modernità vs barbarie


Nell’immaginario comune il Medioevo –peggio l’alto 476/1000, ma anche nel basso 1000/1492- è considerata epoca storica di barbarie, servaggio, carestie.
In gran parte vero ma con alcuni ma.
Nella repubblica marinara di Genova –La Superba- era in uso un doppio contratto a regolare il rapporto di lavoro nell’ambito marinaro.

C’era il contratto semplice e quello “con mugugno” (jus murmurandi)

Il primo prevedeva una paga maggiore ma il silenzio pena n° giri di chiglia
Il secondo una decurtazione della paga ma il diritto alla lamentela pubblica e reiterata per tutto il periodo del contratto stesso.

Erano veramente tempi cupi; infatti oggi, nella civiltà 2.0 prova a lavorare da Amazon e a lamentarti…



Il post è aperto ad ogni contributo
Da
"Le livre noir de la condition des femmes"
XO Éditions 2006
ISBN 2-84563-200-2


Di Isabelle Attané
(demografa e sinologa, ricercatrice all'Istituto nazionale di studi demografici)

Aborti selettivi, ipermortalità infantile, infanticidi; 90 milioni di femmine mancano in Asia. La modernizzazione economica aggrava la situazione. In nome della preferenza per il figlio maschio, la vita delle bambine e delle donne non vale un gran che. Le conseguenze di questo disequilibrio sono inquietanti.

...e sono dati del 2005

Questo libro è stato pubblicato in Italia da Cairo edizioni; regalatelo ai vostri mariti, regalatelo alle vostre mogli, regalatevelo come volete.
Ma leggetelo !
Da Limes n° 2-2016

USA vs Deutschland


Quando nel 1682 l’inglese William Penn, proprietario dell’eponima provincia della Pennsylvania, si recò in Vestfalia e in Palatinato non immaginava che nell’occasione avrebbe incontrato il ventre dell’America. Alla ricerca di immigrati per popolare il suo territorio e di correligionari da sottrarre alle persecuzioni, l’ereditiere quacchero raggiunse le protestanti marche tedesche per persuadere gli abitanti ad attraversare l’Atlantico. Ad anabattisti, mennoniti e pietisti promise terra da coltivare, assoluta libertà di fede e un panorama che ricordava i clivi dell’Eifel [1].
L’appello fu raccolto da Abraham op den Graeff e da altri dodici residenti di Krefeld, in Vestfalia, che il 6 ottobre 1683 a bordo della nave Concord sbarcarono in Pennsylvania. Fu l’inizio del più imponente esodo verso il Nuovo Mondo. Gli original thirteen fondarono la città di Germantown, oggi cuore di Philadelphia, e cinque anni dopo ispirarono il movimento antischiavista….
…i tedeschi costituiscono la più diffusa etnia d’America. 55 Milioni sono discendenti diretti, circa 100 milioni con almeno un avo proveniente dalla Germania. Molto più di iernglesi, irlandesi e messicani.
Milioni hanno anglicizzato il loro cognome e sono il primo o secondo ceppo demografico in 32 dei 50 stati. La Germania è stata a lungo l’unica potenza in grado di dominare Eurasia e dilaniare dall’interno gli USA; molto più pericolosa di Giappone o Unione Sovietica perché poteva contare su una (potenziale) quinta colonna impiantata oltreoceano. Sono, o fanno stretto riferimento all’etnia germanica, Frank e Robert Menches per l’amburgher, Charles Feltman per l’hot dog, Charles Guth e Walter Mack per la Pepsi-Cola, Löb Strauß per la Levi’s, Steve Jobs (Jandali-Schieble) per la Apple, Herman Hollerith per l’IBM, Michael Dell (Thal-Langfan) per la Dell, Walter Greisler per la Chrysler, Jacob Astor per la Waldorf Astoria, John Hainz per la Heinz, William Boeing per la Boeing, james Kraft per la Kraft, Rockenfeller per la Rockfeller, Karl Lämmle per la Universal, Marcus Löw per MGM e così via passando per la Columbia Pictures, Peter Minuit che acquistò per 60 fiorini l’isola di Manhattan dagli indiani Ianape, il ponte di Brooklyn, George Custer (Küster), Hammel e Denker proprietari fino al 1900 di tutta Beverly Hills, Hermann “Babe” Ruth il più grande di tutti i tempi a baseball, presidenti Hoover, Ike Eisanhower, Nixon, Bush padre e figlio e perfino Obamma da parte materna e Donald Trump (Drumpf) Una infinità di segretari di stato.
Con l’inizio del ‘900 in USA le cose avevano assunto toni inquietanti; Ancora nel ‘17 i giovani di Indianapolis cantavano lo Star-spangled banner in tedesco. L’anno prima, il 27 Gennaio, migliaia di cittadini di Chicago scesero in piazza per festeggiare il compleanno del Kaiser. Quando entrarono in guerra contro la Germania, gli USA internarono duemila concittadini per precauzione e migliaia di altri furono costretti alla notifica di polizia per ogni spostamento. Il governo prese decisamente in mano la situazione decretando una sorta di guerra civile tedesca (se volevi essere americano dovevi dimostrarlo partendo per il fronte). Dei 2,5 milioni di soldati giunti in Europa circa uno erano di origine germanica e 200.000 nati sotto il Reich ed il comando delle forze americane in Europa fu scientemente affidato al generale John “black Jack” Pershing (Persching). Ma non era ancora finita. Negli anni ’30, con l’ascesa del Nazismo, circa 200.000 Deutschamerikaner si iscrissero al German American Bund, organizzazione aderente al partito nazista e guidata Fritz Julius Kuhn. Poterono contare su svariati campi di addestramento e il 20 Febbraio ’39 50.000 newyorkesi parteciparono alla parata del Bund presso il Madison Square Garden. In seguito all’entrata in guerra -11 Dicembre ’41- oltre 11.000 cittadini statunitensi furono internati, e 3 milioni di German-Americans furono spediti al fronte (seconda guerra civile tedesca).
A dimostrazione che gli americani non scherzavano un certo Werner Göring, di Salt Lake City e figlio del fratello di Hermann Göring, fu pilota d’aviazione Usa nella base inglese di Molesworth. Spedito a bombardare Colonia, a detta del copilota Jack Rencher, non trattenne le lacrime nel bombardare la città di sua nonna. Patrick Hitler, nipote del Fürer, si arruolò in marina dove, ferito, ricevette la Purple Heart.
Il generale Dwight Eisenhower fu comandante in capo di tutte le forze armate, il sassone Carl “Tooey” Spaatz fu comandante della forza aerea, Nimiz texano discendente da una famiglia di Brema fu a capo della marina e via dicendo.
Grazie, interessante, una ventata culturale nell'orizzonte internazionale.

