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Amici, figli, genitori, (ex)mariti/mogli: in una parola la vostra famiglia piú o meno allargata. Questa é la sezione del Club-50plus in cui potete raccontare le vostre esperienze e conoscere le realtá degli altri membri.

Messaggioda Gino_Kologo » 09.10.2017, 15:39

Sarò sempre me stesso e non rinuncerò mai a quello che sento anche se qualcuno ingannandomi mi farà sentire sbagliato..anche se avrò la sensazione di essere il nulla per tutti... certo correrò il rischio di ritrovarmi solo con me stesso..ma se non lo facessi..sarei estremamente solo con me stesso..pur con qualcuno accanto.....Cosa vi impedisce di essere voi stessi? E' così difficile ammettere difetti? La perfezione non esiste...se io pensassi di essere perfetto non potrei mai migliorare perchè oltre la perfezione esiste solo il nulla... per me..per niente e per nessuno...non si impara dagli sbagli, è solo un luogo comune, ma gli sbagli possono servire... sbagliare non è così negativo, significa che si ha avuto il coraggio di rischiare, di vivere nuove esperienze. Se siamo capaci di ammettere ciò che non ci viene bene, saremo più liberi, perché quello che pensa la gente sulla nostra vita non è rilevante. Se nascondiamo quel lato umano e imperfetto, alla fine danneggeremo noi stessi perché saremo presi dalle nostre bugie.Se ci concediamo la libertà di sbagliare, impareremo a essere flessibili e tolleranti con noi stessi, e questi strumenti ci aiuteranno ad aprire nuove porte e a crescere. Queste mie parole non vogliono essere una lezione ne un rimprovero, ma spesso leggendo recenti forum mi rendo conto che molti prima di scrivere dovrebbero imparare ad avere più rispetto verso loro stessi. Con immutata stima il vostro Gino Spaccamaroni.....
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Gino_Kologo
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Messaggioda nina57 » 09.10.2017, 16:24

Sacrosante parole Gino, ma non sempre facili da mettere in atto.
Ho letto da qualche parte che il nostro cervello per prima cosa cerca di evitare il dolore e poi ricerca il piacere. E' vero? Può essere che i comportamenti di cui parli siano proprio una conseguenza dell'evitare il dolore, il disagio, il fatto di non sentirsi forse accettati da chi si stima?
I tuoi ragionamenti sono corretti e anch'io molto spesso mi dico "alla mia età non ho più niente da dimostrare a nessuno" ma, i condizionamenti passati sono tali e tanti che non sempre si riesce.
Eppure c'è tanta verità in quello che dici: concederci la libertà di sbagliare.
Io non amo fare brutte figure, non amo tanto mettermi in mostra, eppure una volta che ho fatto una figura barbina in palestra (ridono ancora oggi) ho scoperto che non è venuto giù il mondo, che anzi, è stato liberatorio. :D
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Messaggioda Consonanza » 09.10.2017, 19:40

Frigga non è tutto così come lo descrivi il mondo. E non bisogna rassegnarsi perché ci sarà sempre qualcuno che si sentira' migliore di noi o perfetto anche se non lo è... Ci sara' sempre chi troverà facile barare sempre con gli altri fino al punto di non capire che barare a se stessi è peggio. E te lo dice una che è sempre stata considerata e giudicata diversa. Ma mi va bene e ho lista lunga di fallimenti e di dolori. Ma come dice Gino... Arriva un giorno che ti vuoi bene ti accetti e quando tendi la mano (non per elemosina) qualcuno te la prende e tiene stretta. Io sto andando in un posto speciale... Se eri qui ti avrei invitata certa che ti saresti trovata bene
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Messaggioda ultimo » 09.10.2017, 21:21

