Non so se vi è chiaro, ma ora pezzo a pezzo verrà giù anche tutto il resto.
A partire da Scozia e Irlanda del Nord, che hanno votato per rimanere in Europa.
Certo che ora il castello piano piano si sgretola...Irlanda del nord e Scozia hanno le loro buone motivazioni a voler restare in Europa perché soprattutto la Scozia vuole staccarsi dall'Uk...e il referendum non vinto lo scorso anno la tiene unita all'Europa ...in Europa ma senza sudditanza al governo centrale inglese.
ma tu guarda, pare che siamo stati noi, dai 50 anni in su e soprattutto gli ultrasessantacinquenni a determinare l'uscita.....che dire: vecchi fuori e vecchi dentro!
I giovani sono nati con una mentalità aperta...senza pensare a Schengen...sono figli dei progetti comunitari...di Erasmus...figli dell'Europa non dei nazionalismi...sono ragazzi che parlano inglese spagnolo...che partono senza problemi...i vecchi sono ancorati al portone di casa...a tagliare l'erba del proprio giardino...e non guardano oltre il proprio futuro
....a parlare d'amore sui forum.... :D
sarà meglio continuare a lavorare...certo che con la sterlina giù, forse sarebbe stato il week end giusto per andare a londra!
Lo scorso we il biglietto costava 90 a/r ...ci avevo pensato partire oggi...mia figlia studia li...vediamo se prox we i costi saranno ancora contenuti
Gli italiani e Londra, cosa accade ora: studenti, lavoro, turismo
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI – La Repubblica
24 giugno 2016

LONDRA – Mezzo milione di italiani vivono nella capitale britannica e nel resto dell’Inghilterra: la più grande comunità di nostri connazionali all’estero. Finora si sentivano – ci sentivamo – a casa: il passaporto dell’Unione Europea consentiva libertà di movimento e di lavoro in questo paese, come negli altri 27 stati membri della Ue. Ora cambia o potrebbe cambiare tutto. Stamattina tanti nostri compatrioti si sono svegliati gridando “oh no!”: pensando al lavoro che hanno qui, pensando alla casa che hanno acquistando, pensando al futuro di figli che qui sono nati o cresciuti e andati a scuola e all’università. Cosa accadrà a tutti loro? Nessuno lo sa con certezza, ma si possono fare previsioni, come l’ambasciatore italiano a Londra, Pasquale Terracciano, aveva spiegato a “Repubblica” durante la campagna referendaria.

Quelli che sono già qui. Chi paga le tasse da più di 5 anni in Gran Bretagna può richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza. Molti lo hanno già fatto, prendendo la doppia cittadinanza, britannica oltre che italiana, come consente la legge. Molti di più verosimilmente lo faranno ora, ingolfando la burocrazia del ministero degli Interni britannico: il procedimento, attualmente, richiede tempo e denaro, un anno e almeno mille sterline. Chi non intende restare per sempre, o comunque non ha fatto piani precisi per il domani, potrà probabilmente ottenere un visto di lavoro, da rinnovare ogni due-tre o anche cinque anni, presentando una richiesta da parte del proprio datore di lavoro: come si fa, per esempio, per lavorare negli Stati Uniti.

Quelli che non ci sono ancora. Per chi vuole emigrare nel Regno Unito, in futuro, le cose saranno più complicate. Tanti ragazzi italiani non potranno più venire a Londra, trovare una sistemazione provvisoria e mettersi a cercare un lavoro. Il lavoro bisognerà cercarlo e ottenerlo prima di partire. Fare il free-lance in Inghilterra, in qualunque campo, diventerà più difficile. Molti che lo stanno facendo saranno costretti a tornare in patria. Altri rinunceranno a partire, preferendo altre mete in Europa. Magari, se vogliono parlare inglese e rimanere in Europa, andranno in Scozia – se la Scozia abbandonerà la Gran Bretagna per restare nella Ue, come è possibile.

