La parola greca “bio”, che significa “vita” deriva dalla radice “bia”, che significa “forza, violenza.”

Infatti, già a cominciare dal momento del concepimento, c’è il combattimento degli spermatozoi, che sono partiti numerosi, ma solo uno, in genere, ha la forza e la violenza per arrivare a penetrare un ovulo.
Anche il parto, si presenta come un terremoto: l’utero cessa di essere quel luogo pacifico, dove nel sacco amniotico il bambino si rigirava tranquillo, e dove il battito del cuore materno gli scandiva il tempo, come fa la batteria durante la musica. All’improvviso una forza misteriosa, una violenza, si impadronisce del bambino, perché deve uscire dal grembo materno. Ecco la spinta prodigiosa nel tunnel, dove in fondo appare una luce sempre più forte. Il primo respiro del bambino è dovuto al pianto e se non piange, e quindi non respira, verrà percosso con una sculacciata affinchè pianga e così respiri.
La violenza di rumori, della luce improvvisa, dopo tanti mesi al buio e al riparo dai rumori forti.
Poi, le coliche gassose, i dentini che crescono e fanno male, il cercare di stare in piedi e camminare con le innumerevoli cadute dolorose. . Ma la vita è spietata, dovrai imparare da solo a stare in piedi e camminare, non te lo può insegnare nessuno.
E oltre al dolore fisico così spesso provato, c’è anche il dolore psicologico del terrore di avvertire di essere piccolo e debole in un mondo dove tutto è tanto più grande e più forte di lui.
Poi nell’adolescenza arriva la violenza degli ormoni, che sconvolgono fisico e psiche: una vera tempesta. Una vera crisi d’identità. La vita ti ordina di nuovo di camminare metaforicamente con le tue gambe, da solo, su una strada che da ora in poi sarà sempre in salita, sarà sempre più difficile, e se non ti avranno o non ti sarai dato delle regole, dei valori, sarai allo sbando, alla mercè degli altri (“l’inferno sono gli altri”, diceva Sartre) e degli avvenimenti. Le veloci modifiche al corpo, gli ricordano dolorosamente che non sarà più bambino, e quindi non più protetto dai genitori come prima, l’istinto sessuale appare, con prepotenza, gli dice che è in una fase della vita in cui cominciano ad esserci per lui le prime forti richieste di responsabilità: non può più permettersi di essere superficiale, perché addirittura adesso sarebbe in grado di procreare, di dare la vita. E a quell’età, questa possibilità, se se ne ha piena consapevolezza, è cosa da far addirittura tremare.

Presto si renderà conto che la vita è una guerra, sempre, che dovrà sempre combattere, perché come affermava un filosofo greco, “la maggioranza della gente è malvagia”, e come diceva Bertrand Russel, “la maggioranza della gente è stupida”, ma quello che è auspicabile è che la ritenga una guerra giusta, quel combattimento che lo porta a crescere veramente, a diventare vero uomo o vera donna. La vita spinge sempre violentemente ad andare avanti, a continuare, a progredire, a non fermarsi, a prepararsi sempre per affrontare nuove sfide. Molte civiltà sono scomparse perché non hanno saputo più far fronte a delle nuove sfide, fossero ambientali o d’altro genere.

La vita è nel movimento e chi si ferma è perduto. Finchè arriva quell’altro tipo di violenza, quella opposta, quella oscura, che arriva e ci toglie la vita, portandoci di nuovo in un tunnel dove, però, non ci sarà più alcuna luce, alla fine, ad accoglierci.
Penso che il trucco sia nel termine.
Un adulto associa al vocabolo "violenza" una sterminata tipologia di eventi (da quelli elencati correttamente dalla brava Gabriella a...beh; non c'è bisogno di elencarli, tutti li conosciamo!). Su questa china si risale all'evoluzione, all'origine del "Tutto".
Cosa di più violento che, secondo la teoria più accreditata attualmente, il Big Bang.
L'essenza stessa della materia, il movimento molecolare dato dalla temperatura, è di fatto un atto violento. tant'è vero che, sempre secondo teoria e con dimostrate eccezioni, se si raggiungesse la zero assoluto (273,15 sotto zero) la materia smetterebbe di avere movimento molecolare e, di fatto, di esistere -una barra di acciaio durissimo portata a zero movimento molecolare diventa come un cucchiaino di ottima Nutella in quanto a consistenza-.
Bisognerebbe imparare ad usare terminologie differenti, più puntuali, specifiche, nel definire differenti tipi di violenza. La natura è di una violenza inaudita e, nonostante ciò, ci affascina, intenerisce, inlanguidisce.
La natura è contemporaneamente vita e morte, con la seconda come componente ineludibile per generare la seconda.
È un bellissimo argomento, c'è da perdercisi dentro fino ritrovarsi a parlare d'amore. Pure lui violento e bellissimo al contempo.
Grazie Babbocorso.

