Amministratrice del Club-50plus
Ebbene, se tutto va usato con parsimonia e buon senso, ben venga il servizio che offre la tecnologia. Liberi di scegliere se utilizzarlo, liberi di cliccare e avere la pizza a casa, liberi di organizzarsi e uscire per andare in pizzeria......tutto sta nell'uso consapevole delle cose! A me piace molto la tecnologia, a volte sembra che un semplice tocco si apra un mondo di cose! Lo utilizzo se mi va e a volte, ad esempio, al semplice cliccare per ordinare qualcosa preferisco uscire a fare quattro passi e cercare ciò che mi serve!Dipende! L'importante è avere la possibilità di poter scegliere. :D
Crepet si sveglia buon ultimo nell'illustrare un problema che si sta acutizzando progressivamente e sul quale in molti ragionano da anni.

Curiosamente, esso riguarda molto marginalmente questo sito, dove l'energia è così bassa da rendere irrilevante la forbice tra quel che si desidera veramente e quel che si finge di volere.
Francamente non riesco a mettere a fuoco il "centro" della critica di Crepet.

Che l'attenzione e l'investimento di energie si stia spostando dal mondo delle interazioni reali a quello virtuale è cosa ormai assodata da tempo e colpisce varie categorie di persone, in particolare le più giovani. Alcuni tendono a chiudersi tra le quattro mura, tracciano i confini e dentro il proprio guscio tutto sembra rassicurante e sotto controllo. Non la chiamerei assenza di passione, semmai incapacità relazionale. Quelli che si auto-confinano dietro uno schermo e che non intendono affatto arrivare ad un contatto concreto con i/le vari/e pretendenti, non si cimenterebbero in un rapporto reale neanche se l'energia elettrica (e relativa connessione wi-fi) scomparisse dal pianeta. Persone che concepiscono così i rapporti con gli altri sono sempre esistiti. Magari un tempo stavano chiusi in casa col naso in un libro, oppure impegnati in hobby solitari. Ora sono molti di più, ma la tecnologia ha solo fatto emergere l'isolamento, non l'ha causato.

Se dovessi pensare a un grosso limite dei dating nella costruzione di una vera relazione, ne indicherei un altro. Mi riferisco all'illusione di trovarsi di fronte a un mare infinito di possibilità di scelta del/della partner. I profili scorrono, uno dopo l'altro, come sfogliare distrattamente le pagine di una rivista. Si rischia di non focalizzare affatto l'attenzione e di non superare l'atteggiamento valutativo, alla ricerca del famoso "candidato perfetto". Questo discorso vale forse più per le donne che per gli uomini (ricordo a tal proposito un'illuminante barzelletta che parlava di un supermercato, a più piani, di possibili partner maschili; il finale è rivelatore di alcune dinamiche femminili, ovviamente non universali), aggravato per entrambi i sessi dall'età che avanza e che non sempre rende più flessibili verso nuovi ingressi nella propria vita.
La storiella del supermarket dei maschi e di quello delle femmine l'ho postata qui qualche anno fa: splendida e illuminante.
Ogni giorno incontro virtualmente perfetti prototipi delle protagoniste della storiella. Ma è anche vero - come ho scritto a suo tempo sempre qui - che la storiella ormai è superata dai fatti: la gente NON vuole più portarsi qualcuno in casa, per quanto perfetto.

Storicamente - sia per gli uomini che per le donne - la relazione era un "eccesso di offerta" rispetto alle rispettive necessità: ti beccavi qualcuno per 24 ore quando te ne sarebbero bastate una o due.

E' più pazzo chi cerca solo incontri virtuali o chi per avere quel che gli serve si sorbisce un sostanziale sconosciuto per tutta la vita?