Mi sono imbattuta in questa serie televisiva (Happyish) e mi ha colpito questa frase

"non importa quanti soldi tu abbia o dove tu viva, ognuno ha la sua soglia della felicità"

Ognuno ha la propria soglia del dolore, può essere quindi che esiste davvero questa soglia di felicità personale, che è propria di ogni singola persona.
Per cui vediamo persone contente con poco e insoddisfatte con tanto. E non è riferito alle cose materiali, a quello che si possiede, è un tratto caratteriale.
Sono cose scontate, se ci si pensa: un po' come il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto – c'è chi si rallegra perchè adesso a Milano ha smesso di piovere e chi invece guarda il cielo e dice "tra un po' ricomincia, tanto valeva che continuasse".
Ma prendere atto che esiste una soglia personale, può in qualche modo cambiarmi la vita?
Se so che comunque io tendenzialmente non sarò mai felice più di tanto, ha senso continuare a sbattermi per fare carriere, avere più soldi, avere più cose materiali? In una parola: cercare di essere più felice di quanto io non sia adesso?
Non avrebbe più senso cercare di aumentare invece questo limite, così che si possa gustare e vivere più profondamente la propria vita? Anche perchè, come fai a riconoscere quando sei arrivato al limite della tua soglia?
Una chicca: ho cercato in internet e ho visto che un economista scozzese (poteva essere altrimenti?) tale Angus Deton, premio Nobel per l'Economia 2015, ha quantificato la soglia della felicità a 75 mila dollari l'anno (circa 65 mila euro) – la felicità umana può aumentare fino a quella cifra, poi si ferma; rimane una sensazione di benessere e successo, ma non più la felicità.
Buona felicità a tutti
Il poeta latino Orazio nelle Odi dice: “Carpe diem, quam minimum credula postero” cioè “Vivi il presente, confidando il meno possibile nel domani”.

“La felicità non consiste nell’acquistare e godere, ma nel non desiderare nulla, che è il solo modo di essere e sentirsi liberi”. Non è proprio il modo di pensare dell'attuale periodo, ma ajooo, fà riflettere

Io credo che esistano solo attimi di felicità, di cui a volte non ci rendiamo conto, tipo il sorriso di chi non conosciamo, un premio meritato, un bacio, una carezza, un atto d’amore…essi eh,,, per me personalmente esiste il presente, " LIFE IS NOW " ohyeahh ! La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.e che viaggio,,,,,,uhhh
Senza nulla togliere all' intervento di NINA io penso che la frase

"non importa quanti soldi tu abbia o dove tu viva, ognuno ha la sua soglia della felicità"

sia una delle tante sonore fesserie che si dicono tanto per dare un po' di importanza ad un discorso vuoto (mi riferisco agli sceneggiatori della fiction, non al pensiero di Nina), come il sale in abbondanza che molti stolti ristoratori mettono su della materia prima pessima.
Se scrivessi "non importa se sei bianco o nero, giallo o rosso, ovunque tu vada o sia nel cielo ci son sempre le nuvole" penso si capirebbe uguale.

"Soglia di felicità personale".... diciamo che c'è chi si accontenta più degli altri.
Non credo che se ad uno che è felice dei suoi 65 mila euro tu gli dici "aspetta che ti raddoppio lo stipendio" quello, ringraziando, dica "Grazie, ma va bene così".
Nello stesso modo se tu sei già contento che tua figlia prenda tutti dieci a scuola se ti dicessero "adesso mi sa che gli daranno pure una borsa di studio ed una medaglia al valore" tu possa recriminare e pensare che anche senza andrebbe bene lo stesso.
E così via.
Esiste invece, e si dovrebbe discettare su quella, una soglia di "sopportazione".
Qualcuno che ha più o meno pazienza di altri, qualcuno disposto a farsi mettere i piedi in faccia in diverso modo. Quello si che esiste.
Io negli anni ammetto di aver volutamente abbassato l'asticella.
Se da più giovane ancora certe cose le tolleravo, adesso non son disposto più a passarci sopra causa saturazione dei nervi.
E di mancanza di tempo.

E' comunque vero altresì, tornando al discorso "felicità", che ci sono un sacco di persone insoddisfatte a priori.
Ricordate la pubblicità con gli "Incontentabili (Sempre!)" che vedeva un giovane Giampiero Albertini capeggiare una famigliola veramente tosta in quanto grado di accondiscendenza?
Si...ne conosco che anche se regalassi loro la Luna sarebbero incavolati perchè non ho fornito di corredo anche le altre stelle...per dirla tutta.

