AVVISO AI NAVIGANTI: Questo è un post DIURNO.
(Mentre io di solito non scrivo mai di giorno...non c'è atmosfera sotto il sole....)

Scassinarmi da me
per entrarmi di giorno in sogno
e vedere com’è
che mi muovo, che cuocio un uovo.

E svogliare,
cari orari miei,
non toccare….

Corro solo e oserei
defluire a segreti greti
e irretirmi curioso
nel buon uso del sosia a iosa.

E goloso
di dolcezza mia
derubarmi….

La lacrima sta
come arancia nell' aranceto.
Pelle, guance,
sfila, si snoda
da indossatrice
dentro l’ abito da sera
della mia cera….

Con marina ironia
paturnie notturne ormeggio.
Sogno un mio volteggio
umano
da gabbianone.

"Il Gabbianone" - Pasquale Panella, Lucio Battisti (data imprecisata)

https://www.youtube.com/watch?v=S7pGzsLR-pY

Mi sono appena svegliato da un sonno con molti sogni.
Come sempre quando dormo sogno (a colori, se ve lo chiedete: conosco molta gente che sogna in bianco e nero… a volte lo uso anche come offesa diretta “Tu sogni in bianco e nero!”, anche se io comunque sono un amante della monocromatica espressione visuale in genere), e sogno molto.
La mia vita è (abbastanza) felice e i miei sogni (ovviamente) rispecchiano la mia vita.
Ma mentre il mio percorso terreno è relativamente semplice e scontato saltando nella dimensione onirica le cose si fanno imprevedibili.
Come tutti a volte non ricordo o rammento poco di cosa ho sognato, ma certo è che mi sveglio tranquillo e contento, così suppongo che siano “cose belle” quelle che vivo “di la”.

Ma cosa fa di me quel che sono e cosa mi porta il sogno rispetto alla vita normale che mi manca?
No, non sogno ricchezze paperoniche, nè amplessi multirazziali kalashnikoviani o voli imprevedibili ed ascese velocissime: come in un tessaratto dentro ai miei sogni mi muovo spesso in maniera incomprensibile o quantomeno imperscrutabile.
L’ irrealtà spazio-temporale tessuta con l’idiosincrasia del quotidiano si estrinsecano in maniera catartica in un gioco a rimpiattino dal sapore teoretico.

Sognare non è mai abbastanza per me… spesso mi sveglio con la insopportabile sensazione di starmi perdendo qualcosa, specie se sono destato da qualcosa di inconsueto o in maniera violenta (io difficilmente punto la sveglia e mi alzo quando il corpo si stanca di riposare o quando necessità impone).
Proprio perchè i miei sogni sono interessanti il non poterne seguire la fine (perchè di sicuro anche se mi sveglio loro continueranno dentro di me il loro percorso fino alla fine della storia….) o il non ricordarne dettagli particolari mi indispone anzichenò.
Ma alla fin fine sono certo che alla prima occasione di pennichella qualche altra avventura o situazione strana mi attenderanno…e quindi mi quieto quasi subito e mi metto…in dolce attesa (uno standby della ir-realtà).

Se si potessero registrare i sogni (come nel film di Wenders, “Fino alla fine del mondo” dove viene scoperto un modo per farlo: secondo me il massimo del multimediale…la trasmissione video definitiva…lo spettacolo degli spettacoli) io credo che ognuno di voi potrebbe conoscersi molto meglio in quanto nei sogni il nostro io si libera dagli orpelli terreni e si esprime al suo meglio.

Ma andiamo ad analizzare "Il Gabbianone" (o solo "Gabbianone" come vorrebbe qualcuno).

Questa canzone è indubbiamente la migliore di tutto il repertorio di Battisti (Per me Mogol è moltissimo sopravvalutato e, a parte qualche eccezione, di una noia ed una leziosità infinite oltre che stucchevoli) e scritta proprio nel periodo “Panelliano” quando, cioè, il Battisti, come bravo Gabbianone, si libera delle catene Mogoliane e spicca il volo verso mete più confacenti al suo reale io interiore.
Di tutti i testi criptici (o meno) ed estatici (vieppiù) "Il Gabbianone" potremmo considerarlo un viaggio fantastico ed introspettivo dell’artista il quale, avendo trovato miracolosamente un lasciapassare per entrare nel suo mondo onirico, lo percorre e lo scandaglia ritrovandosi, diverso, ma uguale, inducendosi ad osservarsi come in un infinito loop da “specchio contro specchio”.
Un sogno dentro un sogno (Aridalle con Poe!) o un voyeurismo da manuale?
Quante volte è possibile entrare ed uscire da un sogno per spiarsi?
Quanto è vasta la capacità del nostro subconscio quando è libero dagli orpelli delle leggi naturali?

Questo, e molto altro, mi piacerebbe scoprire, fino alla fine della storia quando riesco a trovarmi mentre mi guardo da me e, stupito, mi saluto affettuosamente.
Non prima di essermi fatto peròi una boccaccia!


N.B. La canzone non ha solo un buon testo, ma ha un tessuto sonoro straordinario, con tutti quegli accordi particolari che si intrecciano, col rincorrersi finale di tastiere e chitarra elettrica e con quella abbastanza difficoltosa impostazione per quanto riguarda il puro canto.
Non è molto chiaro se "Il Gabbianone" faccia parte del periodo di “Don Giovanni” come brano scartato, se sia da riferirsi agli ultimi momenti di vita di Lucio (una specie di testamento spirituale come molti aficionados amano pensare essa sia) o, ancora, come un “apripista” alla collaborazione col Panella avvenuta subito dopo “Eh Già” e dopo le sperimentazioni col grande Pappalardo di “Immersione” e “Era Ora”.
Addirittura qualcuno vocifera che il testo non sia nemmeno del Panella, anche se le premesse ci sono tutte perchè il testo sia farina del suo sacco (ma certo, anche Lucio potrebbe aver assimilato la lezione panelliana e averci scodellato questo po’ po’ di capolavoro in totale autonomia).
Fatto sta che tra le mani abbiamo abbiamo uno dei brani più belli di tutta la storia della musica italiana.
Meno male che ciò non resta ad uso e consumo della massa….


P.S. Non è la prima volta che Lucio usa il Gabbiano nei suoi testi. Forse perchè questo è un animale abbastanza particolare… in fondo il gabbiano simboleggia tutto e il contrario di tutto.
Esso è un animale che mangia si pesce fresco, ma si accontenta anche dei rifiuti. Svolazza su mare e terra indistintamente. Pur non vivendo in cattività ha un buon rapporto con gli esseri umani che pare non temere. Esso non ha una buona vocalità, ma la esprime gioiosamente quando fa le sue acrobazie aeree.
Ci potrebbe essere anche un parallelo fra la canzone di Battisti e “Il Gabbiano Jonatan Livingstone” con la ricerca interiore verso il senso dell’esistenza e verso l’esperienza e l’accettazione della vita.
Chi lo sa.

SLOW MOTION
“slow motion, lento movimento,
ferma un attimo di gioia o di infelicità.
Il volo di un gabbiano, il salto di un delfino,
l'uomo che cade nel momento supremo,
l'anima sospesa di un nuovo stupore”


UNA MONTAGNA
“Una montagna può sembrare un uomo,
se lo decidi,
disteso calmo ad osservare il cielo,
se tu vuoi così,
il controluce di un gabbiano in volo,
se lo decidi,
può dissipare in un momento il velo,
se tu vuoi così.”



P.S. 2 Che eleganza queste parole!

