Ancora una volta come possiamo dare un senso alla mattanza di una giovane donna ad opera (sembra, seppure concretamente) del suo compagno, padre amorevole e stimato professionista, addirittura attivo in iniziative contro il femminicidio? Tralasciando ogni considerazione del caso specifico e a prescindere dal contesto sociale nel quale vivevano i protagonisti di questa triste vicenda.....mi chiedo...... perché? Un mio amico mi ha detto....." lei probabilmente aveva un'altra relazione e lui temeva di essere lasciato dalla moglie e perdere pure i figli". È questa è una scusante? No...potrebbe essere un movente...ma non certo una scusante. Anche in questo caso, come spesso accade nei casi di femminicidio, ci troviamo di fronte ad una famiglia/coppia definita 'normale'..Possibile che gli uomini siano così 'deboli' così 'fragili' da spezzare il proprio intelletto con un attimo di pazzia ed arrivare a sopprimere la vita dell'oggetto ( credo che non considerino diversamente la propria compagna ) che credono gli debba appartenere sino che a loro piace. Ma abbiamo anche visto casi opposti, cioè di uomini che hanno ucciso per poter vivere un'altra storia d'amore senza impedimenti. E in tutto questo poi troviamo chi cerca 'amiche di letto' in relazioni definite 'aperte' , uomini che quasi si compiacciono a definirsi 'monelli' o 'birbantelli'. Non riesco a comprendere......come dovremmo essere e cosa dovremmo fare noi donne per essere semplicemente amate e rispettate nella nostra dignità di essere umano?
Riporto una intervista di un sociologo, il dottore Fabio Piacenti:
Dottor Piacenti, quali sono le cause del femminicidio?
“Parlando di omicidi legati alla sfera familiare, esistono tre tipi di moventi: quello più frequente è il movente del possesso, chiamato anche passionale (il 32,5% tra il 2010 e il 2015); il secondo si rifà al logoramento della relazione e riguarda le coppie di lunga durata che hanno un rapporto conflittuale (il 20% tra il 2010 e il 2015). Il terzo movente fa riferimento al disagio, di cui si parla poco: parliamo di un disturbo psichico o di un disagio forte della vittima, parliamo di vittime anziane o con disabilità che vengono uccise dai coniugi i quali non riescono a gestire le infermità della donna (il 22% tra 2010 e il 2015)”.
Come si può prevenire la violenza sulle donne?
“Di fronte ad una chiara emergenza – e tale va considerata – occorre ripensare la prevenzione e mettere in piedi iniziative efficaci che aiutino le potenziali vittime a sviluppare una consapevolezza del rischio. Che aiutino le potenziali vittime a comprendere quando è il momento di chiedere aiuto, che sappiano leggere e interpretarne i segnali. Occorre dunque una maggiore sensibilizzazione dei servizi sociali per cogliere il fatto che c’è una difficoltà molto forte da parte delle donne che oggi subiscono violenze. La legge qualcosa ha fatto ma in maniera del tutto insufficiente. Su questo fronte siamo indietro, sia culturalmente che giuridicamente: siamo un Paese che ha faticato a recepire le modificazioni del diritto di famiglia, c’è una grande lentezza e le modificazioni culturali richiedono passaggi generazionali. Ci colpisce molto che diversi casi recenti abbiano come protagonisti autori giovani. In questi casi si parla della dimensione della paura, una dimensione costante nella casistica del femminicidio. Nonostante la paura, la vittima non riesce a trovare un interlocutore nella rete, nella comunità”
Qual è il ruolo dei mass media quando si parla di femminicidio? Non crede che spesso ci sia un deficit nella comunicazione?
“Io credo che spesso ci sia un eccesso di spettacolarizzazione e che la comunicazione abbia una grande responsabilità in tal senso. È giusto raccontare la dimensione personale della vittima ma non bisogna mai giustificare l’operato dell’autore. È fondamentale dunque esprimere un senso di condanna, la sensazione del fallimento di chi ha commesso quel gesto. In nessun caso bisogna portare avanti un percorso di vittimizzazione secondaria, raccontando la vittima come una figura corresponsabile dell’azione che ha subito. Molti programmi mi turbano proprio per questo motivo”.

