Sono iscritto a un certo numero di community, che vanno dai possessori di scooter come il mio al tiro con la carabina, dagli astrofili ai gay sadomaso.
Oltre a dire “il mondo è bello perché è vario” mi piace vedere questa varietà di cosa è fatta, nel concreto. Ogni community è caratterizzata dal fatto di farti osservare le cose – per un attimo – da uno specifico punto di vista, come se fosse il solo.
In una di queste community (americana) oggi ho letto la frase “Everybody has a dark side”. Ne sono convinto, da sempre. A illustrarlo benissimo, nel ’66, c’è quel capolavoro socio-antropologico di Signore e Signori di Pietro Germi, ambientato a Treviso, cuore e paradigma della provincia italiana.

Pensavo alla dark side degli iscritti al Club Over 50, chiedendomi se ne avessero una. Io ce l’ho, più o meno intatta da 40 anni.
Stranamente, a parte qualche scambista che fa le prove di accoglienza qui dentro (a proposito, che fine ha fatto? scappato anche lui, immagino), qui i lati oscuri non emergono. Non sono abbastanza politically correct per il Circolo dell’Uncinetto, probabilmente. Va beh, dai, un po’ è comprensibile: “si fa ma non si dice” è alla base dell’agire nostrano. Non si parla di sesso, figuriamoci di altri lati oscuri. La sensazione per un osservatore è strana: sembrano tutti delle Barbie e dei Ken, che come si sa sotto sono lisci come l’olio e per il resto sorridono come babbei (anzi, non “come”: sono dei veri babbei). Ma neanche un serial killer? Un rapinatore di vecchiette? Un procacciatore di sigari Avana per minorenni? No no no: perfetti, immacolati, asessuati.
Che poi la cosa curiosa è che altrove funziona diversamente. I siti per scambisti esistono, eccome no.

Allora i casi sono due: o questo è un ricettacolo di aspiranti beati, o ci viene nascosto qualcosa. Voi a quale delle due credete?
Uh... Sorprendente Kiwi, immaginavo il bollettino mensile sullo stato di salute del club... Invece...i lati oscuri :)). Si. Pure per me tutti ne abbiamo uno, di cui non sempre però si è consapevoli o in altri casi si impara a gestirli. Quella zona grigia che a volte basta poco per far emergere. Ovvio che qui se esiste un serial killer o un feticista incallito difficile saperlo per ovvie ragioni. Per il resto credo che i lati oscuri comuni non abbiano nulla di raccapricciante ma siano psicopatologie in qualche modo funzionali all'equilibrio personale.
Ciao Kwi e ciao anche a te Curcu mi complimento con kwi per l'argomento interessante e quesito propositivo altrettanto interessante, che condivido, ma ritornando alla domanda di Kwi se nel Club ci sono lati oscuri, ma secondo me c'è di tutto un po, qui nei profili si evincono interessi culturali e hobby che potrebbero essere condivisi, ma non viene fatto un test di affinità elettiva, come per esempio in meeting o Be2 o Cupido 2.0 e quindi il lato caratteriale di una persona avviene a scatola chiusa, altri siti prediligono il sesso esplicito, nel senso che la ricerca di un partner avviene attraverso la condivisione di gusti sessuali o meglio tendenze, ma parlando di lati oscuri nella norma e non mi addentro in quelli patologici, che è materia di Curcu, ma per citare un esempio di lato oscuro, mi viene in mente il personaggio di Batman e dei suoi partners e rivali, di cui il cinema ha ampiamente messo in evidenza la problematica sui lati oscuri di questi personaggi e alter ego. Comunque un lato oscuro, potrebbe essere quando hai idealizzato una persona e poi scopri, che è diversa da come l'avevi idealizzata, come condivisioni in generale o carattere e modo di comportarsi nel talamo e se le aspettative non corrispondono a quello che noi ricercavamo, la relazione tende al fallimento, Comunque ho fatto degli esempi di tipo elementare, da profano della materia e non profondi come il punto di vista sociologico di Kwi o il punto di vista psichiatrico o psicologico di Curcu che sinteticamente hanno ampiamente esposto, Ciao alla prossima Navy
In vita mia non ho mai conosciuto nessuno che non avesse un lato oscuro, o più di uno. Non parlo solo di sesso, ma anche di manie, curiosità morbose, fissazioni etc. La gente dice di voler conoscere e farsi conoscere, ma all’atto pratico quasi tutti si mantengono sulla più banale superficie comunicativa. O – alternativamente – fanno dei propri lati oscuri una bandiera da sventolare sotto il naso altrui, per insicurezza o esibizionismo.
Wilde – gran personaggio – diceva che siamo accettabili solo grazie ai nostri difetti. Non so se sia proprio così, ma certo quelli che giocano alla famiglia del Mulino Bianco non sono credibili, e i "supertrasgressivi" patetici.
Allora, perché fingersi quello che non si è, quando magari quel che si tiene nascosto è l’unica cosa interessante di una personalità altrimenti piatta come un cartone animato?
Non credo all’assoluta banalità delle persone (anche le più banali), ma credo ai loro sforzi di celare le loro caratteristiche più specifiche, fossero pure “devianti”. La political correctness ci appiattisce al massimo comune denominatore, cioè al poco che va bene a tutti e non offende nessuno, cioè a poco più di buongiorno e buonasera. Ne consegue una schiera di personaggi confondibili e intercambiabili l’uno con l’altro, salvo quanto tengono accuratamente nascosto, rendendosi inconoscibili. E poi vogliono essere capiti, apprezzati, amati.
Sì, certo che sì! Il nostro lato oscuro esiste e ci distingue. Sono d'accordo su ciò che avete già scritto sull'argomento. Il alto oscuro non è detto che sia "cattivo", può essere positivo e possiamo imparare a gestirlo. Sapere che è presente in ciascuno di noi ci invoglia ad accertare il nostro e, a volte, conoscere come reagisce la parte oscura di qualcuno, può essere comodo se ci si confronta.

