Grazie marysab, mi piacerebbe sapere quali saggi ti sono piaciuti soprattutto oppure quali ti sono stati utili......Tra i classici ce ne sono alcuni che da ragazzo avevo letto senza coglierne particolarmente il significato, mentre rileggendoli "da grande" ne ho colto aspetti più profondi, per esempio Il piccolo principe ("l'essenziale è invisibile agli occhi..............fammi affezionare a te e quando mi lascerai soffriro'" come diceva la volpe al piccolo principe, o forse la parola giusta era ad domesticami, ma l'idea è quella).Un altro libro di cui ho riscoperto significati più profondi è Alice nel paese delle meraviglie, l'ho trovato citato in alcuni lavori scritti da psichiatri sulla comunicazione paradossale.....
Se possibile, mi piacerebbe anche sapere se due forti lettrici come Mafalda e maraina leggono volentieri anche i saggi oppure se il loro  cuore batte soprattutto per romanzi e racconti..... 
E' capitato anche a me di rileggere libri già letti;
ne ho letti talmente tanti che a volte mi faccio attrarre da un titolo o da una copertina per poi scoprire alle prime righe una sensazione di dejà vu. :roll:
A volte li rileggo e scopro passi che magari in prima lettura mi erano sfuggiti.
Credo comunque che al di là del livello attentivo, giochi molto anche la diversa predisposizione emotiva.
a parte la narrativa leggo libri che riguardano filosofia e discipline orientali,meditazione,yoga,sono molto belli quelli di osho,chopra,e molti altri.ricerca interiore,buddismo ma anche sul cristianesimo.
mii piacciono anche libri scritti da giornalisti come Cazzullo,Biagi,i libri di Terzani,Moni Ovadia e letteratura di viaggi.tu che saggi leggi Alessandro?
marysab ha scritto: a parte la narrativa leggo libri che riguardano filosofia e discipline orientali,meditazione,yoga,sono molto belli quelli di osho,chopra,e molti altri.ricerca interiore,buddismo ma anche sul cristianesimo.
mii piacciono anche libri scritti da giornalisti come Cazzullo,Biagi,i libri di Terzani,Moni Ovadia e letteratura di viaggi.tu che saggi leggi Alessandro?
Mafalda59 ha scritto: La lettura credo sia stata uno dei pochi punti fermi della mia vita :)
Da quando ho imparato a leggere, la mia mente ha viaggiato, sognato sin dalla più tenera età :)
e ancora, nonostante il tempo libero assai ridotto, sul comodino mi aspetta il libro di turno :wink:
fossi diventata libro-dipendente e non lo sapevo? :mrgreen:

un uomo che legge vale due! ho visto sccritto sul telegrafo di qualche anno fa. niki707
Per Mafalda:
penso anche io che quando rileggiamo un libro  ne cogliamo aspetti diversi in relazione ai nostri stati emotivi e forse anche in base alla nostra visione della realtà che col tempo si modifica. Come ho imparato da alcuni scrittori " la mappa non è il territorio" cioè noi non vediamo la realtà oggettiva ma ne cogliamo solo particolari via via diversi, così se io e te guardiamo un albero in un certo senso ognuno lo vede a modo suo,e cosi' pure se leggiamo un libro......Quando poi li rileggiamo a distanza di anni senplicemente non siamo piu' gli stessi, si e' operata una ristrutturazione del nostro campo percettivo che ci porta a sottolinerare alcuni particolari anziché altri. Questa almeno è la mia esperienza. Per me poi il capire che noi vediamo solo ciò che siamo in grado di percepire in quel momento è fondamentale per i rapporti umani.....se lo avessi capito prima quante discussioni, quanti litigi avrei evitato con mia madre prima (quando cercavo di affermare la mia personalità) e con mia moglie poi.....
Per marysab:
i saggi sono stati per me il secondo amore letterario così come i romanzi sono stati il primo e hanno contribuito credo a formare il mio modo di pensare. La possibilità di scambiare pensieri, idee, visione della realtà con altre persone è un dono prezioso, visto che spesso non è possibile incontrare maestri di vita ( o anche semplicemente persone competenti su argomenti che per noi sono importanti) leggere i loro libri può essere una risorsa importante. Provo a scriverti alcuni dei principali libri che ho letto su argomenti che mi sembra possano interessati, per esempio buddismo e crescita interiore...
L'arte della felicità del Dalai Lama
Come diventare un buddha in 5 settimane di Giacobbe ( cerca di spiegare in modo semplice e a volte scherzoso alcuni aspetti del buddismo)
Intelligenza emotiva di Goleman
Alchimia emotiva di T. Bennet Goleman  ( sua moglie)
Le trappole della mente di Kukla,      divertente, allegro ma che fa riflettere...