Cosa si può fare per essere amate e rispettate nella nostra dignità di essere umano? imporre il nostro rispetto dall'inizio della relazione, non lasciar correre su nulla che p'ossa minarli, far capire chiaramente di essere sullo stesso piano uomo-donna e nessuna egemonia in alcun caso, un rapporto paritario si deve instaurare dall'inizio e se c'è solo un accenno di violenza sia verbale che fisica parlare chiaramente e troncare se necessario, l'amore non conosce violenza, non conosce rischio se non quello del cuore, l'amore non conosce morte ma vita!
Ariella
Preciso subito che io sono contro ogni forma di violenza, sono un uomo di pace, ma in particolare sono a favore della legittima difesa e contro la violenza sulle donne e sostengo il rispetto e dignità delle donne,in un rapporto pari uomo-donna, ma sono contrario quando le donne sono estremiste nei confronti dell'uomo, perché non si parla mai delle violenze subite dall'uomo, da parte della donna. ancora oggi il diritto di famiglia non è paritario nei confronti dell'uomo e in Italia è tutto a favore della donna, in materia di separazione e divorzio e sono gli uomini a soffrire quando la donna gli impedisce di vedere i figli, si parla tanto di affidamento congiunto dei figli, ma in pratica questo non avviene, perché nella maggior parte dei casi la donna non vuole avere tra i piedi il suo ex, specie se ha un altro, oppure usa i figli come forma di ricatto e quando il rapporto diventa scomodo, trova la scusa per denunciare l'uomo, per avere una sentenza di separazione e divorzio, extra-giudiziale in suo favore e non pagare le spese processuali, potendo dare la colpa all'uomo. Personalmente ho subito per anni un matrimonio con una donna fragile di mente, con un suocero "Avvocato" che continuamente ricattava di rovinarmi la vita, se lasciavo sua figlia, ed io sono riuscito a liberarmi, solo quando il suocero "Avvocato" è morto per problemi di salute, ma con tutto ciò, ho sempre rispettato la mia ex-moglie e le sono stato vicino sempre, aiutandola in tutto e specialmente in casa, nelle faccende domestiche, per 27 anni, e non sono mai andato fuori di testa nonostante tutto, mi comportavo dolcemente e partecipavo alle sue sedute dal psichiatra, per poterla comprendere meglio e imparare come curarla, ma purtroppo vivere con una persona, che non ci sta con la testa, la vita a volte, diventa impossibile. Per una vera parità Uomo-Donna Emanuele

P.S.
Quando una donna subisce violenza, o denuncia di averla subita deve telefonare ai sevizi sociali e recarsi immediatamente al pronto soccorso ed effettuare la prova del tampone e del DNA sulle tracce di eventuale sperma o altro materiale genetico, al fine di provare la violenza subita, questo è più o meno quello che dice la legge, ma nella realtà questo non avviene mai e per i motivi che ho citato prima, molte donne disoneste si fanno qualche strappo alla camicetta, si provocano delle autolesioni e poi denunciano l'uomo, che viene condannato anche senza prove certe e il malcapitato, non può difendersi, anche perché con la lentezza della giustizia, la prova del DNA si deve effettuare entro i tre giorni dalla presunta violenza subita, se veritiera e se di vera violenza si tratta, perché la prova del DNA se eseguita nell'immediatezza serve per accusare il violentatore, ma serve anche per discolpare, chi viene accusato ingiustamente.Questa è la mia denuncia, perché di questo non si parla mai- Le pene per violenza sessuale sono state aumentate e adesso un uomo accusato ingiustamente, rischia ai quattro ai dieci anni di carcere.
"Quante ancora ne devono morire? Quante donne, ragazze, madri, figlie, sorelle, amiche dobbiamo vedere massacrate da ex, diventati mostri e assassini, prima che vengano prese decisioni idonee ad un problema sociale enorme come quello della violenza sulle donne?

Il Telefono Rosa" denuncia quasi 9.000 casi di violenza e altri mille di stalking !
Le leggi attuali "non bastano,,,,,,,!!!
80 vittime a fine agosto 2016 !!! I numeri sono impressionanti e svelano una realtà drammatica, un ritmo che provoca molto sconcerto e non solo, la gravità della violenza aumenta
La cosa più inquietante è la conferma che rimane l’ambiente familiare quello dove si consumano più delitti. La casa, il focolare domestico genera mostri e spezza vite innocenti e speranze, quando invece dovrebbe tenere più uniti.....
Ma chi sono ??
Sono mariti o compagni gelosi, ex respinti che non si rassegnano, uomini che non si vogliono arrendere e perdono la testa massacrando i loro affetti più cari. Non si fermano davanti a
mogli /donne che invece dovrebbero proteggere. Uomini che ammazzano e scappano o che fanno sparire corpi e tracce, ma anche uomini che subito si autodenunciano e che con serenità telefonano ai carabinieri per avvisare di avere ucciso la moglie e/o figli, senza cedere ad alcuna emozione....!
Da troppo tempo ci chiediamo cosa scatti nelle loro teste........
Il film è sempre lo stesso, con le stesse orribili trame. (guardo spesso "Amore criminale" ahimè .....storie vere.... )

