[quote="Gioia59"Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro "

Gioia con poche semplici parole hai espresso un pensiero complesso., Approvo tutto quanto hai scritto. Io sono entrato nel mondo del lavoro nel 63 raccomandato al “padrone” da un operaio come “bravo ragazzo, volonteroso”. Allora di lavoro ce n’era ma occorreva una presentazione. Prima busta paga 52.378 lire. Ne sono da poco uscito e mi hanno lasciato andare in ritardo. Ultima paga 2.236 euro. Ho cambiato sei volte “padrone” adattandomi ogni volta a situazioni nuove come si conviene a un “ultimo” arrivato appunto. Ma è stata una scelta ponderata. Adesso sono in pensione, anche se lavoro più di prima, e da ex posso azzardare qualche confronto.
Ieri. C’era la voglia di “farsi una posizione”. Il posto fisso era una garanzia ma andava bene tutto, se eri in posto grande avevi anche l’orgoglio di far parte di un gruppo. Si lavorava nove ore al giorno sabato compreso, qualche straordinario faceva anche comodo. Nel 68 sono emersi i sindacati. Si è cominciato a parlare di diritti, di capitalisti, di rivendicazioni, di picchetti, di crumiri, di cose. I rapporti, anche tra dipendenti, si sono velocemente modificati, non so se in meglio. Più soldi, più diritti, più concessioni, senza rendersi conto che la rincorsa costi-salari vanificava ogni volta le conquiste economiche. Le 52.378 era lire pensati, gli euro attuali sono molto più volatili.
Oggi. C’è la voglia di guadagnare più che di farsi una posizione, si lavora meno ore e si fa meno fatica perchè ci sono le macchine. Non c’é più un “padrone”, i lavoratori hanno dei diritti e per farli valere ci sono sindacati e tribunali che difendono la parte più debole. L’orgoglio di far parte di un gruppo si è persa per strada e spesso si è molto critici anche nei confronti del management aziendale, e molto spesso a ragion veduta. Il lavoro non è tutto ed é un diritto poter godere la propria vita extralavorativa. Il posto stesso così com’é é un diritto e se la ditta è in crisi affari loro, gli ammortizzatori sociali e lo stato devono pensarci loro a sopperire, anzi é un diritto anche uno stipendio minimo garantito perchè chi dovrebbe non ti dà lavoro. Non c’è volontà di critica in quanto dico, costato e basta.
Domani. E’ normale che guardi avanti, anche se non sono più parte di questo mondo produttivo. E’ il passatempo dei vecchi. Nel futuro ritengo ci sarà sempre meno lavoro e più macchine, veloci, precise, complesse. Meno opportunità? dipenderà dalla competenza, perchè le macchine ci hanno tolto la fatica ma richiedono più preparazione tecnica. Più studio? fosse solo quello! occorerà più capacità di relazione, più cultura, più integrazione e coordinamento, più capacità di analisi, più lingue, più esperienze qualificanti, più conoscenza di ambienti di lavoro diversi, e soprattutto ad ogni livello più partecipazione individuale al progetto produttivo aziendale. Coscienza che la ditta siamo noi. Questi sono i criteri di valutazione di chi assume, non quante battute si fanno in un minuto sulla macchina da scrivere. Passato il periodo dei diritti sarà il momento dei doveri del lavoratore. Questo ritengo che sia il cambiamento in atto. Per chi rientra in questa logica ci sarà sempre lavoro, la “raccomandazione” (Stefanocolombo ha detto una cosa vera all’80%) sarà lui stesso, sempre che se la sia creata crescendo. In caso contrario ci saranno problemi anche per i lavori manuali.
I tempi per questa trasformazione? ci siamo già dentro ma è logico che è un processo che si sviluppa in momenti successivi. Nei momenti di crisi economica vengono “fatte fuori” (crudo ma vero) le frange produttive che hanno vissuto di rendita, senza adeguarsi al nuovo corso, arroccandosi passivamente a un posto fisso che non sarebbe mai dovuto venire meno. L’importante è rendersi conto che sia il lavoro che il lavoratore hanno cambiato aspetto. Dobbiamo farlo capire ai nostri ragazzi che è venuto il momento di parlare di doveri, di progetti, di partecipazione e che i soldi arriveranno, ma bisogna sudarseli, come abbiamo fatto noi vecchi. Uno dei primi motivi perchè i giovani non trovano lavoro è che non hanno sufficiente competenza e non vogliono accettare i meccanismi che la producono. Anche se hanno una laurea in mano non sanno quasi nulla e, questo è importante, avanzano le medesime richieste di chi la competenza se l’è fatta. Sarà un’eredità, creduta intoccabile, delle conquinte sindacali, ma chi il lavoro sa cosa significa crearlo a questa eredità risponde non ci sto e non sta a fare discorsi, non assume. Tanti giovani vogliono saltare la gavetta perché come esigenza primaria hanno le loro aspettative vitali (immediate) più che la costruzione (lenta) di un futuro. E non è andando all’estero che si risolvono le cose. Stefanocolonbo ha ragione: si conoscono le lingue, si vede una cultura diversa, ma... si viene sfruttati, e finito lo stage, vai casa tua. Chi riesce a mettere le radici all’estero ha fatto propria la nuova logica del lavoro e viene integrato solo perchè “ha dimostrato nel tempo” che vale.
Non ho proposte di lavoro concrete da segnalare, ma credo che anche questa riflessione possa essere una proposta per chi sta cercando un lavoro. “Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro” Hai ragione Gioia. Ormai sono vecchio e fuori dal mondo del lavoro, ma proprio per questo posso darne una visione storica. O accettiamo il “nuovo modo di lavorare” o saranno i fatti di chi non parla (gli imprenditori che hanno il coraggio di rischiare) a farcelo accettare.
 Non volevo fare uno sproloquio, ma mi sono lasciato prendere la mano, scusatemi. 
Direi che, una volta messi da parte gli sproloqui ( quelli sì che lo sono) sulle vacche grasse o magre, sul prezzemolo e le altre erbe aromatiche e le illazioni su fantomatici interessi personali, la discussione sul tema lavoro stia ricevendo contributi molto interessanti.

Una doverosa precisazione: né il sito, né i soci che hanno dato il via a questo forum hanno un riscontro personale dall'iniziativa.

Concordo con il suggerimento di postare annunci il più concreti possibile e, ancora meglio, al di fuori dai campi di ricerca tradizionali, come ha ben descritto il sig. Colombo.

Se l'iniziativa non porterà a nulla di concreto, sarà comunque stata un'occasione per uno stimolante scambio di (cortesi) opinioni ed esperienze tra i soci.

Chi non la condivide o non ha nulla di dire in proposito, può astenersi dal partecipare o proporre altri argomenti di discussione.
Amministratrice del Club50plus
ultimo ha scritto: OMISSIS
Non volevo fare uno sproloquio, ma mi sono lasciato prendere la mano, scusatemi. 

TONY: tu puoi parlare quanto vuoi.
NON SIAMO MICA AL "MINISTERO DELLA VERITA'" che dobbiamo badare a cosa e come scriviamo...
Su tutte quelle cose che hai detto, invece, "sproloquaiando" anche io vorrei dire cosa ne penso.

