l'ho sistemata in 'filosofia'. Volete dire grazie, grazie a una persona perchè in una particolare circostanza vi ha fatto del bene. O vi ha fatto conoscere dei lati positivi dell'esistenza o di qualcos'altro.
Trovo scontato che qualcuno pensi già a un genitore, o al-alla ex che vi ha dato o vi ha fatto procreare dei figli a cui volete un bene dell'anima.
Se potete raccontate di qualcun altro. O anche qualcos'altro, potrebbe essere una circostanza, un oggetto. Anche una vecchia banale storia d'amore, se non ricordate altro. :)
A 13 anni sono in montagna con la scuola. Si gioca a palle di neve. Ne preparo una e mi appresto a tirarla ad AP, una ragazza di due anni più giovane, che poi sarebbe diventata – ma in quel momento non lo sapevamo né io né lei – uno dei monumenti estetici della scuola.
Lei mi vede avvicinarmi e mi chiede: “No, per favore, non tirarmi la palla”.

Non gliela tiro. Poi saremmo diventati amici. Vedevo che stava per diventare bella, ma non mi è mai interessata sotto quel punto di vista.

“No, per favore, non tirarmi la palla”.
La differenza tra una carriera da secchione con gli occhiali e una da Orca dei Mari può stare tutta in una frase.

Grazie, Alessandra.
Grazie a Matteo...un bimbo che per tre anni ha vissuto con me i miei figli e il mio compagno di allora. Ha vissuto con noi da quando aveva quasi un anno abbandonato dalla madre perché il bimbo aveva un tumore al cervello. Ho cercato di essere la sua mamma e correvo tra casa e il Bambin Gesù per le sue chemio. Si e' spento tra le mie braccia ma sorridendo. Mi ha insegnato il significato della vita...della sua fragile ma intensa bellezza
Grazie alla mia Zia Suora!
mi ha regalato nel suo convento bellissimo, delle splendide vacanze, mi ha sempre sostenuto in quello che volevo fare contro la mia mamma che mi avrebbe voluta diversa, ogni volta che mi vedeva ed ero adolescente un po' cicciottina mi diceva "ma sei dimagrita", ad ogni compleanno mi dice "ma che giovane che sei" - insomma, un concentrato di ottimismo e positività a 95 anni!
Grazie a Leda, una ex collega di lavoro che senza io lo sapessi mi ha difeso contro la malignità della gente in ditta, ha sbraitato contro capi e vice-capi, mettendo il suo lavoro in 2^ piano rispetto al mio. Subendone poi le conseguenze, dispetti, ripicche, vendette nei suoi confronti.
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E grazie a Gianni, che ho frequentato a 16 anni per breve tempo, e mi ha fatto sentire bellissima.
dire grazie a qualcuno?...ne avrei una lista...ma per sintesi dico
grazie a te riccardo...amico fraterno scomparso troppo giovane...fratello di tanti momenti meravigliosi
grazie a te maestro angelo acquistapace...che mi hai insegnato ad amare la storia
grazie a tutti quelli...che hanno segnato la mia vita e mi hanno reso l'uomo che sono...
 