Per concludere il discorso:
io non credo di avere una "soglia di felicità", anzi, più viene meglio è.
Ma di sicuro ne ho una per l' infelicità.
E non ci voglio arrivar vicino manco a diversi chilometri!

P.S. GIOIA,
Non è che era sempre ORAZIO il postulatore di "MEGLIO UN UOVO OGGI CHE UNA GALLINA DOMANI"? A leggere le odi sembrerebbe....

P.S. 2 Con (molta) presunzione vorrei affermare che Angus Deton è un pirla. Voi che dite?
Buongiorno...grazie Nina per l'argomento che stuzzica anche gli asociali:) come me. A mio avviso la felicità come valore assoluto non e' di questa terra. L'essere umano alza sempre il tiro e vuol sempre di più anche se non sa cosa farne molto spesso..ma solo per la paura di doversi identificare con chi sta peggio di lui. Spesso la gente si ritiene felice perché vedendo la sfiga altrui può commentare...per fortuna non e' capitato a me. Poi passa.. Dimentica quell'attimo di fortunata felicità e pensa ad altro...di norma con un pizzico di invidia per chi sta meglio che a sua volta alza il tiro per ambire ad una miglior felicità. Settimana scorsa ero in ospedale a trovare un bimbetto di 5 anni...in chemioterapia e in attesa del giusto donatore per trapianto del midollo. Alla mia domanda.. Come ti senti oggi? Ha risposto...oggi sono felice perché non ho mal di pancia. Dai piccoli si impara sempre
CONSONANZA:

"L'essere umano alza sempre il tiro e vuol sempre di più anche se non sa cosa farne molto spesso"

NON E' VERO.

"ALCUNI esseri umani" lo fanno. Io sto bene di solito come sto.
Anelerei ad avere un lavoro e a qualche soldino in tasca.
Non ne voglio tanti: lo stretto necessario per cure mediche, cibo, vestiario e "cose di casa".
Ah...si...e un piccolo bonus per una vacanza di tanto in tanto. Un giro in qualche posto ameno della nostra Italia (non me ne frega di paradisi tropicali e mete supergettonate mondiali).
Io vivo delle mie giornate e delle mie cose.
Ad esempio adesso vado a spadellare per la famigliola.
Ho una rana pescatrice (pesce comunque economico e al momento meno caro anche dei bastoncini Findus quando non sottocosto!) sfilettata sul tavolo con la quale ci farò un sughetto per condire della pasta fresca fatta di un grano pregiato ed antico (Senatore Cappelli) (presa scontatissima).
Annaffieremo il tutto con un vinello rosso decente portatomi da un amico qualche settimana fa.
Che dire.
Per me questa è pura felicità: creare un pasto appropriato per la famigliola e condividere con loro tutto questo (per me) ben di Dio (anzi "ben di Cooper" visto che Dio non esiste! ehehhehe).
A me piace anche spadellare per tavolate intere di conoscenti e vederli leccarsi pure gli schizzi di cibo finiti a terra.
E mi piace la baldoria che un pasto assieme normalmente porta, e le pennichelle successive etc. etc.
Io sono una persona normale, una mente semplice, non mi interessano accumuli e imprese incredibili.
Non ho idea cosa se ne facciano certi elementi di più soldi che alla fine, facendosi i conti, non potrebbero spendere nè loro nè i figli dei figli dei figli dei figli in cento vite.
Ci vorrebbero delle leggi per evitare questi accumuli.
Perchè non è vero che i soldi non portano la felicità (Questo lo dicono o i ricconi che ne hanno a iosa o gli sfigati senza il becco di un quattrino), troppi, al contrario, ne portano assai di infelicità.
Ma solo a chi non li ha!!!!

P.S. "Dai piccoli si impara sempre".
Anche dai Grandi, CONSONANZA.