UOMO E MACCHINE:
NON TUTTO può passare dalle macchine e in molti lavori ancora oggi è richiesta la mano dell' uomo assolutamente. Basti pensare al VERO ARTIGIANATO dove ad una ad una i "manufatti" escono fuori singolarmente.
Poi possiamo pensare al mondo del turismo: non puoi (almeno per ora che non abbiamo robot o androidi senzienti a tal punto) affidare ad una scatoletta con dei microchip accoglienza e quant'altro.
Che vadano al diavolo quelli che passano da MacDonalds e si fanno l'ordinazione sul display, si prendono il vassoio già pronto e si buttano i rifiuti nel loro bel contenitore apposito.
Io scelgo una sana TRATTORIA con MADRE DI FAMIGLIA gentile (e magari carina) che mi viene a prendere la comanda, col MARITO cuoco, con i FIGLI camerieri e...con i cani e gatti di casa che gironzolano nei dintorni.
Anche il mio lavoro NON POTRA' MAI essere sostituito dalle macchine (MANCO CON GLI ANDROIDI SENZIENTI...), quindi non me ne curo.
Diciamo che in molti casi la meccanizzazione è presa solo come UNA SCUSA.
E LO STATO, a riguardo, cambiando lo stato delle cose DOVREBBE CAMBIARE MENTALITA': va bene la robotizzazione delle aziende, ma bisogna TASSARE il lavoro robotico ESATTAMENTE COME E PIU' di quello umano e con il ricavato CREARE UN FONDO per i VERI disoccupati.
SEMPLICISSIMO: meno lavoro umano più benessere per tutti. Sic et simpliciter.

GIOVANI E LAVORO:
IL VERO ED UNICO MOTIVO per cui i giovani non trovano lavoro è....che SE NE FREGANO.
ESEMPIO: mi chiama un cliente qualche giorno fa per una casa a Milano per la figliola che dovrebbe frequentare una università.
Questo tipo è PIENO DI DEBITI, due figlie femmine di cui la prima già sposata grazie solo all'aiuto del papà e questa seconda, mica scema, che prima di convolare ad (in)giuste nozze vorrebbe godere un po' di DOUCE VIE (se la conosco bene oserei dire: canne "babbostyle" - per non dire peggio - , alcolici fino a tarda ora, festini e serate modaiole, bei vestiti, gite qua e la, sesso come e con chi capita). E chi SPONSORIZZA TUTTO? PAPI.
OVVIO che questa in questi 5-anni-5 a Milano studierà come io ho fatto il catechista (cioè zero, per chi non mi conosce dal vero) e che sperpererà il conquibus paterno come se non ci fosse un domani.
MA CHE CAVOLO DI VOLONTA' DI LAVORARE AVRAì sta xxxxxxxxx quando sarà finalmente laureata? Ve lo dico io: NESSUNA.
COLPA DEI GENITORI (specialmente del padre) BUOI E CORNUTI che spenderanno UNA BARCA DI SOLDI (perlopiù non loro) facendo capire alla tizia che LAVORARE NON SERVE.
Perchè la ragazza non può andare in un “economico e sicuro” pensionato religioso (e loro sono molto religiosi, o così dicono) perchè “La ragazza vuole la sua indipendenza e in questi pensionati sono molto rigidi con orari e comportamento” (Abbeh!!!!).
Perchè la ragazza non può condividere la stana con estranei “che non si sa chi sono”.
Perchè la ragazza non può fare la cameriera, la badante a ore, la stiratrice eccetera, per guadagnare qualcosina con la quale pagarsi gli studi o aiutare la famiglia a farlo “perchè già deve studiare, poverina, e come farebbe altrimenti?”.
Perchè la ragazza non può non partecipare ai vari eventi mondani con i colleghi o andare in vacanza con loro quando capita (settimana bianca, settimana nera, settimana gialla etc.) “perchè vorrebbe dire non socializzare e rimanere tagliate fuori dall’ambito scolastico ed essere emarginata”.
E cose del genere.
INSOMMA: a chi interessa lavorare quando hai papà (o mamma nel caso di divorziati) che ti finanzia le canne e le birre (per non dire peggio, ma poi magari EMILIA censurerebbe….)???
E la gavetta TUTTI abbiamo voluto saltarla, io compreso, solo che, a differenza di questi PARASSITI BAMBOCCIONI, IO NEL FRATTEMPO MI DAVO DA FARE COL SUDORE E COL SANGUE per raccattare pochi spiccioli. E di gavette ne ho fatte (ed usate!) moltissime.
Casomai è il contrario: L’ANTIPATICO è proprio vedere che ti passa davanti allegramente CHI LA GAVETTA NON L’HA FATTA (vedi i Talent Show ad esempio, che fortunatamente nella maggiorparte dei casi generano bolle di sapone).

“ORMAI SONO VECCHIO E FUORI DAL MONDO DEL LAVORO”:
SBAGLIATISSIMO.
Non si è MAI vecchi per lavorare, se lo si desidera.
Sempre qualcosa si può fare se se ne hanno le capacità.
Un militare in pensione può andare a fare il sorvegliante, un infermiera in pensione può accudire una anziana problematica, una vecchia meretrice può pur sempre educarne altre…
Tornando al tema “Talent” mi basta vedere gente come MORANDI o ALBANO che alle loro venerande età (73 e 74 anni cadauno) reggono il palco meglio di pischelli appena usciti dall’ incubatrice e si fanno ore di spettacolo come e meglio perfino di quando erano giovani.
E vogliamo parlare di un ALBERTO ANGELA che tutti vorrebbero in pensione, ma che ne ha da dire e da fare in barba al suo stato anagrafico?
Il mondo del lavoro, possiamo affermare, “E’ bello perchè vario”.
Mio padre il giorno stesso della pensione era già…al lavoro per fare altro.
Spero di seguire le sue orme.
Sempre ammesso che io non guadagni una somma folle e possa ritirarmi a vita privata.
Perchè che me ne fregherebbe di lavorare avendo tanti dindini?
SI LAVORA PER VIVERE, NON SI VIVE PER LAVORARE è una delle mie filosofie di vita….

IL POSTO FISSO & L’AZIENDA SONO IO:
Il posto fisso NON E’ da demonizzare, ma da REGOLARIZZARE.
Onestamente uno come me da il massimo sapendo che quella cosa che fa lo porterà ad essere tranquillo nel futuro. Avendo un posto precario e non sapendo se arrivo al domani non posso impegnarmi al massimo, anche perchè parte delle mie energie e risorse devono obbligatoriamente andare spese per la ricerca di un ulteriore e migliore posto.
Avete presente la cameriera che studia scienze e non rifà a dovere le camere? E il lavapiatti che lavora a giorni alterni perchè deve andare in giro a visionare altri impegni o a farsi conoscere?
Ecco…cose del genere.
E ovviamente quando si è dipendenti in una ditta BISOGNA mettersi in testa che LA DITTA SIAMO NOI.
Questo mi hanno insegnato a Milano nel mio primo vero lavoro SERIO e che avrebbe fatto da COLLANTE a tutte le mie precedenti esperienze rendendomi quel che sono adesso.
“LO STIPENDIO NON TE LO PAGHIAMO NOI (la tua azienda), MA IL TUO CLIENTE: TRATTALO BENE” furono le parole che mi restarono impresse a fuoco.
E questo, nel tempo, ho provato ad insegnare agli altri.
Se questa filosofia venisse ADATTATA a qualunque nella società staremmo tutti quanti non bene, ma BENISSIMO.
IO SONO CONTRO i contratti a termine (se non funzionali a qualcosa): favoriscono solo gli imprenditori furbetti e danneggiano i lavoratori in gamba.

