Riguardando un vecchio film di Orson Welles, mi sono imbattuta in una frase che mi ha regalato qualche riflessione.
Mi piacerebbe condividerla con voi e leggere le vostre riflessioni.
La riporto:
“In Italia per trenta anni sotto i Borgia ci sono stati guerra, terrore, carneficine, spargimenti di sangue. Ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo, il Rinascimento. In Svizzera vivevano in amore fraterno, avevano cinquecento anni di pace e democrazia. E cosa hanno prodotto? L’orologio a cucù!”

Ecco mi chiedo se l'inquietudine, il sentire un lavorio interno spesso scomodo e rumoroso, altre volte più silenzioso, possa essere un vantaggio o una palla al piede.
Può essere quell'elemento che smuove le celluline grigie, che fa riflettere, interrogarsi sulle scelte, può portare a piccole consapevolezze da rimettere in circolo nelle relazioni sane? Può essere benzina per non fermarsi e accontentarsi di compromessi e paura della solitudine?
Oppure l'inquietudine interiore è inutile zavorra?
Peso gravoso nel già difficile compito di tenere una coppia in piedi o nel cercare di avere affianco un partner con cui star bene?
Dice Welles, se leggo bene l'intento del personaggio, che dall'inquietudine nascono grandi capolavori, menti floride, momenti intensi...mentre dalla calma, dall'equilibrio statico, nasce...un orologio a cucù!
Bello magari, ma dovendo scegliere tra un impronta geniele di Michelangelo e un grazioso canarino che appare e scompare a ritmo quale sceglierei?
Se di scelta si può parlare in fondo, perché l'inquietudine o c'è o non c'è.
E voi? Che ne pensate?
L'inqiuetudine è segno di intelligenza ma fa vivere male,soprattutto con gli altri.meglio la pace e la serenità
Ciao Viola! Sei nuova???Vedo che è il tuo primo messaggio/post.
Grazie per l'argomento! Non ne avevamo ancora parlato. Il quesito non è semplice . Dipende sempre da che punto di vista guardi l'inquietudine.

Punto di vista dai testi di psicologia:
<< Il primo errore che facciamo con noi stessi e che mina l’autostima, è il voler evitare a tutti i costi certe emozioni. Quando arriva l’inquietudine non devi trattarla come un sentimento inferiore: viene a trovarti perché ha le sue ragioni, ha qualcosa da dirti. Non è migliore o peggiore di altre emozioni!
Stimolante:
Immagina che l’inquietudine arrivi come un turbine a spazzare via i rami secchi, a eliminare via un modo di vedere il mondo, elimina le certezze, annuncia il cambiamento. L’inquietudine apre la porta a un tuo nuovo modo inedito di essere, mentre quello abituale viene messo in secondo piano. È un’energia di cui hai bisogno che arriva per dirti: “Attenta, è ora di aprire nuovi canali.”

Uno dei più grandi poeti del ‘900, Fernando Pessoa, scrisse un libro intitolato “Il libro dell’inquietudine” e ne fece una sua fonte di ispirazione. Non ha pensato che l’inquietudine fosse un male da allontanare, un campanello d’allarme, ma le ha aperto la porta, è "diventato casa" per la sua inquietudine. Ha deciso di accoglierla e vedere cosa accade, dove lo porterà, cosa vuole fare di lui. Se ti fermi alla convinzione che l’inquietudine è venuta a trovarti perché è successo qualcosa, perché il tuo fidanzato ti ha trattata male, perché devi cambiare lavoro, la tratti come un sentimento negativo e sbagliato, come un qualcosa da aggiustare.

