Il post di Gioia che prenderà ufficialmente inizio il primo dicembre, relativo all'alfabeto natalizio mi ha ricordato, qualora mi fosse sfuggito, che ecco... ci siamo... arriva Natale.
Non so se riceverò lanci di pomodori oppure condivisione su quanto scriverò ma ho voglia di esprimere il mio approccio critico verso il natale, le festività connesse al natale, e tutto quello che per me rappresenta.
Dire che odio il natale sarebbe ingiusto, in quanto, pur essendo profondamente atea, non ho questo sentimento così negativo verso la festività. Posso però dire che non digerisco il natale, che lo vivo con un senso di disagio e che... non vedo l'ora che passi:-)).
Provengo dalla classica famiglia borghese in cui il natale veniva rappresentato e vissuto secondo il modello standardizzato di allora e ancora valido anche oggi... presepe, albero, regali sotto l'albero, parenti, tombolate. Insomma, una situazione molto comune a quanto accadeva in altre famiglie fortunate. Ma crescendo qualcosa in me è cambiato. Ricordo che a 16 anni, quando il Comune di Roma invitava la gente ad aggiungere un posto a tavola, io mi presentai la sera del 24 a casa con due barboni raccattati per strada e non dimentico l'espressione allibita di mia madre nel dirmi "non ci posso credere, l'ha fatto veramente"!! Poi sono cresciuta, ho iniziato il mio lavoro nelle case famiglia e per le diverse associazioni volontarie di Roma e mi sono sempre più distaccata da quel modello di natale che avevo vissuto e che, tutt'oggi, la pubblicità televisiva ci rimanda... tutti si vogliono bene, ridono, si amano, scartano il panettone preferito tra lucette, bimbetti in festa. ... e io mi chiedo... è davvero questa la realtà. Eppure mi considero fortunata perché ho potuto sperimentare, e tutt'ora lo faccio, un approccio alternativo al natale... ricordo con profonda commozione quello trascorso con i terremotati all'Aquila, oppure il viaggio con Amnesty in Africa... insomma, mi sono potuta permettere il lusso di scegliere e, ahimè, ho sviluppato sempre più un senso di fastidio verso il natale che oggi rappresenta per me una recita, un buonismo festaiolo che già a gennaio passa e andando per strada, guardando i volti della gente leggo da una parte una sorta di ansia da prestazione e di stress come se tutti si sentissero obbligati ad essere i protagonisti della recita natalizia, e dall'altra leggo un'aspettativa di qualcosa che in quei giorni debba cambiare nella loro vita.
Non so se riesco ad esprimere questo mio sentimento invece che mi porta a vedere il natale come una festa totalmente triste, dove a mio avviso chi è solo si sente ed è ancora più solo perché natale è la feste delle famiglie, la gente si blinda, si ritrova in famiglia e dall'altra chi sta male, è malato, si sente ancora più emarginato.
Non so voi come la pensiate... eppure come mamma, fin quando i miei figli erano piccoli, ho anche io tramandato la tradizione dell'albero, del presepe, dei parenti. Ma è stato un po' come far fare il battesimo e la prima comunione... si fa... poi da grande valuti tu le tue scelte e se desideri confermarle. Un compromesso ho dovuto farlo anche io, ci mancherebbe. Ma da diversi anni mi sento allegerita dal peso di non dover dimostrare nulla e i miei natali sono nelle case famiglia con bambini parcheggiati lì dal Comune in attesa che i genitori tornino in grado di occuparsene. Il natale rappresenta per me la contraddizione evidente tra valori cristiani che in altro modo dovrebbero essere vissuti in quei giorni e una ubriacatura collettiva in cui per qualche giorno fai finta di essere altra persona e cerchi di allontanarti dalla realtà di sempre.
Il mio albero ideale cerco di addobbarlo con valori, ideali ed uno stile di vita che mi sforzo di portare avanti tutto l'anno. Da convinta sostenitrice della solidarietà laica.
Il natale e' la festa dell'ipocrisia
 e dell'esaltazione del materialismo.e' veramente triste
Paola, condivido le tue riflessioni in merito, vedi,
 sono una di quelle persone che quando si avvicina il natale m'incupisco...e per lottare contro questo direi malessere psico-fisico,faccio di tutto per essere allegra e divertirmi (cosa che  faccio anche durante tutto l'anno..)
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“Tutto questo correre per i regali mi sembra solo un consumismo colossale che mi amareggia e basta”.ecco !
Come se a Natale dovessimo fare finta di non avere tutta una serie di problemi che invece è lecito avere per il resto dell’anno,chi  come me ha avuto un’infanzia difficile e tale per cui il natale suscita ricordi di tristezza e solitudine, in cui magari passavamo un triste natale ecco.....!
Un contrasto tra i luccichii delle strade e delle vetrine, con la felicità che vedo attorno a me, nelle pubblicità,frenesie consumistiche,festa di facciata, pranzi interminabili in cui falsità con cui i parenti passano l’anno a scannarsi e poi, di colpo, indossano la maschera da agnellini.che si regalano  tanto a livello materiale ma ben poco a livello affettivo......... :cry:
Mio figlio essendo cuoco, lavora durante tutte le festività ed io  da single  il natale, festa dell’amore  di coppia e festa degli affetti conviviali si tramuta in solitudine.
Per evitare di rinchiudermi nella frustrazione e "mai na gioia"...! cerco di combattere il mostro inventandomi in "tempo" di tutto pur di  portare allegria non solo a me ma anche a chi come me magari con una o due risatine regalate possa  dare un "input diverso dal solito "tran tran"cercando di uscire dal consumismo comprendendo che non contano gli oggetti ma i gesti e i sentimenti.