I SINDACATI:
MAFIA. Nè più nè meno.
MENO MALE che nel mio settore, fatto perlopiù di aziende piccole o familiari, SINDACATI E COSE DEL GENERE NON ESISTONO.
Si dovrebbero ABOLIRE IN TOTO.
Ma, si sa, come per politica ed altro dietro ai sindacati c’è un mangia mangia incredibile.
E a chi conviene perdere soldi guadagnati così facilmente come in questo caso?

Dulcis in fundo: LA FRASE DI GRAZIA:
"Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro "

http://www.odielle.it/it/riflessioni/pastorale%20giovanile%20italiana/laboratorio-il-lavoro-339

https://www.mindcheats.net/2013/02/come-trovare-lavoro.html

NON VUOLE DIRE PROPRIO NULLA (come tante altre frasi fatte del genere).
IO NON VIVO cercando di cambiare un lavoro ogni tot di tempo.
Se trovo quel che cerco quello SARA’ IL LAVORO DELLA MIA VITA.
PURTROPPO da giovane ho dato un calcio a quello che doveva esserlo e lo rimpiangerò per sempre, ma se avessi accettato quella opportunità AVREI MESSO IN SOFFITTA le mie velleità lavorative ed ora sarei a letto a riposare o davanti alla TV a vedermi un bel film invece che essere qua a lavorare.
Come nella vita (matrimonio, casa, automobile, interessi) CHI CAMBIA SPESSO è perchè o ha fatto malissimo i conti con l’oste o perchè ha dentro di se una incontentabilità dettata da seri problemi psicologici.
Anche perchè noi non siamo eterni per cui cambiare potrebbe servire a non annoiarsi nei vari secoli, ma abbiamo un lasso di tempo LIMITATO per cui cambiando spesso non si arriverebbe mai ad avere l’esperienza necessaria nel lavoro svolto, ma nemmeno se ne potrebbero trarre i giusti benefici.
Poi ritorno, quando ne avrò notizia, a postare qualsiasi informazione inerente a posti di lavoro.
Approfitto di quel "qualsiasi" per alcune puntualizzazioni.

1) non sono né voglio essere una agenzia interinale

2) non ho alcuna ragione, men che meno di carattere economico, in questa operazione

3) cerco per quanto possibile di verificare quanto successivamente scrivo

4) i piccoli numeri (uno due tre) in termini di posti di lavoro non arrivano sui canali nazionali di informazione

5) penso che in prospettiva di un lavoro ci sia molta disponibilità a ragionevoli (ad es, giornalieri) spostamenti

6) date le poche (al contrario di quanto da altri sostenuto) occasioni di lavoro, il poter dare indicazioni sia utile; soprattutto tenendo conto che basterà fare qualche telefonata per capire se c'è di che approfondire.

Per cui:

A) I posti di lavoro nell'ambito del terzo valico ci sono, probabilmente riferiti a ditte terze che hanno piccoli appalti o sub appalti, nella miriade di attività che una opera del genere si porta appresso

B) Quando sulla stampa locale (Panorama, Settegiorni a Tortona, La provincia pavese, La Stampa -nella sua pagina locale-, Il popolo ecc) si scrive che diverse amministrazioni (Pontecurone, Viguzzolo, Casalnoceto, Castellar Guidobono) sono state interessate all'ipotesi di realizzare un grande parco giochi (La Gardaland dell'oltrepò); quando sugli stessi giornali appaiono interviste a diversi agricoltori contattati per dare loro disponibilità alla cessione di considerevoli lotti di terreno e dichiarano anche che "si è parlato di interessanti cifre offerte"; quando alcuni studi di architettura ed uffici tecnici delle succitate amministrazioni sono stati contattati per pareri e disponibilità alla stesura di pre progetti di fattibilità; quando tutto ciò premesso, io mi permetto, a ragion veduta, di dire "informatevi; in zona Tortona-Voghera-Salice Terme si parla ripetutamente ed in modo sempre più ufficiale della realizzazione di un mega parco giochi"

Probabilmente c'è chi preferisce dire "peccato; c'era la notizia di una ipotesi di lavoro ma siccome non ne ero certo, non la ho data ed ora i posti sono esauriti"

Ad ognuno il suo ruolo, soprattutto se scelto e pervicacemente praticato.
@ Ultimo
Da un'indagine del Confartigianato che riporto, dicevano che In questa Italia della disoccupazione giovanile "alcuni" posti di lavoro (ca 1500) restano "vuoti" perché nessuno li vuole o sà farli, . parlando di alcuni mestieri che stanno scomparendo perché fisicamente faticosi e con manualità che non s'impara nelle aule universitarie bensì nelle ormai rare botteghe dei vecchi artigiani ecc .! tipo :panettieri, pizzaioli pastai,cuochi, marmisti, falegnami, sarti, giardinieri.e cosi via
Fare il giardiniere, panettiere o il falegname oggi, viene considerato una "diminuzione" da chi ha trascorso la propria gioventù sui libri, ecco perché c'è tanta domanda e poca offerta. Si tratta di lavori pesanti, ed inizialmente poco pagati quindi nessuno sceglie di seguire quest'arte, non proprio nessuno, qualcuno c'è, ma non si può parlare di arte!
Leggevo anche che nelle stalle dove si munge il latte per il parmigiano Reggiano quasi un lavoratore su tre è indiano mentre in Abruzzo il 90% dei pastori è macedone ( Il lavoro c' è...)
Inoltre, la Coldiretti ha rilevato che i lavoratori extracomunitari sono diventati decisivi nella raccolta delle mele della Val di Non, nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala e nella raccolta delle uve per il Brunello di Montalcino, il tutto per per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo....
Concordo anche cjhe nel mercato italiano del lavoro esista un " illogico " quello della disoccupazione cronica...
Leggevo che l'anno scorso circa 150mila posizioni nell'artigianato sono rimasti scoperti poiché un numero consistente di "professionalità" sono difficili da reperire, visto che i nostri figli sono cresciuti ascoltando favole sulla laurea e sul posto fisso....
Quando a 13 anni mio figlio espresse il desiderio di fare il cuoco , non ho storto la bocca, anzi, notando che gli piaceva stare in cucina con me e intuendo un "mercato" in evoluzione, gli ho fatto fare i suoi 4 anni di istituto alberghiero,da lì, uno stage e via, si è catapultato nel mondo del lavoro, consapevole che non avrebbe avuto ne sabati ne domeniche, niente ferie , luglio ed agosto data l'alta stagione,nessun rientro a casa , niente festività,anzi, sono i giorni in cui lavorano di più, un mazzo tanto nelle cucine con paga iniziale bassina ma oggi 23 anni è contento del suo lavoro guadagna qualcosa in più, ( gli piace), un domani, fatte le sue esperienze potrà mettersi anche in proprio, che dire..... ecco perchè dicevo che molto dipende dalla mentalità, la voglia di lavorare, tirarsi su le maniche sporcandosi le mani.... e noi adulti cercando di aiutare( figli, nipoti ecc) questa nuova generazione ad entrare nel mondo del lavoro
Che forse oggi molti, giovani e adulti non vogliono sporcarsi le mani?
Conoscevo il titolare di un Centro Gomme e parlando del più e del meno mi raccontava che alcuni giovani candidati italiani a colloquio avrebbero risposto ‘" Lo stipendio è troppo basso per questo lavoro da operaio, qui c’è da sporcarsi le mani.....! " altri non si sono neanche più ripresentati

