Gli argomenti di politica economica li trovo interessanti perché credo abbiano conseguenze sul nostro modo di vivere e sulle nostre certezze. L'anno scorso la crisi greca e la possibile uscita della Grecia dall'euro ricordo che creò molto interesse anche in persone che normalmente non si curavano di argomenti economici. Ma indubbiamente hanno un riflesso sociale...e le immagini che ci arrivavano di gente in fila ai bancomat...gente che piangeva perché la propria vita era cambiata ci colpirono. Oggi già non fa notizia. Mentre sappiamo del prossimo referendum in GB per decidere se lasciare l'UE. Un paese forse che umanamente sentiamo meno vicino...e meno disastrato della Grecia. Mi sono chiesta cosa accadrebbe ai numerosi italiani che lavorano in GB...un esodo massiccio dall'Italia negli ultimi anni della nostra crisi lavorativa.
La UE si espande a est e di sfalda a ovest, vittima di emergenze che evidenziano l'inesistenza di politiche comuni o perlomeno coordinate.
L'eventuale brexit avrebbe l'effetto di una bomba atomica in una cristalleria.
Dal punto di vista finanziario l'UK non è mai stata in Europa, mentre da quello economico sì. La prima conseguenza sarebbe una contrazione significativa del mercato interno, che rebus sic stantibus vuol dire una diminuzione dell'import-export di tutti i Paesi. Poi però l'UK potrebbe agire sui tassi di cambio per riequilibrare la sua bilancia dei pagamenti, tutti gli altri no. In politica estera - oltre al fallimento evidente della UE come soggetto interlocutore - si registrerebbe un forte indebolimento del potere contrattuale verso Paesi terzi.
Sul piano interno, la UE diventerebbe sempre più germanocentrica, grazie ai nuovi rapporti di voto in sede di Consiglio.
L'Italia non ne avrebbe alcun beneficio, io personalmente forse sì (si eliminano tutti i consulenti britannici in un colpo solo).
Pure io ho valutato questa sudditanza alla Merkel e l'atteggiamento di attesa della Norvegia che se non mi sbaglio vorrebbe pure lei uscire....e il risultato del 23 in GB lo attende con ansia. Vero...in Europa sono entrati i paesi dell'est. Due anni fa ero ad un incontro commerciale B2B con la Romania.....il funzionario d'ambasciata ci diceva che stavano cercando di far tornare in Romania ingegneri perché lo sviluppo del paese manca di questi professionisti...noi a nostra volta siamo la GB per romeni e polacchi..Se fossi io cittadina di Cameron.....voterei per...remain ovvio..
Cmq...non per fare la solita sindacalista:)...ma prima ero nel club inglese ...l'argomento emergente in privato era il referendum....ieri in quello francese...erano le guerriglie sul job act. Noi siamo i più.....solari??:)...o amorosamente innamorati dell'amore?:)
una volta ogni porte di papa mi trovo d'accordo sulla elaborazione di Blau... strano ma vero! sono del suo stesso avviso!
Consonanza ha scritto: ... l'atteggiamento di attesa della Norvegia che se non mi sbaglio vorrebbe pure lei uscire...


ehm, Risonanza....
la Norvegia non può uscire dalla UE... perché non c'è mai entrata! :D
Speriamo gli inglesi rimangano con noi!
Anche perchè è vera l'analisi di Blau, ma è anche vero che per uscire ci vogliono (leggevo) almeno due anni e in questi due anni, qualche svantaggio l'avranno pure loro no?
Anzi, sempre leggendo, ne avranno parecchi di svantaggi se è vero che la Rolls Royce ha mandato ai suoi dipendenti una lettera invitandoli a votare per rimanere in europa.
Invece, per mettere altra carne al fuoco, cosa ne pensate dell'ingresso della Turchia in un futuro europeo?
Io sono abbastanza contraria per tutte le ragioni che potete trovare in ogni articolo di giornale su questo argomento, vero è anche che non ne so tantissimo, se non che per ragioni economiche forse converrebbe.
le 7 ragioni di Scalfari per dire no alla Turchia Nina:
1. La Turchia è geograficamente fuori dell'Europa, salvo la sottile striscia dl terra al di qua del Bosforo. Un allargamento dell'Europa al di là dei confini del continente creerebbe un precedente per ulteriori sconfinamenti nei vicino Oriente e nel Maghreb, dal Libano a Israele, Egitto e a tutta la sponda del Mediterraneo. Associare questi Paesi con trattati di collaborazione economica e altre forme di amichevole alleanza può essere un utile obiettivo; promuoverne l'ingresso a pieno titolo nell'Unione avrebbe invece la conseguenza di annacquarne definitivamente i caratteri originali e trasformarli in una zona di libero scambio anziché in un vero e proprio soggetto politico.

