Cara Gioia,
grazie per il tuo incoraggiamento.vorrei fare un ragionamento che prescinde dal mio caso personale. Perché qualcuno dovrebbe scrivere sul forum?scrivere richiede un minimo di impegno e quindi per farlo occorre una certa motivazione.
Secondo me ci sono motivi diversi:  
chi ha scritto nel suo profilo ricerca di relazione spera naturalmente di farsi conoscere e quindi di poter incontrare qualcuno con delle "affinità elettive"  per iniziare una relazione " io e te"
chi ha scritto nel suo profilo ricerca di amicizia può intendere l'amicizia solo come una tappa intermedia verso poi una relazione, di nuovo l'obiettivo è " io e te", solo che per prudenza o desiderio di procedere a tappe graduali inizialmente estende il suo interesse a un livello più generale ma la meta che persegue è comunque " io e te"
chi ha messo ricerca di amicizia può però anche vedere questo come un obiettivo finale e'spinto da lanciare un ponte verso gli altri che può essere integrativo a  rapporti reali già esistenti oppure sostitutivo cioè compensativo con rapporti virtuali della mancanza di rapporti sociali veri oppure ancora una tappa intermedia per favorire poi una conoscenza anche reale.  In ogni caso l'obiettivo non è più " io e te" ma " io, te, lui, lei.... cioe' noi" inteso come qualunque essere umano voglia partecipare.E' il nostro desiderio di fare sapere agli altri che ci siamo, è il nostro bisogno naturale di ricevere "carezze psicologiche" ......
a questo sforzo di chi scrive può seguire un riconoscimento positivo cioè un apprezzamento oppure un riconoscimento negativo cioè una critica oppure la cosa peggiore cioè il non riconoscimento.Questo a sua volta può essere dovuto a due motivi: 
disinteresse per il singolo contenuto proposto oppure disinteresse precostituito per la persona, perché ormai ci si è fatti una certa idea di lei, a prescindere da quello che scrive. In questo caso naturalmente la motivazione a scrivere scompare e le carezze psicologiche si è spinti cercarle altrove.
Alessandro, ""carezze psicologiche" ..... direi che ognuno cerca qualcosa che ha perso o ha bisogno di trovare, non facile.....“nuove dipendenze”. Per la loro complessità andrebbero illustrate singolarmente, cercherò un filo conduttore il legame tra queste patologie e il nostro bisogno “d’amore”, molto spesso negato alla nostra consapevolezza.
 I tempi veloci della chat vanno a braccetto con il nostro "bisogno psichico" di riconoscimento e affetto. Poiché il nostro psichismo segue “la legge del piacere”, qui ora e subito.Ritrovarsi è scoprire un progetto e un sogno di realizzazione, che ci zavorra nel mondo reale e sano azz si spera sempre. Certe volte basta poco, una parola detta al momento giusto,una frase, una telefonata ecc ecc ecc 

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...noi abbiamo bisogno di raggruppare la realtà che percepiamo in categoria è inevitabile altrimenti nella mente non esisterebbero pensieri organizzati,concetti e ragionamenti....ma le generalizzazioni possono essere sia un valido aiuto che una prigione mentale che costruiamo da soli.
Un altro esempio: c'èun libro famoso sulle differenze tra uomini e donne che ha avuto un buon successo gli uomini vengono da Marte le donne vengono da Venere.secondo voi la giornalista ungherese che ha fatto lo sgambetto a un uomo col bambino in braccio veniva da Venere o da Marte? E i suoi colleghi maschi e femmine che si sono indignati da dove venivano?
due piccole precisazioni: apprezzo e stimo Mafalda come ho già scritto più volte spiegandone i motivi,perciò sono sicuro che saprà leggere questa mia critica su un aspetto particolare delle sue affermazioni sulle quali di solito concordo come un mio umile tentativo di stimolare alcune riflessioni.
Sono stato " in quarantena" perché mi era stato detto che ero troppo protagonista.vi dico con sincerità: ho bisogno di un vostro riscontro semplicemente per sapere che comunque non vi dispiace leggere quello che scrivo.


