Nick, hai dimenticato il ......gnè..... :lol:
non l'ho messo apposta.
sai che c'è?
non se lo meritava, il mio intervento, un solenne gne.
in fondo ricordare le cose passate, specie se riguarda le mie bravate con le donne, e' come quei vecchi che dicono continuamente: ai miei tempi c'èera la vera musica.
ai miei tempi era tutto tranquillo, adesso e' un casino.
ai mei tempi, e patatin e patatan.
insomma, mi scoccia essere nostalgico di qualcosa che non c'è piu'.
non rinnego niente di niente, ma adesso che le mie curiosita' verso le donne sono meno numerose, per via dell'esperienza, piu' che andare all'ingrosso, mi occorre qualcos'altro.
non so di preciso cosa sia, sto qualcos'altro, ma questo e' il bello della diretta.
la scoperta, magari succedesse fuori dagli schemi, sarebbe fantastica.
se poi non capita... beh... posso solo dire gne
:shock:
e allora gne :D
Per Joseph: quando parlavo delle famiglie numerose di una volta intendevo gli anni 40-50, gli anni giovanili dei miei genitori (e legato al discorso di Nina che parlava delle riunioni nelle stalle). A quei tempi c'erano famiglie numerose e se un maschio si sposava portava la relativa moglie in famiglia e si divideva il tutto. Perciò, volente o nolente si era costretti a socializzare. Per fortuna non è stato il caso dei miei genitori che vivevano da soli causa i trasferimenti per il lavoro di mio padre.
Poi Joseph, ho parlato di case vuote o abitate da 1 persona. E' vero che i giovani vivono in casa per i diversi problemi di scuola, studio, lavoro, soldi. Ma i figli oggi sono molto di meno. I genitori, o le persone sopra i 50 e single, sono molto di più. Io abito in uno stabile di 6 abitazioni, e un pò alla volta queste abitazioni si sono svuotate. In una vi abito io, in un altra un signore con un figlio piccolo che non sono mai a casa. il resto della casa è vuoto. Le case, una volta erano piene di gente (come dici tu anche gli anni 70), adesso sono vuote. Se esco di casa vedo già la vecchina alla finestra di una casa di fronte che mi osserva, una variante alla sua solita vita. Perciò tu parli di giovani in casa, e io parlo di tante persone over 50 che sono sole e vivono sole o di genitori anche 70-80 enni con figli 50enni in casa. E le case sono vuote.
O forse dipende da dove si abita, un grande Centro o una periferia.
Posso dire che non sono invasa da persone curiose, forse anche perchè io non vado a disturbare nessuno e mi accontento delle mie amicizie o dei conoscenti che ho, ma se qualcuno ha veramente bisogno di aiuto mi presto . Il computer lo uso di più per questo club e poi per musica, ricerche personali. Entro nella sala d'attesa del dottore, ci sono 10 persone e nessuno che dice una parola. Dovrei dire che il telefonino, il computer, ci ha cambiato? No, secondo me siamo cambiati noi e abbiamo paura di essere indiscreti o ficcanaso, rispettiamo di più gli altri. E' un bene o n male? Qualche giorno fa un signore molto anziano, a cui qualche volta dedico tempo per qualche commissione, mi ha chiesto di venire a casa mia per fare 4 chiacchere un pomeriggio. perchè il suo solito bar era chiuso, e io gli ho detto di No. Sarò cattiva, ma il mio tempo voglio gestirlo come voglio. Con una persona di casa posso presentarmi anche in pigiama o in tuta ma con un estraneo è tutt'altra storia.
Non vedo tutta questa invadenza della privacy.
Ma adesso mi faccio un esame di coscienza: è per questo che i siti d'incontri hanno successo? Perchè non si socializza fuori?
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susi_4ve

Non penso di essermi spiegato bene si vede...
Il mio discorso verteva sul "Ma perchè devo socializzare per forza?"

A me non interessano le chiacchiere in uno studio medico.
Ricordo studi medici del nord e del sud negli anni 70/80/90/00 ecc,. fino alla data odierna.
Al nord si sta silenziosi ognuno per i fatti propri, al sud spesso ti rompono le palle.
Pensa solo al discorso privacy: al nord ti chiamano per numero...al sud ancora oggi urlano il tuo cognome!
Priviteraaaaaaaaaaaaaaaaaa, Pappalardooooooooooooooooooo, Falsaperlaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
E tutti sanno cosa hai, cosa devi farti eccetera.
Sono, al sud, al livello di sketch televisivi: La signora entra molto in sordina in una farmacia piena di gente (al sud sembra che distribuiscano soldi gratis visto l'afflusso), chiede una cosa sussurrando alla farmacista, che, voltandosi verso l'extracomunitario (nero in nero....) addetto al magazzino, urla: "UNA POMATA PER LE EMORROIDIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!" facendo voltare tutti verso la povera disgraziata.