Volevo solo precisare che ho elencato certi accadimenti nella vita, che, come giustamente dici tu, li conosciamo tutti, perchè, una volta che si è trovata la radice, da cui deriva la parola vita, il fattore violenza all'improvviso si evidenzia in essi, mentre invece di solito magari non ci se ne accorge.
Come dici tu, anche la grandiosità della natura presenta spesso forme di grande violenza: basta vedere le cascate del fiume Iguaçu.per averne un esempio. Infatti la visione della forza di quella enorme massa d'acqua che precipita dall'alto, addirittura spaventa, ma al tempo stesso è meravigliosa. Si, proprio come l'amore che, a seconda di come lo si vive, può essere dolcissimo e meraviglioso o estremamente violento.
QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA.

Gli spermatozoi NON COMBATTONO: fanno a gara A CHI ARRIVA PRIMO.
Penetrare l'ovulo NON E' VIOLENZA, ma BRAVURA.
E' il compito che Madre Natura ha assegnato alllo spermatozoo e l' ovulo sta li per essere fecondato.
Come la donna sta li per essere ingravidata.
Come il bambino sta li in attesa di uscire.

Ma che violenza e violenza...la vita è un viaggio a ostacoli, semmai.
Nell'adolescenza gli ormoni personalmente non mi hanno sconvolto, ma PIACEVOLMENTE SORPRESO.
Sono diventato un uomo felicemente, godendo della mia sessualità (con le mie compagnie, ovvio).
E che significa "Presto si renderà conto che la vita è una guerra, sempre, che dovrà sempre combattere"???
Conosco gente nata nella bambagia con molti soldi che l'unica guerra che fanno è col telecomando del cancello della villa quando le batterie si scaricano o con la carta di credito se si smagnetizza.

Suppongo che le VISIONI DELLA VITA di ciascuno derivino dal proprio vissuto.
Il mio è stato positivo: per me la vita è SEMPRE bella.
ANCHE negli orrori, nelle disgrazie, nelle cose impossibili.
Come dire: E' LA VITA, BABY! :)