Ciao Alessandro; anche io apprezzo ciò che scrivi e soprattutto come lo scrivi;
dai modo alle persone, compresa me di riflettere su prospettive diverse;
non so chi ti abbia accusato di protagonismo, chiunque sia stato credo che si debba ricordare che il forum è meta di espressione libera; rimane al lettore la facoltà di leggerti o meno no?

Quando dicevo "diametralmente opposti" intendevo non intendevo fare di tutta un'erba un fascio;
ovvio che, meno male, ci sono le eccezioni che confermano la regola.
Questo discorso naturalmente è valido anche per marziani e i venusiani.
Alla fin fine ognuno di noi si caratterizza dal mix di geni maschili e femminili ereditati e le percentuali sono infinitamente soggettive.
Continuiamo a riscontrarci. :)
oh yeah....!
 
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Alessandro1957 ha scritto: Cara Gioia,
grazie per il tuo incoraggiamento.vorrei fare un ragionamento che prescinde dal mio caso personale. Perché qualcuno dovrebbe scrivere sul forum?scrivere richiede un minimo di impegno e quindi per farlo occorre una certa motivazione.
Secondo me ci sono motivi diversi:  
chi ha scritto nel suo profilo ricerca di relazione spera naturalmente di farsi conoscere e quindi di poter incontrare qualcuno con delle "affinità elettive"  per iniziare una relazione " io e te"
chi ha scritto nel suo profilo ricerca di amicizia può intendere l'amicizia solo come una tappa intermedia verso poi una relazione, di nuovo l'obiettivo è " io e te", solo che per prudenza o desiderio di procedere a tappe graduali inizialmente estende il suo interesse a un livello più generale ma la meta che persegue è comunque " io e te"
chi ha messo ricerca di amicizia può però anche vedere questo come un obiettivo finale e'spinto da lanciare un ponte verso gli altri che può essere integrativo a  rapporti reali già esistenti oppure sostitutivo cioè compensativo con rapporti virtuali della mancanza di rapporti sociali veri oppure ancora una tappa intermedia per favorire poi una conoscenza anche reale.  In ogni caso l'obiettivo non è più " io e te" ma " io, te, lui, lei.... cioe' noi" inteso come qualunque essere umano voglia partecipare.E' il nostro desiderio di fare sapere agli altri che ci siamo, è il nostro bisogno naturale di ricevere "carezze psicologiche" ......
a questo sforzo di chi scrive può seguire un riconoscimento positivo cioè un apprezzamento oppure un riconoscimento negativo cioè una critica oppure la cosa peggiore cioè il non riconoscimento.Questo a sua volta può essere dovuto a due motivi: 
disinteresse per il singolo contenuto proposto oppure disinteresse precostituito per la persona, perché ormai ci si è fatti una certa idea di lei, a prescindere da quello che scrive. In questo caso naturalmente la motivazione a scrivere scompare e le carezze psicologiche si è spinti cercarle altrove.


