Non so dire come si fa a corteggiare una donna (o molestare?... con tutto lo starnazzare che si fa ultimamente da destra e manca il mio cervello comincia a dare forfait e mi sento incapace di pronunciarmi), e poi per me che sono del secolo scorso è roba di cinquant’anni fa e anche se ce la mettessi tutta diverrei quantomeno patetico. Posso invece condividere un’emozione profonda, anche se un poco insolita perché richiede aver vissuto intensamente almeno alcune situazioni esistenziali fino ad esserne condizionati. (roba da drogati? No, mai fatto uso di droghe).
Si chiuderà presto a Milano la mostra di Caravaggio. 25 opere di quello sclerotico messe lì tutte assieme. Mai successo prima. Assolutamente da non perdere. Avevo letto qualcosa di lui (un migliaio di pagine in tutto di cui due sono racconti), mi aveva colpito il romanzo della Alex Connor (Caravaggio enigma, di piacevole lettura e ricco di quelle ambientazioni descrittive che a me piacciono), mi ero soffermato su alcune opere in particolare per cercare di capire che cosa quel sessantottino antipatico e rompicoglioni avesse voluto esprimere. Insomma, mi ero creato un immaginario tutto mio in cui lo dipingeva come un autoreferenziante primodellaclasse degli imbrattacroste. Sufficiente ai miei occhi per dire bleee, pussa via. Ma certi quadri mi dicevano qualcosa, erano insoliti, avevano dentro un che di misterioso, un grido senza parola, quasi una rabbia, certo un messaggio. Sufficiente per incuriosirmi. Volevo che al mio sabato caotico e affacendato seguisse una domenica riposante e serena. Così quando hanno aperto la mostra a Palazzo reale ci sono andato quasi subito. Avrei desiderato che ci fosse lì qualche capiscione a spiegarmi il tutto, ma poi ho capito che era meglio chiudedre l’audio e lasciare che quello che vedevo si confrontasse silenziosamente con quello che sapevo. Cercavo un uomo, un perché, un quando, o non so nemmeno io cosa. Cercavo, questo sì.

Entrando mi sono sentito dire “niente foto” e già qui mi sono girati i cosidetti. Vabbè, una foto mica rovina il quadro, è una forma di gelosia che non condivido. Ma forse è stato meglio così, perché ho dovuto concentrarmi sulle opere senza distrazioni tecnologiche. E vai con la prima. La Maddalena penitente. La conoscevo ma trovandomela davanti al naso così, ben illuminata e a grandezza naturale, sono rimasto a guardare come un cretino. Chi l’ha vista sa cosa dico. Inaspettata, stupenda, reale. Se avessi avuto 65 anni in meno avrei detto: ooohhh. Mi ha colpito, sconvolto e sono rimasto a guardarla almeno un quarto d’ora. Se Caravaggio era quello, il drogato cominciava ad essermi simpatico. La naturalezza della scena che non riprendeva il pentimento di una donna di vita ma la stanchezza di una ragazza di strada che nella posa si era addormentata, i colori perfetti e vivi ma non sovraccarichi alla Artemisia, un istante fermato senza il clic della Reflex ma ugualmente al millesimo di secondo. Non me la aspettavo così viva e reale. Mi ha sorpreso e stupito. Mi sono domandato i perché del rompicoglioni, la sua ribellione, la sua percezione della vita, il modo di esprimerla o di contestarla ma comunque di viverla. Mi ha detto qualcosa, lo ammetto. E’ stata un’esperienza fantastica e dopo quell’opera mi sono incamminato con riverenza verso le altre 24, a testa bassa, perché mi sono reso conto di aver davanti qualcuno che stava esprimendo se stesso, non lavorando di pennello. Avevo solo da imparare da quel primodellaclasse degli imbrattacroste, quindi zitto e vai e fino alla 25.ma.
Prima che la mostra tirasse giù la serranda ho voluto tornarci. Mi sembrava naturale. Dopo aver digerito la prima emozione, ho voluto verificarla e imprimermela nella memoria meglio di una foto . Un’esperienza che valeva la spesa di un secondo biglietto e senza Reflex al seguito.

Su questo sito si parla spesso di arte, di luoghi, di bellezza. Si organizzano incontri, uscite con pizza di contorno, ecc. Non so come le vivono coloro che partecipano a queste occasioni, spero con altrettanto interesse. Mi sono permesso di condividere un’emozione, anche se mi rendo conto che forse è solo cosa per vecchi che sanno dar valore alle cose autentiche.
Però, però, é questo il motivo che ha spinto tanti giovani, davvero tanti, a mettersi in fila per ore, neanche andassero ad ascoltare Vasco Rossi? 
Grazie per aver condiviso con noi questa tua esperienza profonda Ultimo,vi sono momenti nei quali le emozioni diventano così forti, da dover essere vissute in solitudine quasi come una sorta di viaggio interiore e momenti nei quali diventa generosamente bello condividerli con altri come hai fatto tu.
Sarebbe fantastico se qualche volta ti volessi unire alle nostre uscite,alla buona e senza pretese certo, ma che comunque ci lasciano sempre il ricordo di piacevoli momenti trascorsi insieme.
Grazie ultimo!
Molto poetica e gradevolissima la  descrizione dei sentimenti/sensazioni da te provati :D
E' simpaticissima la tua ironia! Mi convinco sempre più che anche la tua compagnia sarebbe tale!
Complimenti! :D  
Per protrarre le emozioni vissute con la mostra dal 19 al 21 febbraio sarà possibile assistere al cinema al film "Caravaggio l'anima e il sangue", film biografico e documentario
Grazie Curcu! :D
Peccato la distanza non ci permetta di vederlo insieme
Ho avuto modo di vedere il film. Grandioso e geniale nel mix tra arte, documentario e romanzo. Inutile dire che la sala di proiezione era gremita, code per entrare e tanti giovani. Forse perché Caravaggio non è percepito come artista lontano ma umano e fragile come ogni essere umano, capace con l'arte di trasmettere le emozioni di una vita travagliata e intensa nelle cui sfumature ci si può riconoscere Per informazione, il cartellone de La grande arte al cinema continua. Ci saranno altri appuntamenti, come da locandina che allego
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Curcumella ha scritto: Ho avuto modo di vedere il film. Grandioso e geniale nel mix tra arte, documentario e romanzo.

D'accordo con te, regia magistrale del messicano Jesus Garcés Lambert, con inquadrature emozionanti, non per niente "Premio Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema".
Da non perdere assolutamente!