Chissà perché la TV ci ripropone sempre situazioni dei nostri migliori anni del passato, del tipo << si stava meglio, quando si stava peggio o del passato e del boom economico>> Quando guardo quei programmi provo un senso di angoscia e insoddisfazione del presente e penso ai valori del passato che oggi non ci sono più e mi chiedo se l'Italia riuscirà come la Germania ad uscire dallo stallo in cui si trova? :?: Cosa ne pensate Voi?
Cambia canale allora:)...i revival tv vanno presi con precauzione:)...basta il presente a sollevare incubi
Veramente si stava meglio quando si stava a letto :wink:
Direi che il tormentone del " si stava meglio quando si stava peggio " è un ' affermazione sciocca, mi spiego, ogni epoca ha avuto qualcosa da tenere e qualcosa da buttare!!
Ricordo che lo diceva mio nonno poi mio babbo oggi lo sentiamo ripetere , un domani saranno i nipoti a dirlo........ e penso che andrà avanti così, ha il sapore di un eterna insoddisfazione .....
Mai contenti :(
Oggi ci viene richiesto un aggiornamento continuo e dovremmo stare (un minimo) al passo con i tempi , certo, non facile , e come dicevo, ogni epoca ha i suoi periodi negativi/positivi e sento che (stiamo) stò diventando supercalifragilistichespiralidosamente vecchi/a :mrgreen:
Ma godiamoci ciò che abbiamo cercando di viverci la giornata !!!
Personalmente , se proprio tutto và male allora dò il via ai miei sport estremi : divaning, nutelling,, ronfing, e come dice Cons Cons , zapping :lol: Ecco.....!
In altre parole....
Buongiorno mondo (¯`’•.¸*♫♪♫♪ (✿◠‿◠) ♫♪ ♫♪*¸.•’´¯)
Si stava meglio quando si stava a letto:)...probabilmente e' il maffy:) pensiero valido per ogni generazione:)...per il resto paragonare periodi storici vissuti o prossimi può diventare argomento scivoloso. Insomma...erano società diverse...problemi diversi...equilibri sociali diversi...più battaglie intestine...poi ostaggi del terrorismo...come oggi lo siamo di quello internazionale e non nazionale. Eravamo più semplici? Nel caso possiamo dirlo solo a distanza di tempo. Nel periodo che stavamo vivendo eravamo infognati in altri problemi. Non guardo al passato come a un qualcosa di ambito...tante cose non le conoscevamo e quindi come possiamo fare confronti con un progresso successivo?
Cons Cons , essi, Maffy è la mia consigliera e come al solito deve sempre dire la sua
sta prezzemolina......e dato l'argomento, eccola......

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Ciao Navy, non so se una volta si stava meglio. Forse perchè è passato e non ci ricordiamo il brutto della nostra gioventù. Mio padre, morto 2 anni fa in età piuttosto avanzata diceva che mai avrebbe creduto si arrivasse a questo benessere. Ora abbiamo il più e anche il superfluo. Quello che ci attanaglia sono le tasse. Bisogna aver soldi per poter sopravvivere.
Una volta, o ai miei tempi, eravamo tutti sulla stessa barca, chi più chi meno. Io come giovane, allora non avevo grandi possibilità, ma tutti quì intorno vivevano col sacrificio e il risparmio.
Se poi apri la TV ci sono problemi a non finire, una volta non ce ne rendevamo conto perchè non c'era tutta questa informazione.
Tutti dicono che si stava meglio? Forse non ci ricordiamo il brutto, eravamo adolescenti e con pochi soldi (almeno io), forse c'era più amore tra le persone? Credo però che il bullismo, il razzismo ci sia sempre stato. C'era più contatto umano ma si viveva senza pretese. Non so se da questa situazione 'tragica' ne verremo fuori, mi sembra che a qualsiasi presidente del consiglio facciano la guerra, e senza questioni di partito. Sembrerò un pò egoista, ma prima di tutto penso al mio benessere e a quello dei miei, e poi spero spero nella liberazione da tutte le guerre.
permettetemi di esprimere il mio scetticismo, anche se non sono per niente indifferente.
Trovo questo argomento abbastanza limitato (non mi permetto di definirlo superficiale, perchè esprime un reale disagio). Ci lamentiano della situazione attuale, e lo posso capire, stiamo regredendo, non ci sono dubbi. E alle prese con una evidente crisi, che ci aspettiamo che altri risolvano per noi, ci rivolgiamno al passato rimpiangendo una situazione che non conosciamo se non per sentito dire ma che riteniamo certo migliore della nostra. Scusatemi ma mi sembrano tutte stron...

Allora, abbiamo eliminato il fascismo perchè era corrotto, totalitario, violento, prevaricatore (e menomale che è stato tolto di mezzo!), abbiamo seppellito il comunismo (il potere di una classe è comunque un totalitarismo. Oggi nessuno dice più ci ha da venì baffone), abbiamo archiviato la D.C. (che ha contribuito a consentire ricostruzione, libertà e benessere.. e corruzione per iniziativa dei burbetti) abbiamo messo da parte la chiesa, il matrimonio, la gravidanza a ruota libera, la manipolazione intellettuale e morale (un gioco oscurantista che -si dice - ci ha condizionato per due millenni)... si può continuare ancora a lungo.