"La lacrima sta
come arancia nell' aranceto.
Pelle, guance,
sfila, si snoda
da indossatrice
dentro l’ abito da sera
della mia cera…."

Forse nemmeno "Joseph Cooper da Milano" saprebbe far di meglio! :wink:
Oggi è la giornata dei sogni.
Con una persona, nel pomeriggio, parlavo di sogni, che nel caso specifico erano più incubi che sogni. Segno di qualcosa sicuramente, un disagio vissuto nel reale e non ancora riconosciuto, o forse solo intuito, ma senza nessuna voglia di approfondire.
E' vero che dormendo il nostro inconscio ci parla. Ci manda segnali e purtroppo (nel caso specifico della persona con cui parlavo) al risveglio rimane solo la sensazione di angoscia.
Ma fortunatamente non sempre è così - trovo molto vero quello che hai detto, a volte ci si sveglia e si vorrebbe tornare a dormire per cercare di recuperare il sogno e vedere come va a finire.
Ma è altrettanto vero che questi sogni belli ti lasciano comunque una sensazione gioiosa che ti fa iniziare bene la giornata.
I miei incubi sono finiti, per fortuna, con la fine dell'adolescenza. Da allora sogno quasi sempre bene: a volte mi diverto, nei miei sogni, mi sveglio ridendo per qualcosa di divertente che stavo sognando, a volte sogno di correre ed è una sensazione pazzesca di libertà, non equivalente alla sensazione del correre nella realtà (non amo per niente correre).
E a volte, sono lo specchio più chiaro della realtà: quando sogni di pulire una stanza sporca, o sogni case con stanze nuove da arredare, o sogni strade e paesaggi nuovi e nello stesso tempo già conosciuti.
Il post era su Panella/Battisti, ma ho letto con interesse la parte sui sogni, il resto....next time. :D
Bellissimo anche il video,
infatti, il gabbiano lo si trova anche in " Uno in più e in Mary oh Mary", ma quello di Cocciante è il più vicino ovviamente come metafora al Gabbianone.

Il testo ( volo pindarico mogoliano post Battisti )
può essere interpretato in tanti modi, personalmente intravvedo un gabbiano maturo,
un "Albatros" leggermente appensantito dall'esperienza e dagli anni ...!
Spero non aver rovinato il tono poetico..... :cry:
nina57 ha scritto: Con una persona, nel pomeriggio, parlavo di sogni, che nel caso specifico erano più incubi che sogni. Segno di qualcosa sicuramente, un disagio vissuto nel reale e non ancora riconosciuto, o forse solo intuito, ma senza nessuna voglia di approfondire.
E' vero che dormendo il nostro inconscio ci parla. Ci manda segnali e purtroppo (nel caso specifico della persona con cui parlavo) al risveglio rimane solo la sensazione di angoscia.

Incubi...
Conosco le persone con gi incubi.
Da piccolo non ne ho avuti...credo un paio di brutti sogni, ma nulla di che.
Più che altro la famosa sensazione di cascare nel vuoto che poi all'arrivo a terra finisce con lo svegliarti.
Qualcuno pensa che ci svegli "da questo lato" quando si muore "dall' altro".
(Sarebbe curioso sapere se accadrà anche il contrario. Io spero di si!)
Ma incubi veri e propri no.
Piuttosto invece ho conosciuto donne (ovviamente non dormo con uomini e anche a militare non ho avuto modo di poter constatare....) che di notte spesso e volentieri saltano in piedi urlando come ossesse.
Alcune rimangono sconvolte per un po', per altre la cosa dura meno e poi cercano di riaddormentarsi.
In entrambi al risveglio effettivo costoro mi dicono di non ricordare assolutamente nulla, ma non solo dell' incubo, pure del risveglio e del mio cercare di calmarle.
Vero oblio o pietoso silenzio?
Di una cosa sono certo: sono persone che han subito una qualche brutale e prolungata violenza da giovani o giovanissime.
Una mi ha raccontato una storia allucinante... Le ho voluto bene, certo, ma nessuno, nemmeno io per quel che posso, riuscirà mai a cancellare quel che è stato (ci vorrebbe un vero lavaggio del cervello).
Per questo dicevo che è utile veder sognare le persone.
(Perchè va bene amare una persona, ma passare la vita con un anima tormentata alla quale al 90% non potrai mai dare conforto trascinerà anche te, pian piano, in un baratro di sofferenze e problematiche tali non solo da distruggere la convivenza, ma in certi casi le cose si potrebbero pure risolvere in maniera tragica dove la ferita è così profonda e mortale...)
Anzi: lo consiglio a tutti.
Le prime volte che dormirete con un partner al quale tenete e col quale vorreste creare qualcosa di più stabile di un brioso fine settimana allora state svegli tutto il tempo del suo riposo e osservate bene qualunque particolare.
Ad esempio una persona molto agitata di notte non vuol dire che non è serena, ma che sta vivendo anche troppo intensamente la fase onirica. Quelle troppo calme invece possibilmente anche di giorno saranno una gran pizza.
Chi si sveglia spesso e volentieri, se non è per qualche malanno o fastidio temporaneo (tipo cibo avariato o stress da lavoro) qualche problema lo ha.
Quella persona invece che non riesce a staccarsi mai dal letto pur facendosi le sue belle ore di riposo piene invece si rivelerà certo pigrissima e svogliata nella vita quotidiana.
Eccetera.

Mi spiace per la tua "Persona".
Ma certo quando le cose vanno ad intaccare il nostro inconscio fino a tormentarci "nell' altra vita" qualcosa di molto importante deve essere stato.

In buona analisi: no, non sono un "sognatore", invece si, sogno molto e i sogni mi condizionano la vita.
In positivo.
E questo mi fa sentire migliore spesso di tanti altri che manco sanno cosa succede loro di notte.....

P.S. Accettasi battute tipo "Per forza hanno gli incubi, a furia di dormire o uscire con te!!!".
Prometto che non vi segnalerò alla direzione!
In fondo non sono mica un poveraccio vendicativo!!! :twisted:

P.S. 2 GRAZIA: Albatros e Gabbiano sono assolutamente differenti. Non confondere!!!!
Cooper. l'ho scritto di proposito proprio perchè mi dava l'idea del gabbiano appesantito ecc ecc ecc ecc AAAaaaaaaaaaaaaa :roll: pignooOOoolo :wink:
A PROPOSITO DI (falsi) DEI E VARIE (truffaldine) RELIGIONI….
(E di gente che mette “musichette” in chat)

C’è un brano che non ho preso in seria considerazione ai tempi dell’ ultimo Sanremo in quanto non lo giudicavo idoneo per quel luogo, mentre, visto nella sua collocazione, adesso si che ha il suo perchè.
Ma andiamo indietro nel tempo, quasi ad una virtuale “inseminazione” che ha fatto di questo brano, assieme alla sua inseparabile coreografia, quel che sta diventando (un vero e proprio tormentone da record).