Oggi mI chiedo quante donne riescono a liberarsi in tempo del proprio carnefice, quante intuiscono il pericolo che stanno veramente correndo e quante si illudono di poter correggere il compagno violento fino a rimetterci la vita.

E' forse qualcosa che esplode nella coppia e brucia l’amore, lo capovolge, lo profana fino all’estremo. e riivela che quella relazione non era amore ma possesso da parte dell’uomo sulla donna ?


Accipicchia se sono bravissimi questi " amanti... " poi a recitare la commedia........,
mostrano ai fotografi una faccia coperta di lacrime, si mettono a disposizione della polizia, dei media, per cercare la donna sparita, uhh, abbracciano mamma e papà per consolarli della grave perdita. Spesso vengono pure creduti ..... !!.
Mentono con tanta spudoratezza! SI, tanta, troppa

Un mio pensiero in questo momento và a 2 donne scomparse nel nulla , volatilizzate...... :
Guerrina Piscaglia & Roberta Ragusa


Hanno forse anche a che vedere con il modo in cui la cultura di massa tratta le donne.?

Ci sono tanti casi che non vengono alla luce, di uomini che perseguitano ossessivamente le donne che dicono di amare, con minacce,ricatti, inseguimenti, speronamenti, intimidazioni, ecc ecc ,.
e chi ne ha più ne metta , mannaggia a loro......!


L'amore violento, non è amore......,la violenza è incompatibile con l'amore !
L’ho uccisa perchè l’amavo.... ( niente di più falso ! )



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Vorrei discutere dell'argomento in modo diverso...l'incapacità di gestire un conflitto...se non di risolverlo...quantomeno di affrontare in maniera costruttiva emozioni che stanno li...dentro...un tempo bastava un "non ti sopporto più" a lasciar sbollire ira e frustrazione per qualcosa che sfuggiva al controllo. Poi si e' passati al lancio di stoviglie...poi una escalation che porta ad aggressione fisica spesa fatale. L'amore in effetti non c'entra...centra l'incapacità di molti esseri umani a sanare emozioni negative. Gli uomini ammazzano le donne...le quali a loro volto sono i genitori più colpevoli di infanticidi...pare una catena in cui ...siccome c'è sempre un più debole e indifeso ...l'alienazione emotiva e mentale di scatena
Ecco........., l' omicidio di 3 giorni fà, ( Giulia Ballestri.) RA

il colmo del colmo !!!

il marito, noto dermatologo addolorato......! . che ha massacrato la moglie a bastonate fracassandole il cranio,
organizzava convegni contro il femminicidio !!!!!!! nel 2013 collaborò ad una serata organizzata da " Linea Rosa ", associazione che tutela le donne vittime di violenza.

Non ho parole !
sia chiaro: la violenza è la ragione di chi non ha ragioni.
Proprio perché manifesta una carenza di questo tipo ritengo inutile sforzarsi di trovare spiegazioni o domandarci fino a quando. E’ così, avviene, è sbagliata, tutti la condannano ... fino a quando non succede qualcosa che ti fa salire il fumo agli occhi e tu perdi il lume della ragione, qualunque cosa pensassi dicessi o facessi fino a quel momento. Non giudico nessuno, ma per nessuno mi sento di mettere la mano sul fuoco.
Non so cosa può capitare quando “non ci si vede più”. L’uomo reagisce nel solo modo che gli è proprio, la forza. La donna in un modo molto più raffinato e subdolo, talvolta crudele e vendicativo. Non è raro il caso che il colpevole (uomo o donna) vesta i panni della vittima.
Dire che occorre serenità nel leggere questi fatti ha il sapore dell’ironia. Ma se si vuole che anche queste situazioni drammatiche possano diventare per motivo per rendere migliore la nostra vita e il nostro rapporto, dobbiamo cominciare a chiederci
cosa è mancato in quelle relazioni, sia da una parte che dall’altra.
Cosa ha fatto sì che si giungesse a quel punto?
come è stoa possibile illudersi su una personalità?

