A me, ad esempio, aiutano i fiori. In terra o vaso comunque sono motivo di interesse, attenzione, cura.
Mi soddisfa vederli in salute, mi preoccupa vederli mesti. Potare quelli sfioriti per stimolarne dei nuovi; a volte, soprattutto per le rose, recido interi rami con più boccioli, alcuni ancora in divenire altri già esposti, e me li porto in casa. Il segreto di una lunga fioritura, da potati, è sciogliere zucchero o bicarbonato nell'acqua di mantenimento. Proprio oggi ho deciso di violare un tabù - parlare di tabù nei fiori è forse una esagerazione ma, come di seguito spiegherò, ci sono riti che spesso non comprendo ed amo violare- e mi sono regalato alcuni vasetti di crisantemi più del verde ricadente. Li ho invasati su fioriere appese al cancello d'entrata. Normalmente, in stagione, metto surfinie/petunie e gerani ricadenti, posiziono i vasi in alto nel cancello e lascio che ricadano dando un piacevole aspetto di "abbandonato" ma con cura. Non ho mai sopportato i giardinetti netti e puliti come sale operatorie così come non amo case troppo ordinate, asettiche, finte. Stessa cosa per i fiori e vasi esposti. Li curo, li concimo; irroro della giusta quantità d'acqua tenuta alla temperatura ambiente ma lascio anche che si possano formare anche piccoli ciuffi di verde spontaneo. Come nei prati, ci pensano anche i miei cani a "rusticizzarli", mi piace ci sia anche un poco di spontaneità; così nelle aiuole fiorite e vasi, lascio che il tutto si amalgami in una sorta di "curato, ma con calma, senza diventare matto se c'è anche un rametto secco o una piantina di spontaneo che prende spazio". Tornando ai crisantemi, fiore bellissimo, dalle mille forme e colori; non ho mai capito perché fosse relegato a guarnire lapidi e tombe -pare, oltretutto, che sia una pratica solo italiana-. Me li sono regalati,scegliendo colori di tonalità sfumate e tono su tono -ce ne sono veramente di che sbizzarrirsi- li ho messi ben in mostra sul davanti del cancello. Per meglio esibirli, non sono ricadenti ma dal portamento eretto, ho spostato nella parte bassa dello stesso i portavasi.
" Il giardino è una delle due grandi metafore dell'umanità. Il giardino rappresenta la vita e la bellezza e la provvisorietà di tutti gli esseri viventi.
Il giardino significa nutrire i propri figli, procacciarsi il cibo per la tribù, è parte di un insistente bisogno territoriale che si può ricondurre all'usanza degli animali di conservare il cibo.
E' un meccanismo di ostentazione, competitivo, come avere un toro da fiera, la smania di avere i pomodori migliori e le rose inglesi più belle.
Il giardino è vittoria, è provvedere alla società fornendole sempre le cose migliori, è dimostrare di avere buon gusto e giusti valori.
E si lavora sodo per questo, e che meraviglioso sollievo sapere di tanto in tanto chi è il nostro nemico, perchè nel giardino il nemico è ogni cosa: gli afidi, il clima, il tempo.
E così ci metti anima e corpo, te ne prendi cura, e vedi da vicino così tante nascite, evoluzioni e bellezza e pericolo e trionfo.
E alla fine tutto muore comunque, giusto?
Ma tu continui a farlo lo stesso."
Anne Lamott - Bird by bird
Cosa MI aiuta a star bene?
TANTI SOLDI, BELLE DONNE E BUON CIBO.
Se resta tempo qualche bel film, della bella musica, fumetti, animali e natura.

Ma resterà il tempo???
Dubito.... 8)

P.S. E' così aperto il Festival dell' Ipocrisia!
Indubbiamente; i suoi interventi, sig. Colombo, altro non possono fare.
Indubbiamente!
Penso che dipenda anche dai vari capitoli e capitoletti della vita
Circa sette anni fa, mi faceva star bene l'andare a cavallo , nei percorsi in mezzo alla natura selvaggia e boschi, ricordo che nel bosco vedevo spesso scoiattoli arrampicarsi sugli alberi, il cinguettio degli uccelli e lungo il percorso splendide felci , man mano che proseguivo, in certi punti, vedevo anche il sole che accarezzava i tronchi degli alberi ed oltrepassava le loro cime, uno spettacolo a dir poco rilassantissimo usando un paio dei nostri cinque sensi, , udito e vista.