I sei pilastri dell'autostima di Branden     oppure per una lettrice donna Austostima di Steinem     oppure L'autostima di Pasini.......
Leader di te stesso, più completo anche se una pagina......avrei voluto bruciarla..., oppure Smettila di incasinarti di Re
Pragmatica della comunicazione umana di Watzlawich, un po' tecnico ma molto bello e utile, oppure per chi preferisce un testo più semplice Istruzioni per rendersi infelici sempre dello stesso....oppure L'arte del cambiamento di Watzlacich e Nardone o Psicosoluzioni di Nardone
Come ottenere il meglio da sé e dagli altri di Robbins
A che gioco giochiamo di Berne ( l'analisi transazionale con linguaggio semplice e ironico, ho imparato per esempio che mia moglie giocava con me a "ti ho beccato figlio di.....")
Ciao....e poi? di Berne
Io sono OK tu sei OK di Harris
 Questa è solo una parte dei libri che hi letto su argomenti da te citati ma credo che possa darti un'idea........ Se vuoi potremo riparlarne....
Alessandro1957 ha scritto: Per Mafalda: Quando poi li rileggiamo a distanza di anni senplicemente non siamo piu' gli stessi, si e' operata una ristrutturazione del nostro campo percettivo che ci porta a sottolinerare alcuni particolari anziché altri.


Concordo assolutamente. Cambiamo costantemente, ogni minima esperienza agisce sul nostro modo di percepire... 

E per fortuna... pensa che noia, se fossimo sempre uguali! 
per Alessandro
goleman e dalai lama sono interessanti e insegnano sempre qualcosa,gli altri non li ho letti perché solo a leggere i titoli,leader di te stesso ecc..,mi sanno troppo di psicologia occidentale che ha fallito e non ha mai aiutato nessuno,sono solo consigli pratici che non vanno in profondità(un'occhiata gliel'ho data e me ne sto alla larga).molto meglio deepak chopra.comunque grazie per commenti e suggerimenti :!:
Per marysab e per tutti quelli che vorranno leggere....
Vorrei proporre, con umiltà, un mio punto di vista leggermente diverso dal tuo...
Tu dici che la psicologia occidentale ha fallito, che preferisci stare alla larga da certi tipi di libri..... Rispetto le tue opinioni però la psicologia occidentale non è tutta uguale... Ci sono alcuni autori che potrebbero avvicinarsi in parte ad alcune idee "orientali": per esempio Rogers che in La terapia centrata sul cliente parla molto di empatia, Biasutti in Critica della società competitiva si oppone al modello di sviluppo occidentale, Krishnananda  allievo di Osho nel libro A tu per tu con la paura unisce aspetti della psicologia occidentale e delle discipline orientali, Wegela in L'arte di aiutare gli altri aiutando prima sé stessi insiste molto su meditazione e maitri in quella che chiama psicologia meditativa o contemplativa..... E questi sono soli gli autori che conosco io.
Ho in casa il libro di Chopkra La dimensione interiore e quello di Osho La mente che mente ma non sono mai riuscito a leggerli anche se ho guardato alcune pagine, vorrei spiegarti perché.
Il primo motivo è che forse una parte della mia personalità è rimasta bloccata: quando ero alle elementari il maestro prendeva i miei disegni e li faceva vedere ai compagni dicendo che facevano ridere i polli.Quando alle superiori c'erano le lezioni di musica e cantavamo insieme la professoressa, visto che ero stonato,diceva che bastava che io facessi finta di cantare.Risultato: non ho mai disegnato, non riuscire i a cantare in presenza di qualcuno,meno ancora a ballare, mi sentirei goffo, impacciato, un brutto anatroccolo, proverei paura di essere deriso e vergogna, perché come dice Krishnananda " è stato violato il mio spazio energetico"......
Quando ho provato ad avvicinarmi a una esperienza di meditazione trascendentale di Maharishi mi è stato dato dato un mantra che dovevo ripetere per 20 minuti ma non riuscivo proprio a liberare la mente..Ho cercato di sviluppare una certa profondità di pensiero ma più con la parte razionale che con quella creativa....
L'altro motivo è che mi sembra di intuire che in Chopkra e in Osho c'è l'idea che in noi ci sono scintille di divinità, che siamo quasi una parte di questa divinità e questo è molto lontano dal mio pensiero, sono molto più vicino al modo di vedere di ebraismo o Islam: l'uomo è solo una creatura e non può pensare di avere qualcosa di divino, sarebbe il peccato più grave di orgoglio e presunzione, mi riconosco anche nel pensiero del cristianesimo soprattutto protestante ma in parte anche cattolico che solo la Grazia dona la salvezza, l'uomo da solo non può nulla......