Se vogliamo imparare qualcosa per la nostra vita (e non solo esprimere tutto il nostro orrore per i fatti di cronaca), dobbiamo davvero armarci di calma e cominciare ad usare quel poco o tanto di ragione che ancora a noi resta. Ne gioverà il nostro rapporto. 
Otto....in questi casi non serve la psicoterapia di coppia...non serve razionalizzare e dire...cosa e' mancato nel rapporto etc. La violenza sulle donne non e' fenomeno limitato al ménage di coppia. L'essere umano sta perdendo la capacità di gestire le emozioni in modo diverso...donne neonati persone disabili bambini a scuola gente in metro che segnala ad altri di non fumare e viene pestata. E' l'assoluta incapacità di vivere frustrazioni in una società in cui non si sopporta più nessuno perché centrata sull'appagamento del singolo individuale egoismo
capisco l’indignazione e la condivido ma non mi sembra di aver invocato nè la terapia di coppia né di aver voluto razionalizzare e tanto meno me la sento di generalizzare elevando a sfascio sociale casi che - per fortuna - sono molto circoscritti.

 “L'essere umano sta perdendo la capacità di gestire le emozioni in modo diverso”.....
 “E' l'assoluta incapacità di vivere frustrazioni in una società in cui non si sopporta più nessuno” ...
che parolone! perchè non guardi invece a una ben più sconfinata massa di persone che difende con i denti il proprio equilibrio senza diventare notizia da primapagina? esci dalla tua logica di sindacalista, la realtà è assai più complessa e non si compone solo di ciò che appare o di ciò che fa notizia né si basa su ciò che fa scandalo.

 “una società centrata sull'appagamento del singolo individuale egoismo” ...
no, mi dispiace, non voglio lasciarmi trascinare in un facile e generico moralismo. Se hai capito l’orientamento di quello che ho scritto avrai anche notato che, pur senza sminuire la gravità di quanto i media sbattono sotto gli occhi di tutti, il mio intento è quello di imparare anche da questi drammi, di fronte ai quali, superato lo sconcerto, cerco di pormi delle domande al solo e semplice scopo di migliorare i miei comportamenti per evitare di trovarmici prima o poi anch’io. Lo sconcerto è un atteggiamento psicologico passivo, io voglio essere costruttivo e cominciando da me stesso.

“gestire le emozioni” … doveroso! per me significa provarle senza lasciarmi dominare.
Non c’è polemica nelle mie parole, voglio solo essere propositivo. Non è difficile da capire. 
Veramente sono tutt'altro che moralista...e non guardo le cose da un quotidiano ma ci vivo in mezzo. Sei tu che hai tirato fuori la coppia e il fallimento comunicativo...non io. Appunto...la gente dovrebbe imparare a dominarsi ma non accade...basta un no e saltano i nervi. Come mai? Le cose non sono semplici come le vedi tu...forse neanche come le vedo io...che però non le leggo sui giornali
'... uomini che quasi si compiacciono a definirsi 'monelli' o 'birbantelli'. Non riesco a comprendere......come dovremmo essere e cosa dovremmo fare noi donne per essere semplicemente amate e rispettate nella nostra dignità di essere umano?....'