Premetto che fino a quattro anni fa lavoravo in una Comunità di ragazzi che seguivano un percorso ben preciso (recupero di minorenni in difficoltà) , una volta maggiorenni,finite le scuole medie e, finito il percorso potevano entrare nel mondo del lavoro, uno di loro, un Colombiano, andò per un colloquio al centro gomme ed ha iniziato a lavorare, oggi ha imparato un mestiere e lavora ancora là, ha trovato una compagna, hanno una casa in affitto e sono indipendenti.....
Altri ragazzi , con i miei colleghi ed insegnando ad usare i motori di ricerca in Internet hanno trovato dei lavoretti, addirittura alcuni anche volontariato !
Ecco, il tutto riguardo alle mie esperienze con i giovani,
Riguardo a noi over, si apre un'altro sipario

PS

Ah, la frase . CHI CAMBIA SPESSO è perchè o ha fatto malissimo i conti con l’oste o perchè ha dentro di se una incontentabilità dettata da seri problemi psicologici.

Non credo sia così, chi cambia spesso , a volte è pure obbligato,un esempio vissuto personalmente, ho traslocato in tante nazioni sia in Europa che fuori dall'Europa (e questo già da piccolissima, dall'età di 6 mesi ad arrivare all'età adulta ) Dovuto al lavoro di mio padre ( Ministero Degli Affari Esteri, (Ambasciate d'Italia ), i cosìddetti Corpi Diplomatici nei paesi ospitanti ) e questi, sono in tutte le capitali del mondo, i dipendenti vengono chiamati al di quà e al dilà del globo, quindi è d'obbligo
Ricordo che per footuna mio padre era vicino alla pensione ed aveva già in mano una richiesta di trasferimento a Conacry, in Guinea...., .quando si sono accorti che mancavano 8 mesi alla pensione stopparono l'ennesimo trasloco
Se poi parliamo dei Consolati Italiani, quelli sono sparsi ovunque, basta guardare Milano,dopo New York, ha il maggior numero di consolati dove tutti i principali paesi sono presenti, anche solo con un ufficetto ma ci sono

Pensate a quante persone sono in continuo spostamento nel mondo, TUTTI per obbligo e per scelta come tipologia di lavoro
Qui lo dico ma mi raccomando non ditelo ai perfezionisti che sono così perfetti che se una cosa non è perfetta come aggrada a loro, allora non ne vale la pena.
Su La Stampa di oggi (11/08/2017), nelle pagine interne si parla del fatto che con ottobre di quest'anno cominceranno i lavori per la realizzazione di un Hub di distribuzione del marchio Zalando.
Non c'è ancora il colore dei capelli del direttore personale ne quello degli occhi di quello generale per cui non vi dico che si prevedono 1000 posti di lavoro in zona, ancora non definita, del Nord Italia.
Se per caso avete qualsivoglia contatto con qualcuno che ha a che fare con questa multinazionale tedesca della vendita online, non contattatelo per avere informazioni tanto non si sa ancora nemmeno quanti peli ha nel naso il responsabile vendite.

Verifiche su La Stampa di oggi, pagine interne, ma nazionali.

Io non vi ho detto nulla che tanto non è vero, non ne vale la pena, è stupido, ecc ecc ecc.
Anzi; non vi saluto nemmeno che mica sono sicuro che....
Gioia59 ha scritto: Da un'indagine del Confartigianato che riporto, dicevano che In questa Italia della disoccupazione giovanile "alcuni" posti di lavoro (ca 1500) restano "vuoti" perché nessuno li vuole o sà farli, . parlando di alcuni mestieri che stanno scomparendo perché fisicamente faticosi e con manualità che non s'impara nelle aule universitarie bensì nelle ormai rare botteghe dei vecchi artigiani ecc .! tipo :panettieri, pizzaioli pastai,cuochi, marmisti, falegnami, sarti, giardinieri.e cosi via
Fare il giardiniere, panettiere o il falegname oggi, viene considerato una "diminuzione" da chi ha trascorso la propria gioventù sui libri, ecco perché c'è tanta domanda e poca offerta. Si tratta di lavori pesanti, ed inizialmente poco pagati quindi nessuno sceglie di seguire quest'arte, non proprio nessuno, qualcuno c'è, ma non si può parlare di arte!
Leggevo anche che nelle stalle dove si munge il latte per il parmigiano Reggiano quasi un lavoratore su tre è indiano mentre in Abruzzo il 90% dei pastori è macedone ( Il lavoro c' è...)
Inoltre, la Coldiretti ha rilevato che i lavoratori extracomunitari sono diventati decisivi nella raccolta delle mele della Val di Non, nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala e nella raccolta delle uve per il Brunello di Montalcino, il tutto per per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo....

E IO CHE HO DETTO?
Bastava dire "HA RAGIONE IL COLOMBO".
E continuiamo a RAMMENTARE che i dati sono FASULLI: qualunque essi siano.
Il LAVORO NERO non può essere controllato dagli INESISTENTI CONTROLLORI, a loro volta spesso magari INCIUCIATI in questo genere di cose illegali.

IL LAVORO C'E', solo che I BAMBOCCIONI NON LO VOGLIONO FARE.
Col beneplacito di genitori pecoroni.

Gioia59 ha scritto: Ah, la frase . CHI CAMBIA SPESSO è perchè o ha fatto malissimo i conti con l’oste o perchè ha dentro di se una incontentabilità dettata da seri problemi psicologici.

