In questi giorni si sta discutendo sulla possibilità di concedere il diritto di cittadinanza per nascita.
Al di là di schieramenti politici, dei quali non mi interesso e che preferirei fossero evitati, voi come la pensate?


https://www.youtube.com/watch?v=49GSJ542bfw
Popolounico.org è rivolto a chi vuole prendere in mano la propria vita e tutelarla in prima persona, facendo rispettare quelli che sono i propri diritti per nascita in qualsiasi situazione.

Se i diritti umani venissero applicati ....
http://www.ohchr.org/EN/UDHR/Pages/Lang ... LangID=itn
@ brancaleon, come la penso ? Lo esprimo in generale nell'altro post intitolato "vergogna"
Comunque, benvenuto nel forum, club
Ben arrivato Brancaleon :D
Sullo Jus soli, penso che la Corporation Italia necessiti disperatamente di nuovi (s)oggetti da inserire in appositi Trust, a tale proposito vedi il post di Leonte che fa riferimento ai Diritti Umani e a P.U.

"Cos’ è un trust?
Il trust, la cui traduzione letterale è “fiducia”; mentre il concetto è più affine a quello di “affido”, è uno strumento giuridico che tutela e protegge beni mobili o immobili e intenti con alto valore etico ed universale o entrambi allo stesso tempo.
E’ un istituto del sistema giuridico anglosassone di Common Law, sorto nell’ambito della giurisdizione di “equity”, che serve a regolare una molteplicità di rapporti giuridici di natura patrimoniale (isolamento e protezione di patrimoni, gestioni patrimoniali controllate ed in materia di successioni, pensionistica, diritto societario e fiscale).
Il trust – inoltre – è uno strumento giuridico che, nell’interesse di uno o più beneficiari o per uno specifico scopo, permette di strutturare in vario modo “posizioni giuridiche”, basate su legami fiduciari che sono regolati da rapporti con regole precise, per periodi stabiliti dal disponente, ossia colui che conferisce i beni mobili ed immobili in un trust, nella sola gestione di un trustee, per una durata massima di 99 anni."
Tre risposte diplomatiche che ci girano attorno ma non entrano nel merito, mi sa che questo è un posto di furbacchioni, allora faccio una domanda, la cittadinanza è prima un diritto oppure un dovere? Vediamo adesso chi si sbilancia, ma ho il sospetto che rigireranno ancora la polenta, preparo crudo, coppa e culatello o volete anche un pò di parmigiano non stagionato?
Brancaleon, mi sto armando davvero di buona volontà te lo assicuro!
Non è prima un diritto o un dovere,per me la cittadinanza come prima cosa è la condizione giuridica di chi appartiene ad un determinato stato, l’insieme dei diritti e dei doveri ne sono la conseguenza.
Aggiungo che i diritti sociali e civili non necessitano della cittadinanza,mi piacerebbe leggere il tuo punto di vista sull’argomento Jus soli, tu che ne pensi?