Che poi qui nel club non lo lasciamo emergere, dipende da quanto di noi , qui, mettiamo in chiaro in pubblico. Nella sfera privata è più semplice? Non è sempre detto! A volte il nostro lato oscuro ha bisogno di restare lì, nascosto.
Tutto condivisibile. Ma credo qualsiasi discorso che sia filosofico, ideale o anche il teorema di Pitagora abbia un senso se applicato al reale, al sociale. La conoscenza tra le persone che sia qui o in altri contesti secondo me procede per gradi e quindi è più comune che tra sconosciuti di certi aspetti più intimi non si parli. Dalla conoscenza si può arrivare alla confidenza e fiducia e allora diventa più naturale aprirsi. Questo vale per me sia nel web che tra conoscenze instaurato in altri contesti. Viviamo in una società giudicante e anche ghettizzante per cui mi pare naturale parlare di vizi privati o pubbliche virtù con chi riteniamo ci possa accettare per come siamo. A me quindi pare assolutamente normale che qui non si parli pubblicamente di cose personali ma scegliere se farlo è con chi farlo mi sembra coerente con il modo comune di vivere le relazioni umani, operando distinzioni tra i soggetti
Certamente non mi aspetto roba tipo “Piacere, mi chiamo Ubaldo e metto i gatti randagi nel microonde”. Però mi aspetterei un po’ più di personalizzazione già dall’inizio. I profili nei dating site sono tutti “Sono una donna solare, amo la sincerità e odio la falsità. Sono felice e realizzata e ho un bellissimo cane/gatto/coccodrillo di nome Pippi”. Fine.
Curc dice che il mondo è giudicante. Bene, allora vediamo come gestisci il giudizio del mondo rispetto a ciò che sei, perché anche così si capisce se tienes cojones o ti adegui passivamente per non (dis)turbare nessuno. A scuola rispettavamo di più quelli sissignoraprofessoressa o chi diceva la propria, a costo di apparire strano?
Da qui a Meetic, non ne distinguo una dall’altra. Il che a mio parere è stupidissimo, perché se poi incontri qualcuno due volte hai voglia se capisci che nasconde qualcosa.
Non vedo una visione politica, un’impostazione di vita, un’espressione di gusti, un’ammissione di responsabilità. Sembra di stare in quei film americani tipo Pleasantville, o appunto Signore e Signori. La gente in genere non ha nemmeno il coraggio di sé stessa.
La domanda che mi faccio è “ma davvero le persone sono così pavide e banali come si mostrano?”. E ho paura che la risposta sia SI’.
Kiwi io non ho competenza sul virtuale, non ho manco un profilo fb e non ho curiosità/interesse ad entrarci. Quindi ogni mia considerazione sicuramente non è soddisfacente per un'analisi. Ma da persona diciamo comune non vedo per quale ragione in un profilo social la gente dovrebbe scrivere cose che sicuramente di primo acchito non sarebbero gradite. O dare impressione diversa da quello che si è. Quindi si resta nel generico. Ma mentre tu dai al generico una valenza negativa io dico "quel che qui si scrive conta poco, è la conoscenza fuori che da forma e contenuto alle persone".
No Curc, non è esattamente così che la vedo.

