido Martina concludeva il suo più grande capolavoro......ecco l'articolo, infondo trovate la poesia :

https://linea20.blog/2017/05/17/il-migl ... -di-dante/

Buon 1° maggio #insiemecelafaremo #ripartiamoinsieme
grazie Michela, la mia cultura non arrivava a tanto.
ultimo ha scritto: grazie Michela, la mia cultura non arrivava a tanto.


Grazie a te! Se tu non lo avessi chiesto, io non lo avrei cercato :D Ora conosco anch'io le origini della poesia che hai citato!Grazie per la condivisione :)