Non credo sia così, chi cambia spesso , a volte è pure obbligato,un esempio vissuto personalmente, ho traslocato in tante nazioni sia in Europa che fuori dall'Europa (e questo già da piccolissima, dall'età di 6 mesi ad arrivare all'età adulta ) Dovuto al lavoro di mio padre ( Ministero Degli Affari Esteri, (Ambasciate d'Italia ), i cosìddetti Corpi Diplomatici nei paesi ospitanti ) e questi, sono in tutte le capitali del mondo, i dipendenti vengono chiamati al di quà e al dilà del globo, quindi è d'obbligo
Ricordo che per footuna mio padre era vicino alla pensione ed aveva già in mano una richiesta di trasferimento a Conacry, in Guinea...., .quando si sono accorti che mancavano 8 mesi alla pensione stopparono l'ennesimo trasloco
Se poi parliamo dei Consolati Italiani, quelli sono sparsi ovunque, basta guardare Milano,dopo New York, ha il maggior numero di consolati dove tutti i principali paesi sono presenti, anche solo con un ufficetto ma ci sono

Pensate a quante persone sono in continuo spostamento nel mondo, TUTTI per obbligo e per scelta come tipologia di lavoro

Però NON MENARE IL CAN PER L'AIA MARIAGRAZIA: è assolutamente logico che io parlo per i soggetti che NON SONO SPINTI DA CAUSE DI FORZA MAGGIORE.
OVVIO che se sei la figlia di uno che viaggia per lavoro e trasloca a ogni cambio di stagione anche tu dovrai adeguarti (ma li il brutto non sarebbe tanto il cambio di lavoro, quanto il cambio di amicizie: sfarfallando qua e la non ti fai mai una vita...).
Io parlo di quelli che cambiano donne come le mutande, quelli che "oggi mi va di buttarmi a mare, domani salgo in montagna". Gente che trasloca "perchè li c'è uno che sente in radio Tiziano Ferro" o perchè "da casa mia non vedo le Dolomiti" e cose del genere.
Quelli che, beninteso illogicamente, cambiano sempre ristorante, località di villeggiatura, viaggiano qua e la per il mondo anche indebitandosi, cambiano vestiti ad ogni giro di lancetta di orologio e via dicendo.
Ne ho sentiti non pochi affermare "Sto lavoro mi ha stufato: vediamo cosa trovo", magari anche da una posizione privilegiata con uno stipendio principesco.
Ma alla fin fine il problema, appunto, non sta nel lavoro.
E' gente incontentabile.
Sempre!

https://www.youtube.com/watch?v=5vVT0I-7Bv4
@ Gioia
Gioia hai posto l’accento su un problema reale. Sorvolo sulla voglia di lavorare o di scegliere alcune particolari tipologie di lavoro, è un aspetto molto soggettivo. Quello che ho voluto dire con il mio sproloquio è che lo stato di crisi del settore ha messo a nudo sia gli anacronismi del sistema attuale, che non possono più essere difesi (uno per tutti il posto fisso vita natural durante), sia la necessità di adottare in modo sistematico nuove procedure di “reclutamento” che rispondano ad esigenze in linea con la nuova realtà lavorativa. Dobbiamo convincerci che non si può più lavorare come 50 anni fa, che è cambiato il modo di fare l’imprenditore (il termine “padrone” non si usa più) ma anche il modo di fare il collaboratore (il termine “dipendente” andrà sempre più scomparendo). Parlando di lavoro troppo spesso restiamo ancorati a uno schema che ha ormai fatto il suo tempo. Il contesto è profondamente mutato e noi oggi dobbiamo pensare e decidere per il futuro, non a conservare il passato. Oggi i bambini quando escono dalla mamma si fanno un selfie con il cellulare, tu cosa avevi in mano? Rendo l’idea? E’ doloroso ma, in prospettiva, certi rami secchi (mi riferisco a procedure non ad attività, capisci bene) vanno tagliati perchè non divengano un retaggio del passato destinato a morte certa o a sopravvivere nei libri di storia.
Parli di iniziative artigianali. La parola oggi non è resistere ma trasformarsi. I professionisti lo hanno capito in anticipo. Guarda gli avvocati. Non aprono più un singolo studio (costa una pacca ed è difficile iniziare), ma si mettono assieme a un penalista, a un architetto, a un commercialista o chi altro e fanno uno studio polifunzionale in grado di rispondere a una realtà complessa, come è quella attuale. Non si scambiano i clienti, offrono ai clienti un servizio completo che finora avevano solo in modo frammentario. Il singolo avvocato oggi nasce morto. Anche il fisco si sta adegiuando e ha allo studio nuove forme giuridiche che meglio esprimano la nuova realtà. Non ti immagini come il mondo dell’attività professionale sia in fermento e stia trasformandosi.
Idem per gli artigiani. Se rimangono soli sono destinati a scomparire. I vecchi pellettieri ad esempio, maestri nel lavorare coccodrillo e struzzo, chiudono. Fendi, Armani e le grandi case (che hanno capito in anticipo i mutamenti in atto) hanno fatto sezioni interne specializzate che li hanno sostituiti, rendendoli sì più funzionali e finalizzati, ma assai più produttivi. Non li hanno fatti sparire, li hanno inglobati. Non sopravvivono, sono ridiventati produttivi.  Quelli che sono rimasti fuori… ahimè.
Vuoi che in questo sconvolgimento organizzativo anche il lavoratore non debbia cambiare pelle? Bisogna uscire dai vecchi schemi. E’ vitale. Hai parlato di mungitori. Oggi non “tirano” più il latte, applicano i succhiatori. I contadini non seminano più guardando la luna (non è vero, ma facciamo finta), ma parlano di ogm di culture intensive di agronomi di macchine di comunità europea, di quote latte ecc. Il piccolo campetto da coltivare è relegato a un hobby. Se hanno bisogno di collaboratori li cercano adeguati a questa nuova realtà. Certo che vanno bene gli extracomunitari, ma se li “lavorano” a poco a poco per renderli sempre più efficienti, preparati, utili alla loro attività e quando sono diventati “bravi” non se li fanno scappare ma se li associano. E loro lo hanno capito e stanno volentieri al gioco perchè sanno che, se dimostrano di saper collaborare intelligentemente alla opportunità offerta, per loro c’è una strada aperta. Da sguatteri diventeranno chef. Una lezione per i nostri laureati.
 Voglio farti un esempio per spiegarti come chi cerca “un posto” si deve adeguare alle nuove esigenze: il curriculum. Oggi si fanno le cose con intelligenza, siamo informatizzati. Il curriculum si scarica da internet, stile europeo, lo si compila adeguatamente e lo si spedisce, e.... chi lo riceve puntualmente lo cestina. Perchè? perchè è inutile. Mandare una copia della tessera sanitaria e della carta di identità è più utile e veloce. Ti dò di seguito un esempio di curriculum che certamente verrebbe letto fino in fondo. Ho calcato la mano esagerando un po’, ma solo per farti capire che occorre un approccio diverso, quindi leggilo con gli occhiuali giusti.

