Le persone sono come iceberg.
Sopra l'acqua c'è tutto quello che uno mostra: l'aspetto, il modo di parlare e di muoversi, le convenzioni sociali. Questa è la parte che ciascuno controlla e tende a presentare nel modo più positivo possibile.
Proseguendo nella conoscenza, si arriva laddove il ghiaccio tocca l'acqua, e spesso sfuggono piccoli segreti che si vorrebbe tener nascosti, oppure confidenze deliberate. La maggior parte della gente, nelle relazioni, si ferma qui e considera "grandi amici" quelli che hanno visto anche la zona di bagnasciuga.
Sotto l'acqua ci sono i segreti personali, che sono la stragrande maggioranza della persona: tutti i perché e i percome delle sue scelte, le sue sconfitte, le sue vittorie, i suoi vizi e le sue debolezze.
Ma sotto ancora c'è la parte sommersa di ciò che nemmeno il soggetto sa di sé, che nega o proprio non sa di avere, e corrisponde agli aggiustamenti compensativi della mente, l'inconscio.

A me la parte emergente interessa poco, perché tende a essere autocelebrativa, convenzionale, simile in tutti. Viene difesa così saldamente e con strategie tanto banali e infantili da annoiarmi profondamente, perché a 60 anni le ho viste quasi tutte e ne ho sentite ancora di più. Eppure, la gente comunica attraverso la sua parte emergente. Che palle!
Mi interessa molto di più la componente sommersa, per il principio declamato da Wilde seecondo cui siamo accettabili solo in base ai nostri vizi e difetti. Non sono un cacciatore di vizi, ma di verità, e la parte emergente è troppo piena di falsità e bugie per non apparirmi tremendamente noiosa.
Ma ciò che mi interessa veramente, che trovo creativo esplorare, sono le connessioni di tutto il resto con il profondo del sommerso, cioè l'inconscio. Le scelte assurde, irrazionali, controproducenti, la difesa automatica contro i traumi della vita. Perché poi confronti questa parte con ciò che la gente mostra, il come vuole apparire, e misuri l'abisso.

La maggior parte delle persone sono bambini in cerca di rassicurazione superficiale, di "like" su fb dove ti dicono quanto sei figo e simpatico. Questo li fa star bene, anche se poi dormono male e davanti a uno specchio hanno problemi nel reggere lo sguardo. Bambini, appunto.
Ogni tanto però incontri quello che sin dal primo incontro ti fa vedere sotto l'acqua, che è già un ottimo inizio. Con lui puoi sperare di arrivare presto più a fondo, dove si confrontano le pulsioni, e dare e ricevere osservazioni interessanti, profonde, di un terzo che è lì per capire quello che tu stesso stenti a capire di te.

Perché la gente continua a rompermi i coglioni sul mio non restare alla parte emersa, non gradire le più stupide convenzioni della comunicazione superficiale, non accettare le frasi fatte e i pensieri di plastica prodotti in serie? Davvero, a 50-60-70 anni non siete capaci di fare un passettino più in là? Avete davvero così paura di tutto, in primis di voi stessi?
Desidero dire una cosa senza dilungarmi troppo (che c'ho ancora da fà)

Questa mattina mi sono svegliata nervosetta e parecchio inversa, (forse il tempo, non lo so) tra una cosa e l'altra ho dato uno sguardo al forum e credimi, leggendoti, non saprei come meglio spiegartelo,  hai trasformato il mio essere oggi nervosetta/inversa in un  benessere emotivo,  nel giro di poco tempo , la mia giornata ha preso improvvisamente tutta un'altra piega, mi hai trasmesso una calma interiore, sarà forse la parte dove hai scritto; " Sotto l'acqua ci sono i segreti personali........... ecc  ? Sarà l'effetto acqua, il " deep " ?  Non lo so ma è così

Grazie KH 

PS

Non voglio pensare a chi  mi ha letto questa mattina e quali idee contorte possa aver scaturito ciò che ho scritto,  di certo e con un'elaborazione errata,( capitato nella vita anche a me), va ad aggiungersi al contesto descritto da KH