E’ dai tempi d’oro del Bennato e del suo “Sono solo canzonette” che ormai si era cercato di far capire a chi di dovere che la vita non è tutta Mozart e Chopin, Pavarotti & Friends, Stockhausen e Gershwin.
Lo aveva capito anche “Ciccio il Pazzo”, o almeno, come chiamavano nella sua “Ionia” (l’attuale Riposto) "l ‘uomo dell’ isola dei giardini", al secolo Francesco Battiato, appena qualche mese prima.
Una specie di “rivoluzione copernicana” nell’asfittico (ormai) panorama musicale italico infognato da seriosi cantautori, da gruppetti finto-rock e da motivetti politicizzati oltre che da correnti filo-rivoluzionarie.
Inizi anni 80: finiti i figli dei fiori (tutti in doppiopetto e tailleur a lavorare per la loro bella paghetta fissa), finito il 68 (con le sue scie di 6 politici, espropri proletari e "io sono mia"), Dio era ormai morto (tanto che anche Gaber ci fece sopra un pensierino per prenderne il posto!), finita la rivoluzione sessuale (in un mare di malati di Aids e di depressi cosmici), finita anche la disco music (quasi) cosa rimaneva in Italia?
Gli Squallor con i loro sberleffi audio? Gli Skiantos con le loro punkaggini edulcorate?
Ecco quindi che il siciliano viene e spalanca le porte alla musica “leggera” (Che bel nome! Leggera! Finalmente!) sdoganandola anche nei salotti buoni cosìcchè signore ingioiellate e tipetti incravattati riescono a battere a tempo di musica il loro curato piedino degnamente rinchiuso in una costosa calzatura.

Francesco “Franco” Battiato.
Dopo un esordio da edicola (faceva le cover per i dischi regalati con i giornali di enigmistica dopo la fuga logica dalla Sicilia che lo ripudiava e lo spernacchiava verso una Milano, non ancora da bere, ma certo “da suonare”) ed una tentata redenzione “seria” con le avanguardie (fasulle) elettroniche (delle quali ci resta solo una gran foto per la pubblicità dei divani Busnelli e nulla più), il “Maestro” (o almeno come lo chiamano una massa starnazzante di vegliarde su di ormoni che aspettano solo ancor’ oggi un suo sospiro per avere una serie di orgasmi multipli che manco la mia - mitica - amica Carmen riusciva ad avere) si è reso conto che #noncelapotevafare e si è dato…alle canzonette.
Così, dopo le prime prove tecniche di trasmissione col “Cinghiale Bianco” e “Patriots”, Ciccio si è messo le gambe in spalla, le pive nel sacco e si è donato, tout-court al pop leggero, alla musichetta d’autore, alle….canzonette, per l’appunto.
E successo planetario fu.
Più che i Beatles ed i Rolling Stones, potette Franco da Ionia: egli ammaliò decine di milioni di ascoltatori (non avete idea dei milioni di cassette fasulle vendute all’epoca, altro che internet ed i siti pirata di oggi!) con delle semplici melodie sulle quali venivano sparse, come io butto spezie su certi miei piatti, delle parole sensate o meno, ritmate o no.
Tutto ed il contrario di tutto.
Franco Battiato, quello del “mai in politica”, tranne avere poi anche posato per la campagna del partito radicale del quale si vantava di avere la tessera prima e, per finire, del periodo della disfatta di Enzo Bianco quando affermò “se vince Scapagnini me ne vado da Catania”, tranne poi aver già messo in conto mesi prima di vendere la casa di via Etnea, ormai inservibile ai suoi scopi, dove lui soffriva il centro cittadino come io quelli che mettono musichette in chat e le canticchiano (pardon, ricopiano i testi) ipnoticamente come i drogati muovono la testa di qua e di la senza capire. (Stendiamo poi un pietoso velo sulla fase “Crocettiana”).
Franco Battiato, quello del “A Beethoven e Sinatra preferisco l’ Insalata, a Vivaldi l’ uva passa che mi da più calorie!”, tranne poi scrivere “Musikanten” (film sulla vita del compositore tedesco) e studiare il periodo dei Castrati godendo ad ascoltarne varie composizioni per trarre ispirazione per qualche suo inutile film o alcuni brani ignorabili.
Così, lasciate da parte le velleità da alieno (ricordate come si conciava e parlava negli anni 70? Altro che Rockets!) e le melodie demenziali (se trovo ancora qualcuno che mi dice che quello svirgolare sulla tastiera a cui è stato dato titolo “L’ Egitto prima delle sabbie”, ovvero 14 minuti circa di “nulla” cosmico, è interessante o, addirittura, bello, lo picchio selvaggiamente!) Ciccio da Ionia ha pensato bene di fare un “insalata” di strofe (più o meno sensate) circondate da melodie accattivanti e così ha sbancato il casinò con poca fatica: mezz’ora risicata di “canzonette” per milioni di copie e, specialmente, per miliardi di lire.
Ma fra i tanti brani dell’ album ce n’è uno particolarmente famoso, stracanticchiato e corredato da un video che è tutto un programma: “Centro di gravità permanente”.

https://www.youtube.com/watch?v=0XW9XN_vDaA

Video che ha anche un fratello

https://www.youtube.com/watch?v=hFGz-t5R0BE

Bene. Lo / Li avete visti questi video? Cosa ci trovate di familiare? A parte rimanere un po’ stupiti dalla “genialata” del “maestro”, fino a quel momento difensore a spada tratta di serietà artistica e moralità classica oltre che di sperimentazione eterea, e ora giullare di corte improvvisante quattro mossette che manco chiunque di Voi a casa, in un particolare momento di sollazzo, riesce ad inventarsi così cretine…
Ebbene si: niente di nuovo sotto il sole.
Per dire: abbiamo fatto un collage di testi e situazioni nelle varie canzoni, perchè non affondare le mani nel passato per tirar fuori….

https://www.youtube.com/watch?v=RLbaSMWSnHg

Eccoci qua: alzi la mano a chi era venuta in mente “La canzone intelligente” degli immarcescibili Cochi e Renato, coadiuvati da un mai troppo rimpianto Enzo Jannacci.
La canzone che farà sempre cantare e ballare….”Lo sciocco in blu”.
Nelle varie riedizioni, video, teatro e tv le mosse del balletto sono chiare: Battiato ha scopiazzato beceramente.
E l’ha ri-creata lui la canzone “intelligente” col suo “Centro di gravità permanente”.

Il resto è storia: il nostro Franco si è perso con “L’ Arca di Noè” (insulso tentativo di dimostrare che se si arriva ad un successo così grande poi si può proporre la qualunque sul mercato) e con altre cose che han lasciato il tempo che han trovato.
Ha quindi provato a riemergere dalla depressione del periodo di “Povera Patria” e, dopo qualche disco decente, è ricaduto nel nulla, forse a causa di un vuoto creativo o dalla età ormai abbastanza avanzata che non gli avrà dato modo di esprimersi meglio (voglio pensarla così…).

Noi fermiamoci invece alla “Voce del Padrone” quindi, album che forse ha / non ha influenzato il successivo LP di “Canzonette” di Bennato.
E arriviamo dritti al punto….

Avrete penso capito tutti che oggi si parlava del “fenomeno” Gabbani e del suo “Occidentali’s Karma”.
Al momento un vero e proprio campione di incassi e visualizzazioni sul web.
Quasi 111 milioni di visualizzazioni al momento in cui scrivo (circa due volte l’ Italia!), sempre ai primi posti delle varie classifiche di vendita e di ascolto.
Una canzone ruffiana quanto basta, con quello sfottò su persone, mode e fissazioni che piace molto specialmente ….a quelli presi di mira (i quali sicuramente, come da copione, non ci avranno capito un tubo limitandosi ad applaudire come una scimmia….insomma…l’evoluzione che inciampa!).
Un pezzo con una coreografia…familiare quanto basta per farci capire….che anche qua Cochi e Renato ci han messo lo zampino.
Impossibile non paragonare il balletto del Gabbani con degna compare Scimmia con le alzatine di gamba della “Canzone Intelligente” prima e del successivo scopiazzamento di “Centro di Gravità Permanente” poi.