Le case vuote: appunto, come dici tu, dipende da zona e da situazione locale. Ci sono posti dove ti occupano anche lo zerbino di casa e posti dove ci sono si appartamenti vuoti, ma per scelta di qualcuno.
Certo che aumentano gli anziani: si vive di più e meglio, il mondo cambia e gli anziani aumentano.
Ma è anche vero che i giovani non sempre vivono soli, ma spesso condividono appartamenti per risparmiare e puoi anche trovare 10 trogloditi fumati, alcolizzati e disadattati tutti insieme in un bilocale: altro che socializzare, li si scambiano anche la carta igienica (usata!) oltre che la siringhetta.
Ovviamente a Zibido al Lambro non li troverai, ma magari a Milano in zona Città Studi sarà pieno!

Ah, non scordare il fattore età/prestanza fisica.
Se tu non sei "invasa da persone curiose" puoi anche pensare a quello come risposta.
Immaginati di essere una Monica Bellucci a 30 anni (oggi la cercano molto meno...ahimè) e vedi se non te ne ritrovi a migliaia dietro l' uscio di casa pronti anche a ricevere solo un tuo sguardo.
Magari a 90 anni, acciaccata, messa male di fisico e vestita peggio nemmeno i tuoi figli vorrebbero starti vicino anche il giorno di Natale.

Telefonino, computer e diavolerie varie non cambiano noi, cambiano il nostro mezzo di approccio.
E, tornando al mio discorso, sei tu che devi saperli usare.
I siti di incontri non hanno questo grande successo...si...qualcuno pur li usa, ma se vedi poi le storie reali perlopiù sono fonti di grande insoddisfazione, depressione e tristezza.
Basta che vedi come vanno le cose qua: tutti parlano, parlano...e poi non succede mai nulla.
O se succede son fatti tristi ed inconcludenti.
Questi siti servono, comunque, solo per "accelerare" le cose e non per aiutarti a risolverle.
Se tu sei una persona spregevole non è che iscrivendoti qua ottieni un certo appeal.
Se fai schifo lo si noterà. Le donne magari eviteranno la mano sul sedere al primo abboccamento, ma appena si finirà al classico primo appuntamento....oplà! "S'a dda succedere succederà!!!" dice la famosa canzone.
Fuori si socializza...eccome...ma spesso per molti è più facile buttare una rete ampia in mare aperto (il sito di incontri) che non usare una misera canna da pesca in uno stagno (il bar sotto casa o i giardinetti).
Anche qua siamo al dogma "Non è il sito che fa l' incontro, sei tu che ti devi saper comportare".
A me è capitato, quando nelle chatline non c'era la fogna di oggi (ovvero quando internet e gli strumenti per navigarci costavano ed erano ad appannaggio di una piccola elìte che, giocoforza, era composta perlopiù da gente di un certo tipo e non come oggi che anche la volgare popolana moglie di un carcerato e zoccola di mestiere con pochi euro di smartphone e agganciandosi gratis a qualche rete libera spadroneggia su cento siti differenti contemporaneamente) di trovare persone interessanti, disponibili al confronto (e anche ad altro) e moralmente abbastanza integre.
Oggi, al contrario, se ti colleghi trovi il peggio del peggio e quelle persone di qualche anno fa...giustamente, se ne stanno alla larga, non gradendo nè di esser messe allo stesso livello di questi patetici individui nè di finire per fare conoscenze "non consone".
I siti di incontri oggi sono più gettonati di ieri, ma, come sempre per tutto quello che è di massa, se tutti comprano il Tavernello non è che esso sia il miglior vino Italiano in circolazione. Anzi.