Qualche Natale fa mi son ritrovato con qualche soldino in tasca per i regali ai pupi.
Sono entrato in un grosso centro commerciale di zona e ho sfruculiato fra le cose: volevo (dovevo è più giusto) spendere poco e non sapevo cosa comprare.
Poi ho visto un peluche enorme. Un orso anche forse più grande di me se messo in piedi.
Ovviamente costava....eccome.
Allora mi si è acceso qualcosa in testa.
Ho spento il cervello, ho messo mano al portafoglio...e l'ho acquistato.
In macchina ci stava a malapena: l' ho messo sul sedile del passeggero alla mia destra con la sua brava cinturina di sicurezza....e l'ho recapitato a chi di dovere.
Il destinatario era il figlio di un caro amico colpito proprio "da quel brutto male la" appena a pochi anni e con già due delicatissime operazioni sul groppone.
Non ve lo dico in che condizioni è il bimbo: lo capirete da soli (voglio sperare).
E comunque non potreste mai immaginare la reazione di quell' esserino vedendo il mio regalo.

Ovviamente i miei figli hanno avuto poco quell'anno e (direi come sempre) non ci siam permessi nulla di particolare per le feste (manco un cinema).
Ma l' aver fatto dimenticare quella orrenda malattia a quel bambino anche solo per qualche minuto, pur deludendo in parte i miei famigliari, mi ha fatto essere felice.
Forse qua si...avrei voluto fare un gesto più ampio rivolto a più bambini.
E in questo...si...mi sarebbe piaciuto "alzare il tiro" cara Consonanza!!!!
Mister...

Ho una rana pescatrice (pesce comunque economico e al momento meno caro anche dei bastoncini Findus quando non sottocosto!)

mi dici per favore dove l'acquisti? la rana pescatrice o coda di rospo altrimenti detta è buonissima e l'ho sempre pagata carissima :D

P.S. mi faresti "felice"
Mr. Cooper, molto probabile, mi viene in mente anche una morale (l'opposto) di James Thurber (un grande fumettista USA, umorista ecc)
"Meglio sperar galline per domani, che avere un uovo putrido stamani "
dalla favola " La falena e la stella " che riporta al modo di dire " MEGLIO UN UOVO OGGI CHE UNA GALLINA DOMANI " l'esatto opposto, dipende dai confini e dal tempo..oltre che dalle proprie capacità !

https://www.youtube.com/watch?v=IHuyYM2a1xI&t=18s
Colombo...prendendo per vero quanto affermi...io avrei fatto la stessa cosa. Perché se hai letto bene...non esiste felicità come valore assoluto ma come attimi...ognuno trova i suoi e se li vive se ne ha. . Ma se mi trovi un nuovo san Francesco...ossia un riccone che si liberi di tutto per darlo ai poveri...mi faresti felice. Ma non mi converto:).
Cons Cons, riprendo il PS di Mr. Cooper ""Dai piccoli si impara sempre".e aggiungo si insegna anche ai grandi, leggi questo ;

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Cons Cons, ieri leggevo dei commenti nel web, pesantissimi e sapendo più o meno di cosa ti occupi desidero sapere cosa ne pensi, apro un post a riguardo
E che la felicità, in attimi o nel complesso, sia personale siamo tutti d'accordo credo.
Ma se prendiamo una vita in generale e la paragoniamo ad un'altra, più o meno con le stesse cose, le stesse vicende, possiamo affermare che la persona della prima vita è più felice o diversamente felice, di quella della seconda? (o viceversa) – solo per dire che questa benedetta soglia della felicità in qualche modo esiste, ed è diversa per ognuno di noi. Che poi sia per carattere, per background educativo/affettivo...tutto quello che volete, ma in questo caso gli sceneggiatori hanno azzeccato, secondo me, una frase giusta.
Appunto penso che la situazione di felicità sia diversa da una famiglia all'altra (l'esempio di Nina) ,se la prima famiglia è carente di soldi troverà la felicità quando avrà un inaspettata entrata di soldi mentre se la seconda famiglia è già abbastanza agiata cercherà la felicità in qualcos altro, ad esempio il maggior tempo libero , un ritrovato equilibrio interiore.
Sono d accordo sulle maggior risposte che avete dato. Credo che ognuno però cerchi la felicità in quello che non ha. Abbassare la soglia della felicità è un bene perchè ci aiuta ad accontentarci, a godere delle piccole conquiste. Però la ricerca della felicità potrebbe essere uno stimolo, ad essere migliori, a raggiungere degli obbiettivi. Forse potrebbe essere riferito di più ai ragazzi giovani, perchè da giovani si ricerca di più la stabilità e si è più emotivi. Ma anche noi che siamo grandicelli cerchiamo quello che non abbiamo.
Se una persona grande come noi non ha una pensione, un lavoro, la salute, i figli sistemati, forse prima di tutto penserà al sistemare questa situazione e al momento sarà questa la prima felicità da raggungere. Credo, come avete già detto, che il guardarci attorno e vedere chi sta peggio di noi ci fa pensare che siamo fortunati e già felici.
//se pensiamo alle famiglie del centro Italia disagiate per il terremoto e le nevicate, son convinta che la loro felicità sia il ritornare alla situazione normale che avevano prima//
Ma questi pensieri miei (rileggendomi), in generale, mi sembrano pessimistici, è come dire che siamo poche volte felici. Penso che la felicità sono attimi, anche inaspettati, dipende dal carattere. E' importante anche essere sereni.
.
Bisogna riconoscere a Susi il merito di saper esprimere, senza citazioni (più o meno dotte) e senza copia- incolla (non sempre pertinenti) il suo pensiero in maniera chiara, lineare, comprensibile a tutti.

