Leggendo qua e là sembra che, in questa fascia di età, ci sia molto cinismo, o perlomeno una sdrammatizzazione negativa che porta a ridimensionare, quasi a ridicolizzare ogni realtà. Come se sapessimo già come va la vita e che ogni gesto, ogni rappresentazione, ogni emozione sia destinata a seguire un copione con dei risvolti poco edificanti, o almeno prevedibili. Mi preoccupa questo svalutare ogni sensazione perchè, se ti metti in un'altra angolazione, puoi ridere anche della canzone citata e toglierne ogni intensità. Io credo che, al di là di quello che appare, ci siano molte cose ancora da scoprire su noi stessi e sugli altri, proprio per la unicità di ogni protagonista e di ogni rappresentazione. Ogni donna (parlo da uomo) ha un seno diverso, i capezzoli diversi, un corpo diverso e laggiù sicuramente una è diversa dall'altra. Come è diverso il modo di sentire, di amare, di andare a fondo e cercare i propri limiti.... come diversa è la consapevolezza erotica (perchè quella si costruisce con le persone che incontri e con le quali metti in comune la sfera più intima: se nessun uomo ti ha baciato i piedi leccandoti le dita una ad una, questo non farà parte della tua sfera erotica...)
Tutte sono UNICITA' con il loro valore e la loro imprevedibilità e ridimensionare ogni cosa parlando "dell'uomo che vuole beccare nelle chat" o "la donna che vuole una storia importante" , ridurre tutto a clichè insomma, vuol dire non avere più curiosità, non pensare che ci siano cose da scoprire, non credere più alla intensità nè alla solennità e al mistero di certi momenti.
Tu intendi dire di vivere l'attimo. Che ogni storia vale la pena sia vissuta.
Ma tutto parte anche da una simpatia e (anche piccola) attrazione reciproca, prima ci vuole questo, poi il cielo potrà entrare in una stanza. Se c'è sintonia tra i due la storia vale la pena che sia vissuta, anche se dura solo un giorno. Non credo che una donna si tiri indietro se vede un uomo che le piace. L'uomo deve accettare anche di non essere scelto. E se tanta gente si è iscritta quì significa che in fondo fondo c'è la speranza di incontrare la mezza mela. Ma poi, se l'uomo è portato (come scrivi tu) ad adescare , sta a lui cercare di rendere la conoscenza piacevole, un po' di fatica deve farla.

(oggi mi sento saggia.)
Vorrei dire la maia sull'argomento attraverso la mia esperienza. Esperienza un parolone, fino a quando non ti rendi conto che non è altro il parziale delle fregature che iniziano per In e terminano per ture  che hai preso sino in questo momento da parte della vita.
Ogni uno di noi più o meno ha vissuto i suoi attimi fuggenti, anche se personalmente sono convinto che ogni uno di noi ne abbia vissuto uno in particolare e su la base di questo che cerca di vivere gli altri. Affannandosi nella ricerca dell'altra metà della mela., e non una metà qualsiasi ma quella metà che unita alla sua combacia perfettamente.
Non è una ricerca semplice o facile, certo chi si sente con l'animo come il latte in scadenza nel banco frigo accetta qualsiasi situazione in stile mordi e fuggi, per meglio dire "una botta e via", ma per fortuna ci son tanti che sono in ricerca di quell'anima gemella per condividere insieme ogni istante e respiro della propria vita, che solo guardarsi negli occhi si sono detti mille frasi d'amore e che tutto quello che poi che ne conseguirà e vissuto prima nella loro testa.
E per quanto riguarda il corteggiamento io sono fermamente convinto che non c'è una donna che cederà contro il proprio volere, anzi è lei che conduce le danze da dietro le quinte, pertanto a volte non è semplice capire i messaggi lanciati e si compito fatiche inutili che ti lasciano con un pugno di mosche in mano rabbia e delusione. Innescando un giro vizioso di perdita della propria stima e isolandosi dalla realtà.
In sintesi noi viviamo sperando, ed è la speranza che ci tiene vivi, ma quando la perdiamo l'essere umano ha perso ogni scopo e aspettativa di vita.
Forse mi sono spiegato male. Ho detto solo che non mi fanno impazzire quelle tracce di cinismo (o, se volete, di prevedibilità) che permeano molte discussioni o comunque trapelano dalle parole di molti. Credo che il problema non sia “vivere l'attimo” o cercare “la metà della mela”, ma piuttosto come ci si pone di fronte alle cose, che risposta si dà alle sensazioni, come si pensa, come si sogna, come si interpretano le nostre emozioni. Come chi è solito dire “mi rifaccio una vita”... ma che vuol dire? Semmai vivo e vivo appieno senza accontentarmi di quello che capita, ma cercando situazioni o sensazioni sempre più intense. E non parlo solo di sesso quando parlo di intensità...