Se accogli l'inquietudine come ENERGIA
Per vivere abbiamo bisogno di poche ma fondamentali energie: quella erotica, che crea la vita e l’energia dei sogni, che è fuori dal tempo, in cui un minuto sembra un anno. Sono energie autentiche, non le puoi controllare e grazie a loro si affaccia l’idea di eternità. Poi ci sono le energie tumultuose che rompono gli schemi: inquietudine, paura, abbandoni, cambiamenti. Stanno svolgendo una funzione, anche se tu cerchi in ogni modo di mandarle via. Ma tu non conosci l’energia dell’inquietudine, eppure è proprio lei che apre la porta a una donna nuova che non trovava posto dentro di te. Quindi non è a causa di un problema esterno che sei inquieta, ma perché non stai lasciando entrare in scena... la nuova te!
>>

Tutto sta a come la tratti quando arriva! Sta a te farne stimolo/energia/linfa , quindi vederla in positivo, o lasciarti frenare e vederla come palla la piede.
Personalmente credo che qualsiasi emozione/sentimento/sensazione debba essere accolto e trasformato. Farlo diventare positivo o negativo dipende dal carattere di ciascuno di noi :D
Grazie ad entrambe per aver risposto. Fa sempre piacere confrontarsi.
Magari sbagliando mi son convinta che l'inquietudine come l'ironia e l'ottimismo o il pessimismo, è un mix di eredità nei geni e assorbimento ambientale. Non è qualcosa che impari, non ti viene trasmessa verbalmente, un po' si è predisposti e un po' si assorbe dalle esperienze in casa e fuori.
Tocca tenersela e gestirla. Io ci convivo, a volte torna utile nel cercare risposte alternative agli eventi, altre è un fastidio che vorrei far tacere in certi frangenti. Capisco solo molto dopo che fingere di non sentirla è stato un grande errore perché probabilmente mi segnalava in un modo primordiale che qualcosa non andava, che non ero al sicuro, che mi stavo fidando incautamente, o mi stavo accomodando quando avrei dovuto correre tipo centometrista!
Mi chiedo però come sia non averla. Cioè come vive chi non l'avverte?
Come affronta un fallimento chi non ha la spia dell'inquietudine che segnala insofferenza?
se ti riferisci a uno stato personale di continua incertezza che non perviene ad alcuna conclusione rotolandosi su se stessa, la considero una malattia e come malattia va curata, ma non so dirti come. Credo che un’inquitudine di questo tipo non abbia un oggetto preciso ma si collochi a un livello assolutamente soggettivo e vago. Uno stato d’animo pericoloso perché impedisce qualsiasi decisione.
Personalmente concepisco l’inquitudine cone qualcosa di più costruttivo. Deriva dal confronto e non si tratta di intelligenza, è alla portata di tutti. E’ il confronto che si instaura tra un uomo e una donna e permette loro di regolare la loro corsa a due in un contesto sociale in continua evoluzione. E’ il dialogo continuo e sincero, la verifica talvolta dura, il non sentirsi mai arrivati, il non dare nulla per definitivo. Non è uno stato d’animo ma un atteggiamento, non è né un eccitante né un calmante. E’ un reciproco appoggiarsi all’altro per trrovare sostegno e chiarezza. E’ un momento creativo della persona, o possibilmente della coppia. Questa inquietudine porta a decisioni anche importanti e dona serenità ed equilibrio.Non é malattia, é vitalità.
Lo so che tu vuoi risposte più articolate, ma i miei limiti non riescono ad andare oltre. Accontentati.
ultimo ha scritto: se ti riferisci a uno stato personale di continua incertezza che non perviene ad alcuna conclusione rotolandosi su se stessa, la considero una malattia e come malattia va curata, ma non so dirti come. Credo che un’inquitudine di questo tipo non abbia un oggetto preciso ma si collochi a un livello assolutamente soggettivo e vago. Uno stato d’animo pericoloso perché impedisce qualsiasi decisione.
Personalmente concepisco l’inquitudine cone qualcosa di più costruttivo. Deriva dal confronto e non si tratta di intelligenza, è alla portata di tutti. E’ il confronto che si instaura tra un uomo e una donna e permette loro di regolare la loro corsa a due in un contesto sociale in continua evoluzione. E’ il dialogo continuo e sincero, la verifica talvolta dura, il non sentirsi mai arrivati, il non dare nulla per definitivo. Non è uno stato d’animo ma un atteggiamento, non è né un eccitante né un calmante. E’ un reciproco appoggiarsi all’altro per trrovare sostegno e chiarezza. E’ un momento creativo della persona, o possibilmente della coppia. Questa inquietudine porta a decisioni anche importanti e dona serenità ed equilibrio.Non é malattia, é vitalità.
Lo so che tu vuoi risposte più articolate, ma i miei limiti non riescono ad andare oltre. Accontentati.


