Abbiamo parlato di perdono, di seconde possibilità. Ma quando il tempo è passato, riusciamo a dimenticare delle ingiustizie subite, dei maltrattamenti psicologici?. Non si tratta di perdono, ma di dimenticare. Dall'alto dei nostri anni tutti abbiamo avuto esperienze di ogni tipo, tutti siamo stati in società, abbiamo vissuto con gli altri e in mezzo ad altri. Molte persone del passato non le incontriamo più. Ma cosa ci è restato; dell'amaro, una sorta di rabbia, ci siamo passati sopra, abbiamo dimenticato. Alcune cose ci hanno segnato, altre fortificato, qualcosa ci ha modificato.
Che ne dite....
ciao Susi, la vita mi ha insegnato una cosa essenziale: perdonare si può, dimenticare è difficile perché anche se il ricordo sbiadisce, la cicatrice dentro all'anima rimane sempre e da questo non ci si può difendere ma può insegnare nel crescere e nel maturare diventando bagaglio di esperienza che in in età avanzata diventa saggezza (per alcuni, per me è più difficile diventare saggia, tenendo conto del mio temperamento!), certo è che da qualsiasi situazione negativa si deve trarre anche una positività nel guardare le due facce della medaglia, non tutto è negativo, non tutto è positivo... dicono che il tempo sia gran medico, in alcuni casi sì, in altri no ciò che conta e non farsene una ossessione e metabolizzare ciò che si è patito, convivendoci e andando avanti per il nostro percorso di vita... teniamo presente che alcune cose che potranno farci male ce ne saranno ancora ma dalle nostre esperienze sappiamo come poterci difendere.da chi male potrebbe farci, questo per me, mia opinione personale, è il percorso da fare... dimenticare o cancellare si può fare a parole ma ciò che conta è quello che rimane impresso in modo indelebile nella nostra anima! ciao Susy!
Secondo me noi siamo il risultato di tutto quello che nella vita ci passa...gioie dolori rimorsi rimpianti incontri significativi altri non rilevanti. Insomma non tutto ci resta...quindi non tutto lascia un segno nel bene o nel male. Con tanti eventi ovviamente si impara a conviverci...e questo non automaticamente significa si debba perdonare o dimenticare...ma si trova un nuovo equilibrio in cui sono presenti infinite sfumature emotive...e col tempo rispetto a diverse cose subentra indifferenza emotiva
Una mia esperienza personale, dopo tanti anni ho salutato cordialmente e aggiungo, senza alcun rancore, persone che 30 anni fa volutamente o senza accorgeresene mi hanno fatto del male. Cose più gravi fattemi da un ex compagno di lavoro, non le ho ancora dimenticate, ma purtroppo per lui e i suoi genitori non ha fatto una bella fine.
Credo che a parechie cose del passato ci sono passata sopra o le ho rimosse.
susi_4ve ha scritto: Abbiamo parlato di perdono, di seconde possibilità. Ma quando il tempo è passato, riusciamo a dimenticare delle ingiustizie subite, dei maltrattamenti psicologici?. Non si tratta di perdono, ma di dimenticare. Dall'alto dei nostri anni tutti abbiamo avuto esperienze di ogni tipo, tutti siamo stati in società, abbiamo vissuto con gli altri e in mezzo ad altri. Molte persone del passato non le incontriamo più. Ma cosa ci è restato; dell'amaro, una sorta di rabbia, ci siamo passati sopra, abbiamo dimenticato. Alcune cose ci hanno segnato, altre fortificato, qualcosa ci ha modificato.
Che ne dite....

Sembra un controsenso, ma scappare dalle emozioni dolorose e malsane è possibile. Anche se ci sono momenti che hanno bisogno di essere vissuti intensamente, è possibile farlo senza ferire, senza romperci la testa, senza elaborare un modo per fare del male alle persone che invece ne hanno fatto a noi. È molto complicato non provare rabbia e rancore verso qualcuno che ci ha ferito con il suo egoismo, il suo atteggiamento o le sue brutte azioni. Il vero amore ha la bandiera del perdono. Le relazioni non sono facili, qualsiasi esse siano. E quanto più intime sono, maggiori saranno le possibilità di dover perdonare qualcuno. Se non esiste il perdono, le relazioni sono condannate al fallimento. Se amate, perdonate...e se non volete che succeda di nuovo, bisognerebbe semplicemente apportate dei cambiamenti a quella relazione, o alla nostra vita, affinché una determinata situazione non si verifichi più. Non portare odio e rancore dentro di noi, non farli uscire quando ne hanno bisogno, perché sono pericolosi e potrebbero rivoltarsi contro quando meno ce lo aspettiamo
x Francysca... so perdonare ma se l'offesa patita è grave e io cancello con la totale indifferenza la persona che mi ha causato della sofferenza, perdonarla? certo che la perdono, non riuscirei per nulla al mondo fare del male o vendicarmi, non è nel mio dna, nemmeno ad una mosca figuriamoci ad un essere umano... ma vivrei la mia sofferenza nella mia oasi personale, metabolizzandola e cercando di non farne diventare una ossessione, come già detto abbiamo un percorso più o meno lungo da fare e non mi pare proprio il caso perdersi e torturarsi per il male ricevuto ma trarre da questo un insegnamento di vita, la cicatrice rimane indelebile e niente e nessuno potrà mai cancellarla, questo non vuol dire portare astio o rancore in quanto subentra per la persona in oggetto la più totale indifferenza anche se nella mia anima potrei ancora soffrire ma per questo ci vuole coraggio e forza d'animo... 
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