Come dicevo, la vita è suddivisa in capitoli e capitoletti, nel caso Gioia , per forza maggiore sono stata obbligata a chiudere un libro (romanzo) di mezzo secolo ed aprirne un'altro..., ovviamente non più frenetico e spericolato come prima ma sicuramente molto movimentato perchè non riesco a stare ferma, cosa mi fa star bene ?

Vivo lintensamente la mia lunga giornata, fermorestando che adesso arriva l'inverno rigido, esco di meno, i figli sono grandi e sistemati, seguo le nipoti, alcune volte i compiti con la più piccola , a casa mi vizio preparandomi piatti succulenti, a me è sempre piaciuto cucinare, certo, adesso mi prendo il tempo necessario, con calma, ovvio, faccio quel che riesco a fare ma faccio sempre qualcosa

Altro, magari una telefonata inaspettata da chi mi vuol bene e viceversa, seguire i miei pelosetti, i figlioli della comunità (dove lavoravo) che mi vengono ogni tanto a trovare, ascoltare musica, leggere un buon libro, vedere un bel film, vedere passare qualche bel gnocco davanti casa :shock: , documentarmi su tante cose in Internet e stare quì con voi (tra il bello e brutto tempo :mrgreen: ) Ecco, sono le piccole cose che mi fanno stare bene e poi chissà cosa la vita mi riserverà ancora, magari più avanti potrò raccontarvi altro ,chissà?
Comunque, basta poco per dare un senso alla vita, si, è così
Nel tuo caso, GRAZIA, si tratta di una questione di ADATTAMENTO.
Non di SODDISFAZIONE REALE.
Anche io, non avendo soldi, STO BENE CON QUEL CHE MI POSSO PERMETTERE.
Cionondimeno se avessi VALANGHE di soldi potrei fare MOLTE PIU' COSE di quelle che faccio.
E quello mi farebbe sentire indubbiamente bene.

"Basta poco per dare un senso alla vita" dici...
SI VEDE DA QUEL CHE SUCCEDE INTORNO A NOI che la tua filosofia fa acqua da tutte le parti.
Persone che cercano partner come se collezionassero Pokemon, gente che accumula soldi su soldi ed anche di più di quelli che potrebbero realmente spendere in mille vite da soli buttandoli pure in fesserie, donne che vivono accumulando vestiti e borsette e scarpe e bigiotteria negli armadi....
Che faccio, continuo nell'esempio?
Il TUO CASO è un caso limite.
Il mio molto meno.
Ma di base SE TU POTESSI TORNARE AD UNA VITA ATTIVA, AD UN FUNZIONALE CORPO DA VENTENNE E MAGARI VIVENDO IN UNA BELLISSIMA METROPOLI, dimmi Grazia...
COSA TI FAREBBE STARE BENE???

:wink:
Vedi, cara Gioia, se tu non fossi quello che sei chissà cosa saresti.
Ma come si fa a pensare che una cosa così sia anche solo simile ad un ragionamento.
Se fossi chissà chi, non sarei quello che sono; se avessi vissuto una vita diversa sarei diverso, se se se.
Eppoi; non sai cosa saresti se fossi diversa...ma lui lo sa benissimo e te lo spiega.
@ stefanocolombo

Intanto riguardo al senso della vita, parlo esclusivamente di me, quando mi sono risvegliata dal coma potevo benissimo scegliere, o mi lasciavo andare... o mi tiravo su e andavo avanti, con il carattere che ho , ho scelto la seconda e vada come vada ma sempre puntando e guardando avanti

@ Ma di base SE TU POTESSI TORNARE AD UNA VITA ATTIVA, AD UN FUNZIONALE CORPO DA VENTENNE E MAGARI VIVENDO IN UNA BELLISSIMA METROPOLI, dimmi Grazia...
COSA TI FAREBBE STARE BENE???
Funzionale corpo di adesso, non da ventenne, da ventenne era un altro capitolo