P.S. VI PREGO! NON SCENDIAMO NEI DETTAGLI DELLE TRADUZIONI LETTERALI O LINGUISTICHE. A casa mia FORZA e VIOLENZA sono due cose distinte e separate.
Che bio possa avvicinarsi a FORZA VITALE lo posso capire, ma accomunarlo a VIOLENZA non lo posso permettere.
ok, ok, gli spermatozoi, ma mi nasce un sospetto. Non è che lo spermatozoo al termine della sua folle corsa batta la testa contro l'ovolo e rimanga in qualche modo "danneggiato"? credo di non essere l'unico su questo globo che si è sentito dire "tu sei scemo dalla nascita",   :wink:   Scusatemi la divagazione. Rientriamo in tema, la violenza della vita.
Riportando il discorso entro i giusti binari, volevo aggiungere che quindi questa radice bia, violenza, finchè viviamo è dentro di noi e infatti abbiamo paura che si manifesti all’improvviso, come in caso di collera incontrollata perché di saperci controllare del tutto non siamo affatto sicuri, e ci terrorizza il solo pensare che potrebbe accadere anche a noi di essere protagonisti di violenza.
Spesso, quando si leggono fatti di cronaca nera, di delitti efferati, a parte i casi di vera follia che aspettava solo di esplodere, si rimane sbigottiti nell’apprendere che il protagonista di tali fatti aveva sempre condotto una vita normale, era considerato una persona tranquilla, magari lui stesso si considerava così perché lo era sempre stato. E allora ci poniamo delle domande, ci ricordiamo di situazioni in cui abbiamo perso le staffe magari un po’ facilmente a dimostrazione che il controllo di sé stessi è sempre necessario ma difficile, tuttavia arriviamo alla certezza che la violenza è ben radicata in noi, i greci ci hanno informato che è la vita stessa, e che in fondo le tante vituperate religioni, e specialmente quella cristiana, hanno cercato di calmare questa disperazione che sentiamo dentro, perché lo sappiamo anche troppo bene che, basilarmente, siamo cattivi, egoisti, prepotenti, prevaricatori, perché “l’uomo è lupo all’uomo”.
La religione cristiana ha sconfessato il biblico “occhio per occhio, dente per dente”, ha predicato ed esortato il perdono e l’amore degli uni per gli altri, ha portato a tanti derelitti la speranza, anzi, come dice Benigni, il segreto della religione cristiana è di aver portato la gioia a chi trovava solo dolore.
Altrimenti non si spiegherebbe come, unico caso tra tutte le religioni, ci siano stati tanti martiri per lei, e come, solo predicando l’amore tra gli uomini, abbia contribuito addirittura al crollo di un impero.
la religione cristiana non ha sconfessato ...l'occhio x occhio perchè quello appartiene all'antico testamento di derivazione ebraica...i cristiani dovrebbero attenersi unicamente ai vangeli che parlano della venuta del cristo cosa che per gli ebrei non è ancora avvenuta.
dissento anche della religione come causa della caduta degli imperi...quello romano è caduto perchè i cosiddetti barbari vollero diventare come noi e si presero con la forza ciò che a loro aggradava di più...nel cristianesimo si riprendono molti concetti buddisti adattati per l'occasione.
per quanto riguarda la violenza che è il tema della discussione trovo che sia insita nel nostro animo tenuta a bada solo dalla morale che divide il bene dal male e come diceva margherita hack se hai bisogno di una religione per capire ciò che è bene da ciò che è male hai dei problemi ...le religioni giustificano le guerre in nome della superiorità del loro amico immaginario...lo stesso papa ha dichiarato che se qualcuno parla male della sua mamma gli tira un pugno.
Gabribella ha scritto: Spesso, quando si leggono fatti di cronaca nera, di delitti efferati, a parte i casi di vera follia che aspettava solo di esplodere, si rimane sbigottiti nell’apprendere che il protagonista di tali fatti aveva sempre condotto una vita normale, era considerato una persona tranquilla, magari lui stesso si considerava così perché lo era sempre stato.

Questa non è una cosa strana, ANZI!
Se compri una caffettiera o una pentola a pressione, cara Gabribella, noterai che ci sono delle cose chiamate VALVOLE DI SICUREZZA. Esse servono per SFOGARE LA PRESSIONE che si crea dentro l’oggetto quando fa il suo lavoro. Bollendo l’acqua essa crea del vapore che se arriva ad una certa pressione potrebbe far scoppiare l’ utensile domestico.
Così capita negli animali.
Se tu prendi, ad esempio una femmina, la metti chiusa in casa per tanti anni, gli fai vedere il sole a rate, non la fai mai avvicinare ad un altro uomo, la tieni distante dalla civiltà, questa alla fine ha solo due possibilità: o impazzisce o appena “liberata”, fa un casino e se ne va con i primi che capitano combinandone di tutti i colori.
Io ne ho conosciute diverse.
Stesso dicasi per un maschio.
Prendi una caserma, un militare di leva appena entrato, una mammoletta.
I nonni cominciano a metterlo sotto i piedi. E lui calmo. Oggi uno scherzo pesante, domani sfottimenti di ogni tipo, dopodomani servizi su servizi: alla fine questo cede e combina qualcosa.
Ne ho conosciuto qualcuno anche io così.
Quel che un animale fa in certe situazioni di ACCUMULO si chiama SFOGARSI.
Un po’ come il continuo litigio fra marito e moglie, fra genitori e figli, fra amici.
Io con chi litigo sempre siamo in buoni rapporti. Con chi “manco una frase cattiva” possibilmente ci si perde pure di vista…
Io quindi DIFFIDO MOLTO PIU’ DI GENTE TRANQUILLA E POSATA che non di violenti e rissosi. Sono i peggiori. Perchè dietro la calma…si nasconde sempre la tempesta.
Questo, Gabribella, dovresti averlo imparato in tutti questi anni di vita…

