A volte mi capita di leggere su vari giornali, articoli interessanti e condividere su FB i link, sperando che qualcuno li segua e li trovi interessanti a sua volta.

Questo è un articolo di Zygmunt Bauman che parla di questo periodo di insicurezza e di incertezza in Europa.

http://www.corriere.it/esteri/16_luglio ... 2562.shtml
wow, zio Zygmunt! l'unico uomo cui lustrerei le scarpe con la lingua, se gli fosse utile!
grazie della dritta. :D

ps: Zygmunt Bauman (sociologo) è uno dei pochi che, a leggerli, senti i cardini del tuo cervello che scricchiolano sotto la pressione. c'è gente che non deve leggerlo se non vuole morire d'infarto, per quanto ti fa vedere che sinora non hai mai capito un cazzo.
Ultimamente si parla spesso di paura. Due giorni fa un altro sociologo ha detto che dobbiamo conviverci, con la paura. E ultimamente si parla spesso anche di papa Francesco, di quello che lui dice. Una volta non succedeva, forse papa Wojtyla aveva troppi anni?
Io mi ci trovo con quel che pensa la massa. chissà chi entra con tutti quei barconi. non siamo più in grado di vigilare, colpa non ne ha nessuno. la tragedia può capitare in una piazza, in un bar, in un concerto, non è facile da prevenire. Però questo tipo di paura non ce l'ho, dove devo andare vado ugualmente. (qualcuno dirà che viaggio poco :D )
Penso piuttosto ai ragazzi che crescono e affrontano il mondo, quali ideali hanno, è facile per loro aggregarsi a qualche comunità di esaltati? E penso alla preoccupazione di un genitore.
Comunque Nina, non ha detto niente di nuovo questo Zigmunt, perché questi temi vengono trattati e ritrattati alla TV.
Ma tu cosa ne pensi? Poi vedo anche la grande età di questo sociologo, avrà 85 anni se non di più, può gareggiare alla pari di un sociologo moderno? Non ci si fossilizza con le idee?
Susi...tutto quello che in questi giorni sta accadendo...in Germania ma oggi anche in Normandia...non ha nulla a che fare coi barconi...quindi evidente che vigilare e controllare tutto non sia umanamente possibile. Prima il nostro fatalismo era legato alla possibilità della caduta di un vaso di fiori da un balcone come ad altro. Oggi meno vasi e più altro e ...paradossalmente la gente che arriva coi barconi spaventa meno...perché il mare ne porta salvi in numero minore. Quindi non sono i barconi il pericolo attuale
Susi,
Bauman è quello che ha teorizzato la “società liquida” (vedere Liquid Modernity, 2000), che è un fondamentale contributo ai microfondamenti psicologici del comportamento sociale delle società avanzate.
Inoltre, ha proposto una soluzione rilevando l’assenza dell’agorà, luogo di congiunzione tra le istanze individuali (oikìa) e quelle della dirigenza politica (eklèsia). È pertanto uno dei precursori degli esperimenti di democrazia diretta che ora vediamo anche qua (M5S).

Non è tanto importante che ora dica cosa necessariamente nuove, quanto la coerenza della sua interpretazione attraverso i decenni. Tutti possono vedere (e dire) che una bomba esplode, ma io preferisco chi mi offre anche il suo perché.
Bauman non spara Verità, ma mette a disposizione un riferimento concettuale per le considerazioni altrui. Se lo stanno ancora ad ascoltare tutti, c’è un perché.
Susi io volevo solo postare il link ad una intervista che mi sembrava interessante, e non pensavo fosse necessario alcun commento.
Comunque,per ribadire se vuoi un po' di concetti che mi stanno cari, e per niente originali o nuovi:

1) l'Europa (che amo da sempre) che deve essere comunque e nonostante tutto aperta, perchè i suoi valori ( rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza ecc.ecc.) non devono mai essere dimenticati, soprattutto in momenti bui, come adesso, quando sarebbe facile puntare il dito e accusare qualcuno e più difficile invece applicarli e condividerli - e se questa Europa ha contribuito a creare minoranze all'interno dei vari paesi (vedi la Francia, la banlieu parigina di qualche anno fa e i vari attentati adesso), bhè, che si dia una mossa e riprenda in mano la costituzione europea e cerchi di applicarla - ma di certo non è ripristinando i confini che si garantisce sicurezza.