Mi accontento, mi accontento.
L'inquietudine di cui parli tu credo sia legato ad un disturbo di ansia che paralizza, che cementifica piedi e cervello. Credo vada trattato come un sintomo di qualcosa di più complesso.
Non conosco neanche l'inquietudine condivisa, quella che descrivi come una dinamica della coppia in cui poter esplorare emotivamente e crescere magari in direzione simile.
Conosco quella individuale che segnala un fastidio, un pericolo, un momento di stallo o la necessità di fermarsi un attimo e cambiare direzione, o semplicemente un sottofondo stonato in una bella melodia. C'è e pretende ascolto. . Non è né bella né brutta. Forse un'opportunità, in alcuni casi un limite.
Sul condividere l'inquietudine in due, di cui parli tu, come un reciproco appoggiarsi...posso dirti solo che sa di buono.
Implica una certa complementarietà nella coppia, il non essere troppo sbilanciati nell'assistenzialismo di uno verso l'altro, in modo permanente. E anche questo sa di buono.
Grazie per la risposta. Mai banale tu.
Viola43 ha scritto: Mi piacerebbe condividerla con voi e leggere le vostre riflessioni.
La riporto:
“In Italia per trenta anni sotto i Borgia ci sono stati guerra, terrore, carneficine, spargimenti di sangue. Ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo, il Rinascimento. In Svizzera vivevano in amore fraterno, avevano cinquecento anni di pace e democrazia. E cosa hanno prodotto? L’orologio a cucù!”



Benvenuta Viola,

direi che dipende da tanti fattori e situazioni, metterei in luce quelli emotivi, a me arriva molto il sapore di un malessere , una sorta di tensione negativa , di frustrazione,uno dei misteri dell'umanità, non saprei cosa altro aggiungere

Credo invece ci sia parecchia confusione in quella frase di Welles, intanto i cucù non sono prodotti in Svizzera ma in Germania, della Foresta Nera, creati dai più rinomati produttori della regione
Semmai, la Svizzera è la Banca Mondiale di banconote, che troppe volte è stata frutto di enormi crudeltà / disumanità tutt'ora in corso....!!!
Niente, ho cercato di leggere tra le righe di Orson W. ma questo è quanto personalmente mi arriva, grazie comunque per il curioso argomento
un cacchio che ti accontenti, Viola, hai ribaltato la frittata e dici: questa qui che ho nel piatto c’è e non posso ignorarla, mi si impone.
Così di primo acchito, istintivamente, mi viene da dirti: e allora mangiala, che aspetti, se poi è con le patate e non troppo cotta, anzi, un pochino arrostita è pure buona (sa di buono, come ti esprimi tu), con un pizzico di sale e un calice di vino rosso diventa perfino godibile. Mangiala, cioè rendila commestibile, entragli in confidenza con un po’ di ironia, fanne parte della tua vita come un compagno di viaggio che ti accompagna a una meta. Che diventi una palla al piede o una goccia di vitalità dipende da te, solo da te, scegli se sopportarla, dominarla o lasciarti infastidire. Non farla diventare un problema e non chiederti neppure perché ti sei seduta a tavola. Mangia e godi! Nel nostro intimo ci sono tante melodie costruite sulle 12 note. La chiave la dobbiamo mettere noi, di sol di do o di fa. E dobbiamo scegliere anche la tonalità. Io preferisco quella in diesis, maggiore, armonica. Tu?
Scusami il tono confidenziale, ma stasera ho… saltato la cena e sono incacchiato con chi mi ha fatto fare tardi. Mi bastava anche una frittata alla casalinga.
ultimo ha scritto: un cacchio che ti accontenti, Viola, hai ribaltato la frittata e dici: questa qui che ho nel piatto c’è e non posso ignorarla, mi si impone.
Così di primo acchito, istintivamente, mi viene da dirti: e allora mangiala, che aspetti, se poi è con le patate e non troppo cotta, anzi, un pochino arrostita è pure buona (sa di buono, come ti esprimi tu), con un pizzico di sale e un calice di vino rosso diventa perfino godibile. Mangiala, cioè rendila commestibile, entragli in confidenza con un po’ di ironia, fanne parte della tua vita come un compagno di viaggio che ti accompagna a una meta. Che diventi una palla al piede o una goccia di vitalità dipende da te, solo da te, scegli se sopportarla, dominarla o lasciarti infastidire. Non farla diventare un problema e non chiederti neppure perché ti sei seduta a tavola. Mangia e godi! Nel nostro intimo ci sono tante melodie costruite sulle 12 note. La chiave la dobbiamo mettere noi, di sol di do o di fa. E dobbiamo scegliere anche la tonalità. Io preferisco quella in diesis, maggiore, armonica. Tu?
Scusami il tono confidenziale, ma stasera ho… saltato la cena e sono incacchiato con chi mi ha fatto fare tardi. Mi bastava anche una frittata alla casalinga.