Anche se sembra che siamo molto diversi ti leggo volentieri... 
secondo me sei troppo razionale,la scintilla divina non sta certo nel nostro cervello.anch'io lo ero ma leggendo e praticando la meditazione ho capito che siamo educati nella dualità,nella separazione,uomo da una parte dio dall'altra,invece la realtà è l?Unità
Alessandro, non ho letto un solo libro di quelli elencati da te :shock:
Diciamo che mi sono fatta un'infarinatura generale di psicologia e psichiatria di base arrivando a approfondire proprio l'aspetto relazionale empatico. Ci sarebbe molto da dire su ciò che permea il nostro "essere" ma credo di andare fuori tema; :roll:
Tutt'ora stò elaborando varie filosofie orientali su vari settori, a completamento della mia preparazione "ufficiale".:arrow:
Leggevo del "tuo spazio energetico violato"...credo che parecchi di noi abbiano subito delle "violazioni energetiche" soprattutto nell'età infantile/ adolescenziale, me compresa , ma ciò non toglie che non mi sono preclusa la curiosità e la voglia di provare a prescindere e posso assicurati che si cambiaaa; :)
e visto che hai parlato di campi energetici... i tuoi chakra? :?:
Per Mafalda: si può cambiare, hai ragione, nella mia vita ho fatto vari cambiamenti: lavorativi, relazionali....ma in certi campi mi è un po' difficile. Ho parlato di campi energetici perché li cita spesso Krishnananda nel suoi libro su come affrontare paura e vergogna, parla molto di meditazione ma non di chakra, argomento sul quale sono molto ignorante. Ho letto la prima parte di un libro di Roy Martina, Equilibrio emozionale, in cui c'è proprio una descrizione dei chakra e di come lavorarci, ma anche qui mi sono fermato.....Scrivendo con voi mi si sta risvegliando la curiosità per alcune cose che avevo dimenticato.
Ne sono lieta :)
è uno dei regali che arrivano leggendoci :o
anche io ho preso nota mentale degli autori che hai citato, a vogliaa a leggere. :D
Per marysab, il mio cercare di essere razionale è la strada che di solito seguo per provare ad affrontare le difficoltà della vita, ma lo sono molto di meno dell'impressione che probabilmente ti ho dato, ho avuto i miei bei momenti di irrazionalità, da cose piccole come camminare per ore sotto la pioggia solo perché è bello farlo, o gestire le lezioni di educazione motoria in modo molto meno tranquillo e tradizionale delle mie colleghe maestre ( con me si scatenavano, correvano, sudavano, urlavano, diventavano rossi giocando a calcio, palla a mano, guardie e ladri......era credo la loro materia preferita) a cose più importanti come arrampicarmi sul tetto di casa mia salendo su uno scivolo senza protezioni solo per portare una canna dell'acqua per rinfrescare il tetto, al dire nel febbraio 1981 a una ragazza conosciuta da poche settimane : ti sposo il 16 maggio e poi farlo davvero.....
Ciao a tutti,   anch'io adoro leggere e l'ho sempre fatto contro tutti, quelli naturalmente che lo ritenevano o lo ritengono tempo perso. Condivido molto di quanto detto.
Non ho  la formazione  di  Alessandro 1957, ma occupandomi di psicologia e dovendo in alcuni momenti della mia vita dare delle belle svolte, alcuni testi li conosco. Ma mi ha colpito in particolare una sua riflessione sul fatto che i libri possono diventare un rifugio. Mi viene da pensare che   possono anche,  soprattutto nell'età giovanile,  creare dei concetti o delle idee, poco legati alla realtà o poco obiettivi. Questi pensieri diventano una vera e propria formazione per la persona che magari non si confronta con opinioni diverse. Oppure  permettono di sognare così tanto che si scambia il sogno per realtà e ti aspetti poi che la realtà sia come nei libri.
Forse sono stata un po' incasinata, però voi cosa ne pensate? Credo che comunque, se non porta a fare del male agli altri o a se stessi, si ha anche il diritto di sognare.
 In molte occasioni ho trovato letteralmente conforto, per eventi gravi che mio sono capitati, nella lettura di buoni testi come a volte ho pianto e mi sono commossa su alcune storie. Perchè comunque mettono in campo vicende,  emozioni,  sentimenti e ragionamenti   che un po' ci appartengono. In fondo sono altre donne e uomini che scrivono e raccontano, quindi la nostra umanità ci accomuna, con  il vantaggio di poter scegliere chi ci è più affine.