Grazie a mio figlio Ricky per essermi SEMPRE stato vicino nei momenti più bui ..Grazie a tutti quelli che stanno cambiando la legge dei 100 anni , forse finalmente riuscirò a ritrovare i miei genitori biologici, grazie ai miei pelosetti per farmi compagnia 24 ore su 24 .
Grazie all'elisoccorso per avermi salvato la vita
A tutti quelli che ho nel cuore e nella mente GRAZIE
Io ho pensato sempre con immensa gratitudine a mio padre, morto quando io avevo 24 anni e prima che potessi rendermi conto del bene che mi aveva fatto credendo in me.
Nonostante i tempi (come immaginate, la costruzione della mia psiche si è perfezionata negli anni '60), mio padre ha sempre creduto nelle mie possibilità di esprimermi al meglio in ogni ambito della vita, lavoro compreso, garantendomi così un senso di autostima che mi ha fatto tentare e vincere molte sfide che neppure tutti gli uomini si sono sentiti in grado di accettare. Pensate che quando gli dissi che mi sarei sposata (correva l'anno 1973) lui mi chiese perché, visto che ero in gamba, potevo fare ciò che volevo ed ero all'inizio di una carriera interessante...
Senza questo suo sostegno nel periodo dell'adolescenza, forse sarei finita per sempre al fianco del rompiscatole primo marito, con un lavoro più "femminile" di quello più che soddisfacente e...importante che ho fatto. Io almeno sono certa di questo
...posso dire grazie solo a due persone: a mio padre, la mia roccia, la mia famiglia che mi ha dato esempio di onestà, lavoro, rettitudine, forza di affrontare le avversità, disponibilità verso il prossimo, grazie al suo appoggio ho imparato a crescere, maturare; quando è mancato nell'88 è come se avessero spezzato qualcosa dentro di me ma ricordandolo ogni giorno lo sento accanto... la seconda persona a cui devo dire grazie è a me stessa, a nessun altro, e alla consapevolezza che pur avendo dato tanto di me stessa (senza pensare di avere un riscontro ma solo per la felicità di donare) non ho mai ricevuto nulla..ma va bene così, mi ha fortificato molto tutto ciò! quindi: grazie papà e Ariella!
Questo bel post (brava Susi) oggi mi ha fatto riflettere, di sicuro son tante le persone a cui mi sentirei di dire grazie, ma dovrei pensarci un attimo. Invece quel che mi è venuto in mente quasi subito,e che mi è tornato in mente tutta la sera è questo. Nella casa di cura dove lavoro il mattino e aiuto la signora a mangiare pranzo, fino a oggi c'erano tre tavoli per mangiare. Due grossi, in uno le donne nell'altro gli uomini, e poi c'era (c'è ancora, almeno per ora) un tavolino da due persone, dove mangiavano marito e moglie (o meglio i loro scheletri). Età e Alzheimer avanzatissimi entrambi, soprattutto lei. Lui, Domenico detto Nico, era l'unico di tutto il piano senza sedia a rotelle, lentissimamente ma camminava ancora. Girava voce (e io ci credo) che lui avesse scelto di star nella casa di cura per star vicino a sua moglie, quando avrebbe ancora potuto stare a casa. Orbene, i due tuttavia litigavano tutto il pranzo (quando avevano la forza di parlare o agire).... cominciava di solito lei, che da certi menadri di tanta vita vissuta insieme e ormai chiaramente molto fumosa e frammentata tirava fuori cose tipo che lui "era un gran porco, che quell'altra era una maledetta bastarda" e via dicendo.... nel frattempo faceva a pezzi la tovaglietta di carta da cui piano piano costruiva cose tipo coriandoli (questo a ogni pranzo). Dopo un pò, esasperato, partiva lui urlandole (gridava sempre, lui) che era una gran rompicoglioni, eppoi quasi sempre partivano le posate, l'uno contro l'altra, e poi spesso lui pian pianino si alzava dirigendosi per menarla, e a quel punto intervenivano gli oss. Non vi nascondo che, messa da parte (per obbligo) la sensibilità, mi son fatta grandi anzi enormi irisate, erano davvero"magnifici", veramente un film di Totò. Ma, allo stesso tempo, lui non le toglieva un attimo gli occhi di dosso, tutto la mattina, la sorvegliava e proteggeva e guai se qualche infermiere o oss non la trattava più che bene, diventava una belva. Era una cosa davvero bella da vedere. Ma di una cosa in particolare voglio ringraziare il Grande Nico, morto purtroppo proprio stamattina, perché dopo udue cadute era finito sulla sedia a rotelle anche lui, e da quel momento si è rifiutato di mangiare (certo, non poteva più essere utile a sua moglie): una sera che ricorderò sempre: dopo mangiato e dopo che gli oss li avevano accompagnati tutti nelle loro camere, lui che ancora camminava ha preso la carrozzina di sua moglie, è tornato in sala da pranzo dove le ha fatto fare un pò di giretti, e c'era ancora la tv accesa con guarda caso una musica romantica dei loro tempi, pareva proprio che ballassero, tutti felici, sorridevano entrambi e in quel momento sembravano soltanto e unicamente e precisamente un'innamoratissima coppia che la sera va a godersela, è stato come un eterno fotogramma dove tutto il resto attorno era sparito, o comunque offuscato, ecco in quel momento io ho ricordato che l'amore esiste, che può essere più grande e più bello di tutto, e ho sentito intimamente e profondamente Tutta la Poesia del mondo, ed io quel momento non lo dimenticherò proprio Mai.. Grazie grande Nico, grazie grande Carla.
Belle storie. E bella la storia di Gio, anche triste, l'amore va oltre. L'amore sono le piccole, ma grandi cose, quelle che lasciano una traccia.
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Un altro grazie, forse piccolo per qualcuno ma grande per me, lo vorrei dire al mio vicino di casa, un uomo 77enne, per avermi prestato la macchina quei 2-3 giorni che dovevo andare all'ospedale per assistere una persona cara quando la mia mini-auto una mattina decise di non partire, causa la batteria. Allora suonai al suo campanello quella mattina presto e lui gentilmente mi offrì la sua, altrimenti avrei dovuto prendere i mezzi; bus e poi tram, e ugualmente al ritorno. Per lui, se ha bisogno, io ci sarò sempre.
Lo ricordo ancora esattamente come se mi scorresse un film davanti,una sera d’estate di tanti anni fa,avevo 8 anni ed ero uscita dopo cena a rincorrere le lucciole,i miei amichetti abitavano tutti dall’altro lato del paese ed io ero l’unica bambina del mio borgo, a quei tempi la strada di fronte a casa era bianca (non asfaltata) e le auto che passavano di là erano una vera rarità,come mi sono sentita importante quando un’automobile bianca di grossa ciindrata con tre signori elegantissimi si è fermata accanto a me per chiedermi informazioni..
- sai dove si trova la casa dello scrittore?
- io, si ma è molto più avanti
- ci accompagni?
-io ,si ma prima devo chiedere a mio papà
-ma no, sei grande accompagnaci…
Erano tre giovani in cerca di emozioni forti tutti e tre con il cappello nero in testa,camicia bianca, cravatta,pantaloni neri,giacche ben ripiegate dietro al sedile,quello seduto accanto al guidatore era quello che mi parlava e cercava di convincermi,il terzo quello seduto dietro che mi doveva trascinare dentro la macchina con la portiera spalancata, in un attimo di ripensamento ha detto agli altri
-ma è troppo piccola…
e quello che guidava aprendo sempre di più la portiera dal suo lato
-ma no che non è piccola,vero che non sei piccola?
È stato in quel preciso momento che è apparso mio padre sul cancello di casa.
-C’è un uomo ha detto uno dei tre
-è mio papà ho detto io
-andiamo via ….
E velocemente se ne sono andati via.

GRAZIE A MIO PADRE che è arrivato nel momento giusto anche se dopo quella sera non mi ha più permesso di rincorrere le lucciole dopo cena.

Grazie anche a te Susi che con il tuo bel post mi hai dato l'occasione di raccontare questo evento della mia infanzia,perchè lo ho raccontato? Semplicemente perchè sei tu.