PS del PS
Però lo scrivo
Molto vero il tutto.
Non è facile mostrare la parte più vera, quella sommersa, alla prima persona che incontri. Dipende da tante cose: da quanto sei stata ferita, da quanto tempo non hai contatti con la tua parte più vera, da come ti progetti per continuare ad andare avanti, ma soprattutto da come si presenta la persona che hai di fronte.
A volte trovi persone con cui subito si stabilizza una sintonia, ed è facile tirar fuori i pensieri e le paure che non escono se la persona di fronte non dimostra un minimo di empatia.
Un po' di umiltà, non essere aggressivo, disponibilità e pazienza...sono le cose che ti insegnano quando fai volontariato e incontri la persona anziana o malata – si può usare anche con persone “normali”.
Tu dici che la maggior parte delle persone sono bambini di in cerca di rassicurazioni superficiali – può essere, ma alla nostra età quasi tutti abbiamo ricevuto dalla vita delle bastonate, e semplicemente a volte le rassicurazioni superficiali danno quel minimo senso di positività che ti fa andare avanti.
Non bambini, ma anime fragili che avrebbero bisogno di vera comprensione.
Perchè non provi a vedere le cose diversamente: la punta dell'iceberg, che a te non interessa, in realtà sono vizi e difetti, quello che tu vorresti trovare sotto la parte emergente (il difetto di non raccontarsi la verita, il vizio di essere sempre brillante per non dover mostrare infelicità). Scava tu per primo, non aspettare che i passetti li facciano gli altri. Sii ricercatore e probabilmente troverai le connessioni con tutte le parti, per arrivare alla completezza dell'iceberg.
Mah, Nina,
quello che tu dai come un suggerimento, per me è una questione di scelta personale, che a propria volta dipende da quello che pensi in generale degli altri e da quanto tempo vuoi dedicarci: c'è chi si vota "a capire" e chi preferisce impiegarsi diversamente.
Per me non tutte le persone valgono uguale e ce n'è molte che per me non vale proprio la pena conoscere. Dopo che le hai conosciute nella loro banalità sostanziale, cosa ci hai guadagnato? Visto che il mio tempo è limitato, preferisco passarlo con chi ha la potenzialità di potermi insegnare qualcosa, in qq campo. C'è chi per mestiere o attitudine personale ascolta tutti indistintamente, io no. Ascolto solo quelli che sin dalle prime battute mi mostrano di valere qualcosa (o di avere belle tette e un bel culo). In genere, poi, mi capita la fortuna che alcuni che avevo scartato vengono loro da me perché c'è qualcosa che li incuriosisce (forse ho belle tette e un bel culo, chissà). Per 60 anni mi è andato bene così e non penso di cambiare. Sono selettivo, molto, e ho diverse ragioni per esserlo. Sulla mia tomba preferirei fosse scritto "allievo di Descartes" piuttosto che "figlio di Siddharta": questione di preferenza personale
E questo conferma che tutto è personale e non è corretto generalizzare come spesso fai tu (Davvero, a 50-60-70 anni non siete capaci di fare un passettino più in là? Avete davvero così paura di tutto, in primis di voi stessi?)
Se scatta una scintilla, che sia di simpatia o di sentimento, è più facile aprirsi da una parte, e dall'altra chiedere per capire. Se la sintonia non c'è, le persone ovvio che non ti interessano e quindi, perchè sprecare energie? E di certo loro a te, mostreranno solo in minima parte se stesse. Se ascoltare e capire lo si fa per volontariato o per lavoro non è così scontato, ma a volte si scoprono mondi di sentimenti, e persone che non si immaginava.
Non dici nulla di nuovo, è tutto soggettivo.
Non so se ho capito bene il tuo pensiero, Nina, perché per come l'ho capito non lo trovo del tutto consequenziale.
Se ho capito bene, dici che non tutti si aprono con tutti. Io facevo un'osservazione un po' diversa, anzi due. Primo, c'è gente che non ha proprio niente da aprire, perché nasce e muore su un livello di auto-consapevolezza scarso. Secondo, c'è gente che si apre di propria iniziativa, indipendentemente da chi ha davanti, perché non ha niente da nascondere/ di cui si vergogna (in altre parole, si accetta). Sono - entrambe - situazioni di cui tu non parli, mentre ipotizzi che tutti abbiano qualcosa da dire (no) e che per tutti la riservatezza sia un valore basilare (di nuovo, no).
A me piacciono quelli che a) si guardano dentro; b) hanno qualcosa da esprimere c) non hanno paura di farlo.
Ora possiamo girare in tondo finché vuoi, ma forse concorderai con me che non tutti siamo uguali né sulle capacità di autoanalisi, né sulla disponibilità a esprimersi in modo non-standardizzato. Io vedo OVUNQUE gente che parla del nulla, e anzi reclama lo debbano fare anche gli altri. Vedo un progressivo uniformarsi verso il basso (il famoso nulla) in nome di una political correctness e un minuetto di smancerie e modalità relazionali da cui è epurato ogni significato potenzialmente disturbante. Come quello che fa la carbonara ma ci toglie la pasta per i celiaci, il guanciale per i veg, il formaggio per gli intolleranti al latte, l'amido per i diabetici. Cosa resta? Un cazzo.
Facciamoci sempre la stessa, ritrita domanda: quando il Club era meno politically correct, era più vivo o morto come adesso? Quando c'erano gli antipatici, gli originali, gli schizzati, i cacciatori di figa, le spostate cerebrolese? Forse ci piacciono spettacoli diversi: tu magari ami il circo senza animali, io amo i freak di Tod Browning. Mi stimolano 10 volte di più.