Qui la prima vera domanda è chi ti ha fatto saltare la cena?
Non lasciarci con questo interrogativo!
Dai a parte il cazzeggio ti dico che la mangio ed è mia e guai chi me la tocca . Forse timidezza e scarsa dimestichezza con il sito e il forum hanno reso il discorso più pesante rispetto all'intezione iniziale.
Il fatto è che la citazione letta non fa nessun effetto, ma recitata da quella faccia di burro di Welles, con quegli occhi dispettosi e lucidi da furbetto irrispettoso, fa ridere. E della mia inquietudine rido anche io. È come la "sudarella" che ti viene quando sei emozionato, a qualcuno le mani diventano liquide, ad altri le ascelle a me colpisce fronte e labbra.
È un segnale, quel che ne fai dipende da quanto maneggi i segnali che ti arrivano da dentro, siano sudarella, batticuore, inquietudine, rodimento etc.
Chiedevo se per voi è linfa o palla al piede. Per te.
PS: grazie a chi ha risposto. Grazie anche a gioia, adesso so che l'orologio a cucù è tedesco. Sempre pensato fosse svizzero come la cioccolata buona.
Viola, lasciamelo dire, sei proprio una femmina. In tutto il discorso strategico-culturale che hai messo in piedi - e nel quale muovi le pedine con la consumata esperienza di un generale in pensione – l’unica vera domanda che ti poni è: chi ti ha fatto saltare la cena. … e buttata lì subito, senza neanche pensarci un momentinello. E tu di domande te ne fai tante, vero? La centralità della domanda mi era proprio sfuggita, ma a una donna non sfugge niente (tranne l’essenziale … su, concedini un po’ di ironia e di divertimento).
Potrei dirti che sono cavoli miei, ma la curiosità femminile non va inibita, pena conseguenze impensabili, e soddisfo subito il tuo prurito andando al cuore del problema: è stata una collega che invece di descrivermi le sue avventure (so che ne ha avuto più di una) con piccanti particolarità erotiche al seguito, mi ha rovesciato addosso la fatica, la delusione, l’aridità della professione, come se io non la conoscessi e non l’avessi già archiviata tra i pensieri deviati da fuggire come peste. Aveva bisogno di riposarsi sfogandosi o di avere qualcuno che la ascoltasse. Ma perché proprio io? Imbranato come sono non ho trovato un modo elegante di fuggire. Ultimo anche in questo. L’unico momento di relax nella lunga passeggiata tra piazza Duomo e san Babila è stato quando ci siamo seduti al bar in Vittorio Emanuele per un affogato al caffè (mi facevano quasi male i piedi… e il cervello). Io me lo sono gustato, come puoi ben immaginare (sì, sono goloso, qualcosa in contrario?), anche se avrei preferito una frittata come la faceva mia mamma. Lei dubito, tutta presa nel…. sai, era il tipico caso di “stronzo, non ti sei accorto come sono ben messa?”. In effetti la carrozzeria una un po’ datata ma indubbiamente tenuta a specchio. Mi sono deliziato a osservare anche i ricercati e piacevoli ritocchi stile Harley-Davidson. Robba non da garage ma da esposizione. Lei parlava, parlava, io guardavo, guardavo. Così ho saltato la cena. Eccoti risolto il quesito dell’inquietudine, palla al piede o calcio di vitalità che solleva da terra.
ahahah...grazie per la lettura! rispecchi in pieno l'idea che ho del genere maschile, diretto e senza fronzoli e....grazie ancora, buona giornata!
ultimo ha scritto: Viola, lasciamelo dire, sei proprio una femmina. In tutto il discorso strategico-culturale che hai messo in piedi - e nel quale muovi le pedine con la consumata esperienza di un generale in pensione – l’unica vera domanda che ti poni è: chi ti ha fatto saltare la cena. … e buttata lì subito, senza neanche pensarci un momentinello. E tu di domande te ne fai tante, vero? La centralità della domanda mi era proprio sfuggita, ma a una donna non sfugge niente (tranne l’essenziale … su, concedini un po’ di ironia e di divertimento).
Potrei dirti che sono cavoli miei, ma la curiosità femminile non va inibita, pena conseguenze impensabili, e soddisfo subito il tuo prurito andando al cuore del problema: è stata una collega che invece di descrivermi le sue avventure (so che ne ha avuto più di una) con piccanti particolarità erotiche al seguito, mi ha rovesciato addosso la fatica, la delusione, l’aridità della professione, come se io non la conoscessi e non l’avessi già archiviata tra i pensieri deviati da fuggire come peste. Aveva bisogno di riposarsi sfogandosi o di avere qualcuno che la ascoltasse. Ma perché proprio io? Imbranato come sono non ho trovato un modo elegante di fuggire. Ultimo anche in questo. L’unico momento di relax nella lunga passeggiata tra piazza Duomo e san Babila è stato quando ci siamo seduti al bar in Vittorio Emanuele per un affogato al caffè (mi facevano quasi male i piedi… e il cervello). Io me lo sono gustato, come puoi ben immaginare (sì, sono goloso, qualcosa in contrario?), anche se avrei preferito una frittata come la faceva mia mamma. Lei dubito, tutta presa nel…. sai, era il tipico caso di “stronzo, non ti sei accorto come sono ben messa?”. In effetti la carrozzeria una un po’ datata ma indubbiamente tenuta a specchio. Mi sono deliziato a osservare anche i ricercati e piacevoli ritocchi stile Harley-Davidson. Robba non da garage ma da esposizione. Lei parlava, parlava, io guardavo, guardavo. Così ho saltato la cena. Eccoti risolto il quesito dell’inquietudine, palla al piede o calcio di vitalità che solleva da terra.