2. La Turchia confina con l'Iraq, l'Iran, la Siria, l'Armenia. Ha rilevanti interessi in tutta la zona caucasica. È alle prese da tempo con la questione curda. Porta con sé insomma molti e molto gravi problemi che diventerebbero di pertinenza di tutta l'Europa, ivi compresi quelli del terrorismo curdo e dell'instabilità delle repubbliche ex sovietiche di religione musulmana.

3. Quel paese è in fase di forte crescita demografica. Alla fine del prossimo decennio conterà cento milioni di abitanti. Sarebbe, dal punto di vista demografico, il paese più popolato dell'UE, con immediate ripercussioni sulla composizione del Parlamento europeo e di tutti gli organi dell'Unione. La Germania, che conta attualmente 96 seggi nel Parlamento di Strasburgo e che è il maggior finanziatore del bilancio comunitario, non accetterà mai l'ingresso della Turchia che destabilizzerebbe il già difficile equilibrio raggiunto all'interno dei vari organi dell'Unione.

4. Quella della Turchia è una storia di guerre e di invasioni dell'Europa e se ne vedono ancora ampie tracce nei Balcani.

5. Dal punto di vista economico si tratta d'un paese molto povero. Tutto il sistema dei contributi europei alle regioni depresse e all'agricoltura salterebbe, con conseguenze assai gravi per il nostro Mezzogiorno, per i Paesi dell'Est europeo da poco entrati nell'Unione, della Grecia, della Spagna e della Francia.

6. La Turchia è un paese islamico. Per certi aspetti questo può essere un aspetto positivo per l'Europa, ma per altri aspetti rappresenta invece un elemento fortemente negativo. Il costume oltreché la religione sono in contraddizione con i valori e il costume dell'Europa.

7. Infine, l'ingresso della Turchia è fortemente voluto dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dall'Italia berlusconiana. Dagli Usa soprattutto, che avrebbero a quel punto un paese strettamente alleato e pronto a seguire le indicazioni della Casa Bianca dentro agli organi dirigenti dell'Unione europea.


Eppure io amo moltissimo la Turchia dove per ben 9 anni (un mese all'anno) sono stata loro ospite, l'ho girata in largo e in lungo spingendomi fino ai loro confini... e con me e la mia famiglia sono stati ospitali, gentili e sempre a disposizione ma questo non fa testo ovviamente, personalmente e ultimamente ho cambiato il mio modo di vedere le cose sul piano politico nel quadro internazionale...
blauereiter ha scritto:
Consonanza ha scritto: ... l'atteggiamento di attesa della Norvegia che se non mi sbaglio vorrebbe pure lei uscire...


ehm, Risonanza....
la Norvegia non può uscire dalla UE... perché non c'è mai entrata! :D

Ho sbagliato paese:) che stavo scrivendo un'altra cosa:)...che tontaaaaaaaa:)
Ari, grazie ma l'articolo di Scalfari l'avevo letto anch'io e sono sostanzialmente d'accordo :D
volevo sentire altri pareri.
Danimarca
lapeste48 ha scritto: le 7 ragioni di Scalfari per dire no alla Turchia Nina:
1. La Turchia è geograficamente fuori dell'Europa, salvo la sottile striscia dl terra al di qua del Bosforo. Un allargamento dell'Europa al di là dei confini del continente creerebbe un precedente per ulteriori sconfinamenti nei vicino Oriente e nel Maghreb, dal Libano a Israele, Egitto e a tutta la sponda del Mediterraneo. Associare questi Paesi con trattati di collaborazione economica e altre forme di amichevole alleanza può essere un utile obiettivo; promuoverne l'ingresso a pieno titolo nell'Unione avrebbe invece la conseguenza di annacquarne definitivamente i caratteri originali e trasformarli in una zona di libero scambio anziché in un vero e proprio soggetto politico.

2. La Turchia confina con l'Iraq, l'Iran, la Siria, l'Armenia. Ha rilevanti interessi in tutta la zona caucasica. È alle prese da tempo con la questione curda. Porta con sé insomma molti e molto gravi problemi che diventerebbero di pertinenza di tutta l'Europa, ivi compresi quelli del terrorismo curdo e dell'instabilità delle repubbliche ex sovietiche di religione musulmana.