Quelli che ci vengono per turismo. Non cambierà niente: in vacanza a Londra si continuerà a venire. Sembra inconcepibile che, almeno per paesi come l’Italia, la Gran Bretagna richieda un visto turistico, anche perché altrimenti pure gli inglesi avrebbero bisogno di un visto per andare in vacanza in Italia. Molti paesi al di fuori dell’Unione Europea, del resto, possono visitare per turismo la Gran Bretagna senza un visto. Gli italiani andranno in vacanza a Londra come vanno negli Stati Uniti e in tanti altri posti: senza visto. Sarà anzi questo il mezzo, per alcuni, per fermarsi più a lungo: entrare da turisti, probabilmente con la possibilità di rimanere fino a tre mesi, cercare lavoro e quindi, trovatolo, trasformare il proprio visto turistico in visto di lavoro. Ma è una trafila molto più complicata del regime attuale.

Quelli che non ne vorranno sapere. Uno scienziato italiano che lavora da un quarto di secolo a Londra confidava, nei giorni scorsi: “Se non mi vogliono, non chiederò la cittadinanza britannica, me ne andrò in Olanda o da qualche altra parte, in un paese che si sente europeo”. Ci sarà anche chi non sopporta questo schiaffo e preferirà trasferirsi altrove, o magari tornare in patria. O come ha raccontato a “Repubblica” qualche giorno or sono la ragazza che fa la cameriera in una pizzeria di Londra, decidere che, se proprio devi avere un visto per lavorare qui, tanto vale chiederlo per luoghi con un clima migliore: “Me ne andrò da questa isola piovosa e coronerò il mio sogno di vivere in Australia”.

Quelli che studiano. Gli studenti universitari potranno ottenere un visto di studio. Ma non potranno più ottenere il prestito che al momento è esteso a tutti gli europei, in grado di coprire interamente le 9 mila sterline annue di retta universitaria, da restituire solo dopo la laurea, a rate e soltanto se si ha un lavoro. Fare l’università a Londra, per un italiano, diventerà ancora più caro.
dico la mia solita minchiata ed esco.... ma perché, seguendo i vostri discorsi, non mettete gli over 50 in un ghetto e li mettete nei forni crematori così non li avrete che parlano d'amore e altre idiozie sul forum, non avendo la mentalità della generazione Erasmus? fatevi promotori di una legge: eliminare i vecchi dopo i 60, sono un peso per la società, si evita di pagare pensioni, si evita di parlare d'amore sul forum over50, i vecchi sono inutili e debosciati mentre i giovani sono tutti pimpanti e pieni di voglia di fare... fatevi promotori di una legge del genere no? saluti alla generazione Erasmus! Ariella...
Senza essere così estremi Ari, (vedrai che comunque così succederà, tra qualche decennio, senza bisogno di suggerimenti da parte nostra) è innegabile che siano stati gli over 50 a decidere definitivamente per l'uscita dall'UE.
Non significa che i giovani siano tutti pimpanti e con la verità in tasca, significa che girando e vedendo il mondo forse ragionano di più con la propria testa e hanno più coraggio o l'incoscienza di credere di essere cittadini europei; significa che gli "anziani" si sono fatti prendere dalla paura, dal "si stava meglio prima" - succede anche da noi.
Poi si può parlare di tutto, ci mancherebbe.
Se non si gradisce, si può non rispondere.
secondo me ci saranno ripercussioni finanziarie a lungo andare...ma in definitiva hanno fatto bene....non sei piu padrone in casa tua restando nell europa fatta di ricatti economici e imposizioni da bruxelles....è come avere una casa propria la brexit...invece che stare in affitto con la remain, con un padrone che non ti consente o ti limita di prendere decisioni autonome...poi il regno unito ha mantenuto la sua moneta (che culo).