La seconda affermazione poi “le tante vituperate religioni, e specialmente quella cristiana, hanno cercato di calmare questa disperazione che sentiamo dentro” è assolutamente priva di ogni fondamento.
(A parte che io e moltissima gente che conosco NON SENTIAMO NESSUNA DISPERAZIONE DENTRO se non al momento di pagare le tasse, quando ti trovi un auto davanti al cancello e devi posteggiare in casa o quando vedi succedere qualcosa di veramente brutto a degli innocenti, eccetera)
Le religioni invece, SPECIE QUELLA CRISTIANA, sono le prime a fomentare L’ODIO E LA VIOLENZA REPRESSA. Basti vedere cosa è successo IN NOME DI DIO fino ad ora.
(E non venitemi a dire che dietro CI SONO INTERESSI ECONOMICI E POLITICI, perchè cos’altro sono le religioni se non METODI DI GESTIONE DEL GREGGE UMANO?)
Dei cosidetti MARTIRI non voglio parlare: poi comincereste con le OFFESE GRATUITE perchè sentire la verità fa sempre male, specie a chi di bugie CI VIVE (come tutti i “religiosi” del mondo fanno).

Ah, a proposito, le varie religioni cercano di calmare NON SOLO LA VIOLENZA, ma bensì TUTTE LE VARIE POSSIBILI ATTIVITA’ UMANE diverse dal pregare o adorare un (falso) dio.
DA SEMPRE si è tentato di PLACARE I SENSI censurando il sesso (che è un istinto primario e LA BASE DELLA VITA DI QUASI TUTTE LE SPECIE VIVENTI: censurare il sesso equivale a negare la vita o, quantomeno, cercare di controllarla) o tutte quelle azioni diverse dal FARE I PECORONI I GREGGE riunendosi per cantare, pregare ed osannare il proprio feticcio.
Questo perchè alle religioni SERVE UN AUTOMA, una persona con i sensi obnubilati da COMANDARE A PIACERE onde avere un perfetto… SCHIAVO.

Tutto qua.