E tu volevi limitare i tuoi interventi?
Un post come questo dà da riflettere o perlomeno dovrebbe dare spunti di riflessione soprattutto a chi ha il desiderio di rimettersi in gioco; :wink:
Per Gioia,
prima di tutto vorrei chiederti se pensi che sia vera la frase: "ricevi centinaia di coltellate ma non muori resti in piedi. E alla fine ti uccide una carezza".puoi spiegarmi secondo te se è davvero possibile?
Poi vorrei riflettere su queste frasi: naviga il mare delle emozioni........ vivi ........non rimandare niente. Io penso che ognuno ha dentro di sé in proporzioni diverse un " freno",cioè un bisogno di sicurezza ,una resistenza al cambiamento, una paura delle novità, e un " acceleratore", cioè un bisogno di esplorare, di scoprire il nuovo,di andare verso gli altri. Qualcuno è più un vulcano mentre qualcun altro è più una camomilla, cioè in qualcuno prevale la voglia di gettarsi e l'istinto mentre in altre persone prevale ( pur essendo presente il desiderio di esplorare) la prudenza, il " primo non prenderle".Anzi spesso nella stessa persona nei vari momenti della vita a volte prevale il primo aspetto e altre volte il secondo,dipende forse da come ci sentiamo, dai rifiuti che abbiamo avuto o dagli apprezzamenti,le nostre esperienze infantili e adolescenziali ci lasciano un segno che a volte sembra scomparire quando ci sentiamo più forti ea volte riappare........
questo influenza molto anche la nostra relazione con gli altri, anche perché in genere quando riusciamo ad essere più spontanei piaciamo di più, mentre invece quando siamo troppo sulla difensiva le altre persone lo sentono e non sono certo attratte da noi, può diventare un circolo vizioso: desideriamo il contatto ma evitiamo un contatto vero per paura del rifiuto e quindi gli altri ci tengono lontani, in psicologia si chiama la profezia che si autoavvera......in genere anche se con le dovute eccezioni più diventiamo vecchi e più la spontaneità scompare.....non scompaiono i bisogni ma la loro libera e spontanea espressione......tu scrivi di dipendenze, patologia, bisogno di amore....quando il bisogno di amore diventa una dipendenza? possiamo vedere la stessa realtà da punti di vista diversi,siamo dipendenti dagli altri o siamo semplicemente interconnessi,cioè non ci bastiamoda soli e per stare bene abbiamo bisogno degli altri? forse diventa una dipendenza quando per non pagare il prezzo della solitudine ci svendiamo agli altri,cioè quando per ottenere un po' di attenzioni rinunciamo ad essere veramente noi stessi parliamo e ci comportiamo come gli altri vogliono che noi facciamo, quando cioè rinunciamo al nostro se' più autentico.....
Per Mafalda,
grazie per quanto mi hai scritto. penso anche io che ognuno di noi ha dentro di sé in percentuali diverse aspetti che a prima vista possono sembrare opposti ma che forse sarebbe più giusto chiamare complementari. Se ripenso alla tua storia che ci hai raccontato osservo un tuo aspetto " marziano" cioè il tuo essere combattiva e determinata (" è una donna semplice.....con cui spesso mi sono battuta verbalmente e a volte anche fisicamente" .... oppure " avevo capito che un diploma sarebbe stato un trampolino di lancio per il distacco verso di loro. appena diplomata e iscritta all'università ho trovato il modo di allontanarmi dalla famiglia con lavori che mi hanno permesso di rendermi indipendente". Osservo però anche il tuo aspetto venusiano e cioè il dolore che devi aver provato, il tuo bisogno di amore e di rispetto per il tuo sé più autentico che tante volte non veniva soddisfatto.
Altri aspetti della tua persona che sono complementari mi sembra di intuirli dai commenti che tu fai sul forum: spesso emerge la capacità che tu hai di dire molto con poche frasi, cioè di essere sintetica ma profonda, non superficiale, riesci in poche parole a cogliere l'aspetto essenziale.....è una capacità che a me in parte manca,anche io cerco di essere non superficiale ma intuisco in te la capacità di vedere molti aspetti contemporaneamente mentre io li vedo successivamente, tu arrivi subito al centro della questione mentre io prima ho bisogno di osservare un dettaglio, poi un altro,ecc.....
Dalla tua storia poi mi sembra di intuire questi altri aspetti complementari: quando scrivi: " ho capito che i miei genitori ulteriori vittime di........hanno dato ai figli ciò che erano in grado di dare" si coglie il dolore che ha provato il tuo cuore ma anche la capacità di rifletterci sopra della tua mente, la capacità cioè di allargare il tuo punto di vista, di capire ( e non è facile) i limiti dovuti alle loro esperienze del passato.......è quella che io ho chiamato la tua generosità di giudizio.
A proposito di aspetti complementari, di essere fragili e forti nello stesso tempo, di avere problemi ma anche risorse interiori, mi vengono in mente due film:
Tutte le manie di Bob
Qualcosa è cambiato
Sono molto divertenti, a volte si ride proprio di gusto, su un argomento che a me interessa, cioè la psichiatria....possono insegnare più che la lettura di molti libri.
I piccoli passi di bimbo.....sono irresistibili.
Alessandro1957 ha scritto: A proposito di aspetti complementari, di essere fragili e forti nello stesso tempo, di avere problemi ma anche risorse interiori, mi vengono in mente due film:
Tutte le manie di Bob
Qualcosa è cambiato
Sono molto divertenti, a volte si ride proprio di gusto, su un argomento che a me interessa, cioè la psichiatria....possono insegnare più che la lettura di molti libri.
I piccoli passi di bimbo.....sono irresistibili.


