Mi permetto un invito: basta intelligenza eccelsa. Leggo spesso, troppo spesso, di critiche a un modo poco professionale, poco logico, poco intelligente, poco razionale, e per contro troppo femminile, di porsi di fronte alla realtà, sia questa data da questo sito o da altro. Forse un po’ di autocritica non farebbe male e un piccolo sforzo che porti a leggere i propri insuccessi potrebbe risultare salutare. Non tutti sanno ragionare secondo ragione, anche se ne hanno gli strumenti talvolta devono ascoltare l’urgenza di altre ragioni. E’ un peccato? Ma anche chi di quello strumento dispone e lo usa talvolta non si rende conto, usandolo senza correttivi, di cadere nell’arroganza e di avvitarsi in caduta libera in un un percorso senza sbocchi, perché in gioco non c’è la correttezza di un ragionamento ma la vita con le sue esigenze e infinite contraddizioni.
Invecchiando è sintomatico rileggere il passato, o anche il presente purtroppo, ma è fuorviante farlo usando le medesime lenti appannate finora inforcate, soprattutto se la realtà che si vuole guardare è quella degli altri che di solito sono i meno invecchiati e certo più coinvolti di noi nelle situazioni più variopinte del vivere concreto. L’intelligenza fa sentire onnipotenti, capaci, padroni, superiori, primi e finisce per isolare perché rifiuta gli altri. Ma facendo capo a 100, tolto un 5% di davvero intelligenti e un altro 5% di davvero imbecilli, rimane pur sempre un 90% sopra la soglia della scemenza. Non è certo un traquardo ma neppure va minimizzato. Negli inviti a usare il cervello ci deve essere allora qualcosa che non va. E’ pur vero che nel 90% si dà una casistica ad ampio raggio tra il meno e il più sveglio, ma siamo comunque oltre la soglia inferiore del 5%, nell’area di una intelligenza media o di un buonsenso generalizzato che accetta di scendere a compromessi con i canoni della razionalità e dare ascolto a scelte più di pancia che di testa. Ancora, è un peccato? Ci dobbiamo sentire in colpa? A ben guardare troppa intelligenza ha portato più danni che benefici, lo dice la storia anche se non dispone di una cattedra. L’isolamento in uno dei due 5% genera incomunicabilità non saggezza. Chi sa ragionare dovrebbe capirlo e farne tesoro, ma è una capacità che possiedono solo i semplici e questi si collocano in area 90% anc hese non fanno testo per il 5%.