3. Quel paese è in fase di forte crescita demografica. Alla fine del prossimo decennio conterà cento milioni di abitanti. Sarebbe, dal punto di vista demografico, il paese più popolato dell'UE, con immediate ripercussioni sulla composizione del Parlamento europeo e di tutti gli organi dell'Unione. La Germania, che conta attualmente 96 seggi nel Parlamento di Strasburgo e che è il maggior finanziatore del bilancio comunitario, non accetterà mai l'ingresso della Turchia che destabilizzerebbe il già difficile equilibrio raggiunto all'interno dei vari organi dell'Unione.

4. Quella della Turchia è una storia di guerre e di invasioni dell'Europa e se ne vedono ancora ampie tracce nei Balcani.

5. Dal punto di vista economico si tratta d'un paese molto povero. Tutto il sistema dei contributi europei alle regioni depresse e all'agricoltura salterebbe, con conseguenze assai gravi per il nostro Mezzogiorno, per i Paesi dell'Est europeo da poco entrati nell'Unione, della Grecia, della Spagna e della Francia.

6. La Turchia è un paese islamico. Per certi aspetti questo può essere un aspetto positivo per l'Europa, ma per altri aspetti rappresenta invece un elemento fortemente negativo. Il costume oltreché la religione sono in contraddizione con i valori e il costume dell'Europa.

7. Infine, l'ingresso della Turchia è fortemente voluto dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dall'Italia berlusconiana. Dagli Usa soprattutto, che avrebbero a quel punto un paese strettamente alleato e pronto a seguire le indicazioni della Casa Bianca dentro agli organi dirigenti dell'Unione europea.


Eppure io amo moltissimo la Turchia dove per ben 9 anni (un mese all'anno) sono stata loro ospite, l'ho girata in largo e in lungo spingendomi fino ai loro confini... e con me e la mia famiglia sono stati ospitali, gentili e sempre a disposizione ma questo non fa testo ovviamente, personalmente e ultimamente ho cambiato il mio modo di vedere le cose sul piano politico nel quadro internazionale...

A me piace la Turchia tantissimo ma Erdogan dovrebbe prima darsi una calmata con gli armeni..ma ovvio che il rispetto di diritti umani e modalità...passino in secondo piano in politica
Io sono filo-turco da 30 anni.
La mia migliore amica è turca.
Ho lavorato (brevemente) in Turchia e ho potuto apprezzare l'efficienza della loro macchina amministrativa (eoni davanti alla nostra).
Aneddoto: anni fa, per una serie di circostanze, mi sono trovato a rappresentare l'Authority turca per la Concorrenza in una riunione col ministro turco dell'economia, a Istanbul. Credo sia stato il primo e ultimo discorso della mia vita in cui rappresentavo, io da solo, un'amministrazione di un Paese che non fosse il mio o la UE. E' stata una sensazione davvero strana!

Quindi come la penso circa l'ingresso della Turchia nell'Unione penso sia facilmente deducibile.
Il 23 sapremo...intanto il 19 avremo i balletti di casa nostra...
[quote="Consonanza"]Cmq...non per fare la solita sindacalista:)...ma prima ero nel club inglese ...l'argomento emergente in privato era il referendum....ieri in quello francese...erano le guerriglie sul job act. Noi siamo i più.....solari??:)...o amorosamente innamorati dell'amore?:)[/quot

Sbaciucchiosa amica mia, certo che siamo più...solari, ma non credo ignavi. Noi spesso releghiamo la politica e l'economia a situazioni diverse che una chat....senza considerare che anche questo fa parte del nostro sentire. E quindi grazie a te per aver introdotto questo forum, grazie alle analisi riportate da Blau. Condivido i timori di Nina in merito alla ipotetica entrata della Turchia e mi complimento con Ari (ti leggo sempre con piacere, Ari ) che ha riportato una attenta ed esaustiva analisi a sostegno del no all'ingresso ...pur ammirando quel Paese innegabilmente bello per altri aspetti.

Però volevo anche rivolgere un pensiero alla deputata laburista Jo Cox, uccisa da un aggressore probabilmente legato al gruppo politico di destra "Britain First", ed ai suoi cari, marito e figli. E poi l'amara considerazione che la sua morte ha "rassicurato" gli investitori e provocato il rialzo delle Borse europee, garantendo magari lauti guadagni ad attenti analizzatori economici.

Non ci possiamo permettere di essere SOLO....solari, noi abitanti del mondo....