grazie per i titoli 
Cara Gioia,
vorrei approfittare dell'ospitalità sul tuo forum per aggiungere un'altra riflessione sugli aspetti contrapposti o meglio complementari che spesso ci sono in una persona. In questo caso intendo parlare di tristezza e capacità di sorridere....Ho trovato un piccolo " racconto" che ho immaginato di scrivere circa 12 anni fa e visto che in esso parlo di cose che durano da 10 anni l'inizio di questa storia risale a più di 22 anni fa.....era un mio tentativo di rielaborare la tristezza usando l'ironia.... Forse si tratta di quelle che Annamaria con un linguaggio simpatico chiama " pippe" mentali.... 
spesso di notte mi capita di svegliarmi ,di solito accade verso le 2 o poco dopo........ 
in queste occasioni ho ormai imparato che è inutile che io mi sforzi troppo per riaddormentarmi in fretta: il sonno è come i ricordi, viene e va a suo piacimento, a volte più cerchi di afferrarlo e più lui si dimostra sfuggente e beffardo.Ho capito perciò che la cosa migliore da fare è cercare una posizione comoda e lasciare che i miei pensieri vaghino in libertà, dolcemente.....
spesso la mia attenzione viene attirata da piccoli suoni che magari di giorno non riuscirei nemmeno percepire. Qualche volta però capita che i rumori non siano affatto piccoli: questa notte per esempio mi trovo ad ascoltare con attenzione Il roon roooon che viene da circa 3 metri di distanza dal mio letto. La " dolce melodia" è provocata da mia moglie che russa tranquillamente nel suo piccolo letto. Per colmo di ironia proprio lei, fedele abbonata da lungo tempo al club dei russatori, si rifiuta ( da circa 10 anni) di dormire con me perché dice che io" soffio".In seguito a questa sua ormai lontana decisione la nostra camera ha assunto un aspetto particolare: da un lato della stanza c'è il lettone nel quale io dormo da solo, poi in mezzo ci sono due armadi, collocati lì proprio per separarci un po', infine vicino alla parete sull'altro lato del locale c'è il lettino nel quale dorme mia moglie. Lei, l'ingrata, russa senza alcun rimorso, in piena libertà: se però io mi azzardo a fare qualche accenno di soffiamento vengo subito richiamato all'ordine,con qualche ingiunzione dal tono deciso.Di solito io sono un poco più paziente, per distrarmi cerco di associare qualche piacevole immagine al rumore che interrompe il silenzio della notte giungendo fino alle mie orecchie. Devo dire per amore della verità che mia moglie russa in modo melodico: se avessi sposato una donna che emetteva suoni più fastidiosi, magari a strappi, sarei stato molto più disgraziato. Dalla sulla bocca escono invece suoni ( di solito) abbastanza regolari: un roon corto seguito da un roooooon lungo, poi ancora uno corto e uno lungo, con " piacevole" continuità: se non altro uno sa cosa aspettarsi, in fondo con un po' di fantasia si potrebbe pensare che si tratti del rumore di un motore diesel, quando è al minimo dei giri.....
Mentre mi consolo con questi pensieri e cerco di immaginarmi alla guida di una automobile che procede tranquilla di notte, in un'autostrada deserta, improvvisamente i miei orecchi colgono una novità: il rumore è cambiato, è diventato meno dolce, più secco e perentorio: rooooooar - pausa - rooooar - pausa - roooooar......Bene, pazienza, con un po' di fantasia posso sempre immaginare che si tratti di una sega che sta lavorando con metodo per tagliare un grande albero...... Ma cosa accade adesso?  Il rumore sta cambiando di nuovo: ora sembra una caffettiera quando borbotta mentre sale il caffè: boooor bot boooor bot booor bot bor bor bot.....i suoni si fanno sempre più brevi e ravvicinati aumentando anche di tono....
Ad un tratto una perfida idea si insinua nella mia mente: e se stavolta io mi vendicassi, se facessi.....no, cerco di interrompere subito questo pensiero, ma non ci riesco, ritorna di nuovo, non mi lascia in pace, piano piano mi conquista e voglio provare......
comincio emettendo dalla mia bocca un suono breve, a bassa voce: mc, mc, mc, mc, giusto per vedere se la mia idea funziona: ho deciso con un tocco di sadismo di disturbare mia moglie nel sonno, ma senza arrivare al punto di svegliarla, sono curioso di vedere se il giochetto funziona....... 
Pare proprio di sì, mia moglie smette di russare, si lamenta vagamente, sento che si gira su un fianco. Io intanto resto tranquillo in attesa.
Dopo un po', appena ricomincia il roon rooooon, io provo di nuovo, stavolta con un altro suono: frrrrr frrrrrrrr. Anche stavolta lei smette di russare, sento solo un piccolo sospiro, poi intuisco che ha cambiato nuovamente posizione.
Attenzione, non devo insistere troppo, altrimenti lei poi si sveglia e capisce tutto.
Zitto zitto aspetto che la situazione torni tranquilla. 
Dopo un po' infatti ricomincia il solitoroon roooon. Ma stavolta la vergogna prende in me il sopravvento, ormai ho giocato abbastanza. Però, quasi quasi....... 
Per Alessandro.
La tua descrizione del ronronnare mi ricorda i miei genitori. Mio padre era letteralmente un trombone! Mia mamma poverina, ha sempre dormito con lui ma ogni tanto usava il tuo sistema. Mc mc come se chiamasse i mici di casa e lui si girava e la smetteva per un po'. Di solito dicono che si russa a pancia in su e perciò la bocca si apre. Di lato pare di no. Io non sono d'accordo. L'ho sempre sentito russare anche durante il pisolino pomeridiano. Anch'io avevo qualcosa di simile. Il mio ex afferma che parlo e rido ma non si capisce cosa dico. Beh almeno è divertente 。
AHAHAHA, Alessandro,  scusa se rido......!,  mi è piaciuto il  Frrrrrr  Frrrrrrrrr, mi è molto familiare. Guarda, forse posso esserti  di aiuto, hanno inventato un sottogola mandibolare (vedi foto sotto)

