Ha incassato critiche e offese ma anche tanta solidarietà, la neo ministra dell'Istruzione, per il pasticcio del titolo di studio menzionato nella biografia sul suo sito personale valeriafedeli.it. Oggi il sito è stato modificato e invece di «diploma di laurea in Scienze sociali presso Unsas (Scuola per assistenti sociali, ndr)», si legge che il titolo conseguito è un «diploma per assistenti sociali». Alla nuova titolare del dicastero dell’Istruzione era stato contestato di aver mentito. In realtà, Fedeli aveva frequentato un triennio post diploma, che oggi è una «laurea breve», ma nel 1971, quando la ministra ottenne il titolo, non si chiamava così. Solo dal 2000 esiste la laurea per gli assistenti sociali. Lei si è difesa dicendo che «all'epoca non esisteva ma oggi quel diploma è una laurea triennale». Oggi il sito ufficiale della neoministra certifica che non di laurea si tratta, ma di diploma. La modifica - hanno spiegato i suoi collaboratori - è stata fatta «per togliere ogni ambiguità» e per «evitare confusioni», alla luce delle critiche di ieri. Le stesse fonti hanno sottolineato che per i ministri non esiste un obbligo di laurea, e che le nomine nel Governo spesso avvengono «non per competenza specifica ma per il ruolo politico» della persona.

Se chi dovrebbe garantire istituzionalmente il valore legale dei titoli di studio è il primo a taroccarli, siamo giunti veramente alla frutta.

Simpatica anche la chiosa dei collaboratori che svelano con candore come si scelgono i Ministri.