Non so a quanti di voi sia capitato di partecipare a convegni per lavoro o per curiosità personale sull'argomento trattato. Bene, di solito al termine del programma sviluppato dai relatori ci sono il "dibattito" con eventuali domande da parte degli iscritti e in alcuni casi anche il lunch. Il più delle volte nessuno, pur essendosi iscritto al convegno perché evidentemente gli interessa, partecipa al dibattito o pone domande, forse timoroso di dire qualche stupidaggine o di fare una domanda la cui risposta era già data dai relatori nei loro interventi. Ma sul lunch si fiondano tutti tra sorrisi e relax e magari solo tra di loro, come fossero a porte chiuse, scambiano qualche opinioni. Quindi io non comprendo perché le persone in un forum di un club generico come questo dovrebbe spremersi le meningi. Cosa dovrebbe spingere a farlo? Alla tua domanda, kiwi che ormai da anni risuona nell'etere, io ne pongo un'altra a te "trova un motivo per cui la gente dovrebbe partecipare qui visto che il collante che crea relazioni si può sviluppare in altro modo".
Buongiorno. Trovo qui alcuni che credo di conoscere dai tempi in cui frequentavo questo sito prima del mio trasferimento a Modena, anche se nel frattempo qualcuno (come me) ha cambiato nick.
Per rispondere al tema lanciato in questo spazio, tutte e tutti abbiamo un lato oscuro che ci teniamo, appunto, ben stretto e nascosto... Per questo non vogliamo parlarne pubblicamente. O no?
Ciao bellissima, è un piacere rileggerti anche qui :))
Kiwi scusa ma x te "lato oscuro" ha una valenza negativa? Te lo chiedo xche' hai iniziato con " qcosa che non ci renda tutti Barbie e Ken, tutti immacolati" ; hai parlato di manie, di morbosità, di trasgressione. Poi però hai precisato che non vedi un'ideologia politica (estremista? ) un'espressione di gusti ("mi piace il mare" è troppo generico), un'ammissione di responsabilità (? ......in un profilo? ). Qcosa che distingue un profilo dall'altro. Ti chiedo:
Se in un profilo leggi "sono stato 6 mesi in missione umanitaria in Burkina Faso" , come lo giudichi? Per me non è banale. Ma non è trasgressivo. Vale lo stesso? Giusto x capire.
No, per me lato oscuro non ha una valenza negativa di per sé. Fa parte della persona e se non lo conosci non puoi dire di conoscere quella persona. Poi, d’accordo, alcuni lati oscuri sono contra legem, ma il discorso sulla conoscenza non cambia.

Da qui ho allargato il discorso, partendo dal fatto che per voler essere ineccepibili e inattaccabili nel presentarsi nessuno dice nulla di rilevante, identificativo, personale. Non ne ho fatto argomento di questo Club, ma più generale. Parentesi: ben raramente posto le mie riflessioni solo in un posto, al più le adatto a seconda del contesto. Il sito americano che ho citato è di sessualità kink e partecipo alla discussione pure lì. Fine parentesi.

Dando per scontato (ma non troppo: esistono community basate sui lati oscuri) che in un sito pubblico non si esordisca col tema dell’animal sex o dell’avere gli strozzini alla porta per il nostro plastico di trenini elettrici, osservo la sostanziale falsità/parzialità non solo del modo di presentarsi ma anche di interagire (discussioni), stante che la facciata pubblica è solo la punta dell’iceberg.
Mi si è ribattuto che le cose più personali si sceglie a chi dirle (e siamo d’accordo) e ho contro-ribattuto che esistono diversi gradi di riservatezza, per alcuni dei quali non è richiesto l’intervento dei Carabinieri. Dai pochi commenti ricevuti noto che tutti ammettono le proprie oscurità (e meno male) ma pochi sono disposti a considerarle come possibile argomento di discussione generale, non ad personam, col risultato che in ogni community sembra di stare dentro Pleasantville.