Susi...la tua non è "semplicità" espositiva, né banalità di contenuti. No.
E' cio' che qualcuno, in un forum, ha affermato (non ricordo chi, per la verità e nemmeno in quale, altrimenti l'avrei riportato) e che in sostanza io ho compreso così:
la capacità di saper "parlare" in modo tale che gli altri capiscano quello che intendi dire, senza fraintendimenti e senza doversi chiedere "ma che avrà voluto dire?".

Ne convenite?
NINA:
La Rana Pescatrice in questione nel complesso era circa quasi 6 chili. Una bestia incredibilmente bella...nella sua orrida veste!
Diciamo che costava circa 12 euro al chilo.
Me l'han pesata "pulita", non al naturale con pelle, lisconi e testa.
Mi han regalato anche uova e quant'altro che userò per altri piatti (circa 600 grammi di polpa in generale).
Io ne ho presi almeno due chili e mezzo: il resto che non ho cucinato ieri l' ho congelato (ottimo investimento!).
Questa per me è stata (e sarà con i prossimi piatti) felicità!
Arrivare al super e trovarmi quel bel pesciolone che diceva "mangiami mangiami brutto assassino!", vedermelo pulire che non faccio la fatica, vedermi regalare quegli (per loro) scarti e la successiva degustazione.
Io sono una persona semplice e son felice così.
Anche a vedere i familiari leccare pure il fondo del piatto (è incivile, ma da soddisfazione!).

Comunque purtroppo io abito distante da te, Nina, quindi il costo della bestia, qualora volessi venirla a prendere qua, sarebbe pericolosamente addizionato delle spese di viaggio.
Se però non hai un pesciarolo di fiducia o i tuoi centri commerciali con grossi supermercati delle vicinanze non ricevono tale animale puoi sempre affidarti al congelato di buona marca.
Io ho trovato la rana pescatrice surgelata della Coop perfetta per determinate preparazioni tipo la pasta.
In effetti io NON USO MAI di solito pesce fresco. Anche appena pescato e rivendutomi LO CONGELO o ME LO FACCIO ABBATTERE onde evitar problemi con l' Anisakis.
L'altro giorno, ad esempio, mi son fatto una tartare di tonno con una fetta che avevo congelato l'estate scorsa. E' venuta ottima.
D'altronde IN NESSUN RISTORANTE possono servire crudo pesce non abbattuto o congelato.
E' vietato per legge, ma anche dal buon senso!
farasabina ha scritto: Bisogna riconoscere a Susi il merito di saper esprimere, senza citazioni (più o meno dotte) e senza copia- incolla (non sempre pertinenti) il suo pensiero in maniera chiara, lineare, comprensibile a tutti.

Susi...la tua non è "semplicità" espositiva, né banalità di contenuti. No.
E' cio' che qualcuno, in un forum, ha affermato (non ricordo chi, per la verità e nemmeno in quale, altrimenti l'avrei riportato) e che in sostanza io ho compreso così:
la capacità di saper "parlare" in modo tale che gli altri capiscano quello che intendi dire, senza fraintendimenti e senza doversi chiedere "ma che avrà voluto dire?".

Ne convenite?

Farin...io condivido pienamente. Anzi vorrei profittare per chiedere a Susi se vuglia essere mia portavoce ufficiale. Molti ce l'hanno...perché io no? Susi...poi facciamo contrattino:). Oggi no...vado allo stadio...l'Italia si desta vs Galles:) Forza Italia!