Non so se ho girato la polenta, però al tuo menù vista la stagione aggiungerei anche i funghi, magari li porto io, il parmigiano… stagionato grazie!
Dal mio punto di vista argomento interessante che, se trattato con maggior umiltà da chi lo propone, potrebbe ricevere diversi contributi. Io non mi considero "furbacchiona" e non penso lo sia chi non risponde adeguatamente alle domande del prof.
Prof, mi pare che a questa verifica abbiamo risposto adeguatamente , senza alcuna furberia, prendiamo un 9 ? A questo punto, le faccio una domanda, farà prevalere i nostri diritti scolastici, ai diritti nelle classi ed eventualmente in situazioni extra-scolastiche. ?
Che ne dice se a fine anno del ciclo di studi organizzassimo un evento a Parma, tipo visita al Museo Archeologico Nazionale , poi un pranzetto con anolini o bomba di riso , di secondo, stracotto di manzo o Trippa parmigiana., un buon vinello dei colli di Parma, e dulcis in fundo le Scarpette di Sant’Ilario
Detto ciò, piacerebbe anche a me leggere il tuo punto di vista sull’argomento Jus soli
Per rispondere a Brancaleon che sembra lanci una sfida a chi non ci gira intorno ma interi nel merito dell'argomento.
Brancaleon, non hai espresso il tuo punto di vista, chiedendolo a chi ti legge , ebbene, ho letto e posso provare a dialogare in merito
Ottimo e mirato  il riferimento di  Leonte sui diritti umani. In molti paesi esiste il diritto di cittadinanza per suolo, in altri anche la doppia cittadinanza, che a mio modesto parere non è da sottovalutare.
Che il/la cittadino/a nasca in Italia, pur da genitori con cittadinanza altra, non è tanto importante il rimbalzo tra diritto/dovere acquisito, quanto l'effettiva buona condotta nel Paese in cui si cresce.
Giorno dopo giorno ha valore   il "come" si conduce la vita, con onore, rispetto e  amore verso gli altri...fratelli .
Oh ragazzi, mettiamo le carte in tavola, se mi date del professore già dopo il primo messaggio è una vostra libera scelta alla quale, pur non condividendo mi adeguo, però sia ben chiaro che allora le domande le faccio Io e Voi,sempre se vi garba, rispondete.
Dove si è mai visto rispondere ad una domanda di un professore con altra domanda?Ognuno mantenga i suoi ruoli, se proprio volete farmi domande solo in carta bollata e dopo le ore 20, il mio segretario, di nome Dante,avrà cura di rispondervi, sempre se è sobrio, sì perchè la moglie, Beatrice lo ha appena lasciato e lui è disperato, non sa che è la sua fortuna, nel frattempo mentre il Dante vero si riempiva di versi divini, quest'altro si riempie di vini diversi per non pensarci, chi ha detto che cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia?
Non amo le idee, preferisco le situazioni, quindi è scontato che il solo sentir parlare di ius soli mi stimola a passare al canale successivo. Ma qualcuno ha detto che gli anziani devono essere pazienti per acquisita maturità, e sia, la faccio contenta la Michela e non giro canale. Tuttravia non posso non constatare che questa è una discussione fuorviante se fatta in senso assoluto, cioè come ius soli appunto. La possiamo anche fare ma tenendo presente che la posta in gioco è qualcosa di molto diverso e più radicale, anche se non immediatamente percepibile.
Ius soli è un aspetto semplice di una situazione complessa.
Nel nostro vivere sociale da qualche tempo si stanno generando tensioni di una certa intensità dovute alla presenza di elementi estranei che in qualche modo si infiltrano e si impongono. Ne cito solo due: la presenta di stranieri dovuta all'abbattimento delle frontiere interne e quella di extracomunitari dovuta a un processo migratorio epocale. La prima ci mette in difficoltà perchè la scarsa conoscenza della lingua ci impedisce di dialogare, la seconda ci irrita perchè ci sentiamo come defraudati di qualcosa di nostro (ma quando mai lo abbiamo sentito nostro, stante che a molti fa schifo sentirsi italiani?), Comunque sia la nostra società, noi, sta cambiando e lo fa sotto la spinta di queste tensioni che fanno da motore dotato di "ridotta" e privo di retromarcia. In altre parole la nostra società sta cambiando, lo sta facendo tra contasti, ma sta inesorabilmente maturando verso un nuovo sistema di rapporti che al momento non ci è ancora chiaro ma che si sta già delineando (non mi addentro nel rapporto di coppia, ci sarebbe molto da dire). Non possiamo fermare questo processo, pena l'essere schiacciati. Si fa fatica, è vero, non abbianmo ancora assimilato la nuova situazione che ci porta a sentirci europei (e stiamo a parlare di Catalogna o di Padania!...), immaginarsi se accettiamo facilmente di diventare una società multiculturale. Non riusciamo neppure a capire che il tempo dei ghetti è finito e che ormai le relazioni non sono più quelle di ... 