Uno scenario alternativo sarebbe che, protette dall’anonimato, tutte le persone iscritte a qq forum, community, dating site etc. (quindi parlo di miliardi di persone) si sentissero incoraggiate ad esplorare la parte sommersa dell’iceberg. No, non succede. È questa pressoché totale assenza a farmi porre delle domande, collegate all’immagine di sé che si tende a fornire nei social (falsa come un biglietto da 3 dollari). Come sempre, il mio tema e le mie domande sono generali; sapere se BisnonnaGesualda o Casto_e_Puro si infilano nottetempo cactus nel culo mi interessa molto poco (e al limite mi fa un po’ schifo anche pensarci). Mi interessa invece notare che l’atteggiamento dei singoli, convenzionale e socialmente normato come suggerisce il nuovo iscritto friulano, non solo non abbia colto l’opportunità, ma anzi stia producendo un ulteriore lavaggio d’immagine in varechina.
Il risultato è l'ampliarsi della forbice tra ciò che si E' e quel che si vuole apparire e il ridursi degli argomenti di cui si è disposti a dibattere, con conseguente riduzione anche dei propri orizzonti.
Se anche qui fossimo tutti anonimi o bendati non credo sarebbe incentivo a giochi a carte totalmente scoperte. Non ti viene il dubbio che la gente per adattamento sia portata a trovarsi i propri "ammortizzatori sociali emotivi"? Il che non vuol dire non essere autentici ma che per gli altri non è la stessa la chiave di lettura. Tu parli sempre di social, di statistiche social, tutto interessante ma anche sterile. I profili non fanno le persone e per questo non condivido le tue impostazioni. Del resto tu per primo non hai parlato del tuo lato oscuro... Ma come vedi nessuno te lo chiede. Il mio lato oscuro? L'ho scritto nel blog, e non per esser compatita o ricevere plauso ma per aiutare gli altri. Poi che vado sui barconi, o in Burkina Faso trovo giusto non sia il motivo di interesse altrui o a centrare discorsi su aspetti e scelte di vita personale. Essere comuni è una grande libertà per me
Curc,
parlo di social perché mi interessa, per motivi credo comprensibili.

Non confondo il virtuale col reale, né lo sostituisco. Tra l’altro, non ho nemmeno l’inclinazione nel mischiare le due cose: non ho alcun bisogno di trovarmi amici virtuali da provare a trasformare in reali. Nelle nuove amicizie non credo affatto, e aggiungo che chi cerca amicizie webbiche da “realizzare” mi appare come un disperato. Ma probabilmente ho un concetto di amicizia un po’ più articolato rispetto a quello di cui si accontentano in molti.

In realtà il mio interesse principale credo di averlo già esplicitato, da qualche parte: mi interessa osservare come le istanze individuali trovino risposta nel virtuale, e quali siano i feedback tra i due livelli. L’anno scorso, da gennaio a giugno, ho incontrato dal vivo in media due donne a settimana, in sostanza intervistandole.
Kiwi, sul non confondere virtuale e reale siamo d'accordo. E infatti da sempre, fin dal mio debutto in società club50, ho sempre scritto e ne sono convinta che il virtuale è solo uno strumento in più di possibile conoscenza ma i canali tradizionali sono più importanti e incisivi. Ma ci sarebbe da aggiungere che nella nostra cultura italiana il web ancora è percepito come "un lato oscuro" della vita delle persone mentre in altri paesi è assolutamente normale riferirsi alla rete non solo per gli acquisti ma proprio per motivazioni sociali, sentimentali, scoperecce o aggregative. Per quanto riguarda la disperazione non sono convinta. A parte il fatto che c'è una dignità anche nella disperazione che al pari di solitudine e isolamento sono momenti di vita di tutti, ma io tutti sti disperati in rete che poi fanno amicizia non li ho conosciuti. E neanche le mie amicizie nate qui sono state per disperazione da condividere. Comunque non mi crea problema che tu lo possa pensare :)). Tu sei uno studioso, io no. Ad ognuno il suo :))
In internet tutto è vero e tutto è falso. È già difficile fare qs distinzione. Uomini dietro profili femminili, donne dietro ql maschili; anche gruppi che si nascondono in un solo profilo. Ci sono persone che mettono foto di altri e poi vanno all'appuntamento (che idea :lol: ). Secondo me è più facile che sia falso un profilo che si nota, magari provocatorio rispetto ad uno comune. Lo scopo è ql: farsi notare e poi prendere x il ...
Un profilo normale invece è una prima presentazione . Età, zona, hobby, abitudini di vita ...Il resto viene dopo, nella vita reale.
Se xo' l'intento non è conoscere qcuno virtualmente x relazionarsi fuori dal sito ma psicanalizzare ...allora capisco che un profilo semplice risulta banale.
Ma chi ama farsi psicanalizzare?
Mia semplice riflessione, probabilmente ad minchiam...
Riferendomi al post iniziale, ci sta ad essere ad immagine e somiglianza di Dio, quantomeno per chi ha fede, ma perchè mai dare per assodato che gli altri abbiano certe caratteristiche uguali a noi? Ne siete sicuri? Beati voi che avete tutte 'ste certezze sugli altri, io non le ho nemmeno su me stessa...
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