Come ho detto, non pretendo che nel profilo uno scriva di friggere i gatti, bensì che tenda a parlare anche di gatti fritti in qualche occasione pubblica, esattamente come hanno fatto gli amici scambisti. Se non parli mai di cosa ti interessa, ti mantieni sulla più ovvia neutralità. Io – dicevo – frequento posti virtuali a ricaduta reale dove la gente è anche troppo interessata a far sapere a tutti qual è il suo lato oscuro, tanto che un bel chissenefrega di commento ogni tanto ci sta bene. Ma tra il tutto e il nulla ci sono molti gradi intermedi, e sono quelli che mi mancano nella conta.
In altre parole “la gente si trattiene” e io mi domando perché. Mi domando perché in fin dei conti non dica nulla di sé, di personale, relativo alle peculiarità belle o brutte che la caratterizza. Che non abbia interesse a parlarne, anche in termini generici e non necessariamente personalistici. È questo non metterci mai nulla di proprio, a perplimermi. Perché come la vita non è fatta solo di dark room lesbo, non è neanche fatta tutta di pizzate in compagnia e di “vado in palestra, amo i canarini, mi piace il mare”.
Se vuoi essere accettato per quello che sei, mettici qualcosa di tuo.
Non so dare una risposta. Se non ripetere... Paura dell'altrui giudizio. O, in alternativa, una massa di gente iperconnessa ma diffidente del sistema. Personalmente di mio qui ne ho messo fin troppo. L'altro giorno parlavo con un socio, è uscito fuori il nome delle ong e lui mi ha bloccata. Eppure se io lavoro per le ong e ho fatto delle esperienze per me significative non mi vergogno di parlarne. Un giudizio arriva, sempre e comunque. Tu lamenti omologazione ma chi è meno "inquadrato" cmq subisce giudizi e viene a volte allontanato. E allora parlo solo di rugby con gli utenti che conosco qui da anni :)). A qualcuno interessa che a Roma il comune ha avviato lo sfratto di altri due centri antiviolenza? No... Parlo di rugby e mi rilasso :))
KwisatzHaderach ha scritto: ......... Ma tra il tutto e il nulla ci sono molti gradi intermedi, e sono quelli che mi mancano nella conta. .......
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Kwi, mancano nella conta pubblica, di fatto la tua conta, chi ti dice che nelle conversazioni private non ci sia esternazione, trasgressione. complicità? Perchè mai devono essere esternazioni pubbliche? E nessuno sa, poi, come vanno gli incontri privati, che comunque ci sono. Le tue conversazioni private riportano lo stesso dato? Come mai dopo i primi 3 messaggi le persone chiedono di sentirsi altrove (mail, w,app, tel) ? I lati oscuri o soleggiati vengono fuori in privato, come giusto. Questo posto è un luogo di pesca, poi ci si trasferisce altrove, non si possono fare statistiche nè sondaggi. Non esiste l’auspicata ‘piazza’ conviviale e ciarliera, c’è solo una chat più o meno frequentabile a seconda dei gusti (era infrequentabile anche ai ‘tempi belli’, per alcuni. Le vaffa-night hanno scandalizzato più di qualcuno). Sta di fatto che ci si apre in privato.
Certo, dai profili gli uomini tutti solari, passionali, romantici e affidabili, le donne tutte solari, dolci, pazienti e simpatiche, lo stereotipo più puro, però se non si scrive niente le critiche sono anche peggiori (ne so qualcosa), e di fatto nessuno scriverà mai ‘mi piacciono i gatti fritti’ o ‘ammazzo le vecchiette per gioco’
Ovvio che la gente si trattiene, perchè mettere in piazza le proprie verità, dare tutto in pasto a non si sa chi, per non si sa cosa, solo per farsi conoscere....e poi? Farsi sezionare, giudicare, spernacchiare....da chi?...da un anonimo qualunque, che pretende sincerità ma magari ne ricambia ben poca. D’altra parte, se c’è gente che proclama di essere qui solo per studio, osservazione, lavoro o curiosità, perchè mai si dovrebbero esporre i propri lati oscuri urbi et orbi ? solo per fornire materiale agli studiosi ??? Su, su, un po’ di obiettività