ho visto che si può anche sfogliare e leggere nel web,

http://www.limesonline.com/limes-plus#

Woow, Ferdinandea, l’isola che non c’è....
Considerazioni sulla diaspora africana

Escludendo l’efficacia dei cosiddetti accordi per lo spostamento in nord africa della frontiera al fine di contenere al di la del mediterraneo la pressione migratoria –Tattica molto più mirata ad allontanare dalla vista dell’opinione pubblica europea gli effetti prodotti da fenomeni di tale portata, che a risolverne le cause, con l’indubbio vantaggio di istituzionalizzare paesi (Libia, Mali, Chad) come novelli lager sovvenzionati dalla ricca Europa. Altro indubbio effetto sarà quello che, tramite gli aiuti, si otterrà il non trasformare (in realtà ritardare soltanto) la popolazione stessa di questi paesi in migranti che si sommano ad altri migranti. Ogni piccola tribù o raggruppamento omogeneo di persone avrà il suo piccolo campo di detenzione, occuperà forza lavoro, riceverà sovvenzioni e, soprattutto avrà una ragione valida per deporre le armi. Uno, più, popoli di carcerieri finacchè pure loro diverranno carcerati. –La genialata franco-anglo-americana di destabilizzare la Libia ha prodotto il risultato di trasformare un popolo, certamente sotto un dittatore –ora invece chissà!!!-, assolutamente non migrante in uno potenzialmente tale. L’economia, la struttura sociale, le condizioni materiali di vita, hanno subito un tracollo che si può sintetizzare in alcuni parametri.
1) estrazione petrolifera e di gas (80% del pil) calata di oltre la metà
2) Inflazione a livelli tali da ricordare le repubblica di Weimar (un uovo cinque milioni di marchi, banconote da 5 miliardi di marchi)
3) disoccupazione alle stelle, sistema sanitario, scolastico, amministrativo allo sbando.
Ora la Libia non risolverà i suoi problemi ma si trasformerà in una grande prigione sovvenzionata e soprattutto lontano dalla vista ma raccontata nella “civile” Europa da giornalismo “embedded” –questa la vera ragione delle condizioni poste alle ONG nel mediterraneo. Versione 2.0 del “occhio non vede, cuore non duole”. Seppoi, casomai, forse, magari, può darsi, dovesse trapelare qualche notizia di “eccessi, violazioni delle regole, abusi” ci sarà pronta una commissione di tromboni, venduti e vigliacchi, pagati apposta per la loro dicotomica peculiarità. Fare dichiarazioni roboanti contemporanee a pratiche di insabbiamento e dilazione finalizzate alla narcotizzazione della notizia. Il ritmo dell’attualità quotidiana farà il resto. Il corretto nome di tutto questo è “Colonialismo”. Moderno, fatto con la bandiera della croce rossa mica con il fascio littorio. Ci saranno gli “umanitari” a pagamento che faranno trasmissioni, spettacoli, iniziative pubblicizzate su tutte le reti televisive e, come dice Manfredi
“…mentre in piazza continuava la festa
si esibiva il cantante di turno
e a un bambino che rubava un biglietto
hanno dato due calci nel petto
hanno dato due calci nel petto…”

