Scusa Salvo, hai detto che è difficile spiegare cosa si intende per persona narcisista, ma ti sarei grata se potessi comunque segnalare almeno i comportamenti più significativi di questo tipo di personalità, perchè da qualche tempo ho conosciuto una persona che sotto certi aspetti mi lascia molto perplessa: ad esempio è anche troppo permalosa, si fa fotografare spesso, fa promesse che a volte non mantiene e senza preoccuparsene, vuole essere sempre trattata con dolcezza perchè non accetta la minima critica, anche se a dire il vero questa persona non fa critiche neanche a me: insomma a volte mi sembra di camminare su di un campo minato, e se non fosse perchè per altri versi è una persona affascinante e affettuosa, l'avrei già lasciata perdere. Infatti, comincia ad essere sempre più frequente il fatto che, metaforicamente, mi viene da premere sul pedale del freno: vorrei appunto evitare di essere coinvolta al punto che poi diventerebbe troppo difficle e doloroso, poter uscire da questa situazione.
col contributo di tutti l'argomento si é fatto concreto. E' evidente che il nostro passato ci condiziona e ci rende prudenti (questo mi sembra il termine giusto). Se mettendo la mano sul fuoco in sono scottato non é un motivo sufficiente per escludere il fuoco dalla mia vita. Mi precluderei a priori altre opportunità e soprattutto ipotecherei il valore di una persona sulla base di un mio preconcetto, anche se giustificato. Le esperienze vissute pongono limiti reali dai quali ci si difende, certo, ma dei quali occorre anche liberarsi. La domanda allora diventa; quanto sono disposto a lasciarmi condizionare dal mio passato, quanto questo condizionamento mi fa perdere delle opportunità?
Per me occorre dare fiducia alle persone ma con progressività, non tutto subito. Saranno i fatti concreti a consentire un'apertura sempre maggiore. La chiusura aprioristica ci danneggia, e comunque non parlerei mai di fiducia, che é un'altra cosa. Non tagliamoci via una parte di umanità perché un mio comportamento (il fallimento é solo colpa degli altri?) ha fatto diventare negativa la mia esperienza.
Ciao Salvo 65
Non so dire se sono stato iperlogico o no, ma a mie spese ho imparato che in questo sito, non è corretto sparare sentenze sulle persone appena conosciute, non lo fa nemmeno Curcumella che di professione è una psicologa, per quanto riguarda il relazionarmi con donne, non ho mai avuto problemi con loro, perché prima di tutto, sono un ottimo ascoltatore, io mi riferivo principalmente alle interazioni col genere maschile, motivate dal fatto che (come tutti gli anziani del Club sanno) sono cresciuto a Milano, sin da quando avevo due anni e dentro di me , sono milanese sino al midollo e che poi dopo la metà degli anni settanta, mi sono ritrovato catapultato, nel profondo Sud, con gente che aveva una cultura diversa dalla mia e in ambienti scolastici con metodi di insegnamento diversi e in una società dove la gente si sentiva"sperta" nell'essere cinica, perché godeva nell'annullare il prossimo suo, per elevare se stessa, in poche parole ero un pesce d'acqua dolce buttato nel mare e io ero emancipato e avanti di molti anni rispetto a loro e ho dovuto per anni, avere un lungo processo di adattamento culturale, oggi sono una persona con due culture, quella del Nord e quella del Sud e non sono certamente una persona fragile, tutt'altro, credo di avere la sensibilità per trattare le problematiche sociali e per fortuna la società qui è cambiata poiché l'emancipazione è arrivata anche qui. :D :D :D
Navy, dici a un certo punto "....in ambienti scolastici con sistemi di insegnamento diversi....", potresti fare qualche esempio su questa diversità in ambito scolastico?
Ciao Gabriella
Il narcisista ha come prima caratteristica, la mancanza di empatia.
Il suo comportamento si svolge di solito in tre fasi
La prima è il miglior amante possibile gentile, disponibile e amorevole
La seconda fase, inizia a sparire nel nulla, lascia la sua preda per analizzare se è abbastanza coinvolto.
Inizia poi a toglierti ogni cosa, la sicurezza, la stima e inizia la fase calante.
Ti taglia qualsiasi ponte con l'esterno, amici, familiari, in pratica non hai più legami di nessun genere
Poi nel momento in cui ti rendi conto che sei vittima di una storia malata, il narcisista ti scarica come un oggetto.
E ricomincia una nuova storia

Chi è vittima di un narcisista esce dalla storia (se ci riesce) solo, con la terra bruciata in torno, non hai più niente che te stesso...
Non è facile ma si può uscirne.