“Occidentali’s Karma”, brano che ci rappresenterà “degnamente”, questa volta, all’ Eurovision Song Contest (ESC), quella specie di Sanremo Europeo, grande kermesse di musica, persone e felicità che si tiene ogni anno in diverse città europee.
Nato agli inizi come una Sanremo di largo respiro (tant’è che la nostra Cinquetti ci mise più di un piede dentro nel 64 vincendo proprio con la sua celebre “Non ho l’Età”) e poi cresciuto con la musica “ultrapopolare” (fino a consacrare anche una mediocre canzone come quella con cui il nostro Toto Cutugno partecipò nel 1990: “Insieme 1992”) adesso, quel che una volta chiamavamo “Eurofestival”, possiamo dire che è maturato e che è diventato uno spettacolo di tutto rispetto.
Certo, non sempre i verdetti delle varie giurie, fra simpatie ed antipatie, gusti musicali dei votanti e contesti vari, sono in linea con quel che dovrebbe essere la vera classifica finale, ma quale concorso di questo tipo alla fine lo è?
Basti ricordare i nostri Jalisse, probabilissimi vincitori con la loro sanremese “Fiumi di Parole” nel 1997 (anche a detta della platea europea) e poi finiti (molto misteriosamente, in barba a pronostici e gusti generali), al quarto posto.
Ovviamente per gli “addetti ai lavori” questo volle dire “boicottaggio di Mamma Rai” la quale, vigliacca, non voleva assolutamente (come stabilisce il ferreo regolamento della manifestazione) poi dover sorbirsi la gestione e l’ organizzazione dello stellato carrozzone dovute ad un eventuale vittoria, cosa che fu ancora più sottolineata, semmai ci fossero dubbi a riguardo, dall’ improvviso ritiro dell’ Italia dall’ ESC fino al 2011 (cosa mai digerita da noi veri musicofili).
Nel 2011 poi si rientrò all’ improvviso con un inaspettato secondo posto da un (per me, ma anche per molti altri) scialbissimo Raphael Gualazzi (ma dov’è finito sto fenomeno oggi???) per poi crollare, questa volta si, immeritatamente, al nono posto di Nina Zilli con un bellissimo “Out of Love” (L’amore è femmina) l’anno successivo e saltando il meno performante Mengoni del 2013 scendiamo di brutto al 2014 con la triste ed insulsa Emma con la sua “La mia città”, canzone che forse cantata da un altra avrebbe avuto fortuna migliore che non il peggior piazzamento italiano di sempre (Emma è riuscita a far meglio, ma nel peggio, dell’ ultimo - diciassettesimo - posto di Modugno nel 1966).

Siamo così in “dolce attesa” della finale di Sabato 13 Maggio 2017 per questo, ormai denominato (suppongo troppo frettolosamente) “Nuovo Battiato” (sicuramente più per via del testo del brano e della sua geniale coreografia, assieme al nome di battesimo, che non per la solidità artistica del personaggio).
La buona notizia è comunque che il mondo, di per se, ha già proclamato “Occidentali’s Karma” la canzone vincitrice: la OGAE (“Organisation Générale des Amateurs de l'Eurovision” - un fan club internazionale dell' ESC) addirittura lo ha fatto vincere con 162 punti di scarto sul secondo Belgio, mentre altrove, chi più, chi meno, danno per vincente la colorata esibizione del nostro Gabbani, un nuovo “Ciccio” per un nuovo mondo.

E io.. io che ne penso?
Beh… tanto quanto non ho gradito la vittoria sanremese in quanto non credo che la kermesse ligure sia adatta a brani di un certo tipo dove la tradizione più pura del bel canto italico dovrebbe prevalere su gigionerie stroboscopiche e voli pindarici letterari, oltre che su arzigogolamenti new-age, nello stesso modo, al contrario però, Gabbani a questo punto lo vedo come unico asso vincente a Kiev.
Un palcoscenico giusto al momento giusto per una canzone giusta.
Chi meglio di un Europa giovane e frizzante ci può riportare sulla vetta della musica una volta ancora? Chi meglio di milioni di persone in tutta Europa attaccate alla TV possono ancora una volta gridare in un maccheronico linguaggio "ITTALLIA, TI AMMO!"

Forza Francesco.
Questa deve essere la volta buona.
E che la Forza sia con te!

https://www.youtube.com/watch?v=-OnRxfhbHB4

Essere o dover essere:
Il dubbio amletico!
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
Nella tua gabbia 2x3 mettiti comodo.
Intellettuali nei caffè:
Internettologi!
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
L’intelligenza è démodé:
risposte facili,
dilemmi inutili.

AAA cercasi (cerca sì)
storie dal gran finale,
sperasi (spera sì).
Comunque vada panta rei
and singing in the rain…

Lezioni di Nirvana,
c’è il Buddha in fila indiana,
per tutti un’ora d’aria, di gloria..
La folla grida un mantra,
l’evoluzione inciampa,
La scimmia nuda balla:
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla!
Occidentali’s Karma

Piovono gocce di Chanel
su corpi asettici.
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
Tutti tuttologi col web,
coca dei popoli,
oppio dei poveri…

AAA cercasi (cerca sì)
umanità virtuale,
sex appeal (sex appeal).
Comunque vada panta rei
and singing in the rain…

Lezioni di Nirvana,
c’è il Buddha in fila indiana,
per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra,
l’evoluzione inciampa,
la scimmia nuda balla:
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla!
Occidentali’s Karma

Quando la vita si distrae cadono gli uomini:
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia si rialza!
Namasté: Alé!

Lezioni di Nirvana,
c’è il Buddha in fila indiana,
per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa,
la scimmia nuda balla:
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla!
Occidentali’s Karma

Ommmmmmmmmmmmmmmmm


P.S. Non sei migliore se vai alla prima della Scala con un vestito nuovo o leggi tutti i libri degli autori storici russi, non sei più bella con delle tette rifatte o con delle labbra a canotto mentre passi il tuo tempo in una nuova palestra discutendo di filosofie New Age, non sei un figo con il nuovo smartphone e nemmeno riuscirai a dimostrarti intelligente se vivi vegano, preghi il Corano o traslochi a Lugano.
In fondo siamo sempre animali: per vivere in pace con la natura il segreto è uno solo: tornare alla natura e riconoscere il nostro status bestiale. Fino al momento che ognuno di Voi non si convincerà di questo e, umilmente, correrà ai ripari, non sarete mai in pace con Voi stessi.
Perchè quando vi cercherete non vi troverete.
Mai.

P.S. 2 Da dove tutto cominciò:
https://www.ibs.it/scimmia-nuda-studio-zoologico-sull-libro-desmond-morris/e/9788845248986

P.S. 3 Dopo la vittoria tutti fuori in piazza a festeggiare con qualche cocktail, molte persone allegre, musica a palla e tanta buona volontà.
E la Domenica a letto tutto il giorno a pisolare.
Che noi non siamo quelli che si devono dare un contegno andando per musei o scalando cime tempestose!
Alè!
Intellighenzia,
esclusività,
sovrabbondanzia,
inutilità.

Intellighenzia,
espansività,
lungimiranzia,
omogeneità.

Intellighenzia,
complicità,
alta finanzia,
mondanità.

Intellighenzia,
modalità,
alta eleganzia,
eversività.

Intellighenzia
malis sanas.
Intellighenzia
malis sanas.