Oh sì, ne faccio tante di domande è vero! Da sempre. E più le risposte mi spiazzano più domande sbucano fuori. Facciamo che ti si perdona la golosità se a me si perdona la curiosità e palla al centro. La tua amica carrozzata è un po' inquieta quindi! Un misto tra lagnona e "guarda che son preziosa, accorgitene uomo!"
Varrà bene una cammina sotto i 35 gradi e un gelato.sciolto.
Perché tu? Perché sceglie te per i suoi sfoghi?
Perché probabilmente hai capito che 99 donne su 100 ( statistiche non ufficiali quindi da psicologia pane e salame al bar, indi del tutto opinabili) amano essere ascoltate. Amano essere guardate, amano essere capite. Chissà che tu non abbia il dono di saperlo fare. D'altronde non è difficile farlo con le donne "spiegone" quelle che appunto hanno bisogno di dire, comunicare, spiegare, farsi capire.
E siccome son femmina e tutto colgo fuorché l'essenziale (cit.), attendo resoconti di altre puntate, altre passeggiate, altre carrozzate. Le leggerò gustandomi una frittata stile l'ho fatta come nonna. E mi sforzero' di cogliere l'essenziale...chissà che non avvenga il miracolo.
Firmato
Il generale
PS: ironia, divertimento e pizzicate sempre ben accette.
Ecco, lo sapevo io che finiva così. Ci casco sempre come uno scemo. Ultimo anche a capire. Tu dai un dito e ti portano via un braccio. Mai contente le donne! Vogliono sempre di più. Se ti fidanzi devi mettere gli occhiali scuri per non far vedere che guardi anche un’altra. Se ti sposi ti vogliono tutto per loro e le altre non si permettano. Se fanno un figlio, beh qui a musica cambia, pussa via perché ormai non servi più, hanno un altro amore, non rompere e pensa a lavorare che adesso occorrono più soldi. Se poi vai raggiungere Marchionne lei comincia (ma ci ha già pensato prima) a far di conto sulla reversibile, ma quel coglione avrebbe dovuto almeno guadagnare di più, vero?. Comunque per bene che ti vada rimani pur sempre uno stronzo, perché inesorabilmente, subdolamente, proditoriamente, irrecuprabilmente tu pensi sempre a un’altra, anche quando si è in due soltanto su in’isola abitata solo da scarafaggi. Mai che ne fai una giusta. Mai. E se per caso tra le tante loro parole ti capita di azzardarne una, una sola, ahhh, fai attenzione perché le donne, quelle, hanno la diabolica capacità di farti dire cose che neppure sotto tortura avresti mai pensato di poter pensare. Quando poi non vestono i panni del generale e col frustino in mano, comandano e … attendono che tu risponda. Subito. Poveri, poveri noi maschietti, com’è triste e difficile la vita con ‘ste donne.
….
Vabbé, adesso che mi sono ripreso da questo mattutino attacco di sconforto autoflagellante e riappropriato dei miei attributi metafisicamente qualifficanti (ho il vago sospetto che si siano un po’ ridotti rispetto al passato, non sono più aggressivo. N.d.r.), Viola43 mi vedo costretto a richiamarti alla par condicio (quella cosa, per intenderci, secondo la quale dato che gli uomini hanno i cosiddetti anche le donne se non ce li hanno per parità se li devono far crescere… a noi però non interessa avere quella cosa là, bleee, se la tengano pure che ci va bene così). E allora, per par condicio, fanciulla, adesso tocca a te. “Palla al centro”. La mia parte io l’ho fatta. Adesso raccontaci tu, a me e a tutti i maschietti che ci leggono, attendiamo una puntata, una passeggiata, una … quello che vuoi tu, e se non ti riesce di cogliere l’essenziale non preoccuparti a quello “ci pensiamo noi”, tu mettici tutto il resto, che ci piace.
Basta, invito a parte per oggi di cazzate ne ho dette a sufficienza, e non voglio che Valchiria mi tiri le orecchie perché non faccio la persona seria e vado fuori tema (a proposito, Salvini mi ha detto che è italiana doc, è stata recuperata su un gommone al Brennero e ha chiesto asilo politico alla Merkel che, siccome vale, le ha dato lavoro. Altro che Germania inospitale. Adesso ha pure le mostrine, attenti). Guh!
Scusate se mi intrometto a gamba tesa ma essendo impulsiva.......calcio d'angolo no, rigore