CURRICULUM  di …….
--- Anagrafe
sono nato a Milano il 5 novembre sì, sono di milano, la città dove la Madonnina al mattino presto spara un colpo di pistola e tutti cominciano subito a correre per produrre. Sì, sono uno scorpione. Quello che se ne va in giro tranquillo ma che, se si vede minacciato, prima si guarda in giro per capire poi per salvarsi non ci pensa un attimo e uccide. Ve lo dico subito perchè vi sappiate regolare.
--- Istruzione.
Liceo scientifico. Adesso mi piacerebbe fare l’università, ma lavorando e con famiglia e con certe pasioni ... avete capito no? E’ vero non sono mai stato il primo della classe. Ero un ragazzo normale. Il minimo indispensabile per passare l’anno. Purtroppo, col senno di poi... aveva ragione mio padre, ma ormai è tardi. Mi piaceva fare il bulletto con le ragazze, ma non sono mai stato un bullo. Adesso cerco di colmare l’università, che non ho voluto fare, con aggiornamenti professionali continui. Sono indispensabili. Non sono un “culo di pietra” non lavoro in camicia bianca e cravatta ma so che per risolvere i problemi bisogna sedersi a tavolino e concentrarsi, anche con una tuta sporca.
--- Competenze
Sono esperto di motori. Ascolto un rumore per tre minuti e vi dico cosa non va e cosa può fare. Sono pronto a una sfida con qualche vostro ingegnere, e se dovesse prendermi in castagna vi faccio uno sconto sullo stipendio per venire a imparare da lui. Esperienze lavorative Ho fatto il cameriere in pizzeria. Avevo bisogno di soldi per comprare un’auto. Mio papà non me l’ha regalata perchè non fatto l’università. Portavo le pizze al tavolo e dicevo “il nostro cuoco l’ha fatta proprio per lei. Ha visto la sua bellezza e ha detto che ci ha messo qualcosa in più, solo per lei”. Ero convinto che nel lavoro ci devi mettere del tuo e non farlo e basta perchè sei pagato. Le signore apprezzavano e tornavano e ogni volta la frase era diversa.
Un anno dopo mi sono fermato davanti a un’officina di riparazioni dove stavano aggiustanto (?) un motore. L’ho ascoltato per un po’ e ho detto al meccanico “guarda che ha un leggero difetto a un pistone”. “E tu che ne sai?” mi ha risposto. Ne abbiamo parlato. Il giorno dopo ero quasi assunto (in nero)
Da quella volta ho cambiato 6 officine, sempre più specializzate, anche nelle benzine. Potrei raccontarvi molto. Quando non avevo più niente da imparare o non trovavo passione me ne andavo.
La mia competenza attuale? presto detto: sono un ladro, amo scassinare casseforti a otto cilindri. Dovunque sono stato ho rubato l’esperienza degli altri colleghi, ho studiato per conto mio, ho fatto corsi di aggiornamento, ho avuto dei maestri eccellenti e appassionati che non erano laureati ma sapevano toccare i motori nel punto G. Se non lavoravano in officina andavo io a cercarli. Questo mi ha portato a lavorare su motori sperimentali, da perderci le notti. Ma tutto questo non mi basta.
--- Richieste
Voi cosa avete da offrirmi? soldi? ne possiamo parlare ma é l’ultima delle mie attese. Avete un maestro appassionato da cui possa imparare qualcosa di nuovo? avete una sezione sperimentale di ricerca?
sì? allora eccomi, vi assicuro che sarò umile, sottomesso, paziente, curioso, disponibile,... ladro.
no? allora non mi interessate. Tanto lo so che prima o poi finirò in Ferrari.
--- Recapito
Mi potete trovare a ....... Ma se non disponete della materia prima che ho detto non chiamatemi nemmeno, non mi interessate.

Ripeto, ho calcato la mano, ma... 
Visto che non si sta parlando di posti di lavoro ma della filosofia del lavoro e lavorare, vorrei dire che...

...se poi, per puro caso, a qualcuno viene in mente che tra i vari soggetti che concorrono a definire il mondo del lavoro ci sono anche i "datori di lavoro" magari si completa l'immagine.
I "datori"; conoscete ?!
Quelli che hanno ricevuto e ricevono, dalle tasche di tutti noi, migliaia di miliardi di aiuti all'impresa,
di agevolazioni fiscali,
di accondiscendenza dei politici -in funzione della loro importanza, a partire dai sindaci terminando con i capoccioni di turno-
Quelli che delocalizzano perché vogliono pagare stipendi fatti di pugni e calci.
Quelli che ricattano le donne per permettergli di mantenere il posto.
Quelli che hanno profitti alle stelle e portano i soldi in Svizzera
Quelli che, ultimamente, non hanno nemmeno bisogno di inventarsi "la giusta causa" per licenziare
Quelli che non licenziano i fannulloni scansafatiche ma i delegati sindacali e assumono i raccomandati perché poi "una mano lava l'altra"
Quelli che uno strozzino, durante una intervista anonima, ha definito "Guardi che buona parte di quelli che vengono da noi basterebbe che scendessero di un cicinin il loro stile di vita e non avrebbero questa necessità"
Quelli che sono i maestri del lavoro nero
Quelli che si fregano le mani perché c'è stato il terremoto a L'Aquila
Quelli che ci hanno riempito le strade di rotonde "alla francese"

e via dicendo in un elenco moltooooo infinito

Chessò; giusto per aggiungere i più schifosi,
Quelli delle buste paga "ritoccate" e del TFR non pagato.
Quelli delle banche che non dovevano né vedere né parlare ma solo dare i soldi agli amici degli amici
Quelli delle loro buonuscite ed entrate milionarie indipendentemente dai risultati ottenuti.
Quelli della strage di Viareggio che hanno così "care" amicizie da essere riusciti a non far costituire lo stato italiano come parte civile contro i responsabili

QUELLI CHE SI RIFANNO LA LORO VERGINITA' DI BAGASCE IMPUNITE CITANDO QUEI POVERI DISGRAZIATI, SERI E CORRETTI, CHE HANNO COMPIUTO ATTI INSANI. SPAVENTOSA MINORANZA IN UN OCEANO DI OPPORTUNISTI, SFRUTTATORI, SERVI E PADRONI DELLA POLITICA. AMMANICATI CON LE VARIE MAFIE E RICICLATORI DEI LORO SOLDI.

Ecco; se qualcuno vuol parlare di lavoro dovrebbe avere almeno questa onestà intellettuale e non essere servo sciocco di un sistema dove ci sono dieci persone che si fottono il resto, loro compresi, della popolazione.
Dimenticavo; sparare nel mucchio dei poveri non costa né si paga nulla mentre leccare il culo ai padroni è un ottimo biglietto da visita, di questi tempi.

Mai come adesso le leggi fondamentali dell'analisi marxista della società sono state vere!

E adesso mi raccomando; da bravi ipocriti , cancellate tutte queste verità -vi suggerisco la formula "il solito comunista"- e ricominciate con l'allenamento di lingua.
Traslando un Vecchioni d'annata "...e se hai la lingua sporca tienila in bocca, nessuno lo saprà..."
@Ultimo
Molto sottile , rende benissimo l'idea/concetto, a questo punto non mi resta che cantare " O mia bella Madunina ", scherzi a parte, ahimè è una situazione legata al sistema " meccanismo Italia " che non funziona......

@ babbocorso,
- Quelli delle buste paga "ritoccate" e del TFR non pagato.