Intellighenzia,
Sua Santità,
fede, speranzia
e carità

Intellighenzia,
ereticità,
perseveranzia,
distruttività.

Intellighenzia
malis sanas.
Intellighenzia
malis sanas.


INTELLIGHENZIA - Matia Bazar, 1983

https://www.youtube.com/watch?v=qz0TbZyLedU


Ancora in zona Musica…
Un altro mondo spesso “non per tutti”.

E’ solo di poche ore fa la finale defezione (perchè ormai credo che i giochi siano stati definitivamente conclusi) di Piero Cassano dalla astronave “Matia Bazar” e questo mi ha ispirato a scrivere a riguardo di questo eccezionale gruppo, o meglio, del suo periodo dorato.

La suddetta defezione onestamente fa abbastanza ridere perchè, dopo la scomparsa di Giancarlo Golzi e la nuova uscita della Silvia Mezzanotte non erano che rimasti lui e il novellino Fabio Perversi a tenere in piedi (tanto per dire) il nome della storica band.
Ed essendo lui l’ unico membro originale ultimamente rimasto non è che poi ci fosse rimasto null’altro che il nome e vari concerti con… cover di se stessi.
Ma in effetti il vero “De Profundis” lo si era già scritto a suo tempo, quando, cioè, uno dei pilastri e membri fondatori, nonchè ispiratrice pure del nome, Antonella Ruggiero, aveva detto “stop”.

La piccola genovese (ma piccola solo di statura essendo un’ artista con una spiccata personalità, una voce inarrivabile e un modo di tenere il palcoscenico che le giovani leve di oggi possono solo sognarsi) infatti nel 1989 decide di lasciare il gruppo per vari motivi (maternità, carriera solista…), anche se credo che principalmente lei avesse raggiunto un personale punto di saturazione e avesse deciso di chiudere li l’avventura con i colleghi.
Con la fuoriuscita di Antonella, assieme alla conclusione dei mitici anni 80, finisce un era: un era fatta di successi, di musica innovativa e intelligente, di trovate avant-garde e di consensi un po’ in tutta Europa.

Ma oltre il leggero pop da strada degli inizi (brani comunque a tutt’ oggi godibilissimi e d’effetto) la vera impronta i Matia la lasciano col ciclo di album che va dal mitteleuropeo “Berlino, Parigi, Londra” del 1982, l’album della maturità del gruppo, fino al canto del cigno di “Red Corner”, appunto del 1989, dopo il quale la terribile brunetta si congeda dal publico dei Matia Bazar.
Sei album che hanno caratterizzato la personalità forte di quei (allora) ragazzi pronti a conquistare le platee con ritmi ipnotici e trascinanti, testi tanto ironici quanto profondi, atmosfere futuristiche e live acts mai banali.

Vedere i Matia Bazar dal vivo in quegli anni infatti era qualcosa di veramente imperdibile ed eccitante.
Come poter dimenticare, fra le altre, quelle due ore intensissime di concerto al Teatro Orfeo, quella sera del 6 Marzo 1986 (Fila 22, numeri 26 e 27). Era una normale sera di fine inverno e non faceva freddo. E comunque c’era la voce di Antonella a riscaldare gli animi: due ore non stop di gorgheggi, vocalizzi, bel canto e ammiccamenti che non potevano lasciare indifferenti. Il tutto rinforzato da proiezioni video ad hoc come quelle che proprio in quegli anni cominciarono a supportare i vari artisti sui vari palchi.
Due ore senza una stecca, senza una sbavatura, rigorosamente dal vivo e senza coriste “di rinforzo” (come usano anche oggi certe popstar in ogni spettacolo).
Antonella se la vedevi di persona era piccolissima, minuta: più capelli che carne. Ma appena saliva sul palco e apriva la bocca per cantare diventava una gigante.

Il percorso dei sei album succitati è stato tutto in salita, con un brano migliore dell’altro, un esperienza ancora più forte della precedente.
Ricordo molta gente che si credeva esperta snobbarli come fossero cinque mondine stonate che cantano alla festa paesana, invece loro sgobbavano di brutto e producevano canzoni che sarebbero passate alla storia come esempio che anche l’Italia, quando vuole, ci sa fare.
Un Italia veramente Europea (in fondo la vera Europa siamo Noi), un Italia operosa e creativa, un Italia grintosa e charmant.
Nel “vecchio” (ma solo per modo di dire) continente facevano bella mostra di se gli Eurythmics e gli Human League in Inghilterra, i Propaganda in Germania, gli Yello in Svizzera, i Telex in Belgio, i Secret Service in Svezia (con stranamente poca carne sul fuoco la Francia dove, a parte l’ immortale Jacno assieme alla bella Elli Medeiros in duo e i vari “one shot” tipo Mathematique Modernes o Mikado, tutti figli di una fugace “nouvelle vague” che ha nella portoghese-belga Lio il suo diamante di punta).
Noi, invece, oltre agli stupefacenti Krisma (Cristina Moser e Maurizio Arcieri) a tenere alto il bandierone tricolore, appunto, come e meglio dei “colleghi” d’ oltralpe, avevamo quell’ improbabilissimo gruppetto di genovesi con un siculo aggiunto con i loro ricami sonori degni del miglior sarto musicale possibile.

Fra tutte le canzoni del periodo mi piacerebbe ricordare (una per album):

- Fantasia (da “Berlino, Parigi, Londra”, 1982): un brano cupo ed evocativo, figlio del periodo (guerra fredda e minaccia atomica, muro di Berlino e spie perennemente in fuga) e di una sensazione quotidiana da “apocalisse imminente” che chi ha vissuto veramente quei giorni non può non ricordare…
Citazione: “Fantasia che tra poco tutto finirà, a Parigi, Londra e in tutte quante le città”

https://www.youtube.com/watch?v=8o4u4JU0wV8


- Il Video Sono Io (da “Tango”, 1983): la definitiva celebrazione del “nuovo mondo”; quasi un anticipazione dei nostri tempi fatti di videochiamate, riprese rubate, webcam in ogni luogo e schermi sempre più grandi: il nostro ego in 4k a 50 pollici!
Ma a quei tempi si usavano ancora i “nastri”. E tutto scivolava via più lentamente e distorto.
Citazione: “Se davvero il tuo pensiero in bianco e nero va, provocante, evanescente vuoi il colore…”

https://www.youtube.com/watch?v=flYG4rqgZhw


- Aristocratica (da “Aristocratica”, 1984): un inno europeo tout-court dove il gruppo fa un viaggio ideale nei meandri delle nazioni che compongono l’ unione. Dove eleganza e decadenza (Kraftwerk docet) si uniscono a fascinazione ed illusione. Europa infinita…
Citazione: “La paura di un tranquillo fine settimana”

https://www.youtube.com/watch?v=8ao96YgOsq4


- Angelina (da “Melanchólia”, 1985): una straziante e disincantata canzone d’amore. Ancora più di “Vacanze Romane” il pezzo che più rappresenta tutto l’album. Chi più di una donna è spesso preda di melanconia e chi meglio di un amante si potrebbe dannare alla vista dell’ amato bene corrotto da quelle sensazioni angosciose che le paturnie dell’anima riescono a creare.
Tutto passa, tutto sparisce, tutto muore: solo l’amore sopravvive. In qualche modo…
Citazione: “Io vorrei parlare con te, ma non so più cos’è che ti dovevo dire”