20 anni fa. E' in atto un'osmosi contro la quale non ci sono anticorpi. Parliano con i nostri ragazzi delle elementari che a destra si trovano un nero e a sinistra un giallo (senza offesa e nessun colore di pelle). Ce lo spiegheranno. Chiediamolo ai nostri giovani che all'università parlano inglese e si trovano anche il russo o l'arabo che è venuto a studiare qua. Ci parleranno di un altro mondo. Danno già tante cose per scontate, quelle che a noi creano ancora problemi. Allora, lo vogliamo capire che stiamo cambiando pelle con la velocità di una generazione? i nostri figli questo lo vivono, per i loro figli sarà una cosa naturale. I nostri figli sono nati col computer in mano, i loro nasceranno con l'intelligenza artificiale. Noi vogliamo ostinarci SOLO con carta e matita?
Ecco che ritorno al dunque: stiamo ancora a parlare di ius soli come se fosse una bandiera? non c'è niente da spiegare. C'è da capire una situazione che sta velocemente maturando. Mettersi sulla difensiva probabilmente è anacronistico e non porta a nulla. Un dialogo si impone. L'impero romano è caduto non perchè invaso dai barbari, ma perchè non ha saputo dialogare con loro, e alla fine sono loro che hanno imposto il dialogo all'impero. Vogliamo imparare dalla storia?  
Michela, io non ritengo gli extracomunitari… "fratelli" non sono religioso a tal punto. Li considero però una parete di me come soggetto sociale, un interlocutore dal quale posso apprendere cose nuove e col quale devo instaurare un rapporto e un confronto. Sono un'occasione di verifica. 
@ brancaleon
E poi siamo noi i furbetti che ci girano attorno senza entrare nel merito, mah.....
Per quanto mi riguarda ho già espresso il mio pensiero, mi pare anche molto chiaro
Salve, mi ritrovo per caso da queste parti e non ho potuto fare a meno di dire la mia su un argomento cosi' attuale e controverso. Obiettivamente parlando, le attuali normative italiane gia' garantiscono agli immigrati gli stessi nostri diritti fondamentali, se non superiori, per cui non vedrei motivazioni urgenti che possano migliorare la qualita' del loro inserimento. Dico cio' perche' le nostre assai diverse culture socio-religiose hanno bisogno di tempo per poter essere amalgamate, se fosse mai possibile, e non parlo di qualche anno scolastico o vissuto nel ns bel paese. segue
E va bene , dico la mia su questo argomento poi lo lascio in pasto a chi si vorrà esprimere, credo molto semplicemente che la cittadinanza prima di essere un diritto o un dovere, sia il risultato di un percorso di vita, e non semplicemente un luogo di nascita.
Il che significa che si deve prima imparare ad amare la terra dove si è nati, la sua lingua, la sua cultura e le genti che la popolano, e non ridursi ad una mera convenienza privata del momento o a futuri ipotetici interessi politici .
Se sei figlio di stranieri che vivono in Italia, magari anche da anni, ma non hanno mai ritenuto opportuno di richiedere la nazionalità, e nasci in Italia, non sei italiano, ciò non ti impedirà, una volta raggiunta la maggiore età, e con essa si spera anche la capacità di comprendere, di chiedere e dimostrare che la tua scelta è frutto di una integrazione ormai completata e un sincero desiderio, e non parlo di religione, badate bene, parlo di cultura.
Questo ne più e nè meno del potere decidere , per motivi propri, di rifiutare una qualsiasi nazionalità, come successo in alcuni casi.
Ecco io ho fatto quanto mi chiedevate , ora vedetevela voi che siete sicuramente più bravi di me.
Riporto questo articolo Ansa di oggi ,a mio modesto parere questa è una delle cause dell' accelerazione verso lo Jus soli...che ci piaccia o meno.

Istat: Italia da Paese di giovani a 50% over 45
Dal 1957 a oggi baricentro età spostato avanti di 15 anni
http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca ... 33bd7.html
cron