Proviamo a parlare di qualcosa che mi piace, interessa ed entusiasma, della quale probabilmente non sapete molto, e vediamo se risulto interessante.

Si dice che Einstein sia stato uno dei più grandi genii del pensiero scientifico. Sì ok, ma perché? Per esempio, perché più di Newton? Perché Newton ha costruito una teoria fondata su una grandissima intuizione ma Einstein, per fare lo stesso, ha prima dovuto abbatterne un’altra di enorme solidità. Newton ha fatto un salto da basi solide, Einstein lo ha fatto dopo aver distrutto il pavimento su cui poggiava.

La cosa davvero incredibile è stata la logica che da un’unica premessa l’ha portato alle conclusioni.

Immaginate una stanza con dentro un milione di oggetti. Vi guardate in giro e tutti tranne uno sembrano rispondere a una logica comune. Solo, in un angolo, c’è un oggetto che stride con tutti gli altri. Einstein si è detto “poiché quell’oggetto esiste, ha un senso, quindi le leggi che lo legano agli altri 999.999 non sono quelle che pensiamo”. Ne consegue immediatamente che anche i legami tra i 999.999 oggetti tra loro coerenti non sono quelli che abbiamo ritenuto validi finora.

Nella realtà Einstein è partito da un’osservazione sperimentale: la velocità della luce è costante, non dipende dalla velocità di movimento di chi la sta misurando. Quindi - si è detto - SE è costante, ALLORA i concetti di distanza e di tempo non possono essere quelli che credevamo fino ad ora.

E’ un po’ come in Matrix, quando un’impercettibile anomalia visiva su un gatto nero che scende le scale fa capire che l’intero mondo non è reale, ma una simulazione. E’ anche come il detto: eliminato l’impossibile, l’improbabile è vero. Einstein ha buttato a mare 300 anni di Fisica per quell’unica evidenza sperimentale che quei 300 anni non potevano spiegare. Ha riformulato tutte le leggi della Dinamica e dell’Elettromagnetismo in modo che poi tutto il milione di oggetti nella stanza fosse legato da relazioni logiche coerenti.
Quindi, sempre e solo seguendo le nuove premesse che man mano ricostruiva, è passato a mostrare come la concezione dell’intero universo cambiasse radicalmente per tenere conto dell’invarianza della velocità della luce.

Ora, per fare questo ci vuole una fede incrollabile nella logica, nessuna paura di osare pensare cose apparentemente assurde (tu alzi la tazzina di caffè ed essa diventa più corta nel senso del moto; tu muovi il polso e il tuo orologio rallenta), una pazienza infinita.
Einstein era modesto e per nulla arrogante. Solo, se qualcuno pensava avesse torto gli chiedeva di DIMOSTRARGLI perché avesse torto, tutto qui. Non aveva paura del confronto logico.

In termini di epistemologia scientifica, Einstein ha introdotto quel che si chiama un cambiamento di paradigma. Newton no. Ecco la differenza.
Si dice che Einstein fosse una zappa s scuola...e sarebbe solo la conferma (ma non necessaria) che al ragionamento ci si possa arrivare con esercizio e allenamento e che spesso quelle che riteniamo persone con teste vuote sono solo persone che avrebbero avuto bisogno di trovare strumenti e modelli per esercitare il ragionamento diversi da quelli avuti.Essere umili e pazienti non solo nel condividere quanto si sa ma anche nell'ammettere quello che non si sa chiedendo aiuto...sono attitudini non troppo comuni purtroppo
E quindi Einstein, supportato comunque da un'ottima conoscenza della materia, non ha dato per scontato le cose conosciute, ma è partito da quell'unico "oggetto stridente" vedendolo da un'altra angolazione, con un altro ragionamento. E qui poi entra in gioco quel "qualcosa in più" che possiede solo un genio, almeno credo. Perchè per quanto uno sia ferrato in logica, paziente e senza paura di osare, senza una scintilla iniziale non si va da nessuna parte.
Sembra un po' anche un filosofo, che parte da un ragionamento per stravolgerne altri e trovarne uno nuovo, il filosofo fine a se stesso, il fisico per dimostrare una teoria.
Grazie per i commenti, che arricchiscono la discussione.
Convenienza solleva un punto importantissimo: certe menti hanno bisogno di una particolare angolazione del problema per attivarsi creativamente.
Da tener presente che Einstein non era un fisico, ma un dilettante della materia, e faceva tutt’altro mestiere (come Carnot – quello della termodinamica – che era un medico). Quindi da un lato era libero nel pensiero, dall’altro non aveva tutti quei supporti della ricerca di frontiera che avrebbero potuto tanto informarlo meglio che sviarlo ancora di più.
Dall’esperimento sulla velocità della luce erano passati 15 anni e il problema era noto a tutta l’accademia. Solo che nessuno aveva l’inventiva per pensare in modo completamente diverso e nuovo.

Per Mina. Einstein ha ragionato in modo strettamente classico, quindi non ha abbandonato nulla di quello che si sapeva prima. Non ha “inventato” una nuova fisica. Ha semplicemente applicato la logica deduttiva a quanto si sapeva già, ma aveva un buco.

Fino a Newton la Fisica era chiamata philosophia naturalis e quindi i fisici erano considerati filosofi.
Non sono in grado di fare un commento sulla questione, ma lo faccio ugualmente. Questo ha significato per me :D andare a leggere ('o ripassare', tanto per fare bella figura) la teoria di Newton e quella di Einstein. Trovo più affascinante la teoria di Newton, tenendo conto che risale a 300 anni fa. Einstein l'ha perfezionata e completata. potete anche dire che non ho capito niente. Poi penso che queste teorie dovrebbero insegnarle tramite esempi, come oggetti. Come per i bambini. Così restano più impresse.
A cosa serve il club? Anche a studiare. :?
E poi perchè fate i nomi dei nick? per propaganda? Così sono andata a visitare .....22, che oltretutto è della mia regione. Ragazze, fatevi sotto. Solo non ho capito l'indirizzo mail. Esiste iopunto?
susi_4ve ha scritto: ...Poi penso che queste teorie dovrebbero insegnarle tramite esempi, come oggetti. Come per i bambini. Così restano più impresse.
A cosa serve il club? Anche a studiare. :?...


Esiste una versione della Relatività, scritta da Einstein, che si chiama "Esposizione divulgativa". Purtroppo per leggerla serve qualche elemento di algebra vettoriale, che non tutti hanno.
La relatività ristretta è abbastanza intuitiva, quella generale no.
Spiegare a un bambino che il tempo scorre in modo diverso se il riferimento è inerziale o invece accelerato non credo sia semplice: non esistono esempi esperienziali che lui possa usare.
Ragionando...sul ragionamento..affascinante pensare come la mente umana si attivi...anche se per procedimenti diversi...a soluzioni comuni. Che sia deduttivo induttivo visivo...
Giorni fa ho conosciuto un ragazzino di 11 anni che ha sempre faticato a scuola. Poi gli sono state diagnosticate dislessia e disortografia...infatti studia con ausilio di strumenti audio visivi. Amante della musica si e' creato un sistema per imparare le poesie. Associa ogni strofa ad una nota musicale...poi ripete abbinando mote e pause battendo le mani. Stupendo pensare che ci ha ragionato da solo attingendo alle sue risorse interiori e a quello che affronta con agio...ossia la musica.
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