https://www.youtube.com/watch?v=wpL4KrSqbvc


- Grande piccolo mondo (da “Melò”, 1987): un incontro con una persona eccezionale, tanto sola quanto piena di esperienze, tanto rassegnata quanto cauta. Dentro l’ universo, fuori le barriere. Siamo poco dopo i tempi del “Muro” di Floydiana memoria: l’argomento è sempre attuale. Ma magari un incontro giusto potrebbe riaccendere una speranza di vita….chi sa…
Citazione: “Tra i capelli lunghi un'immagine, la maniera di sopravvivere a chi ci vuole male”

https://www.youtube.com/watch?v=OA4rF1R7jn4


- Besame (da “Red Corner”, 1989): uno struggente tango sul tema dell’ Aids, esploso prepotentemente in quel periodo. Un monito agli amanti o una speranza ai sofferenti? E quell’ angolo rosso del titolo dell’album esprime uno spazio della memoria o un avviso di pericolo? Probabilmente non lo sapremo mai.
Voglio pensare che questo ultimo brano sia come un testamento spirituale della, ormai persa, “Matia”, morta con queste ultime note (Antonella Ruggiero, che Matia veniva chiamata agli esordi e per questo il gruppo prese il suo nome essendone il personaggio rappresentativo di punta, da quel momento non userà più quel nomignolo nè tornerà mai più indietro sulle proprie scelte…). Accordi d’altri tempi, ma futuristici nello stesso tempo, stretti fra alieni vocoder e classiche tastiere.
Citazione: “Noi siamo diavoli che pensano, ma prigionieri di un idea”

https://www.youtube.com/watch?v=8NCIDK2Rjis

Dopo “Red Corner” il gruppo si trovò senza “voce” nel vero senso della parola e cominciò da li il vero declino della compagine.

Imbarcata la bravissima Laura Valente (poi anche moglie di Pino Mango) i primi giorni fu dura in quanto lo zoccolo duro dei fans non la voleva, continuando a rimpiangere la Ruggiero, ma qualche risultato ci fu e Laura riuscì a farsi comunque voler bene.
Ma Laura non era Antonella. Decisamente. Quindi, malgrado qualche buona prova (Piccoli giganti, Dedicato a te eccetera) e la svolta “rock” degli album successivi alla fuoriuscita della Ruggiero prima, e di Carlo Marrale (un altro pilastro storico ed importante della band) la stella dei Matia si oscurò.
Nel 98 la scomparsa di Stellita (il siciliano del gruppo) e le defezioni volontarie di Laura Valente prima e Sergio Cossu subito dopo decretano, a mio avviso, la definitiva chiusura del brand “Matia Bazar”.

Quel che succede dopo è veramente ben poca cosa.
A questo punto,infatti, troviamo a gestire il marchio “Matia Bazar” solo Giancarlo Golzi, unico superstite della band originale, il quale riesce a far rientrare il vecchio Piero Cassano. Insieme i due, con rinnovata voglia di fare musica, assoldano Silvia Mezzanotte e Fabio Perversi.
Qui rischio di ripetermi, ma nemmeno Silvia è Antonella (e nemmeno Laura, addirittura).
Poca grinta, nessun carisma, buone doti vocali, ma nessuna esperienza nel grosso giro: il gruppo vivacchia. Nemmeno un ombra della storica formazione...
Dopo tre anni di ripresentazioni a Sanremo i 4 riescono anche a vincere il festival (ricordate “Messaggio d'amore”?), ma non convincono più di tanto e la loro audience resta di basso livello.
Il gruppo si è imbolsito: avendo perso le anime pulsanti e innovative tutto è tornato alla classica canzonetta senza molti sforzi. Qui, a parte i testi melensi, anche la musica suona strana e gli strumenti sembrano avere qualcosa di sbagliato.
Poi la Mezzanotte, forse credendosi arrivata, gira i tacchi e se ne va provando una, comunque mai decollata, inutile carriera solista.
A rimpiazzarla però viene presa una insufficiente Roberta Faccani: una urlatrice più che cantante, una fruttarola più che un entertainer. Solo a vederla come si propone sul palco verrebbe da tirargli pomidoro maturi e uova marce!
Meno male che la cosa dura poco (un contratto di cinque anni “a scadenza” ci libera di una delle peggiori cantanti che si son mai viste dalle nostre parti…), ma siamo punto e a capo: il gruppo non ha più una cantante.
A sorpresa (veramente) qui rientra la Mezzanotte e con lei il gruppo arriva allo stallo procurato prima dalla prematura scomparsa di Giancarlo Golzi e poi dalla ennesima separazione con la Mezzanotte.
Ma da mesi ormai il gruppo era già fermo.
Adesso l’ultimo atto-farsa.

Cosa succederà nei prossimi mesi?
Parafraserò, all’occorrenza, Rhett Butler esclamando il celebre “Francamente me ne infischio!”.
Senza più i membri originali, senza più l’anima del gruppo il marchio da solo puzza di marcio e non ha più senso di esistere.
A questo punto sarebbe stato più serio chiudere in bellezza ed usare altri nomi che non portare un Frankenstein musicale in tour per i più piccoli ed insulsi borghi della nostra nazione illudendo anche i pochissimi presenti a questi pietosi spettacolini stile “cover band dei poveracci”.

Resta quindi il ricordo dorato di un periodo irripetibile: un periodo di sperimentazioni e di atmosfere inedite, di grande musica e performances brillanti, un periodo che comunque non ha dato giusto onore ad uno dei migliori gruppi della musica di tutto il pianeta e di tutti i tempi, un periodo che ci ha regalato melodie e testi che suonano ancora freschi ed attuali.

Ma, si sa, il mondo non è per tutti.

Agli altri lasceremo il solito Gigi D’Alessio con le sue scopiazzaturine neomelodiche o i gruppi da festa di paese con le loro tarantelle finto-allegre.
E già mi sembra troppo!
credo siamo un po' fuori tema, e forse la tua è una divagazione voluta, ma dimostri una conoscenza del settore e una capacità d'analisi di tutto rispetto. Quando ci vuole, ci vuole. Anche se scrivi di getto e ti lasci trasportare dalla passione (conosco bene gli effetti di questo "limite", ma su tutt'altri generi) ti ho letto con piacere e ammirazione…. fossi sempre così!
Pienamente d'accordo sulla conclusione degli anni 80. Il 66 però io l'ho vissuto in modo più istintivo, sanguigno, meno razionale ma ugualmente intenso (avevo solo 25 anni, tanta voglia di libertà e di sperimentazione. Periodo fantastico e irripetibile che porto ancora dentro). Tu lo vedi col senno di poi, in prospettiva storica, quasi cercando di individuare una evoluzione progressiva che forse è più frutto di una elaborazione a posteriori. Ma ok, è utile anche questo. 
Oggi vedo tanti stimoli tra loro molto diversi che si susseguono a cicli e si autoesauriscono come un missile (o un fuoco d'artificio) che salendo si dissolve. Non riesco a trovare una "intuizione" capace di scuotere, come è stato nel 66, e questo mi disorienta. Le tue osservazioni sono interessanti, ma mi sembrano circoscritte al singolo fenomeno che, valutandolo con la mia formazione ovviamente di parte, non riesce in nessun caso a superare la soglia critica che lo farebbe esplodere con effetto catalizzante. Non riesco a individuare una nuova intuizione che faccia come l'adrenalina da stimolante cardiaco. Oggi più che adrenalina c'è viagra (mi dicono, non ne ho l'esperienza, che qualche effetto lo produce…). Ma è ovvio, ormai sono vecchio.
Ossignuur, Gigi D’Alessio....

