Personalmente preferisco chiamarli delitti d'impeto e non passionali, in questi delitti non cè passione, ci sono amori respinti, disturbi deliranti di gelosia, disturbi borderline di personalità fallimenti del sistema familiare, depressioni, cambiamenti socio - culturali del mondo in cui viviamo,
Tutto un insieme di situazioni che vanno a pesare sul rapporto uomo-donna.
Navy, l'ergastolo, secondo me in quei momenti di rabbia non si rendono conto di nulla e non è neanche un raptus di follia perchè non esiste il raptus , sono eccessi di rabbia violenta,scatti impulsivi, attacchi d'ira e continuano..... per tutti i motivi già elencati in questi vari post con le più svariate opinioni
Aggiungerei una postilla a Gioia che mi pare abbia riassunto tutti i punti di vista in materia.
Insegnare fin dalle scuole di base a gestire le proprie emozioni, i conflitti, i rapporti con gli altri, a conoscere e controllare tutti quei meccanismi che, se lasciati allo stato brado, possono provocarci e provocare dolore a non finire.
Credo che le conoscenze in materia le abbiamo , e le famiglie, da sole, non ne possano essere in grado.
Giusto qualche ora alla settimana, per insegnare davvero a vivere.
Giusto saper gestire le emozioni, bisogna però conoscerle, dare un nome a quello che si sente dentro.
A me sembra che gli scatti di rabbia che portano agli atti di violenza siano solo l'estremo sfogo di emozioni cresciute dentro, non capite, non ascoltate e non razionalizzate.
Mi verrebbe da dire che nella società attuale, con tutta questa velocità, desiderio/necessità di possedere, mancanza nemmeno tanto di tempo, ma di stimoli a meditare, si sia perso anche il tempo per riflettere, conoscersi, capire come si è fatti e le reazioni che si possono avere.
L'esempio di un bambino che dopo la scuola ha tutti i pomeriggi impegnati in qualcosa da fare, contrapposto invece all'immagine di quando noi eravamo bambini, con la noia di pomeriggi a casa magari da soli, senza televisione, con solo la mente a disposizione ... non vi sembra che possa essere anche questa mancanza di conoscenza dei propri sentimenti una spiegazione alla violenza?
Diversi psicoterapeuti dell'età evolutiva denunciano infatti che l'incapacità di sapersi annoiare dei bambini non produca effetti positivi nella crescita. Il "tempo pieno" vissuto sempre come una prestazione, spesso imposta e non condivisa, può generare un'ansia che non viene poi canalizzata nella maniera giusta. Ovvio che questo non giustifica la violenza, nel senso che non tutti i violenti sono cresciuti imbrigliati e zeppi di impegni da piccoli, ma certamente come dici Nina il saper riconoscere le emozioni non sempre è semplice e non sempre accade nel momento giusto... spesso solo dopo, quando i danni sono irreversibili, quando il lesionismo è consumato e spesso anche quello sulla propria persona. Però le emozioni sono fondamentali... se non si parte da queste, secondo me, non ci sono supporti di aiuto che si possano dare ai violenti. Un'educazione emotiva sarebbe sicuramente importante... il selfcontrol è stato sottovalutato