Parlavo alcuni giorni fa con una amica circa il desiderio generico che accompagna una persona nella sua inconscia ricerca relazionale.

Desiderio generico nel senso di richiesta generica “al mondo” , che è in attesa di trovare una sorta di “incarnazione” in una specifica persona, che sarà quella identificata nello specifico momento/periodo come persona che appare “rispondente” al soddisfacimento del nostro desiderio generico.

Di questi desideri generici che possono albergare in ciascuno di noi, ora espressi serenamente e in scioltezza, come il classico “vorrei una persona semplice e sincera per una convivenza e per fare una famiglia etc.. etc..” ora nascosti con maggior pudore, cosi per gioco ne sono tra noi usciti diversi, tra i serio e il faceto, presentati ora con serietà ora con ironica e prudente presa di distanza.

Che rapporto avete in generale con i vostri desideri generici, quando vi si presentano?

Li accogliete tutti allo stesso modo? Oppure ne accogliete alcuni e ne scacciate altri?
L'accogliere o rifiutare i desideri credo possa dipendere dal grado di apertura alle relazioni. O meglio al dialogo tra voglia di aprirsi alle relazioni e paura di fare pasticci. Se per un motivo o l'altro (divorzi, tradimenti, scelte sbagliate, lutti) il dialogo tra le due istanze è farraginoso l' espressione sarà un po' confusa presso se stessi e di conseguenza agli altri.
In generale non sono sicura che i desideri siano poi così generici, anche quelli più innocenti. Dentro, dietro, intorno c'è un mondo sommerso di richieste, aspettative, speranze, messe alla prova.
Per questo spesso si viaggia a velocità differenti, talmente diverse da non riuscire neanche ad incontrarsi di striscio.
Mi riesce difficile pensare a un desiderio e definirlo generico. In qualsiasi momento può giungere un desiderio di genere diverso: cibo, bevanda, vestito, passeggiata, viaggio, amica/a.....ecc.
Personalmente lo sento come desiderio di quel qualcosa in quel momento e non riesco a vederlo come generico.

Sto cercando di interpretare il tuo pensiero Endro ma quando desidero un vestito non è genericamente "un" vestito ma "quel" vestito e così via per qualsiasi altra cosa....se desidero una compagnia non è "una" qualsiasi ma "quella" che segue determinati parametri di gusti personali.
Michela, esempio di desiderio generico (copincollato a caso da un qualsiasi profilo pubblico di persona iscritta qui)

"Cerco un cuore da far battere ... non so più cosa vuol dire passeggiare mano nella mano, sentirsi dire una parola dolce, ricevere una carezza o un complimento"

Desiderio incarnato (rielaborato da me per spiegarmi):

"Vorrei farTI battere il cuore, TU mi facessi passeggiare mano nella mano, TU mi dicessi una parola dolce, mi facessi una carezza o un complimento.."
Perfetto Endro! Ottima spiegazione :D Andare dritto al punto, meglio che tergiversare....generalizzare! :!:
Io miro sempre dritto al punto :)

È solo una questione di usare linguaggio e paradigmi comuni, per trovare una intesa immediata, e non sempre ciò è possibile :)

Quello di sopra è un esempio come un altro
un saluto
ho letto proprio mentre sono preso da una riflessione .
chiaramente stiamo riflettendo su qualcosa che coinvolge due(o piu' persone).
penso che tutto dipende da cosa sto cercando per realizzare un mio bisogno spero piacevole o forse per uscire da una situazione di disagio
quindi inizialmente e' generico sia il desiderio che la persona a cui lo rivolgo.
La riflessione e'
se basta realizzare uno o piu desideri NON generici
o se il mio bisogno e' di trovare QUALCUNO per star bene anche senza aver nessun desiderio specifico da realizzare
NON so se sono stato chiaro ma forse esprimo la confusione che ho in testa
Vorrei dare un mio contributo soffermandomi sui termini bisogno e desiderio espressi da Gandhi. Forse sarebbe meglio distinguere in una relazione bisogno e desiderio, entrambi sicuramente importanti.
Come dice Endro
"Cerco un cuore da far battere ... non so più cosa vuol dire passeggiare mano nella mano, sentirsi dire una parola dolce, ricevere una carezza o un complimento" che poi diventa
"Vorrei farTI battere il cuore, TU mi facessi passeggiare mano nella mano, TU mi dicessi una parola dolce, mi facessi una carezza o un complimento.."
Questo è senz’altro il punto di partenza di una relazione, il bisogno iniziale che diventa desiderio quando ci si è conosciuti e si instaura una complicità per cui si desidera la persona oltre i bisogni che può soddisfare (far battere il cuore, dire una parola dolce, fare una carezza o un complimento) perché si capisce che si può provare a percorrere un pezzo di strada insieme e allora, per rispondere a Gandhi, avrò realizzato il desiderio di trovare QUALCUNO con cui star bene anche senza aver nessun bisogno specifico da realizzare, ma tutti quelli che si vorranno.
cron