Mi hai rammentato un fatto accaduto a mio figlio nella sua prima busta paga molto ambigua.... mi spiego : dopo lo stage , rispose ad un annuncio come aiuto cuoco " gavetta , l'offerta era 500 E al mese 8 ore di lavoro con una mezz'oretta di riposo quotidiano dopo che la cucina fosse ripulita e pronta per riprendere di sera, vitto e alloggio un giorno alla settimana di riposo che era il giorno di chiusura dell'hotel-ristorante, ricordo era il mercoledi , torna a casa tutto contento, mamma , entro domani sera devo dare una risposta, accetto, raccontandomi quanto sopra, io ovviamenta contentissima di vederlo entusiasta mi disse anche che entrando a vedere la cucina ha incontrato un suo amico di classe,che lavorava anche lui là

Bene, l'indomani conferma, con la mia amica andiamo al centro commerciale a prendere la divisa da cuoco ecc era tutto "gasato "
Ok, giovedi inizia e il mercoledi dopo rientra a casa raccontandomi l'andazzo e dicendomi che il suo amico gli ha detto di chiedere al titolare se poteva fare la domanda all'INPS, la legge 104 (3 giorni retribuiti a chi ha un familiare invalido ) ( l'avrebbe senza alcun dubbio ottenuta )
Gli risposi che conoscevo questa legge ma che forse era meglio che aspettasse un qualche mese, il tempo che il suo titolare si rendesse conto di come lavorava e dargli il tempo di conoscerlo, lui subito, no, sono già andato a parlare con lui, (ahaha,carattere impulsivo, chissà da chi ha preso... meglio sorvolare l'argomento, ) mi disse , ho chiesto al titolare della 104 e lui mi ha risposto " li hai già.i 3 giorni , praticamente i tre giorni di chiusura del mese, hmmmmmm , usa i suoi riposi settimanali.....! Io ovviamente non ho infierito ma avevo capito con chi avesse a che fare, un titolare con al seguito un commercialista furbetto, mio figlio andò avanti ugualmente ed io lasciai fare anche perchè trovo giusto che impari a scontrarsi con i problemi reali di vita quotidiana e di lavoro
Dopo 3 anni di ca. 10 ore in cucina , Natali e capodanni senza i riposi pomeridiani e nessun rientro a casa, stipendio arrivato a 1000 E , certo, sudore e sacrifici ma è contento lo stesso della scelta fatta, il suo obiettivo è diventare "chef "un paio di mesi fa ha lasciato ( il TFR deve ancora arrivare) per aiutare un pò suo fratello il più grande e nipote al bar, adesso però è a Milano, e quando dico che da cosa nasce cosa...., prima di andare a Milano, l'ho aiutato a preparare un curriculum
A Milano, sapendosi muovere in internet ha risposto ad un annuncio, è andato a colloquio, ed i primi di settembre inizia, ( la fortuna lo ha baciato) farà " catering " in giro a feste private , eventi importanti con nientepopodimeno delll'ex chef de cuisine privato di Armani, quest'ultimo stancatosi di andare in giro per il mondo con Armani, si è messo in proprio e fa " catering ", gli serviva un ragazzo in più
Che dire, sono orgogliosa di mio figlio, imparerà nuove situazioni, conoscerà gente nuova ,si è anche già comprato una divisa nuova che desiderava, bellissima, tutta nera con colletto rosso, bottoni rossi risvoltini rossi , Bruce Lee :lol: , prima di iniziare verrà a trovarmi per farmi vedere come sta con la sua divisa preferita, che emozioni....
Immagino già quando andrà definitivamente a Milano, ma è giusto che si faccia la sua vita, le sue esperienze , deve imparare a volare con le sue ali, come mamma posso dire di essere fortunata anche io di avere un figlio in gamba, si
Gioia59 ha scritto: Dopo 3 anni di ca. 10 ore in cucina , Natali e capodanni senza i riposi pomeridiani e nessun rientro a casa, stipendio arrivato a 1000 E , certo, sudore e sacrifici ma è contento lo stesso della scelta fatta, il suo obiettivo è diventare "chef "un paio di mesi fa ha lasciato ( il TFR deve ancora arrivare) per aiutare un pò suo fratello il più grande e nipote al bar, adesso però è a Milano, e quando dico che da cosa nasce cosa...., prima di andare a Milano, l'ho aiutato a preparare un curriculum
A Milano, sapendosi muovere in internet ha risposto ad un annuncio, è andato a colloquio, ed i primi di settembre inizia, ( la fortuna lo ha baciato) farà " catering " in giro a feste private , eventi importanti con nientepopodimeno delll'ex chef de cuisine privato di Armani, quest'ultimo stancatosi di andare in giro per il mondo con Armani, si è messo in proprio e fa " catering ", gli serviva un ragazzo in più
Che dire, sono orgogliosa di mio figlio, imparerà nuove situazioni, conoscerà gente nuova ,si è comprato una divisa che desiderava, bellissima, tutta nera con colletto rosso, bottoni rossi risvoltini rossi , prima di iniziare verrà a trovarmi per farmi vedere come sta con la sua divisa preferita, che emozioni....
Immagino già quando andrà definitivamente a Milano, ma è giusto che si faccia la sua vita, le sue esperienze , deve imparare a volare con le sue ali, come mamma posso dire di essere fortunata anche io di avere un figlio in gamba, si

Magari puoi essere fortunata per avere un figlio "lavoratore"; ma sull' "in gamba" io ci penserei.
Lavorare per "500 euro al mese 8 ore di lavoro con una mezz'oretta di riposo quotidiano dopo che la cucina fosse ripulita e pronta per riprendere di sera, vitto e alloggio un giorno alla settimana di riposo" per poi arrivare dopo tre anni (3) a 1000 euro per "10 ore in cucina, Natali e capodanni senza i riposi pomeridiani e nessun rientro a casa" a me sembra proprio una cosa da gran fesso (con tutto il rispetto).
Manco uno sguattero in un grande albergo prende così poco, figuriamoci qualcuno che lavora in cucina.
Ma certo, magari lo chef principale prende anche dagli 8000 in su e tutto quel che prende lui è perchè è risucchiato dalle buste paghe dei collaboratori.
Ho visto fare di questi giochetti: il titolare della struttura dice allo chef "Tu prendi tot più tutto quello che non diamo ai tuoi sottoposti".
Ovvio che è una corsa al massacro.

Ah: uno non si stanca dall' oggi al domani di "andare in giro per il mondo con Armani", ma semmai viene defenestrato per qualche motivo.
Io, fossi in te, investigherei: la fregatura è sempre dietro l'angolo....

@Colombo: il quadretto che dipingi del mondo del lavoro è sconsolante, ma capisco che è reale. E comunque anche io ho le amiche che "cambiano per il gusto di cambiare" e sono incontentabili.
Sono le stesse che hanno gli armadi e le cantine piene di borsette, di scarpe, di vestiti, magari messi solo una volta. Come gli uomini (o le donne), cambiati a piacere anche solo per una volta.
Personalmente penso sia più noioso cambiare sempre come fanno loro che non restare "fedeli ad un idea" come faccio io che, da donna, non mi vergogno ad usare sempre gli stessi accessori (ho una borsa di pelle nera che ha quasi i miei anni, per dire...) e ad uscire sempre con le stesse amiche.
Ma molte volte chi cambia spesso lavoro è anche perchè non riesce a fare quel che ha e cerca qualcosa di più alla propria portata. E tragicamente non sapendo fare niente non potrà mai trovare niente che vada bene.
@ FriggaAesir