Grazie Cooper per aver citato Antonella Ruggiero con la sua straordinaria vocalità nei generi musicali più diversi e distanti tra loro: dal pop al jazz, dal tango alla musica classica,
Sposata con il musicista Roberto Colombo scrisse con lui " ti dimentico (se non ci fossero le nuvole)", e cassificatasi sul palco dell’Ariston nuovamente seconda...

Riporto quà ciò che disse in un'intervista nei giorni del suo undicesimo Festival

" Purtroppo in Italia le scuole che dovrebbero insegnare la musica e difendere il nostro patrimonio non lo fanno, e questo è un delitto grave e imperdonabile, a livello culturale"

" Quando ci arrivai, nel 1974, ero una ragazza di Pegli che ascoltava i Pink Floyd, i gruppi degli anni Sessanta e Settanta, il progressive. Fu il caso a metterci insieme, anche perché all'epoca io ancora volevo occuparmi di grafica e pittura. Prima dei Matia Bazar non avevo mai neanche cantato dal vivo, ma le cose ci andarono bene da subito. Nel 1975 già volavamo in classifica con 'Stasera... che sera!', e poi quel lavoro ci portava ovunque e a tutti noi piaceva viaggiare... Tutto bello, bellissimo. Dopo 14 anni di successi però lasciai il gruppo. Semplicemente perché si era esaurita la mia curiosità verso quell'esperienza, e poi avevamo idee e progetti diversi. Per sette anni, dopo la mia uscita dal Bazar, non ho voluto più vedere nessuno dell'ambiente, ho viaggiato tanto, sono stata in Oriente, ho imparato a vivere e ascoltare il silenzio... E la musica di cui oggi mi nutro è musica che arriva da ogni parte del pianeta meno che dalle radio commerciali, e viene dall'Occidente e dall'Oriente indifferentemente, dall'Europa settentrionale come dalla Cina, dalla Russia, dal passato remoto, dal dopoguerra... Se hai voglia di ricerca, trovi tutto. La musica è come il cibo. C'è quello buono e quello cattivo: è soprattutto il secondo che cercano di propinarti, ma la scelta è tua, puoi mangiare sempre quello che vuoi tu".

" I piedistalli non mi hanno mai interessato in nessun senso, sono pericolosi. E poi oltre il lavoro, amo la semplicità, e però la mente si muove sempre e vivo una sorta di affollamento mentale di musica, progetti, luoghi dove andare! Diva, mai. Per una persona non c'è nulla di meglio che vivere tra la gente, tutti i giorni, e mescolarsi con gli estranei, questa è la vita".

Trovo che sia una persona umile con una delle voci più importanti della storia della musica italiana altro che ” Gabbani con il suo “Occidentali’s Karma” o tipo Elio e Le Storie Tese che mi lasciano puntualmente un retrogusto amaro.......
Mariagrazia: NON CONFONDIAMO.

E.E.L.S.T. hanno una storia, condivisibile o meno, GABBANI un altra.

ELIO e soci innanzitutto hanno un background musicale di tutto rispetto: malgrado facciano i cretinetti, a volte anche troppo pesantemente infasftidendo pure (io li tollero a malapena: trovo un paio di cose carine e geniali, ma nel complesso l' 80% di quel che fanno è pura fuffa apprezzata solo dai soliti modaioli o finto-acculturati) una base seria la hanno.
GABBANI invece è la "Wild Card" appena uscita di cui l' Italia aveva bisogno. Certo non sarà la sua Scimmia Nuda con tutto il suo bravo contesto a farne un artistone: diamo tempo al tempo e vedremo che sa fare.

P.S. A mio immodesto avviso E.E.L.S.T. (anche se non lo ammetteranno mai pubblicamente) volevano proporsi come degli SQUALLOR d'elite, ma a me, molto onestamente, risultano molto volgari e beceri, direi dei truzzi di periferia, in confronto ai "mitici".
Si...gli Squallor ce ne han fatte sentire di tutti i colori, ma non riesco ancora oggi a giudicarli volgari malgrado certe frasi e certe atmosfere.
Gli ELII invece si.
Non dimentichiamoci il film MATRIX RELOADED con le parole del Merovingio: si con un certo linguaggio (nel suo caso il francese) anche le più basse volgarità han tutto un altro suono.
Gli Squallor, propinandoci le loro in quel modo, stemperavano il peggio del contenuto riuscendo a renderlo sia sopportabile che ironico oltremisura nella maggior parte dei casi.
Elio e soci invece mi suonano rozzi ed inascoltabili spesso anche quando non cantano niente di esecrabile...
Ebbeh...

P.S. 2 La Ruggiero...
Per me anche lei è finita con la fuoriuscita dai Matia.
Ha fatto molte cose nel frattempo: Mai una veramente memorabile (se escludiamo la sua utlima collaborazione con Coniglio VIola

http://www.coniglioviola.com/it/antonella-ruggiero-coniglioviola-requiem-elettronico/

E poi CHE PALLE tutta questa aria di misticismo e sacralità che certi artisti sembrano emanare dopo una certa età ed a tutti i costi.
Onestamente mi son rotto di vedere tutte queste svolte o religiose o spirituali passati gli "anta".
Va bene che stai invecchiando, va bene che ti stai imbolsendo, va bene anche che non hai più la voce nè le potenzialità di quando eri giovane, ma certe cose ci hanno "sfrantecato gli zebedei"....
Mi ricordo una Ruggiero stonata e che dimentica pure le indimenticabili note di "Nel Blu Dipinto Di Blu" davanti alla platea mondiale alla cerimonia di chiusura di Expo Milano 2015 (E certo che io c'ero...potevo mai mancare gli ultimi due giorni? Non avrebbero potuto chiudere senza di me!): lei è stata un vero pianto. Chissà chi ce l'ha voluta.
Proprio perchè la amo e adoro quel che è stata che certe miserie non le avrei mai volute vedere.
E anche per questo non parlerò del periodo "Post Matia".
Ho tutti i suoi dischi del caso, ma non li ascolto mai.
Amen.

P.S. 3 OTTOMILANO: che vuol dire la frase: "Le tue osservazioni sono interessanti, ma mi sembrano circoscritte al singolo fenomeno"???
E' OVVIO che parlando di UNA COSA (in questo caso i Matia Bazar) mi riferisco SOLO A QUELLA COSA.
Certo non potevo mettere di contorno tutto il resto degli accadimenti di quegli anni e farne una serena e imparziale disanima: ci sarebbe voluto un anno e un centinaio di forum solo per cominciare a parlarne.
Già (e lo so benissimo) sono stato prolisso con questo argomento...credo basti.
Poi le idee personali come le mie o piacciono o non piacciono....non importa...chi vuole legge, chi non vuole non legge, chi lo gradisce commenti, gli altri tacciano signorilmente.
Per rispondere alla tua ultima osservazione: oggi come oggi il mondo, guerre a parte, è sprofondato in un oblio multimediale che obnubila qualunque senso. Più che agire ed interagire le persone si stan limitando a connettersi per spiarsi o dare il peggio di se stessi.
E la rete stessa funziona da catalizzatore ed amplificatore del peggio dell' umanità.
Che dire: io, uno di quelli che HA AIUTATO A NASCERE E CRESCERE INTERNET, sono quasi pentito.
TROPPO POTERE IN MANO A TROPPI DEFICIENTI.
Meno male che non riescono ad usarlo veramente per come potrebbero.
E' il mio unico sollievo...........