:lol: Ultimo, ottima analisi, aggiungo una severa autocritica
(in generale donna/uomo)
Facile dire che uomini veri non ce ne sono più , come se di vere donne ce ne fossero in eccesso, molti uomini avranno perso la voglia di corteggiare, il sapore di amare una sola donna ma molte donne non sanno più cosa sia la dignità
Uomini superficiali ma altrettante donne leggere
E' il mondo di oggi, dove in pochi si salvano che siano uomini o donne , ciò che manca sono i valori..... !
Accipicchia, scopro che Salvini è pure buongustaio... :lol:
naaa anche al Brennero i gommoni , no eh !
Saranno mica i kit innovativi tipo gommone/motoslitta made in Cina? Ecco, basta cavolate :mrgreen:
ultimo ha scritto: Ecco, lo sapevo io che finiva così. Ci casco sempre come uno scemo. Ultimo anche a capire. Tu dai un dito e ti portano via un braccio. Mai contente le donne! Vogliono sempre di più. Se ti fidanzi devi mettere gli occhiali scuri per non far vedere che guardi anche un’altra. Se ti sposi ti vogliono tutto per loro e le altre non si permettano. Se fanno un figlio, beh qui a musica cambia, pussa via perché ormai non servi più, hanno un altro amore, non rompere e pensa a lavorare che adesso occorrono più soldi. Se poi vai raggiungere Marchionne lei comincia (ma ci ha già pensato prima) a far di conto sulla reversibile, ma quel coglione avrebbe dovuto almeno guadagnare di più, vero?. Comunque per bene che ti vada rimani pur sempre uno stronzo, perché inesorabilmente, subdolamente, proditoriamente, irrecuprabilmente tu pensi sempre a un’altra, anche quando si è in due soltanto su in’isola abitata solo da scarafaggi. Mai che ne fai una giusta. Mai. E se per caso tra le tante loro parole ti capita di azzardarne una, una sola, ahhh, fai attenzione perché le donne, quelle, hanno la diabolica capacità di farti dire cose che neppure sotto tortura avresti mai pensato di poter pensare. Quando poi non vestono i panni del generale e col frustino in mano, comandano e … attendono che tu risponda. Subito. Poveri, poveri noi maschietti, com’è triste e difficile la vita con ‘ste donne.
….
Vabbé, adesso che mi sono ripreso da questo mattutino attacco di sconforto autoflagellante e riappropriato dei miei attributi metafisicamente qualifficanti (ho il vago sospetto che si siano un po’ ridotti rispetto al passato, non sono più aggressivo. N.d.r.), Viola43 mi vedo costretto a richiamarti alla par condicio (quella cosa, per intenderci, secondo la quale dato che gli uomini hanno i cosiddetti anche le donne se non ce li hanno per parità se li devono far crescere… a noi però non interessa avere quella cosa là, bleee, se la tengano pure che ci va bene così). E allora, per par condicio, fanciulla, adesso tocca a te. “Palla al centro”. La mia parte io l’ho fatta. Adesso raccontaci tu, a me e a tutti i maschietti che ci leggono, attendiamo una puntata, una passeggiata, una … quello che vuoi tu, e se non ti riesce di cogliere l’essenziale non preoccuparti a quello “ci pensiamo noi”, tu mettici tutto il resto, che ci piace.
Basta, invito a parte per oggi di cazzate ne ho dette a sufficienza, e non voglio che Valchiria mi tiri le orecchie perché non faccio la persona seria e vado fuori tema (a proposito, Salvini mi ha detto che è italiana doc, è stata recuperata su un gommone al Brennero e ha chiesto asilo politico alla Merkel che, siccome vale, le ha dato lavoro. Altro che Germania inospitale. Adesso ha pure le mostrine, attenti). Guh!


