Questo il titolo di un articolo di giornale in cui una giovane donna parlava del suo percorso in quelli che in termini medici vengono chiamati Dca, disturbi comportamenti alimentari. Le nuove dipendenze moderne e su cui gli ospedali e diverse associazioni stanno cercando di lavorare per trovare fondi e nuove risorse sono il cibo e le ludopatie. Come chiunque farebbe sono andata su internet per cercare di capire. E sale l'angoscia. Perché tutto quello che riguarda la mente sfugge a regole certe e le possibilità di guarigione neanche son certe.Quello che capisci è che certi disturbi pian piano ammalano il corpo e che la vita del soggetto rimane bloccata. Il cibo e il peso diventano ossessione e dominano. In modo compulsivo si vive tra abbuffate vomiti e lassativi. E psicofarmaci per cercare di contenere l'aggressività che sale se non trovi cibo. Gli zuccheri killer micidiali ti regalano quel momento di benessere ma che poi ti fa star male e le parole che ricorrono sono "mi sento sporca". La chiudo con questa riflessione: viviamo in un mondo in cui da una parte si muore per guerre e mancanza di cibo mentre nel nostro mondo la gente puo' morire anche per dipendenza da cibo. O per rifiuto del cibo
Ora spiego lo scopo del post scritto. Grazie al colloquio qui con uno psichiatra ho valutato la possibilità di creare una rete di aiuto tra genitori o parenti di persone con dca. Associazioni con sportelli di ascolto per genitori e parenti ve ne sono sul territorio nazionale ma non di confronto diretto tra genitori. Sarebbe importante per molti avere uno spazio fisico di condivisione per suggerimenti su come affrontare la quotidianità coi malati. Io sono disponibile e piena di buona volontà e sono certa ci siano anche qui persone che vorrebbero condividere questo problema con altri che possano capire appieno. Il mutuo aiuto in ogni cosa è importante per non sentirsi completamente abbandonati in problemi spesso troppo grandi che creano anche impotenza e frustrazione. Amo mia figlia è cerco la strada giusta per aiutarla
Un grande abbraccio, Curcu e grazie per il post , molto importante e delicato. " In bocca la lupo" ....( sembra quasi fuori luogo qui questa frase :mrgreen: ) comunque sia, buon tutto! Aiutare gli altri aiuta anche noi stessi, aiutare i figli è un grande e amorevole impegno! Forza!
Grazie Michela, il lupo lo faremo secco :)).
Ne sono certa, ci vuol tempo e pazienza. Purtroppo quando i figli son grandini e non vivono più con noi non sempre è facile captare momenti di disagio di cui si vergognano. Ti terrò aggiornata.
é tutto vero, é un problema molto serio. Devo seguire qualche caso per motivi professionali. A me toccano solo gli aspetti, economici, organizzativi, legali. Non essendo né psicologo, né fisioterapista, né psichiatra il mio apporto si realizza solo a "frittata consumata". I casi che conosco vanno dai 30anni in sù, e che io sappia non viene fatto nulla a livello familiare sia per il netto rifiuto degli interessati a rivelare il proprio stato, sia per le famiglie che si trovano a non poter sostenere materialmente la debolezza della quale vengono a conoscenza troppo in ritardo in ritardo e che puntualmente viene attribuita sempre ad altri "cattivi amici", mai a una eredità famigliare problematica. Il gioco é peggio della droga. I mezzi che ho a disposizione per arginare la valanga sono armi molto spuntate: blocchi qualche fonte di denaro ma non tutte, controlli l'attività ma non il tempo e di ora in ora l'aggressività cresce fino ad esplodere. Ho ascoltato gli psicologi dichiararsi inadeguati, avvocati lasciarsi cadere le braccia. Più che il legame col cibo io constato un forte legame col lavoro (parlo di artigiani e lavoratori autonomi, la mia esperienza é limitata e non fa testo): accettano qualunque lavoro che venga pagato in contanti. Per le donne é ancora peggio, ma la mia esperienza femminile si limita a una sola.
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