Si, la violenza è insita nella vita.
Ma c’è violenza e violenza…

P.S. Ovviamente CONCORDO CON MAURO: il cristianesimo con la caduta dell' Impero Romano c'entra come bere alcolici vuol dire andare a schiantarsi in auto.
Io se bevo (molto) non guido.
Chi lo fa (bere molto e mettersi alla guida) è solo un cretino.
L'Impero Romano è caduto per tutta una serie di motivi (ne sono stati elencati quasi duecento, parem da studiosi e filosofi) dove c'è stato infilato ANCHE il cristianesimo.
Ma certo esso è da considerare una causa MOLTO MINORE...
E’ vero , Mauro, non mi sono spiegata bene riguardo a Vecchio e Nuovo Testamento.
Il Vecchio Testamento di derivazione ebraica, proponeva un Dio abbastanza autoritario che non incentivava certo alla pacificazione degli animi, benché, per altro, secondo il mio modesto parere, la forza impositiva dei dieci comandamenti potrebbe costituire un utile vademecum morale, a parte qualcosa, anche oggi, soprattutto per i giovani.
Naturalmente so bene che il Cristianesimo è quello dei Vangeli e che non ha a che fare con il Vecchio Testamento. Il Vangelo è considerato “la Rivelazione”, la “buona Novella”, perché mostrerebbe il vero volto di Dio, che sarebbe misericordioso e pronto a perdonarci.
Sono molti quelli, anche tra filosofi e letterati, che considerano Gesù Cristo il più grande rivoluzionario mai esistito, perché ha parlato di rapporti nuovi, tra gli esseri umani, basati sull’amore e sul rispetto, ha parlato di perdono e misericordia, e questo ha creato nelle coscienze un nuovo modo di considerare la vita ed i rapporti con gli altri. Non si trattava di un aiuto per distinguere il bene dal male, ma un invito a sorvegliarsi: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, “Vedi la pagliuzza nell’occhio degli altri e non la trave che c’è nel tuo”, ecc., e a sperare che il peso del rimorso provocato dalle cattive azioni, quando c’era rimorso, non fosse tale da distruggere un’esistenza, in quanto si poteva sperare, con la consapevolezza del male fatto e del pentimento, di essere perdonati. E ricordo che sono rimasta molto colpita dall’episodio della donna adultera che stava per essere lapidata: con una brevissima frase :“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, Gesù Cristo è riuscito a calmare e disarmare un’intera folla inferocita, e se non sbaglio, poi le lapidazioni finirono per cessare del tutto.
Per quanto riguarda il crollo dell’impero romano, certamente si sa che è l’arrivo dei barbari che ne ha decretato la fine, ma sicuramente questa nuova religione lo aveva già anche indebolito.
Per finire, sembra che la storia abbia dimostrato che l’uomo non è capace sempre, da solo, non solo di distinguere ll bene dal male, ma di preferire il bene al male, perché appunto la sua stessa indole (bia) lo porta ad essere più facilmente affascinato dal male. Questo evidenzia il bisogno che ha l’uomo di una guida spirituale, (che comunque può benissimo anche non essere una religione); anche perché la società stessa, benché laica, è costretta a difendersi dal male fatto e fattibile con la detenzione e le leggi.
Per finire sono gli uomini che usano le religioni come pretesto per le guerre, e non il contrario: ma qui si tratta appunto degli uomini, inesorabilmente attratti dal male.
Ecco violenza è un'altra parola grossa che sottintende una rottura. Non mi piace e cerco di non usarla perché mi sembra un modo passivo di pensare, proprio di chi subisce. Nella crescita dell'uomo (sei molto brava Gabriella nel descrivere, mi affascini, io non sono capace) io preferisco vedere un gioco di tensioni che vanno capite e superate. Ami una donna ma ti accorgi che devi fare i conti con i tuoi istinti, cerchi di capirli li affronti, ne parli con lei, assieme a lei li risolvi e ti ritrovi a un livello di crescita più evoluto. Ma poi intervengono altre tensioni... e via di seguito e ogni volta ti ritrovi più adulto. E' vero che si fa fatica e non è  come gustare un profiterol, ma ogni spinta comporta una contrazione di cervello  muscoli e cuore. Se vuoi chiamalo pure dolore, per me è una spinta vitale. No, la violenza non genera vita, la distrugge, rompe un equilibrio e non dà nulla per ricostruirlo, non lascia sopravvissuti perché raccontino, butta via. 
Le tensioni, i contrasti, i dissapori, gli sforzi sono il modo positivo di pensare, e siccome a me non è mai piaciuto pensare, in passato ho sempre cercato finché è stato possibile di farlo con qualcun altro - un'altra a dire il vero, perché aveva una visione complementare alla mia - e non è stato né una fatica né una sofferenza, ma un arricchimento e si è tramutato in crescita. 
Caro Ultimo,
intanto ti ringrazio per le tue gentili parole, però trovo che, contrariamente a quanto affermi tu, anche tu ti esprima molto bene, e questo lo avevo già pensato anche in precedenza.
Comunque per quanto riguarda la violenza, certo nella sua accezione comune, indica la forza distruttiva,
ma i Greci sapevano che al tempo stesso è anche una forza propulsiva, quella che fa nascere e crescere gli uomini e le cose della natura , facendosi largo tra le altre forze ostili che si oppongono a questo programma, ed è quindi violenta, perchè deve combattere, sempre.