Ahhh signore mio come la capisco! Le donne son proprio un delirio! Sempre attente alle esigenze di tutti, stressanti al limite dell'inverosimile. Alcune rispondono al richiamo primordiale del nido pulito, della tana accogliente. Puliscono, puliscono, cucinano, lavorano, tornano a casa e nel farlo approfittano per fare spesa, benzina, pagare le bollette, passare in tintoria a raccattare le camicie del marito, pensare nel tragitto dalle commissioni a casa, al menù da mettere in tavola e le commissioni del giorno dopo. Arrivano a casa e attaccano lavatrici,stendono,mescolano il sugo e approfittano di un orecchio libero dai compiti, per telefonare ad altri membri del clan per accertarsi che stiano bene e il corredo genetico in comune venga presentato e mantenuto in salute da tutti. La sera poi, quando piedi,cervello e schiena reclamano vendetta, che fanno? Si infilano sotto la doccia, ungono il corpo con preparati profumati, antirughe, anticellulite, anti decadimento, belle profumate magari indossano una scomoda sottoveste ma in cuor loro agognano la canotta di cotone slabrata, comoda e antistress e si dirigono nell'alcova coniugale dove sicuramente trovano un uomo perfetto, attento, in grado di notare profumo e biancheria e sorriso, in grado di accogliere il bisogno di non comunicare con parole.