Esattamente ciò che facevo prima ed interrotto dalla notte alla mattina, il lavoro con i figlioli, quà è pieno di maneggi, quindi a cavallo, in giro con la moto e macchina , sicuramente andrei io a trovare le persone che realmente desidero conoscere anche a qualche loro evento ma non cambierei nulla di ciò che facevo, ti dirò di più , ogni anno fanno un'evento all'Autodromo di Castrezzato, quà in zona e puntualmente vengo invitata a correre in macchina come copilota con i miei amici Polizia e Carabinieri quindi su Lamborghini e Alfa e via col vento in pista, quindi l'adrenalina non manca e sono cose che non tutti possono provare/fare ...vedi, mi ritengo pure fortunata !

Ovvio, un compagno al mio fianco destro sarebbe il top, il giorno che non mi vedrete più quà vorrà dire che sono stata rapita da un Uomo dark, molto dark del club o anche di zona
Io in una metropoli? No, preferisco la natura, la montagna oppure il mare perchè no

Per concludere, non rimpiango nulla, rifarei tutto uguale,però con l'esperienza accumulata nel tempo modificherei alcuni atteggiamenti provocatori che avevo da ragazzina
Ed ora fin che ho la testa per pensare e parte destra funzionante, continuo a fare ciò che faccio e sto bene
Questa vita me la sono dovuta reinventare cercando di avvicinarmi comunque alle cose che facevo tipo : i cavalli li vado a trovare, le corse in macchina le faccio cerco di dare un senso lineare alla mia vita. il resto lo ho già detto, rimane di viverla al meglio con ciò che ho , cioè aver scelto di vivere e non lasciarmi andare
A me aiuta tanto per star bene il sapere che gli adattati e disadattati esiste enorme differenza.
Questa non l'ho mica capita! Urge codice per decifrare.......o pastiglia del sapere, mi vanno bene entrambe.
Il mio problema è che quando sto bene per davvero, non me rendo nemmeno conto, è quando poi sto male che mi accorgo di non stare bene, e allora appena miglioro mi sembra di stare bene, però se sto meglio è meglio!
Mi sa che quando sto bene non lo so, e non so nemmeno quello che mi farebbe stare bene, so invece benissimo quello che mi fa stare male, ma non ve lo dico, nella vita non si sa mai.
Era una battuta, riferita agli interventi precedenti.
Mi piace il fiore di babbocorso e pistilla, mi piace l'adattamento di Gioia perchè adattarsi non vuol dire rassegnarsi ma richiede forza e un motore propulsivo interiore notevole per vedere sempre e comunque il bicchiere mezzo pieno.
Tutti ci adattiamo per qualcosa, già nascere è un adattamento ma evidente le menti ottuse vedono solo la banalità delle cose materiali che non hanno e sono incoerenti... perchè pure loro si sono adattati anche se in modo disadattato perchè se si avvicinano a un fiore non ne sentono odore, vanno a guardare il fiore del prato del vicino
sì, urge codice per decifrare.
Cercare cosa ci fa star meglio…. e se pensassimo semplicemente a vivere, prendendo per il verso giusto quello ci capita e facendo di necessità virtù? ci farebbe star bene.
Ha ragione Jocondor 
Non credo si possa parlare in termini assoluti di cosa possa far stare bene. Credo ci si debba interrogare su cosa ci aiuta a star meglio. Nel mio caso osservare il mare d'inverno, in perfetta solitudine, aiuta.
sto bene quando guardo dalla finestra il mio lago...respiro aria buona e penso che sono molto fortunato.
sto bene quando incontro amici con cui passare del tempo e scambiare opinioni in relax...
sto bene quando leggo un libro che mi coinvolge...
sto bene quando sento una canzone che mi ricorda gli anni della gioventù..
sto bene quando sogno ad occhi aperti..
sto bene quando amo...

Mauro
Io sto bene quando come stamattina carichiamo i cani sul camper e li portiamo a correre e a giocare in mezzo alla natura
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