In sostanza in mome della libertà e dell’autodeterminazione abbiamo distrutto quello che costituiva l’ossatura della società di 60 anni fa. Ma cosa abbiamo costruito? i sindacati? la loro componente rivendicativa ha fatto il suo tempo e si mantengono su una struttura iniqia e assistenzialista quando non parassitaria (ma guai a parlarne). L’anarchia? diciamo che abbiamo adottato un individualismo estremo, non ce ne frega più di niente se non del nostro tornaconto (il concetto di patria? ma dai, non ci sentiamo nemmeno europei!)... Mi piacerebbe che qualcuno mi descrivesse quali sono i caretteri e la struttura della società attuale. Quali sono i nuovi valori (li possiamo chiamare ancora così?)? perchè è su questi che si possono fare dei confronti e casomai concludere che si stava meglio quando si stava peggio. Un bilancio comporta sempre un confronto ma parte da una situazione di fatto chiara e definita.

Sia chiaro, non sono un nostalgico e non mi piacerebbe tornare al passato, ma se non vogliamo parlare a vanvera dovremmo cominciare a chiarire quali sono le cose che abbiamo conquistato in 60 anni e come le abbiamo strutturare (questo per me è il problema: una nuova organizzazione di valori). Dobbiamo fare uno sforzo chi chiarezza e di coerenza. Altrimenti parliamo del niente. 
A me sembra che sia sempre un po' tutto uguale.
Il "si stava meglio prima" è uno di quei mantra che ogni tanto qualcuno ripropone, ma in cui nessuno crede veramente, nemmeno la mia mamma (92 anni) che ha vissuto il prima, e l'adesso.
Per benessere, scoperte scientifiche, ricerche mediche e cure varie è ovvio che si sta meglio adesso – per quanto riguarda invece i valori, quello che si è costruito, ci ho pensato.
E' vero che non esiste più il concetto di Patria, se non quando l'Italia gioca e ci commuoviamo con l'inno nazionale, ma fortunatamente non esistono nemmeno i presupposti per cui, nella I e II guerra mondiale i giovani erano pronti a morire per il proprio paese.
Otto dici che non abbiamo costruito nulla in 60 anni?
Sicuramente più individualisti siamo, ma io vedo che nei singoli individui i valori fondamentali vengono trasmessi dalle famiglie e vedo tutto sommato una società sostanzialmente sana, con giovani e meno giovani che hanno ancora fiducia nel futuro e che cercano di costruire, per se stessi e di conseguenza anche per il loro paese.
Tutti quei laureati e ricercatori che rimangono, i volontari che accorrono generosamente sui luoghi dei disastri, i giovani che vanno a Cracovia per l'incontro con il papa, mi dicono che i valori sono stati trasmessi, l'amore per le persone esiste, la solidarietà c'è ancora.
Si costruisce avendo come visione se stessi, in Europa e nel mondo, non più nella propria patria, ci si sposa o si va a vivere insieme, si fanno ancora figli anche se meno, ma forse più responsabilmente.
Si costruisce anche se non imbrigliati nella religione o partiti politici.
Piuttosto mi chiederei perchè questi splendidi ragazzi, diventando grandi, in maggioranza si rovinano.
E' successo ai giovani delle due guerre, a quelli che hanno fondato la DC e sono finiti lo sappiamo come. Ogni generazione di giovani pensa di costruire un mondo nuovo e puntualmente non ce la fa. Perchè? Si parte bene e si lascia il mondo per la generazione successiva ancora più rovinato di quando ce lo hanno consegnato.
Colpa delle generazioni precedenti? Dell'esempio che diamo noi "arrivati" in qualche modo? Forse dovremmo lasciare ad un certo punto per limiti di età le cariche pubbliche e non, e permettere a uomini fatti di poter governare secondo le idee che hanno in testa – ma come dice Susi " mi sembra che a qualsiasi presidente del consiglio facciano la guerra, e senza questioni di partito".
Gioia59 ha scritto: Cons Cons , essi, Maffy è la mia consigliera e come al solito deve sempre dire la sua
sta prezzemolina......e dato l'argomento, eccola......

