L’impiego di attrezzature fitness nella ricerca del piacere sessuale colto da nuove angolazioni è ormai una realtà: la fitball, la centralina del tapis roulant, una grossa palla per yoga, la sbarra per addominali e le cinghie per lo yoga … .
Ora si tratta di proiettarsi in avanti per cercare di prefigurare se i suddetti esercizi, più o meno dispendiosi in termini di energie, verranno vissuti a livello di gruppi di lavoro. In altre parole se e quando la gym-sex diventerà un’attività motoria collettiva presso le prossime generazioni di centri fitness.
Alcuni presupposti in tale direzione sembrano delinearsi in particolare nel mondo Occidentale:
> all’interno di comunità metropolitane sempre più tecnologiche e frenetiche, quale spasmodica ricerca di parentesi defaticanti e rilassanti condivise;
> nel perenne confronto in chiaroscuro fra Occidente ed Oriente di mezzo, come una possibile sorta di rito di esorcizzazione collettiva della shari‛a;
> all’interno di comunità metropolitane e non caratterizzate da spazi temporali immensi di tempo libero (possibile sottoprodotto della robotica, dell’intelligenza artificiale …), quale contromisura alla “noia” collettiva.
Data l'antichità del reperto archeologico rappresentata dal sottoscritto il mio parere va rubricato sotto la voce "culture di altre epoche".
Dopo doverosa premessa e, considerata, la vicinanza non solo geografica tra Repubblica Italiana e Stato del Vaticano direi che non sono scogli quelli affioranti tra sex-gym o il suo contrario -il differente posizionamento presumo dipenda da quale aspetto "filosofico"" sia prevalente all'altro- e la possibilità che tale pratica possa affermarsi in luoghi pubblici come centri fitness o affini.
Intere giogaie montuose, scoscesi crinali granitici e fosse, al cui confronto quella delle Marianne risulta un misero avvallamento della sede stradale, separano una ipotetica pratica come in premessa dalla sua possibile messa in opera, perlomeno pubblica.
Entrando nel merito sociologico che tale pratica evidenzia direi che è solo l'ultima, in termini cronologici e per cui presto superata, tendenza di un rapporto, oramai totalmente fuori controllo, tra masse sociali e funzioni specie specifiche dell'essere umano. Anzi, di più ancora. La sessualità È la funzione specifica dell'antropos. Elaborata con tante e tali sovrastrutture da essersi oramai perfettamente mimetizzata a qualsiasi valutazione che non sia professionale e di alta qualità.
Il nesso tra una Audi supersportivacabrioturboquattroperquattroconcampodagolfannessoepiscinatraglioptional e il messaggio sessuale che invia non è scontato che venga riconosciuto. Sostenere che determinate forme estetiche siano null'altro che l'interpretazione antropomorfa delle danze sessuali di quelle nuvole di moscerini che, in estate, si incrociano durante una passeggiata a bordo fiume viene considerato folclore o peggio, dal comune intendere. Essendo il sottoscritto un pessimista incallito -non che veda il bicchiere troppo vuoto piuttosto che troppo pieno; il bicchiere io me lo bevo e basta- nella considerazione del futuro della specie umana, sono portato a ritenere che nelle varie pratiche autodistruttive instaurate -militare in tutti i suoi aspetti, industriale in tutti i suoi aspetti; relazionale con ambiente, animali, suolo e noi stessi- abbia prevalso la negazione della frase del buon Albert (Einstein) "le cose del mondo vanno spiegate nel modo più semplice possibile, non nel modo più semplice e basta". Di semplificazione in semplificazione sono saltati tutti gli schemi di comprensione dei fondamentali delle cose della vita. Eppercui la vita stessa.
Buonasera babbocorso.
babbocorso, innanzitutto Le domando scusa se solo ora riscontro il Suo brano intriso di un lessico non comune e gradevole.
babbocorso, due i punti:
a) condivido in pieno il Suo corretto richiamo a non sottovalutare la presenza ed il "ruolo" dell' establishment clericale nello àmbito della società e dei costumi italiani,, società e costumi italiani che lustro dopo lustro si stanno in parte globalizzando;
b) lungi da me babbocorso la presunzione di "spiegare"; babbocorso, chi desidera "spiegare" difficilmente impiega termini quali "se ", "sembrano".
babbocorso, prima di lasciarLa desidero indirizzarLe qui a seguire un pensiero, una lirica di Antonia Pozzi,
Grazie di cuore per l'attenzione babbocorso.
Una dolce notte in Castellar Ponzano.
Cordialmente.

Pianura
Certe sere vorrei salire
sui campanili della pianura,
veder le grandi nuvole rosa
lente sull'orizzonte
come montagne intessute
di raggi.

Vorrei capire dal cenno dei pioppi
dove passa il fiume
e quale aria trascina;
saper dire dove nascerà il sole
domani
e quale via percorrerà, segnata
sul riso già imbiondito,
sui grani.

Vorrei toccare con le mia dita
l'orlo delle campane, quando cade il giorno
e si leva la brezza:
sentir passare nel bronzo il battito
di grandi voli lontani.
Certo che l'ensemble tra immagine e nik -non ti arrabbiare- assume gusto di un oro saiwa tra nutella e senape. Grazie per la dedica; apprezzata anche perché non conoscevo questa poetessa.
A pieno titolo tra i "maudit"; entre un Rimbaud et un Verlaine, ne défigure pas.
Bella quella da te riportata ma, non me ne volere, ancor più quella che ho trovato nella pagina di Wiky e che mi permetto di riportare.

Triste orto abbandonato l'anima
si cinge di selvagge siepi
di amori:
morire è questo
ricoprirsi di rovi
nati in noi


potrebbe sembrare un Ungaretti d'annata.
Grazie ancora...ciao

...dimenticavo; magari anche qualche babbocorso di meno renderebbe meno ridondante la tua scrittura. A meno che non sia volutamente voluto

Ciao
Buona mattina babbocorso e grazie di cuore per il gradito riscontro al messaggio . Lei è gentilissimo.
Le auguro una domenica con il sole nel cuore.
Con osservanza.