Allora, cominciamo col dire che se hai un obiettivo e vuoi raggiungerlo c'è un percorso che quasi tutti fanno e di solito si inizia ad entrare nel mondo del lavoro con " fare la gavetta ", significa vivere quel periodo particolarmente duro,di solito riservato ai giovani,che puo essere di apprendistato per imparare un mestiere e, che conduce un pò all' indurimento del carattere e alla consapevolezza che la vita da adulti e' " bella a condizione che.... " prima si deve affrontare il dovere , il lavoro e il sacrificio, per poi avere dei risultati

Poi , erano 5oo E con vitto e alloggio , alloggi belli, puliti tutti i giorni ,Tv , wi- fi , frigo- bar sempre pieno, un Hotel.ristorante tant'è che finito il lavoro serale, il suo amico aveva messo in camera la WII per giocare e distrarsi un pò con lo chef fino all'una circa
Il titolare cercava due aiuto cuochi , un posto era rimasto vacante, vedevono entrare ragazzi in cucina ma nessuno accettava finchè non arrivò un Rumeno, mi disse bravissimo a fare i dolci e così si era creata un' equipe omogenea, andavano d'accordo ,lo chef verso le undici e alle 18 preparava ai tre un pasto sfizioso ed il Rumeno li deliziava con dolcetti, direi che è la cosa più importante, regnava l'armonia tra di loro, si aiutavano ecc e di sera tornei in quattro alla WII e così via
Dopo un anno, il titolare è salito a 1000 E, e sempre con vitto e alloggio
All'nizio del terzo anno iniziavano ad arrivare i tirocinanti e lì , se la prendeva con calma... facevano pelare patate carote pulire i pesci ,lavare i piatti...ecc , mi faceva ridere quando mi raccontava ste cose e anche lo chef lasciava passare perchè è una ruota che gira....

Riguardo al nuovo impiego, l'ho messo abbastanza sull'attenti, non è sprovveduto saprà regolarsi!
Poi io da quà sono sempre in contatto con lui via Internet ecc

Certo che se quasi tutti dicono ahh,solo 500 E, tanto vale che rimango a casa ecc non andranno mai avanti nel verso giusto, il futuro sono i giovani ! L'obiettivo è il timone della nave e senza obiettivi la nave rimane ancorata
Gioia59 ha scritto: Poi , erano 5oo E con vitto e alloggio , alloggi belli, puliti tutti i giorni ,Tv , wi- fi , frigo- bar sempre pieno, un Hotel.ristorante tant'è che finito il lavoro serale, il suo amico aveva messo in camera la WII per giocare e distrarsi un pò con lo chef fino all'una circa

E meno male che c'era anche vitto e alloggio.
Ma ci immaginiamo 500 euro con vitto, alloggio e trasporto da pagare?
In certi posti manco in un pensionato trovi posto con 500 euro...

Dai, Gioia59, non diciamo fesserie, va bene la gavetta, ma lo sfruttamento resta sfruttamento come i tirocinanti presso gli architetti...vanno a fare la spesa, portano le merendine, parcheggiano l'auto del capo, ma non prendono il becco di un quattrino perchè sperano nella famosa "firma".
Colpa dello stato che non controlla.
O che se controlla...gli sta bene così.

Cito un testo trovato in rete:
"Nelle aree settentrionali gli stranieri guadagno mediamente di più rispetto agli stranieri che lavorano nel Mezzogiorno: si tratta di comparare ad esempio i 1.113 euro al mese di un immigrato che lavora in Friuli Venezia Giulia e i 674 euro di uno straniero in Calabria."

670 euro: sempre di più di 500. A questo mi riferivo.
Tu dici che tuo figlio ha fatto esperienza e gli servirà?
Te lo auguro.
Le mie amiche che hanno girato i vari alberghi se non si "davano da fare" in altri modi col cavolo che facevano carriera.
Ma magari tuo figlio sarà fortunato...
O speriamo abbia il capo "femmina".....
Frigga; se ti serve anche un martello pneumatico, dell'esplosivo, napalm, C4, radiazioni gamma, camionate di gatti neri da far passare davanti, chilometri di scale sotto le quali passare, treni merci di sfiga in polvere, pasticche o baccelli...non hai che da chiedere.
Quando ti sarai stufata di buttare merda su tutti e fare sfoggio di cinismo al calor bianco; cerca, cerca bene e vedrai che pure tu un poco di umanità ce la hai.
Non ti spaventare; è solo sentimento, innocuo sentimento. Non morde né punge. Non picchia, non urla, non ferisce e tantomeno uccide. È quel qualcosa che ci ha resi così peculiari, diversi da buona parte delle speci viventi. Poi, sai; la natura va per tentativi ed alcune ciambelle nascono senza il buco. Vero, Frigga?!
. Su quello si che sei brava; l'umanità, intesa come rispetto e tutela della propria persona, come regole morali a difesa del "sentire" ed "amare", del coinvolgimento emotivo e del rispetto di tale coinvolgimento, se riguardano te , le conosci e vuoi che ti siano riconosciute, vero?! Insomma; quel che mio è mio e sul tuo, se sono in buona, ne parliamo sennò è mio. Somigli tanto ad un altro, che scrive e quanto scrive su queste pagine. È tuo fratello? Gemelli omozigoti? Due scherzi della natura?
@ babbocorso, 'nnnaggia, hai dimenticato i Patriot ma li ho io nelll'hangar !


@ FriggaAesir

E' giusto che i giovani vadano incentivati e sostenuti ma, ripeto e lo dirò sempre, se non hanno la mentalità giusta e, i genitori fanno finta di niente è logico che si "accomodano..."
Mancano scuole serie che formano questa gioventù, direi quasi che si brucia in fretta

Oggi gli adolescenti vogliono " arrivare " in fretta, cercano scorciatoie, e spesso sono pure arroganti !, (la mia esperienza con una ventina di ragazzi), vogliono tutto e subito bruciando tappe importanti, e la nostra società che fà ? Non aiuta, faccio un esempio banale, il programma " Amici " e non solo, cosa insegna ? tutto e subito.....


Vedo molti genitori che non vogliono che i figli falliscano, invece di lasciare che affrontino le difficoltà, liberiando loro le strade e togliendo ostacoli per rendergli facile la vita, risultato, poco impegnati al sacrificio e rinunce, di conseguenza, privi di ideali.
Le difficoltà fanno parte della vita e solo affrontandole, i nostri figlioli potranno sviluppare quelle capacità di adeguamento di cui avranno bisogno più avanti. per il loro futuro, sono convintissima che sia così, se lavorassimo tutti insieme, Stato ed Istituzioni comprese forse cambierebbe qualcosa ma
come al solito, "fatta la legge, trovato l'inganno " e tutti i "raggiri " che noi over ben conosciamo, Potrei raccontarvi tante di quelle situazioni che avvalorerebbe il mio punto di vista

500 E ? un ragazzo/za di 19/20 anni ma ben vengano piuttosto che niente.. impareranno a gestirseli

Ultima cosa, mio figlio al quarto anno di scuola alberghiera, mi raccontava che giravano voci di corridoio, molti genitori pensavano già di mandare i figli alle selezioni tipo Masterchef ecc
Ecco !, con questo ho detto tutto ....! E mi fermo quì che è meglio ,
cron