La capisco signore mio la capisco!

Ste donne son proprio un gran casino. Se per caso hai la sfiga di beccare una di quelle meno avvezze all'incanto e scarsamente sedotte dalla favola alla "love story'" in cui amore è non dover mai dire mi dispiace suona come un violino scordato, quelle, signore mio son le peggiori!
Hanno pure sta pretesa di non volersi sentire le sole possibili agli occhi del proprio uomo 24 h, 7\7. Con quelle è una faticaccia perché non le conquisti con rose e botte di ti amo, sei l'unica per me! Quelle vogliono sentirsi scelte tutti i giorni, nonostante l'immensa fatica che l'essere monogami comporta. Per entrambi. Quelle hanno capito che gli occhi son due e basterebbe avere il dono di poterli orientare in modo indipendente, per poter tenere uno sguardo fisso sulla propria e l'altro ad orientamento variabile, su una carrozzeria o un'altra. E hanno compreso che la natura non ha aiutato l'uomo in questo, rendendo il movimento oculare simmetrico, così accorrono in aiuto, accettando che a volte questo sguardo sarà tutto per loro, altre vagherà libero. L'importante è che a fine panoramica la scelta si rinnovi spontaneamente per un riportare entrambi i bulbi oculari a casa perché nel confronto per qualche strano motivo, quella che già si possiede ha qualcosa che tiene legato più dell'attrazione verso quello che non hai ancora posseduto e profuma di nuovo.
Sono un gran casino ste donne. Vero! Non ne trovi una uguale all'altra e per quanto tu ne abbia frequentate, conosciute, possedute, nessuna ti lascerà un vademecum utile per quella che verrà dopo. Anzi l'eredità sarà confusione e incertezza.

Mi perdonerai se fatico a fare i discorsi seri sulle donne carrozzate di maschi attributi che si sono mascolinizzate e hanno costretto i maschietti ad una femminilizzazione caratteriale, così come mi sono avulsi i discorsi sui costumi sessuali, sulle donne che affrancate dal controllo familiare hanno scoperto di avere una vita sessuale possibile ma nel farlo svendono il loro pacchetto azionario troppo al ribasso e i maschietti non trovano più le serietà di un tempo... Si son certa che mi perdonerai se sti discorsi proprio non li so fare né seriamente né in cazzeggio sotto l'ombrellone al lago dove ora mi trovo.
Avrai di certo la possibilità di sentirli ovunque, basta un talk show di Costanzo o Giletti, o della de Filippi. Una gran caciara di colpe reciproche tra maschi e femmine che fingono di dialogare, il cui scopo è lasciare tutto com'è e far sentire speciale l'unica donna che attacca le altre donne, l'unico uomo che attacca gli altri uomini...

Ma arriviamo al punto essenziale, la tua domanda di narrare qualcosa di mio, per te e i maschietti del forum...dubito possa esserci qualcosa di rilevante o interessante ma credo di averlo fatto in quel che ho scritto sopra. Il tuo fiuto tutto maschio nel saper cogliere l'essenziale avrà compreso nonostante confusione e gioco.
Per trasformare una donna riservata, taciturna,più avvezza alle domande che alle risposte in una "spiegona" che parla, parla, parla, mi pare di aver capito che occorra un percorso da san babila al duomo, un gelato sciolto e un uomo con i piedi doloranti e negli occhi i raggi x rivela essenziale.
Ma io sto al lago...
Vado a fare un bagnetto.
Firmato
La fanciulla, ex generale in pensione.
PS: mi scuso anche io con l'amministratrice se sto andando off topic, nel caso attendo bacchettate e torno nel mio.