Non ho mai pensato di dire qualcosa di nuovo, qualcosa che ho scoperto io e sul quale reclamare i diritti d'autore. Il fatto che una cosa non sia "niente di nuovo" non significa non sia vera.
Ok, mi sono persa.
Quello che io contesto in generale a te sono le affermazioni assolute: c'è gente che non ha proprio niente da aprire ecc. ecc. secondo te, ma tu, al di là del tuo giudizio, non hai modi per confutare questa tua affermazione.
Per quanto riguarda la riservatezza, stesso discorso.
Facciamo un esempio scemo: io sono A e tu sei B - la persona C che incontra tutti e due è una persona riservata, che si mostra gentile (punta dell'iceberg) e basta. A te non interessa la gentilezza superficiale e le parole magari vuote con cui ci si esprime all'inizio, e con te non si aprirà mai, perchè tu non hai, da subito, interesse nei suoi confronti. Per me potrebbe essere il contrario, visto che sono una persona che ama la riservatezza. Probabilmente ci sarebbero punti in comune per cui con me si aprirebbe. Poi magari per te, siamo entrambe persone che non hanno nulla di profondo, ma questo sarebbe solo secondo te, secondo il tuo metro di giudizio; quindi ti fermeresti al “ciao come stai, visto che bella giornata” e ci liquiderai senza nemmeno un “ciao” - va bene così, MA PER TE.
Per questo dicevo che il discorso era soggettivo e personale.
A me piacciono quelli che a) si guardano dentro; b) hanno qualcosa da esprimere c) non hanno paura di farlo.” va benissimo, e io credo che almeno per i due punti a + b, siano molti quelli che lo fanno, sul terzo c invece io credo non sia facile e ribadisco, credo molto dipenda di chi ti sta di fronte.
Ti ribalto la domanda: se fossi tu la persona da conoscere, saresti con tutti per come ti presenti, una di quelle persone che ti piacciono? Saresti così aperto, con tanto da dire perchè ti guardi dentro, non hai paura di farlo e soprattutto non hai paura di esprimerti?
Io vedo OVUNQUE gente che parla del nulla, e anzi reclama lo debbano fare anche gli altri. Vedo un progressivo uniformarsi verso il basso (il famoso nulla) in nome di una political correctness e un minuetto di smancerie e modalità relazionali da cui è epurato ogni significato potenzialmente disturbante. Come quello che fa la carbonara ma ci toglie la pasta per i celiaci, il guanciale per i veg, il formaggio per gli intolleranti al latte, l'amido per i diabetici. Cosa resta? Un cazzo.
Non so bene cosa dire, hai ragione e sono d'accordo, ma qui parliamo di massa e io pensavo parlassimo di individui – non cambia nulla? Non ne sono sicura, ci devo ragionare.
Per quanto riguarda il club invece, certo che era più divertente una volta, anche se onestamente non sento la mancanza degli insulti pubblici di Olandese Volante :oops: e nemmeno mi dispiace non sentirmi dare della gallina vecchia (insieme ad altre) da un altro pennuto :D .
Il Club adesso è più morto, ma insomma, le cose cambiano e la storia insegna che solo chi si adatta sopravvive (Dio mio che stupidità che ho detto!) e poi ci sono i corsi e ricorsi storici; arriverà anche per il club una nuova età dell'oro – tu stai qui e aspetta fiducioso :lol: :lol: :lol:
Allora, Nina,
è chiaro che col mio modo di fare "mi gioco" persone riservate e profonde, che invece scarto in un amen.
Questa è questione di strategia personale, scelta consapevolmente in base alle proprie esperienze.
Ma io non sono esattamente così tranchant. Non è che se uno non apre bocca lo scarto, al massimo non mi ci avvicino mea sponte. Scarto invece subito e senza passare dal Via! tutti quelli - e sono tanti - che dal primo contatto non mi convincono. Per un atteggiamento, un modo di parlare, un desiderio di dimostrarmi per forza qualcosa. Mi sbaglierò? In certi casi certamente, ma anche questo fa parte dei pro e contro della scelta iniziale di non stare lì a perdere tempo. Non ho una griglia perfetta, mi basta sia efficiente (come il Napisan, che non rimuove tutti i batteri ma quasi). In questo modo sono arrivato a oggi, e mi va bene così. L'alternativa di ascoltare pazientemente tutti in attesa che si esprimano - sempre abbiano qualcosa da dire - l'ho scartata in gioventù, perché sin da allora mi provocava istantaneamente morbillo e prurito anale.

Mi fa piacere osservare che il mio fake più riuscito, l'OlandeseVolante, ad anni dalla sua improvvisa scomparsa provochi ancora reazioni emotive così forti.

Sto qui e aspetto fiducioso la nuova età dell'oro. Nel frattempo, vivo altrove quella dell'argento. Tu, invece?
Certo il tuo ragionamento non fa una grinza ed è ovvio che continuerai a vivere così, visto che sei soddisfatto.
Io sto qui, uso il club come strumento, come ho sempre detto e fatto, e nel frattempo esploro le connessioni con il mio io più profondo, perchè, se ho accettato le mie scelte, le mie sconfitte e vittorie, ancora non mi è chiaro del tutto il perchè di tante cose.
Studio, imparo, soprattutto a perdonarmi.
Alla fine di tutto il mio percorso, sarò un iceberg al contrario :)