Cari Kwi e Curc, vi conosco e stimo entrambi, ma l’argomento è sempre lo stesso: questo sito è quello che è, l’umanità pure, inutile provare a cavar sangue da una rapa.
L’unica soluzione è prendere o lasciare

Ps: basta con gli esempi di animali cotti, chè io sono animalista e mi risento :) :)
KwisatzHaderach ha scritto: No Curc, non è esattamente così che la vedo.

Come ho detto, non pretendo che nel profilo uno scriva di friggere i gatti, bensì che tenda a parlare anche di gatti fritti in qualche occasione pubblica, esattamente come hanno fatto gli amici scambisti. Se non parli mai di cosa ti interessa, ti mantieni sulla più ovvia neutralità. Io – dicevo – frequento posti virtuali a ricaduta reale dove la gente è anche troppo interessata a far sapere a tutti qual è il suo lato oscuro, tanto che un bel chissenefrega di commento ogni tanto ci sta bene. Ma tra il tutto e il nulla ci sono molti gradi intermedi, e sono quelli che mi mancano nella conta.
In altre parole “la gente si trattiene” e io mi domando perché. Mi domando perché in fin dei conti non dica nulla di sé, di personale, relativo alle peculiarità belle o brutte che la caratterizza. Che non abbia interesse a parlarne, anche in termini generici e non necessariamente personalistici. È questo non metterci mai nulla di proprio, a perplimermi. Perché come la vita non è fatta solo di dark room lesbo, non è neanche fatta tutta di pizzate in compagnia e di “vado in palestra, amo i canarini, mi piace il mare”.
Se vuoi essere accettato per quello che sei, mettici qualcosa di tuo.

In modi di esprimersi diversi, ma la sostanza non cambia, questo è più o meno quello che ho già detto io, in dichiarazione io pubblico e che Curcu ha recepito se siamo o no veri, il mio lato oscuro, è che sono troppo buono, onesto leale e sincero e gentile e galante con le donne e tendo ad apparire diverso, per difendermi da chi non lo è, non amo le situazioni alla famolo strano, di tipo sadomaso e compagnia bella, amo i rapporti nella normalità e nel lecito, adesso ci ho messo del mio, sono vero adesso?
Oh divino che sei sceso dall'Olimpo... Chi si loda si sbroda, questo è quello che ho recepito io, caro Navy, e di tale arte tu ne sei il principe. Sono sincera pure io. Mire... Concordo in pieno con quanto hai scritto e che non sono in grado bene di esprimere. Per me il web è un ponte, profili non ne leggo, non me ne importa niente di cosa la gente scriva, perché convinta faccia testo il mondo fisico. Comprendo Cmq il disappunto tuo, kiwi, e le tue perplessità sui profili che leggi ma proprio in quanto non sei affatto superficiale non fermarti alle apparenze e vai oltre se ti interessa, che a chiacchiere siamo tutti bravi :))
Quel che penso è che in definitiva abbia ragione Mirtilla, che sintetizza “non si può cavare sangue dalle rape”.
Io evidentemente non riesco a rassegnarmi all’evidenza del numero delle rape, il cui nome è Legione.
Mi pare troppo semplice come conclusione e le cose non sono mai semplici quando si parla di persone. Che siano rape o ravanelli o pomodori per chi li ama...