P.S. 4 ELIO E LE STORIE TESE fanno anche i marpioni perchè tanto sanno che la maggiorparte della loro audience è formata da CEREBROLESI E IDIOTI TOTALI.
A Sanremo ad esempio è stata presentata la famosa CANZONE MONONOTA e giù tutti a gridare al capolavoro e elogiare E.E.L.S.T. come geniacci.

https://www.youtube.com/watch?v=eO774rdRXD4

Bruttissimo brano per me....ma per alcuni ORIGINALISSIMO,
Ma si ricordano, questi signori, che PRIMA DI ELIO, ed APPENA 23 ANNI PRIMA un vero Artista di livello e spessore aveva già provveduto a presentarla una canzone ....mononota.

Signore e Signori, il fantastico FRANCESCO SALVI E LA SUA "A"!!!!!
Altro che gli Elii....

https://www.youtube.com/watch?v=NiU-s6igpZg

P.S. RUFFIANO FINALE:

Ma ricordate il PIPPONE nazionale saltellare IMPERTURBABILE col Salvi in questo brano sanremese?
Questo si che è SPETTACOLO! Bravo Francesco. E bravo anche Pippo!

https://www.youtube.com/watch?v=N2eQ2T7RQoA
Personalmente, la mia opinione si racchiude in un solo pensiero,( nun se pò vedè certe cose all' Ariston che dovrebbe essere una gara canora......)
SAN REMO s'è perso, al di là dello share fotonico, trovo sia un festival alla deriva, alcuni presunti big, dotati di brani da cestinare

Un Ricky Martin a risollevare palpebre e umore.....

Gabbani sfotte l'orientalismo take-away .
Ma non era il Festival della canzone italiana?
No, solo un lontano ricordo...
http://www.raiplay.it/video/2017/05/Italia-Francesco-Gabbani---aposOccidentaliaposs-Karmaapos-del-13052017--1a805a4c-6340-45d9-a065-6772051fece6.html

BENE: i giochi sono fatti.
E' andata com'è andata.
Certo si rischia di fare il deluso inconsolabile, ma sottolineare che qualcosa non è andato come doveva non lo posso non fare.

Malgrado oltre 130 milioni di visualizzazioni per il nostro Gabbani sul "Tubo" (Circa 115 il video principale, oltre 8 quello di Sanremo e qualche milione sparso tutti gli altri...) contro i 2 del Portogallo, e in barba ai milioni di utenti che han detto che Occidentali's Karma era la probabile vincitrice (Assieme ai Bookmaker e vari giornalisti di settore non solo italiani) il Portogallo, con la solita canzone triste e pallosa è riuscito a fare man bassa di voti, e non solo: siam stati scavalcati anche dalla Bulgaria, dalla Moldova e dalla Svezia.
Onore al merito al Belgio: per me al secondo posto dopo noi assolutamente. Blanche aveva un bellissimo pezzo e l'esibizione è stata ottima e pulita nella sua suggestiva interpretazione.

Pensare che manco gli Italiani di San Marino ci han votato (solo 3 punti), non un voto dagli italofili Albanesi (e questo già puzza di se) e non parliamo delle varie nazioni "amiche" o piene di connazionali tipo Malta e Germania (manco un voto anche loro).
Mi da da pensare anche il televoto: cosa ha spostato tanti consensi da noi al Portogallo o alla Bulgaria (quest' ultima assieme a Belgio e Moldova nemmeno molto considerata dagli esperti di settore prima della finale)?
Non lo so e non ci voglio pensare.

Ci resta la soddisfazione (magra?) di aver vinto il premio della Sala Stampa.

Di tutto il resto si sprecheranno "Fiumi di Parole" nei prossimi giorni fino a mettere il solito triste sigillo su tutto.

Nonostante tutto BRAVO FRANCESCO. Non meritavi quel posto, ma non si può negare che la sua esibizione non sia stata la più "sentita" dagli spettatori presenti in sala.
Quindi per noi hai comunque vinto già in partenza.
Tutto il resto sono solo "spartizioni politiche" e "operazioni mediatiche"

https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/05/13/231105211-7d0efdfa-83cc-46b7-aca0-f728c5a52851.jpg

P.S. Detto da un ADDETTO AI LAVORI e IMPARZIALMENTE: La canzone del Portogallo è di una noia mortale, tristissima ed inadatta ad una competizione del genere.
QUALCUNO dovrebbe spiegarmi come ha fatto ad avere quei voti.
E da chi.

P.S. 2 Durante l'esibizione della serata finale (ma anche nelle prove e nelle precedenti delle semifinali) tutti a cantare il brano in italiano e tutti a ballare compatti.
Guardatevi bene i filmati e le bocche quando sono inquadrate.
Ah...
se poi ci vogliam aggiungere alle visualizzazioni anche le "cover" (ironiche o meno)

https://www.youtube.com/watch?v=zgv0k-hyc0I

https://www.youtube.com/watch?v=AF4mtWGSuJY

Urka! quasi 14 milioni quella dei ragazzini...
Altro che portoghesi..... :lol:
Non me ne intendo più di tanto ma mi chiedo come mai sul palco non si sono visti artisti del calibro di
Renato Zero, A. Celentano, Vasco, Il Volo, A. Bocelli, Zucchero, Nek, i Modà, Ligabue, M. Biondi, Nannini, Giorgia, Noemi, M. Ayane , potrei citarne ancora, mi chiedo...... dov'erano i pochi ma buoni?

♪*•.¸¸¸.•*¨¨*•.¸¸¸.•*•♪ღ♪¸.•*¨¨*•.¸¸¸.•*•♪ღ♪•* ♪ღ♪

Qual'è l'iter di chi va sul palco (tutti compresi) dell' Ariston?

E' andata..., quest'anno ha vinto il " genitivo sassone "

Resteranno solo i fiori a rendere magica l’atmosfera di Sanremo negli anni a venire ( perchè Sanremo è Sanremo ) ? Vedremo l'anno prossimo...!

Ops, dimenticavo.......... :idea:

1486564116834.png--.png
Gli allegati possono essere visualizzati solo dai membri del Club-50plus.
Gioia59 ha scritto: Non me ne intendo più di tanto ma mi chiedo come mai sul palco non si sono visti artisti del calibro di
Renato Zero, A. Celentano, Vasco, Il Volo, A. Bocelli, Zucchero, Nek, i Modà, Ligabue, M. Biondi, Nannini, Giorgia, Noemi, M. Ayane , potrei citarne ancora, mi chiedo...... dov'erano i pochi ma buoni?


Mariagrazia: CHE CAVOLO DICI.
Io parlavo di EUROFESTIVAL SONG CONTEST non di SANREMO.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eurovision_Song_Contest

Non è il momento di parlare di Sanremo, ma sul palco di solito vanno "i soliti raccomandati" o qualche outsider (Memorabili i Jalisse con cui gli addetti ai lavori hanno sbagliato i conti).
Qualche altro "Big" preferisce non andare per evitare di perdere la reputazione.
Diciamo che per i "vecchi" Sanremo è una sorta di "Isola dei famosi": ci vanno tanto per riprendere qualche giorno di popolarità.

Io comunque non vedo più Sanremo da 3/4 anni circa.
E se continua così ho chiuso.
Ti parla uno che non se ne perdeva manco un minuto e che ne ha visti tutti i lati, perlopiù belli.
Ma questo negli anni della "Musica" (Dai 70 ai primi 90).
Adesso è solo tanto spettacolo e nulla più.