2) l'uomo forte di cui parla Bauman, invocato in questi periodi di insicurezza – questo mi fa paura più degli attentati (e sono piuttosto ansiosa su questi) – non tanto Salvini in Italia, che considero poco pericoloso, ma la stupidità di Trump in America, e in generale la presa che queste persone hanno sulla grande massa di persone non informate e che non vogliono informarsi, senza dimenticare la Turchia di Erdogan, il suo epurare presidi e insegnanti, magistrati, giornalisti.....

3) nell'intervista Bauman parla dell'indebolimento dei legami interpersonali, dello sgretolamento delle comunità: ecco trovo molto vere queste affermazioni, mi guardo intorno e vedo una società basata solo su benessere economico e denaro, posizioni di prestigio o meno, e credo si sia perso quel senso di comunità e di solidarietà che potrebbe contribuire a creare non solo una società migliore in cui vivere, ma un futuro per quei giovani che si trovano a doversi inventare una vita, che si sentono frustrati se non hanno quello che hanno gli altri, che non si sentono integrati.

4) ultima considerazione: la storia si ripete, credo sempre - le migrazioni ci sono sempre state, facciamocene una ragione, le guerre ci sono sempre state - la prima guerra mondiale era in trincea, adesso si è in guerra in altri modi - noi europei abbiamo avuto nonostante tutto decenni di pace e non siamo preparati alla paura.

Bauman è nato nel 1925, pensa quanto ha già vissuto eppure è molto attuale il suo pensiero e nient'affatto condizionato da paure.

Ho un figlio che studia sociologia (ecco perchè conosco un po' Bauman) lo ammira molto e ha 24 anni!

p.s. mamma mia quanto ho parlato!!!!!
Concordo col pensiero di Nina...aggiungo solo che noi italiani in particolare di questi tempi siamo assolutamente a guardare...mentre i nostri politici strumentalizzano le altrui paure per fini elettorali. Non siamo Francia non siamo Turchia...eppure :)
Nina, interessante l'intervista, molto, leggo volentieri interviste di questo calibro

Per il resto, mi pongo tante domande, ho deciso di non credere più a tutti i cori mediatici, ho seguito la conferenza stampa fatta in Germania dopo il caos
ho creduto solo ad un terzo e per tanti motivi che non stò quà ad elencare servirebbero 3 pagine, ne cito solo 1 facendo una riflessione,
- Dicono che il tipo si sia suicidato sul tetto del grande magazzino, io non ci credo.... secondo me sono stati i cecchini a farlo fuori ,domanda, perchè il video del tipo sul balcone che gli parlava si ferma lì? definisco la conferenza stampa come una pessima sociologia.... I l "mainstream mediatico"a reti unificate continua a sparare immagini di uomini bruti e barbuti che brandiscono kalashnikov e lancia razzi magari costruiti in Occidente. Nessun approfondimento su chi l’ha creato, chi gli procura le armi, chi lo finanzia e soprattutto perché ci odia tanto. Domande, le cui risposte potrebbero lacerare il velo d’ipocrisia che cela una realtà diversa da quella che ci è stata raccontata ?
Gli odierni nemici sono strumentali ai grandi interessi dei potentati economici nostrani ?
Tante domande..... , Sono sempre più convinta che l’unico vero dio è il denaro....!
Oggi anche in Normandia, cosa ci racconteranno, altri squilibrati? Poi salta fuori che erano schedati,con braccialetti, tutto ed il contrario di tutto, mah !
Mi scuso di aver espresso giudizi su un sociologo di fama, infatti non ne ho il diritto.
Io ho solo letto l'allegato di Nina, dove si parla di paure, di muri che innalziamo, di paura degli stranieri che arrivano a flotte. Condivido la nostra chiusura mentale verso chi, ipoteticamente, può portarci via qualcosa e cambiarci la cultura. Il mondo cambia.
Restano intatte le mie opinioni sui barconi e sui giovani d'oggi. Forse non c'entrano i barconi ma dal mio punto di vista vengono a stravolgere il nostro modo di vivere. Sono troppi (e poi, conosciamo chi ci arriva?) bisogna pensare al loro inserimento, e altri problemi che abbiamo passano in secondo piano.
Parlavo di un tema già trattato, perchè ultimamente in questi programmi di informazione si parla spesso della 'paura' e di Papa francesco.
Poi condivido i tuoi commenti Nina, anche quelli di Paola e Gioia.
E ribatto ancora il concetto che bisogna seguire i ragazzi d'oggi, che abbiano degli ideali e non seguano false ideologie. E' triste che una famiglia che giudica un bravo ragazzo il loro figlio si trovi invece un figlio killer con ideali di massacro di massa.
Poi scusate, il mio giudizio è solo un granellino di sabbia, non ho la cultura adeguata per entrare nel merito.
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