Il sostenitore della mandibola durante il sonno può trattare efficacemente il problema legato al russare e all’apnea del sonno.Dicono che è efficace

Per te invece un bel paio di cuffie con musica tipo " Carmina Burana" a go go  e risolvi il tutto in poco tempo
  
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Per Gioia,
 grazie per il tuo consiglio. 
Da quando scrivevo queste cose ci sono stati alcuni miglioramenti e alcuni peggioramenti.
I miglioramenti:
 pare che io non soffi più perciò dormiamo sempre in letti separati ma senza più gli armadi in mezzo alla stanza.
Mia moglie nei primi 10 o 20 anni di matrimonio mi ha detto tre volte di essersi " innamorata" di altri uomini, solo cose platoniche, così mi ha raccontato, una volta sono andato a parlare con il presunto rivale in un parco pubblico ma lui ha negato tutto e al ritorno mia moglie mi ha chiesto con ironia: ma come non è corso il sangue?
Da alcuni anni mia moglie è diventata musulmana e dopo la sua conversione da questo punto di vista non corro più rischi. Inoltre aggiunge che dopo aver provato me non le passa per la mente di cercare un altro uomo, naturalmente questo è un " miglioramento" in senso ironico.
I peggioramenti:
da anni  ( dopo la sua menopausa) non abbiamo nessun contatto sessuale e viviamo come fratello e sorella
io vorrei parlare con lei di cose diciamo profonde e non solo le banali questioni del vivere quotidiano ma lei credo mi trovi troppo intellettuale.Le ho detto che mi sono iscritto al club e che cerco qualcuno con cui parlare di qualcosa che abbia un senso, le ho chiesto se vuole leggere quello che ho scritto. la sua prima risposta è stata che lei non ha tempo da perdere a leggere le stupidate di un gruppo di pseudo adolescenti i mezzi intellettuali che hanno più di 50 anni ma si credono ancora ragazzini.Quando ho insistito chiedendole almeno di leggere quello che ho scritto io mi ha risposto di nuovo che non ha tempo da perdere.
Hai qualche consiglio da darmi?