In cambio –i “veri” democratici, quelli che non la praticano a casa loro ma la esportano, fanno “liberi” scambi, mica rapine- avremo qualche vantaggioso contratto di esportazione petrolifera (Iraq docet *) e, soprattutto terremo di nuovo per i coglioni un popolo che era, nonostante tutte le contraddizioni, riuscito a liberarsi dalla schiavitù.
Un modo, se ne esiste ancora uno nell’inferno africano, potrebbe essere quello di una radicale rivisitazione dei rapporti tra occidente e continente africano.
I contratti di forniture di gas e petroliferi,
quelli di estrazione dalle varie miniere,
quelli di destinazione finale, stoccaggio e demolizioni di tutta la “monnezza” civile –industriali, ospedalieri, di trasporto, di materiale elettronico deteriorato, di scorie di ogni genere-
quelli di vendita delle armi
Altro modo sarebbe quello di interrompere la pratica del “divide et imperat” sistematicamente adottata nei rapporti tra le etnie che spesso convivono all’interno di uno stesso stato –nella maggior parte dei casi confini e delimitazioni statali sono stati frutto di accordi delle potenze occidentali nel ripartirsi le varie sfere di influenza fottendosene bellamente se quel confine dividesse famiglie o etnie-
Certo che comunque ci vorrà tempo per ottenere risultati; ma l’occidente dalla memoria corta, anzi cortissima, non ha o vuole avere tempo. L’occidente non vuole vedere cosa anno prodotto trecento anni di colonialismo –come abbiamo visto, non ancora terminato ma solo “aggiornato”-. L’occidente, ancora oggi, pensa che i diritti dei neri siano un poco meno diritti di quelli dei bianchi. L’occidente non vuole rinunciare ai suoi privilegi –frutto anche, non solo, dello sfruttamento delle colonie e delle politiche coloniali-
Di certo pensare che il problema di centinaia di milioni di neri sia un problema solo loro è l’esatta misura della stupidità e cecità politica dell’occidente. Se girerà in guerra, ammesso che non lo sia già, sarà il più spaventoso macello che la storia dell’uomo abbia mai visto; roba da far impallidire l’olocausto ebreo. Ci vorrebbero dosi massicce dell’unica materia che non c’è; l’intelligenza politica.

*In Iraq la prima, prima!, legge approvata dal “democratico” governo portato con le baionette della coalizione democratica prevedeva, per la Halliburton -nella quale aveva svolto un ruolo dirigenziale Dick Cheney, vicepresidente degli USA e fortissimo sostenitore dell’intervento in Iraq in nome della bufala delle armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein- la totale esenzione dal reinvestire in Iraq parte dei profitti dell’estrazione ed esportazione del petrolio. Non ha caso l’armata democratica, conquistata Bagdad, aveva difeso il ministero del petrolio non la biblioteca nazionale con il saccheggio che ha subito
Sempre a proposito di Iraq, del dittatore Saddam Hussein, dei paesi musulmani e della loro intolleranza; qualcuno ricorda chi fosse Terek Aziz? Che ruolo avesse nel governo dell' Iraq e quale fosse la sua religione? Immaginatevi ora nella "civile" Italia cosa avverrebbe se ci fosse, non un anonimo ministro dell'integrazione, comunque cristiana cattolica, ma un vicepresidente e ministro degli esteri musulmano, in un qualsiasi governo sia di dx che di sx (dx mascherato ed ipocrita).
A proposito delle questioni petrolifere e a contributo di conoscenza, chi volesse, può leggere l’interessante articolo al link seguente
http://www.rivistapaginauno.it/Iraq-asta-petrolio.php
Sakineh / Lewis

ovvero, sintesi di una storia di sudditanza all'egemonia culturale occidentale


Sakineh Mohammadi Ashtiani; periodo 2006-2014 Iraniana accusata di adulterio e mandante dell'omicidio del marito

Teresa Wilson Bean Lewis; periodo 2002-2010 Statunitense accusata di essere mandante dell'omicidio del marito e del figliastro; ritardata mentale -QI di circa 70-; i suoi complici, condannati all'ergastolo come esecutori materiali, hanno ammesso di averla plagiata e convinta al delitto, approfittando della debolezza mentale della donna, per ottenere loro stessi i soldi dell'assicurazione sulla vita delle vittime, di cui la Lewis era beneficiaria-

Per la prima si scatenò una campagna di stampa contro la ferocia e disumanità del regime teocratico degli Ayatollah. Fiumi di inchiostro, interrogazioni parlamentari, prese di posizione sia in ambito UE che ONU contro la pratica barbara della lapidazione e, comunque della condanna a morte. Una campagna tanto martellante da essere divenuta globale

Per la seconda, certamente un dibattito internazionale, la presa di posizione di Amnesty International, ma tutto ampiamente in tono minore o addirittura nascosto.

Ebbene:
L'incivile Iran ha Graziato e liberato, dopo otto anni, per buona condotta Sakineh
I civili USA hanno giustiziato una demente non prendendo in considerazione né le sue condizioni mentali né le dichiarazioni dei due coimputati.