Questa è una mia opinione molto personale, ma la filosofia in quanto tale è dei Greci, possono essercene tante in giro orientali e più o meno moderne ma quella greca resta la più profonda.
Amore per il sapere: è questo il significato, in greco, della parola “filosofia” ed è proprio quello che spinse i primi filosofi che vivevano in Grecia a ragionare sulla realtà e sull’Universo. I filosofi greci passavano la loro giornata a pensare, a studiare il mondo, a cercare il principio fondamentale dell’Universo, detto “arché”. Ad iniziare fu Talete, padre della filosofia greca: passava così tanto tempo a camminare con il naso rivolto all’insù, contemplando cielo e stelle, che una volta cadde in una buca profondissima! Per Talete il principio di tutto era l’acqua, elemento centrale nella vita degli essere umani e animali e in grado di assumere diversi stati, trasformandosi da ghiaccio a vapore.
Per il filosofo Anassimandro invece tutto nasceva da una sostanza indefinita e infinita, detta “Ápeiron”. Per Anassimene il principio dell’Universo era l’aria, che poteva mutarsi in vento, acqua, terra e fuoco.
Non posso certo citarli tutti ma il loro pensiero è il nostro pensiero.
Saluti.
A parte le svariate teorie sull’essenza delle cose, talmente numerose che per puro caso statistico qualcuno prima o poi ci azzeccava, il pensiero greco ci ha dato uno strumento enorme, valido oggi come all’epoca, che è contenuto nella Dialettica di Aristotele. La Logica Formale è Il Metodo, e ha un parallelo nei protocolli di verifica scientifica.
Peccato che – come dimostrato anche su questo sito da parte di tante casalinghe più o meno inquiete, maestre d'asilo, sciampiste in pensione – nessuno l’abbia letta e ancora meno capìta.
mi piacciono queste tue considerazioni, contengono molte verità, ho una conoscente, insegnante di matematica ( alle elementari ) che non conosce la logica e quando gli parlo di sillogismi pensa che sia una parolaccia.
Un saluto ed un grazie per i tuoi sempre graditi commenti.
Convengo sui Greci e ancor di più su Aristotele ma non sui pensatori col naso all’insù. Quello che nei Greci mi ha sempre affascinato, e che conservo ancora come metodo di studio, è la loro capacità di confrontarsi. I concetti li costruivano a poco a poco, formulandoli, correggendoli, discutendone con altri, che fossero discepoli o pensatori. La “scuola” greca ci ha lasciato questa eredità: ciò di cui pensi di essere certo verificalo con altri, forse ti accorgerai di essere in errore, comunque il tuo pensiero verrà arricchito.
Quanto alle casalinghe è una postilla che forse era meglio non formulare in quel modo, anche se potenzialmente e parzialmente vera. Non bisogna assolutizzare il nostro o un particolare modo di pensare. Ci sono modalità diverse per “afferrare e strutturare” la realtà. Una ricchezza che rende utile e produttivo il pensare condiviso.
Belli i tuoi pensieri, ultimo!
E grazie a Lewis che ha portato una ventata di apprezzabile cultura in questo club! Benvenuto Lewis :D
Grazie a Voi che condividete con me questi semplii pensieri.
Trovo però un poco ingiusto meravigliarsi che ci siano tante persone (sia uomini che donne) che non sappiano cosa siano i sillogismi e altro di quanto concerne la filosofia di Aristotele e anche di altri importanti pensatori greci dell’antichità.

Non tutti gli indirizzi di scuole superiori prevedevano l’insegnamento della filosofia, disciplina di grande importanza per imparare a ragionare sviluppando uno spirito critico.
Sembra che infatti questa anomalia dell’assenza di materie importanti come la filosofia in certi tipi di studi superiori sia stata finalmente presa in considerazione, pare dal 2019, permettendo a tutti gli studenti di approfittare di questo importante strumento per elaborare il pensiero.

Quindi se una maestra, che insegna aritmetica (non matematica) alle elementari, nel suo corso di studi non ha incontrato né la filosofia né i sillogismi di Aristotele, non si può asserire che è per colpa sua, e questo pare evidente.

Comunque, dagli anni ‘70, era avvenuta una forte svalutazione del liceo classico, per via del fatto che vi si insegnavano lingue considerate del tutto morte e quindi si era deciso come certo che non servissero a nulla. Invece l’affascinante lingua greca antica e l’elegante lingua latina sono vive tutt’oggi data la grande derivazione di parole italiane da queste radici, e anche per come il latino sia vivo soprattutto nella Giurisprudenza.
Una volta molti uomini politici di talento, a cominciare da De Gasperi, si erano formati al liceo classico.

Proprio pochi giorni fa un conoscente mi ha raccontato che, dopo essersi diplomato all’ Istituto Tecnico Commerciale, aveva approfittato del fatto che a quel tempo c’era stata l’apertura ai Corsi universitari anche per i diplomati come lui e non solo per i liceali, come era sempre stato, e così si era iscritto alla facoltà di Economia.

E, dopo pochi mesi, con suo stupore, aveva notato che gli studenti che provenivano dai licei classici dimostravano nettamente “di avere una marcia in più”, tanto era vero che persino in Analisi Matematica riuscivano ad avere spesso risultati superiori a quelli ottenuti degli studenti provenienti dai licei scientifici.
E comunque il popolo della Grecia antica è stato definito dal sociologo De Masi come il più intelligente che sia apparso sulla Terra.
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