Condivido i vari commenti, come dice Otto bisogna sapere controllare le nostre emozioni, la cattiveria e la violenza che ci assale. Ciò però non è possibile perchè non siamo fatti tutti nella stessa maniera.
E poi, altri casi, quando una donna o un uomo sono talmente sotto pressione in casa, umiliazioni e insulti, che in un momento clou non riesci più a dominare e succede quel che succede. Ci sono varie sfaccettature. A volte la donna ha un carattere più forte dell'uomo, diventa cattiva, dominatrice. A volte è succube dell'uomo, ma come si fa a permettere a un compagno di stuprare le proprie figlie, o le altre bambine? Vedesi il fatto di Fortuna (la bambina buttata da un balcone).
Di fatti ce ne saranno ancora, inorridiamo alle vicende, alle volte un psicologo può andare indietro nel tempo di una persona, conoscere l'origine della sua attuale violenza. Ma ormai il male è fatto.
Secondo me l'unica cosa che possiamo fare è imparare a difenderci, noi stessi, e insegnare alle figlie a difendersi a loro volta. E parlarne, a casa, con i genitori. Ma anche lo Stato deve aiutare . Non rimettere in libertà dopo poco mesi un un uomo che ha ucciso o abusato di una donna. Io sarei per pene molto più dure.
Molte donne provengono da situazioni culturali in cui hanno già subito come figlie...quindi con la percezione errata che sia normale...e uno svilimento della propria dignità umana che rende difficile poi da adulti ribellarsi immediatamente. E donne cresciute deboli di norma si legano con uomini apparentemente risoluti. Quindi la psicologia come aiuto serve...se non liberi dentro una persona dal giogo non la liberi fuori. Questo non contraddice Otto...era solo il mio punto di vista...personale e professionale.
Cons, come dici, sono tanti i fattori responsabili e partendo anche da piccini.... , il tuo punto di vista professionale si collega ad alcuni fatti con ragazzini minorenni nella comunità maschile dove lavoravo , (penale) piccoli furti, risse ecc, alcuni di loro cresciuti in famiglie dove già regnava violenza verbale e psicologica,
Quando questi ragazzini si raccontavano uscivano storie del tipo, picchiavo mia sorella perchè non sopportavo vederla pitturarsi le unghie....perchè voleva uscire con le sue amiche a ballare e cosa ne deduci, un ragazzino, ( futuro uomo ) aggressivo...
e si và alla ricerca delle cause scatenanti , gelosia? ha vissuto le stesse cose in famiglia?
( tra padre e madre ?) ( padre e figlia? ) ( madre e figlia? ) oppure è nel il suo indole? rigidità di carattere ? caratteristiche di personalità ? tantissimi sono i fattori !

Pensando adesso a noi adulti, all’ inizio di un rapporto , il bisogno di sentirsi amati è fortissimo, per cui tutto il resto è trascurato o passa in second’ordine. In questa fase le illusioni e le fantasie sono la punta dellI 'iceberg.... tutto scintilla !
Una volta che il rapporto si è consolidato, entrano in gioco anche i dettagli e non si tollerano più le disattenzioni e le sgarberie del partner; anzi, tutto ciò che fa l’altro/a sembra essere difettoso e inaccettabile, e cominciano i tentativi per CAMBIARE il partner e trasformarlo a propria immagine e somiglianza, ovviamente senza mai riuscirci !
Per la donna, il bisogno di apparire all’ esterno perfetti come coppia sembra sia d'obbligo e di conseguenza non si sopportano più i difetti del partner, rigidità di carattere ecc ecc
E come diceva Cicerone: “Il diritto a tutti i costi diventa ingiuria”

Quando poi inizia un giudizio negativo sul proprio partner, la coppia non cè più perché non cè più amore, fiducia, attrazione, collaborazione e rispetto reciproco......
Ecco.... , si entra nella routine del rapporto di coppia ricco di problemi esistenziali !
Si scatta con rabbia e si entra in conflitto per ogni minima questione, non esiste una causa unica ma un insieme di fattori che possono diversamente interagire tra loro nel favorire la comparsa di reazioni violente, schiaffi spinte, pugni, lanci di oggetti ecc

E guarda caso, quando manca il dialogo e la comprensione nella coppia,
sorge all’orizzonte., ... come per magia, ....... un altro uomo o un’altra donna......!


Chi però ne paga il prezzo maggiore delle liti e dei divorzi dei genitori sono i figli..........!
........Non dimentichiamolo........
E purtroppo ci sono anche tante donne percosse che perdono talmente tanta stima di se stesse da considerarsi loro le colpevoli dei maltrattamenti...incamerano un senso di giustizia in quello che subiscono..
Come ho detto altre volte...vittima e carnefice spesso diventano complici di un equilibrio psicologico necessario...da cui non e' semplice uscire.Ci vuol tempo per farlo e ci vuole ancora più tempo riabilitarsi rispetto a se stessi.
Una volta c'era il delitto d'onore, se il coniuge era infedele, poi è stato abolito con il subentro della legge sul divorzio, ma i delitti passionali, non sono cessati, sia di uomini che hanno ucciso le donne, sia di donne che hanno ucciso gli uomini, ma la domanda nasce spontanea...Perché nonostante ci sia ormai la legge sul divorzio breve, i delitti passionali tra coniugi continuano? cosa spinge una persona a programmare un omicidio e occultamento di cadavere, nel tentativo di farla franca e cosa spinge una persona a rischiare l'ergastolo?