Gino, quando hai pronta la stesura definitiva del proclama sul diritto di sbagliare passamela che te la firmo anch'io.
Sapessi quanti sbagli ho fatto anch'io, uno in particolare e mi è costato il matrimonio. Non posso nemmeno consolarmi dicendo che in definitiva l'ho pagato, e caro, perchè questo avrebbe il significato di un'assoluzione che toglie la colpa e mi rimette in libertà di delinquere. Potrei organizzarmi e chiedere il "perdono di Assisi" ma ormai la frittata è fatta e neanche papa Francesco può ormai porci rimedio. Cavolacci miei, Punto.
Ma una riflessione concedimela, anche se so non piacerà a qualche signora del sito. L'uomo che sbaglia ha dalla sua qualche valida scusante, ovviamente entro certi limini e con molte riserve. Chiamiamola pure "operativa" e di metodo. Mi spiego. Il maschio ha in genere un carattere irrequieto, prima le tensioni sessuali che lo spingono in direzioni opposte (desiderio e rispetto), poi le tensioni sociali che lo stimolano a prevaricare (necessità di guadagni e carrierismo), infine tensioni famigliari che cercano di ridimensionarlo (dedizione alla famiglia e apertura al mondo). Non è mai soddisfatto della meta alla quale è arrivato, vuole sempre qualcosa di più, andare oltre. Non è esibizionismo, é la sua natura e lo porta a sperimentare, tentare, provocare, cercare soluzioni nuove, studiare alternative. E' anche la sua forza: iniziativa e senso del rischio. In tutto, anche nel sesso. Al contrario della femmina che, solitamente, è più accomodante. Le donne sono portate ad adattarsi alla situazioni, immedesimandosi, facendole proprie fino a sacrificarsi perché possano tornare a vantaggio di tutti (figli e marito), colpevolizzandosi talvolta se per qualche loro oscura sensazione ritengono di non essere all'altezza. La donna cura, l'uomo squote.
Io la mia funzione all'interno della coppia l'ho vissuta così. Ho sempre spinto sull'acceleratore, ho sempre osato qualcosa di più, mai contento, mai soddisfatto. Per mia fortuna ho avuto accanto una donna che lavorava di freno. Mi faceva ragionare, vedeva quello che la mia irruenza mi nascondeva, ridimensionava i miei progetti sfrondandoli degli obiettivi irrealistici, in qualche caso mi tratteva tirandomi per la giacchetta. Mi capitava di raccogliere insuccessi e di fare errori, ma sapevo che a casa c'era sempre qualcuno che sapeva comprendere, che mi aiutava a riformulare i miei progetti pronta ad offrirmi quell'intimità di cui avevo assolutamente bisogno per lanciarmi in una nuova sfida. "Mettiti un po' tranquillo" mi diceva, ma io sapevo che era anche sulla mia iniziativa che la famiglia cresceva in tutti i sensi. Meglio, quella era la mia funzione.
Ecco, Gino, a mio modo di vedere parlare di diritto di sbagliare è eccessivo, anche se lo sottoscrivo senza esitazione, ma nel modo che ho descritto. Preferisco sostituire un "dovere di confrontarsi" con la tua compagna (che ti conosce forse meglio di te stesso) e poi via, lanciamoci in picchiata, e se capita di sbagliare ... "avevi ragione amore, adesso aiutami a ricostruire" ... non è umiliazione, è forza. E' questo che volevi dire rimarcando di "essere se stessi"? Io l'ho inteso come un voler rimanese protesi in avanti, in continua ricerca, in apertura costante, senza lasciarsi deprimere da insuccessi e fallimenti, certi che se anche ti capita di cadere hai sempre vicino chi continua a volerti bene e a raccoglierti se è il caso. Il parere degli altri? sai dove me lo attacco?
Certo che quando la spinta in avanti coinvolge i sentimenti.... 
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Messaggioda Consonanza » 10.10.2017, 5:38

Frigga io non sono una crocerossina e non faccio beneficenza. Quella pare la facesse colombo nel quartiere. Cmq ognuno vive poi come desidera. Il mio invito era una cosa semplice... Sostitutivo il mio maestro in una classe di tango per principianti e poi tutti al bowling a giocare. Cosa pensi colombo lo sappiamo tutti... Non ci ha mai risparmiato dettagli... Ma era ed è un malato che non si cura e questo danneggia in primis se stesso... Noi si va avanti come vogliamo e possiamo coi nostri punti di forza e debolezza
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Messaggioda daddi1 » 10.10.2017, 8:35

Premetto: non conosco Colombo ne i suoi trascorsi sul sito. Mi chiedo, tuttavia, se è possibile formulare una diagnosi solo sulla base di ciò che si scrive. A mio modesto avviso sarebbe necessario un approfondimento se si è interessati a valutare una persona. Non basta esaminarne gli scritti, o meglio, non solo quelli. Ripeto, non lo conosco, ne conosco i suoi trascorsi, per cui potrei sbagliare. Lo cosa però mi incuriosisce. 
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Messaggioda Consonanza » 10.10.2017, 8:56

daddy, in questo contesto il soggetto richiamato non c'entra nulla. Era il riferimento della collega di club circa una certa filosofia sulla vita. Il resto non credo sia utile a nessuno saperlo. Se hai curiosità scrivigli una mail:-))
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Messaggioda Gino_Kologo » 10.10.2017, 10:11