Gabriella, non so molto dei greci di cui scrivi, non c'ero e non posso dire. Dalle tue parole me li immagino come un Adamo, solitario, chiuso dentro una scatola circondato da forze ostili e lui che si agita, soffre, lotta, una guerra continua contro violenze che in definitiva lo fanno crescere, ma pur sempre guerra. E' un'immagine, ma non è che mi mandi in sollucchero. Quei profili lì poi col naso dritto... altro discorso è la venere di Milo con quelle curve, no, quella non mi lascia indifferente. Ironia a parte io ho un modo diverso di guardare, e non mi riferisco a quello notoriamente maschile.
Da quando ho superato le tensioni dell'adolescenza - ed é avvenuto molto, molto dopo i 18 anni, sì, me ne vergogno - in quella scadola io ci vedo sì un Adamo ma anche una Eva, come un unico indivisibile. Non vedo forze in guerra contro altre forze invisibili e ostili, ma due tensioni in cerca di equilibrio e orientate a un risultato condiviso. Chi sa di fisica, non io, parla di tensioni opposte che creano una corrente, chi sa di elettronica, non io, parla di linguaggio binario. Forse i termini sono sbagliati ma tu hai intelligenza per capire cosa voglio dire. Per me quella scatola dei greci da quando c'è entrato una Eva si è aperta e tutto è cambiato. Non più una guerra da cui Adamo esce vincitore, ma un equilibrio tra un Adamo-Eva come strumento nuovo per conseguire un risultato.
Ma i tuoi greci hanno mai fatto l'amore? hanno mai provato l'intimità con una donna che rompe (sì, questa è la vera violenza, come la vedo io) rompe le pareti della scatola e lancia il piccolo povero solo Adamo col naso dritto verso confini che, da solo e in guerra, non avrebbe mai immaginato potessero esistere? Se no, fammeli conoscere che gli spiego io qualcosina sulle forze oscure.
 Gabriella perdonami se sono provocatorio, ma amo le "tensioni", sono produttive. 
cara Gabriella non voglio aprire qui una discussione sulla religione...cmq segnalo che i 10 comandamenti sono solo per gli ebrei non valgono per i gentili ovvero non uccidere un ebreo ma stermina pure i gentili...assonanze con l'islam..ma per questo magari si può aprire un altra discussione.
per quanto riguarda la parabola dell'adultera in effetti gesù ricevette una pietra in testa e disse: mamma se non la smetti non ti porto più...scusa la battuta è per mettere il buonumore...
la vita a volte viene dalla violenza lo testimoniano le migliaia di donne che hanno subito stupri infami ma che hanno tenuto per sè il frutto di quel sopruso
ultimo ha scritto: Gabriella, non so molto dei greci di cui scrivi, non c'ero e non posso dire. Dalle tue parole me li immagino come un Adamo, solitario, chiuso dentro una scatola circondato da forze ostili e lui che si agita, soffre, lotta, una guerra continua contro violenze che in definitiva lo fanno crescere, ma pur sempre guerra. E' un'immagine, ma non è che mi mandi in sollucchero. Quei profili lì poi col naso dritto... altro discorso è la venere di Milo con quelle curve, no, quella non mi lascia indifferente. Ironia a parte io ho un modo diverso di guardare, e non mi riferisco a quello notoriamente maschile.
Da quando ho superato le tensioni dell'adolescenza - ed é avvenuto molto, molto dopo i 18 anni, sì, me ne vergogno - in quella scadola io ci vedo sì un Adamo ma anche una Eva, come un unico indivisibile. Non vedo forze in guerra contro altre forze invisibili e ostili, ma due tensioni in cerca di equilibrio e orientate a un risultato condiviso. Chi sa di fisica, non io, parla di tensioni opposte che creano una corrente, chi sa di elettronica, non io, parla di linguaggio binario. Forse i termini sono sbagliati ma tu hai intelligenza per capire cosa voglio dire. Per me quella scatola dei greci da quando c'è entrato una Eva si è aperta e tutto è cambiato. Non più una guerra da cui Adamo esce vincitore, ma un equilibrio tra un Adamo-Eva come strumento nuovo per conseguire un risultato.
Ma i tuoi greci hanno mai fatto l'amore? hanno mai provato l'intimità con una donna che rompe (sì, questa è la vera violenza, come la vedo io) rompe le pareti della scatola e lancia il piccolo povero solo Adamo col naso dritto verso confini che, da solo e in guerra, non avrebbe mai immaginato potessero esistere? Se no, fammeli conoscere che gli spiego io qualcosina sulle forze oscure.
 Gabriella perdonami se sono provocatorio, ma amo le "tensioni", sono produttive. 
Ciao Ultimo, (a proposito, secondo me, dovresti proprio cambiare nickname, non sembra davvero che ti si addica). Mi ha divertito la tua antipatia per i nasi dritti degli antichi greci, chissà perché li avevano così dritti? Forse varrebbe la pena di interpellare “l’antropologo errante nel mondo”.
La vita di per sé, è una cosa meravigliosa, è il bene più grande che abbiamo: ma questo bene è circondato dalle forze ostili del male, purtroppo insito nell’uomo.
Per fortuna esiste anche l’amore, questa splendida forza di attrazione tra un uomo ed una donna, che tende a far sì che essi desiderino tornare ad essere una cosa sola, così come erano, secondo la leggenda, prima di essere separati, e dopo tale separazione si trovarono sempre a cercare la loro “metà”. Quell’amore che si ispira a quello che, come dice Dante “muove il sole e le altre stelle”.
L’amore è appunto quella parte, anch’essa insita nell’uomo, che si contrappone, ma con grande lotta, al male. Salvo, a volte, degenerare anch’esso, e allora l’uomo è perduto.
Ma appunto, tra uomo e donna c’è attrazione, come fatto naturale, in quanto complementari.
Laddove vi sia tensione opposta, come es. nell’energia elettrica, se questa energia riesce a liberarsi in modo incontrollato, il risultato è violento.