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Grande Maffy:)
Nina tutto vero quello che dici. Il ..si stava neglio ecc. è espressione di una saggezza popolare che manifesta istintivamente un disagio senza darne spiegazioni. E’ meno banale di quanto possa sembrare a prima vista. Penso che il disagio derivi da quello che ho definito come mancanza di “una nuova organizzazione di valori”, quella che sencondo Susy ci fa fare guerra a qualsiasi presidente del consiglio. Mi spiego: nel mondo di ieri esitevano delle certezze, forse solo apparenti, sbagliate, ingiuste, illusorie, ma in qualche modo certezze che ci facilitavano una vita già abbastanza dura e non imponevano di fare scelte individuali che non c’era neppure il tempo di prendere in considerazione. Bastava rispettarle e tutto filava liscio (con un po' di olio di ricino) ... si fa per dire (governo, autorità, chiesa. morale, scuola, ecc). Il sistema ha cominciato ad involversi e c’è voluto una guerra per toglierlo di torno. Nel mondo di oggi si è dovuto ricominciare da capo: fermenti nuovi, esigenze espresse con più libertà, iniziativa prima impensabile, voglia di determinarsi, sforzo per trovare una nuova modalità espressiva, ecc. Quello che manca e di cui si sente l’esigenza (direi fino a sentirsi stanchi) è proprio l’emersione di una nuova sintesi nella quale trovare in qualche modo certezza. Oggi non siamo ancora in grado di identificarci in nulla e ci chiudiamo nell'individualismo.  Studiamo, sperimentiamo, ci avventuriamo in strade inesplorate, cerchiamo nuovi sbocchi... ma non abbiamo ancora (e ci vorrà ancora del tempo) un quadro normativo, politico, morale a cui fare riferimento e all’interno del quale operare in un senso (accettazione) o nell’altro (contestazione). In modo figurativo: oggi non c’è ancora un Leonardo che fissa i nuovi canoni espressivi della nostra epoca o se c’è non ce ne rendiamo conto. Lasciamo tempo al tempo e prima o poi salterà fuori. Sono quasi portato a pensare che come il mondo di ieri è stato cancellato da una guerra, anche il mondo di oggi verrà cancellato da un’altra guerra, qualla che - secondo papa francesco - è già in corso senza eserciti.

 Condivido il tuo ottimismo. Se guardandomi indietro vedo un mondo appiattito e opaco che non mi sento di accettare, guardando il mondo di oggi lo vedo sforforeggiante di pensiero e di volontà di positive di autodeterminazione. Con tutti i rischi di chi si pone in ricerca e tenta di costruire un nuovo equilibrio, ma vivo, eccome. Mi affascina. E’ la mancanza di una nuova sintesi nella quale trovare identità e sicurezza che ci fa pensare che forse era meglio quando questa certezza c’era, In questa fatica è ovvio che combattiamo ogni presidente del consiglio, è istintivo: non siamo ancora riusciti a trovare un punto di riferimento sicuro e qualunque iniziativa non ci soddisfa.
Grazie comunque del tuo contributo. Mi ha aiutato a riflettere e oggi ne sento più che mai il bisogno. 
Rispondo di getto, senza pensarci troppo e velocemente perchè ho da fare :D
Otto tu dici che manca una struttura entro cui incanalare il tutto.
Considerazione: le strutture forse mancano a noi, da una certa età in su, quelli che a volte dicono "si stava meglio prima" -
Ai giovani studenti, ai giovani uomini e donne (30/40) che sono la forza lavorativa/creativa/vitale di ogni paese, forse non servono queste certezze, queste strutture - sono abituati dalla nascita a non averne, si realizzano così - è come con il posto di lavoro fisso: per noi era una cosa assolutamente da raggiungere, per loro forse no, sono più mobili, proprio perchè non l'hanno avuto. Non puoi rimpiangere cose che non hai conosciuto.
Forse non si rammenta che quel passato che " si ricorda " con nostalgia, qualche mese prima era... l’odiato futuro......

Questo " virus" che si sparge tra i giovani, ( 20 /30enni, l'età dei miei figli) , che pensano al loro passato e ricordano con nostalgia di aver giocato con i pokemon quando le generazioni di oggi andavano in discoteca........
Vado oltre, nelle scuole, comunità, si sentono 15enni che tra di loro affermano "quanto si stesse bene ai tempi del Duce"
e se devo dirla tutta, onestamente, lo penso anche io :lol: :mrgreen:
Persone nate quasi nel nuovo millennio che si ricordano di un periodo di più di 50 anni antecedente la loro nascita..... una percezione del passato, presente e futuro....?
Diventare esperti del presente, imparando dal passato..... boh !
Un ricordo di alcuni anni fà e che mi fà imbestialire, scusatemi ma lo penso davvero,
interminabili discussioni con mia madre perchè diceva che un tempo si mangiava sano !!!!!! ma dove???? Ma se attorno agli anni 60 non esistevano neanche gli ingredienti stampati sui prodotti?'?

Ecco..., mi stò già agitando ..(sento che direte : e le scatole segrete delle nonne ?, ( rimedi naturali e cose d'altri tempi)
ne parleremo se vi aggrada


Sarà forse perchè ho passato i miei 56 inverni che mi infuoco ad ogni pensiero e /o ricordo che ho ancora di lei?
Ok, ero una ribelle e forse lo sono ancora ma i discorsi continui tipo " ma quando noi eravamo giovani,ai tempi si mangiava, stava, faceva,disfava smontava,oggi DEVI bla bla bla ed ancora DEVI bla bla bla "..e che vuol dire? Di certo non ho cresciuto i miei rampolli dicendo "sai, ai tempi, bla bla bla" e questo non significa che mi sia sempre sentita una buona madre o che lo sia ancora oggi.....
Oggi dico, "ragazzi, ho fatto anche io le mie catsate.... (e le racconto)....ma state sempre attenti...", si discute in modo soft ,anche di temi scottanti.
Quà sto entrando in un altro argomento
baciottoli
cron