                           un sorriso, una risata è un regalo.........    

 
 
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Esatto, Gioia... scambio di gesti e sentimenti per dare anche a noi stessi un senso "non allucinante" ad un periodo tutt'altro che entusiasmante e allegerire con risate e compagnia la vita di chi sta peggio.
E POI............. " I PACCHI "................!
......CHE NATALE SAREBBE SENZA "MAMMA HO PERSO L'AEREO"!!!
(affezionati al faccino d'angelo, con l'animo ribelle,  che è invece uscito, negli ultimi dieci anni, da più di un centro per tossicodipendenti ed ha rischiato più volte di rimanerci secco? 
 
 E/O  ciliegina sulla torta NATALIZIA, IL CONCERTO DI GIGI D'ALESSIO IN TV? : :roll:  


TRA QUESTI PACCHI HO ANCHE IL MIO,ahahaahahh!!!!!!!!1

 
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E te lo mangi tutto? :) con infinita... gioia? :)
e mettici pure.... il circo!! A natale i circo (già triste di suo) si aggiunge come glassa :)
http://www.immagini-divertenti.org/wp-c ... sa-mia.jpg

qui... poche chacchiere, ci vogliono i fatti, Gioia!
Paola.... e ragazze.... potrei scrivere un post identico al tuo, parola per parola e virgola per virgola... per me l'unico momento bello del Natale è l'Epifania.... io adoro la Libertà e per me il Natale rappresenta semplicemente la negazione di questa.... tutte queste "storie" che si fanno mi calano in uno stato d'animo tra l'ansia e il nervoso e ogni anno non vedo l'ora che finisca tutto..... ma io forse sono un caso a parte perché detesto anche i compleanni, e Tutte le ricorrenze.
E guarda sì, anche il circo è di una tristezza disarmante, ma arrivo a preferirlo al Natale, pensa! 
ahahahah, no Paola odio uvetta e canditi... preferisco il Pandoro 

Icirchi?

 siamo, quasi, nel 2016 e ancora mi tocca vedere appese in giro locandine, peraltro pacchianissime, che annunciano con giubilo e meraviglia che ci saranno leoni e tigri insieme!???? i clown mi hanno  sempre messo ansia e tristezza, fin da piccina... gli equilibristi e i trapezisti mi hanno sempre trasmesso solo terrore... i numeri di bestiole ammaestrate mi hanno  sempre fatta sentire in imbarazzo (sì lo so è assurdo ma ho sempre pensato: miiii  che vergogna appartenere al genere umano che fa fare cose così cretine ad altri animali)...
 
io preferisco il torrone al rhum.... :)

Cara Gio, certo che comprendo cosa dici... ma nel mio caso è solo il natale l'osso duro... il resto lo vivo serenamente, anzi... sono giorni di relax, visto che le ferie non sono mai abbastanza. E ne approfitto per scappare da Roma :),
Brava, fai bene, goditi il relax !
Mi associo volentieri a chi, come me, detesta il natale e gli annessi e connessi. Fuggirei volentieri in una terra dove il natale nessuno sappia cosa sia . . . da sola è triste, se qualcuno volesse venire, possiamo parlarne
L'aggravante per me, cara Paola, è proprio il fatto che per un motivo o un altro son secoli che non riesco ad allontanarmi e rilassarmi un pò per le ferie di Natale. Ma passerà anche questo! Bacini
Per una volta, la vedo in maniera tradizionale. Mi piacciono le luci di Natale per le strade, mi mettono proprio allegria. Non ha niente a che fare con negozi e/o acquisti, perché non festeggio; è solo estetica sbrilluccicante e in colori base. Io non festeggio, ma se conosco qualcuno che lo fa, e volentieri, non mi dispiace assecondarlo con le usanze tradizionali e gli metto qualcosa sotto l’albero. Probabilmente è perché ho sempre avuto natali tradizionali e pienamente soddisfacenti nell’infanzia e adolescenza e il ricordo influisce positivamente.

Quando poi hai figli piccoli, il tuo Natale è in funzione loro. Più di una volta mi sono travestito da Babbo Natale e – a parte il caldo terrificante sotto i tessuti da quattro soldi e la barba – sono stato felice per la loro emozione.

Certo, il Natale è triste se non hai nessuno con cui condividerlo. Non è un caso che il maggior numero di suicidi si verifichi nel periodo delle feste. Io però non ho particolari tendenze depressive e mi compiaccio anche del semplice vuoto nelle strade, simile a quello d’agosto (quando però fa troppo caldo). La festa è anche un’occasione per vedere vecchi film che le tv trasmettono a ciclo continuo, a partire dal must cult “La vita è meravigliosa”.

Insomma, se state per spararvi perché alla radio Bing Crosby canta Jingle Bells su tutti i canali, telefonatemi: farò in modo che le mie parole di conforto allevino gli ultimi istanti della vostra esistenza.
Sicuramente una bella festa per i bimbi, è stato così pure per me, ma ora da adulta, la commistione di sacro e profano, misto a tanta ipocrisia, mi rende piuttosto intollerante. Tanto per salvare il salvabile, sarebbe carino vivere un natale alternativo, in un luogo ideale, dove nessuno ritiene di dover recitare un ruolo, il finto buono, il sensibile, l altruista, l affettuoso ecc. e, soprattutto, essere lì perché lo hai scelto . . . di esserci. Magari al caldino, perché no !