ultimo ha scritto:Gino, quando hai pronta la stesura definitiva del proclama sul diritto di sbagliare passamela che te la firmo anch'io.
Sapessi quanti sbagli ho fatto anch'io, uno in particolare e mi è costato il matrimonio. Non posso nemmeno consolarmi dicendo che in definitiva l'ho pagato, e caro, perchè questo avrebbe il significato di un'assoluzione che toglie la colpa e mi rimette in libertà di delinquere. Potrei organizzarmi e chiedere il "perdono di Assisi" ma ormai la frittata è fatta e neanche papa Francesco può ormai porci rimedio. Cavolacci miei, Punto.
Ma una riflessione concedimela, anche se so non piacerà a qualche signora del sito. L'uomo che sbaglia ha dalla sua qualche valida scusante, ovviamente entro certi limini e con molte riserve. Chiamiamola pure "operativa" e di metodo. Mi spiego. Il maschio ha in genere un carattere irrequieto, prima le tensioni sessuali che lo spingono in direzioni opposte (desiderio e rispetto), poi le tensioni sociali che lo stimolano a prevaricare (necessità di guadagni e carrierismo), infine tensioni famigliari che cercano di ridimensionarlo (dedizione alla famiglia e apertura al mondo). Non è mai soddisfatto della meta alla quale è arrivato, vuole sempre qualcosa di più, andare oltre. Non è esibizionismo, é la sua natura e lo porta a sperimentare, tentare, provocare, cercare soluzioni nuove, studiare alternative. E' anche la sua forza: iniziativa e senso del rischio. In tutto, anche nel sesso. Al contrario della femmina che, solitamente, è più accomodante. Le donne sono portate ad adattarsi alla situazioni, immedesimandosi, facendole proprie fino a sacrificarsi perché possano tornare a vantaggio di tutti (figli e marito), colpevolizzandosi talvolta se per qualche loro oscura sensazione ritengono di non essere all'altezza. La donna cura, l'uomo squote.
Io la mia funzione all'interno della coppia l'ho vissuta così. Ho sempre spinto sull'acceleratore, ho sempre osato qualcosa di più, mai contento, mai soddisfatto. Per mia fortuna ho avuto accanto una donna che lavorava di freno. Mi faceva ragionare, vedeva quello che la mia irruenza mi nascondeva, ridimensionava i miei progetti sfrondandoli degli obiettivi irrealistici, in qualche caso mi tratteva tirandomi per la giacchetta. Mi capitava di raccogliere insuccessi e di fare errori, ma sapevo che a casa c'era sempre qualcuno che sapeva comprendere, che mi aiutava a riformulare i miei progetti pronta ad offrirmi quell'intimità di cui avevo assolutamente bisogno per lanciarmi in una nuova sfida. "Mettiti un po' tranquillo" mi diceva, ma io sapevo che era anche sulla mia iniziativa che la famiglia cresceva in tutti i sensi. Meglio, quella era la mia funzione.
Ecco, Gino, a mio modo di vedere parlare di diritto di sbagliare è eccessivo, anche se lo sottoscrivo senza esitazione, ma nel modo che ho descritto. Preferisco sostituire un "dovere di confrontarsi" con la tua compagna (che ti conosce forse meglio di te stesso) e poi via, lanciamoci in picchiata, e se capita di sbagliare ... "avevi ragione amore, adesso aiutami a ricostruire" ... non è umiliazione, è forza. E' questo che volevi dire rimarcando di "essere se stessi"? Io l'ho inteso come un voler rimanese protesi in avanti, in continua ricerca, in apertura costante, senza lasciarsi deprimere da insuccessi e fallimenti, certi che se anche ti capita di cadere hai sempre vicino chi continua a volerti bene e a raccoglierti se è il caso. Il parere degli altri? sai dove me lo attacco?
Certo che quando la spinta in avanti coinvolge i sentimenti.... 

Caro Ultimo grazie per il tempo e la voglia che hai dedicato a leggermi ed a rispondermi. Certo che l'ho inteso come tu hai scritto, non potrebbe essere diversamente e ti dirò di più: i valori rappresentano una delle basi interiori della nostra vita, infatti i nostri comportamenti, le nostre azioni, le relazioni che abbiamo con le persone a noi care o con gli altri dipendono anche e soprattutto dai nostri valori.
Ma cosa sono i valori? I valori per una persona possono essere considerati come delle convinzioni molto profonde, o delle credenze molto forti, cioè tutto ciò che è importante per noi.
Essi rappresentano ciò che è bene per noi, ciò che è giusto, ciò che è sublime fare, dire, pensare per noi e per gli altri, al contrario ciò che si distacca dai valori, il loro polo opposto è ciò che è male, ciò che è sbagliato, ciò che è infimo fare, dire o pensare.
Ogni nostra azione quindi, come ogni nostro comportamento, parole, pensieri o meglio le nostre scelte riguardo a ciò che vogliamo fare, dire, o comportarci, dipende soprattutto dai valori che per noi sono importanti nella nostra vita, infatti se per noi un grande valore è l’onestà, le persone che interagiscono con noi possono stare tranquilli su come agiremo nei loro confronti, avranno fiducia di noi, e questo migliorerà i rapporti che avremo con loro.
Se per noi la famiglia è il valore più importante, i nostri figli, il nostro partner ed i nostri genitori sapranno che possono contare su di noi, sono sicuri che non gli faremo mancare mai nulla a livello affettivo, emozionale e materiale.
Come puoi notare i nostri valori condizionano la nostra vita e le relazioni con le persone a noi care, coi colleghi di lavoro e con gli altri in generale. Caro Ultimo sono sicuro che a questa discussione molti non interverranno , ma non importa la quantità, è importante la qualità. Ancora grazie....
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Messaggioda Consonanza » 10.10.2017, 10:44

Ultimo... È stato un piacere leggerti. Grazie anche da parte mia
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