Comunque.
Lo ribadisco alla noia.
Internet, gli smartphones, i tablet, i fablet, i computer e via via fino alla semplice cartolina postale sono solo "mezzi" per scambiare esperienze o fare conoscenze o, ancora, per imparare qualcosa (come anche pure per passare tempo).
Di per loro non sono negativi o positivi.
Ma dipende da come li si usano.
E il valore della "Privacy" ha un peso diverso a seconda di zone e realtà locali varie.
Ma io, di base, non ho interesse a dover per forza discutere con sconosciuti in un ambiente pubblico.
E vorrei scegliere io i miei interlocutori e non parlare con chi capita di quel che capita e dove capita.

susi_4ve
Capisco cosa dici, ma anche io ho frequentato famiglie "numerose" e son riuscito a tenere la bocca chiusa.
Non sempre chi non parla è un asociale complessato.
Magari non ha nulla da dire in quel frangente o semplicemente ... non è interessato al discorso!
Joseph,,, già sapevo che dicevi che non avevo capito, grazie per aver comicamente esposto la differenza tra il nord e il sud, io al sud non ho mai vissuto e ho parlato della nostra (o mia) realtà. E sono d'accordo con te sull usare commputer e internet nella maniera più giusta.
Ma nel momento che ho chiuso il commento ho fatto una riflessione, se tutti fossero come me, persona che vive abbastanza bene chiusa nelle sue mura, e a cui non è indispensabile conoscere gente, tutti saremmo isolati. E allora ecco i siti di incontri, i social. Tu dici che non servono e c'è spazzatura.
Però, sempre riferendomi alla mia cittadina, quì ci sono una montagna di persone sole e della mia età, Cosa ci frena dallo scambiare una parola e magari uscire e bere un caffè insieme? La paura di ricevere un rifiuto o essere inopportuni. Due anni fa c'era un annuncio di una signora sul giornale locale, una signora nubile, qualche anno meno di me, dicasi di bella presenza, cercava amicizia. La zona? la mia.
Alla fine dopo che un bel pò di gente che si chiedeva chi fosse, (No, non ero io) trattasi di una signorina che abita a 100 passi da me.
/Ora non voglio uscire dal discorso, Monica Bellucci ha 50 anni ormai, e se abitasse quì susciterebbe interesse perchè è una diva e non perchè è bella./
In parole povere è vero che in internet c'è gente pessima, come anche persone valide, ma stiamo meglio perchè coperti dall anonimato, e dietro una tastiera ci facciamo coraggio.
Questa è una mia considerazione.
Ora cambio e passo ai commenti di Oldjack e Nick, quand'ero giovane (18-20 anni) i miei fine settimana erano in discoteca, con amiche, a fare amicizia più che rimorchiare. Poi si sa che quando si è giovani siamo tutte belle. Diciamo che la discoteca per me era come una luce nel tunnel. Settimana lavorativa e poi via, a divertirsi in discoteca, a conoscere ragazzi , ballare, flirtare, ( non ho mai fatto uso di droga).
Poi sporadicamente ci sono andata ancora, negli anni, a ballare il liscio o con amiche, o con l'amico del momento.
Fino a poco tempo fa avrei detto che l'ultima volta che sono andata a ballare il liscio sarà stata 18 anni fa , con un uomo che ballando mi pestava i piedi.
Da allora negli ultimi 3 mesi ci sono andata 2 volte, un amica insistente a cui non ho saputo dire No. Uno tra i problemi era cosa mettermi, ma poi mi sono fatta coraggio ed ho affrontato la sala da ballo pensando 'fra 3 ore è tutto finito'.
La mia amica non l'avevo mai vista così elegante mentre io ho indossato quel che di meglio avevo.
Di balli non ne abbiamo fatti tanti, ricordo dei fustacchiotti che mi sembravano antichi, qualcuno con i baffi alla Paulista, un uomo che si è seduto vicino alla mia amica e le ha posato una mano sulla gamba (aveva la gonna). Poi, è vero, donne che si fanno il selfie, direi che l'uomo migliore era il cameriere. Non è cambiato il mondo da tanti anni fa, solo mi sono sembrati un branco da osteria. Probabilmente non ci sono andata con lo spirito giusto, cioè solo per ballare. Sono d'accordo che il ballo ti fa dimenticare tutto, ma quando è tanto tempo che non ci si va ti senti uno zombie, e poi, i miei chili di troppo dove li mettiamo? :D E pensavo ai miei amici e facevo i confronti.
Spero di non doverci andare ancora.
Ma le mie domeniche in discoteca a 20 anni le ricordo ancora come tra i miei più bei giorni. E' difficile smuoversi a quest'età, non c'entra la bellezza perchè non sono da buttar via (modestina) è lo spirito che manca.