[*]secondo me ci saranno ripercussioni finanziarie a lungo andare[*]
non solo, ma anche in altri settori come il commercio....come ogni divorzio c è sempre un prezzo da pagare....noi come paese italia siamo messi un gradino piu in su della grecia....non potremo nemmeno permetterci un cosa come è successa nei gb...cio che ci ha condannato è l'alto debito pubblico che abbiamo, frutto dei governi che si sono succeduti....poi in italia cè qualcuno che si è inventato di fare le opere pubbliche A DEBITO, facendo prestiti alle banche, cultura del debito è proliferata a dismisura...infine la mazzata è arrivata con l'entrata nell'euro che ha dimezzato il potere di acquisto degli italiani. :)
Concordo con RaoulPindi, probabile che alcuni aspetti dell Brexit non sia stati contemplati e come in tutte le cose la medaglia ha due facce, forse valutando e ponderando le due cose si trova forse un equilibrio e non solo da una parte... e scusatemi se non sono una buonista ma le mie origini, le mie tradizioni IO le difendo! perché sono italiana e italiana intendo esserlo fino alla fine! globalizzazione, integrazione? beh si sono visti i risultati e sono sotto gli occhi di vuol guardare ovviamente... per quanto riguarda i vecchi ci sonio vecchi che hanno una apertura mentale molto più ampia di quanto vedo qui..ovviamente non parlo di me, sono una ottusa no? ciao ciao
Ari perchè prendi tutto sul personale?
non ce l'ho proprio con i vecchi - la mia mamma, 92 anni, parlando della gran bretagna, in dialetto milanese ha detto "ma sa ghè salta in ment?"
Si tratta di ragionare, informarsi, non avere paura.
E per quanto riguarda le tradizioni, io sono italiana e mi sento europea, vorrei poter dire un giorno "sono europea, dall'Italia" come fanno in america.
Gli staterelli non hanno più ragione di esistere - l'europa così com'è non va bene, ma uscire secondo me non è la soluzione.
se stiamo nella m..a, mio parere lo dobbiamo ai giovani, che hanno un atteggiamento passivo di fronte a tutto, alimentata dal fatto che i genitori pensano che tutto sia loro dovuto, siccome hanno partorito piccoli geni incompresi, e pretendono anche dai genitori degli altri, o da quelli che genitori non lo sono affatto, e non che si modifichi la situazione socio/economica. finché lavoravo, mai visto partecipare i giovani alle assemblee sindacali di un qualsiasi sindacato, siccome io andavo a tutte, pur avendo dato le dimissioni 20 anni fa dal maggior sindacato nazionale per dissenso con la svolta restrittiva, dopo un' altrettanto ventennale militanza come delegato. e non sto parlando di precari, nel caso del mio posto di lavoro: erano troppo impegnati a essere rampanti nei confronti dei dirigenti. mai mi sarei sognata di farmi mantenere dai miei,l'indipendenza prima di tutto, piuttosto fare lo spazzino. i sondaggi non sono attendibili, ma se lo fossero, giudico diversamente l'esito. se i "vecchi" inglesi si sono rotti di appartenere a un'europa germanocentrica e bancocentrica, e i giovani inglesi no, sarebbe lungo disquisire in merito, magari è perché sono privi di capacità critica. a parte il fatto che del sistema che ha come fulcro la finanza, la Gran Bretagna fa parte in pieno, chissà se da questo punto di vista le fosse convenuto stare dentro o fuori. Vedremo gli sviluppi anche da questo punto di vista.
Consonanza ha scritto: I giovani sono nati con una mentalità aperta...senza pensare a Schengen...sono figli dei progetti comunitari...di Erasmus...figli dell'Europa non dei nazionalismi...sono ragazzi che parlano inglese spagnolo...che partono senza problemi...i vecchi sono ancorati al portone di casa...a tagliare l'erba del proprio giardino...e non guardano oltre il proprio futuro
[*]..poi in italia cè qualcuno che si è inventato di fare le opere pubbliche A DEBITO,[*]

si chiama 'project financing' andate a vedere il politico che lo ha inventato....... chi ha inventato questo personalmente lo farei visitare da uno psichiatra... e se non risulta sano lo metterei a vita in una "residenza sanitaria" e butterei via la chiave...insieme a quello che ha trattato per entrare in europa facendo 1950 lire 1 euro..con questo cambio....poi non parliamo dei contratti bancari detti "derivati" che ha fatto fallire tantissime ditte che hanno aderito erroneamente incalzati dalla banca con ricatti...povera italia....un paese serio, un governo serio avrebbe fatto una legge per renderli "fuorilegge" con effetto retroattivo.....ma mi dico cosa sta succedendo !!! cosa succede, una banca che ti propone un derivato che non sono altro che scommesse finanziarie...per poi farti fallire..questi sono bande....bande di banditi.. :x
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