Io ci ho impiegato 17 anni..ne sono fuori e sono orgoglioso delle mie ferite

Un abbraccio
Salvo
Ciao Navyseals
Iperlogico non è una patologia ne credo sia un offesa, e mi dispiace se la ritieni tale.
Iperlogico inteso come chi prima di approcciare in qualsiasi modo in una relazione o anche una semplice amicizia, porta il ragionamento al logico e non più all'istinto.
Credo che sia solo un modo per difendersi dalle delusioni
Mi spiego meglio, se incontro una persona che apparentemente è troppo gentile e disponibile, sto attento prima di investire le mie risorse nel rapporto.ù
E come se hai la tua casa e dai le chiavi a tutto il condominio.
Prima di dare le chiavi devi sapere quella persona se è veramente affidabile.
Tutto qui
Un abbraccio
Salvo
Gabriella guarda qualche video del Dottor Elvino MIali
Ti chiarirai le idee..
Stai attenta ti prego
Ti abbraccio
Salvo
Grazie mille Salvo, per la tua risposta.
Guarderò sicuramente i video che mi consigli, perché già la mancanza di empatia mi sembra di averla notata in questa persona, nonostante insista con il dire che ci tiene tanto a me: ma non sempre alle parole seguono i fatti, anzi, quello che più mi sconcerta è che per comportamenti sbagliati che, se li avessi adottati io, per superficialità, mi sarei certo scusata, invece questa persona se ne guarda bene e si aspetta che si sia sempre comprensivi e dolci nei suoi confronti. In questo caso non può configurarsi come terapeutico neanche applicare il perdono come esortato da qualcuno con l' affermazione "Voglimi bene soprattutto quando sbaglio, perchè è allora che ne ho più bisogno", perché qui siamo alle battaglie contro i mulini a vento.
Però di tagliare i ponti con familiari e amici non ne ho ravveduto il rischio, almeno fino ad ora. E' vero però che percepisco una situazione di insicurezza, dovuta al fatto che non riesco a capire bene questa persona essendo che mi risulta quasi totalmente imprevedibile; e ovviamente questa forma di disagio credo che presto mi porterà al freno a mano prima che sia troppo tardi.
Sembra comunque che i narcisisti stiano crescendo di numero, a quanto ho sentito dire, e anche questi tipi di personalità sembrano essere una creazione della società malata di questi tempi. Comunque grazie ancora Salvo, mi sorveglierò.
Ciao Salvo, non ti preoccupare non mi sono offeso, ma vedi qui nel club il fraintendimento era all'ordine del giorno e si litigava sempre e i buoni finivano per abbandonare il club e il gruppo per non avere da fare con elementi sovversivi e litigiosi che insultavano chiunque e da allora i moderatori bannavano questi elementi costringendoli ad andare via dal club, e dopo i buoni sono tornati, creando un clima di amicizia e moderazione, io sono qui dalla fondazione di Club 50 plus e noi qui ci limitiamo a dire se concordiamo o meno i post di un socio, per poi fare una critica costruttiva e propositiva, il significato di iper lo conosco, come viene usato come per fare un esempio da supermercato a ipermercato e cioè grandissimo centro commerciale, tanto per dire, ma vedi forse non te ne rendi conto, ma hai dato un profilo comportamentale e psicologico di una persona appena conosciuta su di un post e basandoti solo su quello, e poi ti ho anche spiegato il motivo che mi imponeva tale comportamento, diverso dal mio reale modo di essere, il mio era un problema di carattere ambientale di quel periodo di molti anni fa, ero adolescente allora, problema che oggi non ho più, per farti capire, immaginati che dalla nostra realtà progressista vieni poi catapultato nel bel mezzo di un mondo retrogrado mussulmano, con regole di vita di quasi duemila anni fa, cosa faresti, se lo scambio culturale, con l'approccio del rispetto e scambio reciproco culturale fallisse dal punto di vista della comunicazione?Qui nel Club ci sono soci col quale ormai ci conosciamo da tempo e di tanto in tanto ci sentiamo per telefono, comunque benvenuto nel Club, un abbraccio anche da parte mia e un caro saluto a tutti i soci : :D :D :D
Eppure la diffidenza io la vedo un po' in tutti.
In chi è uscito da una relazione massacrante, in chi la sta vivendo e si interroga sull'equilibrio del proprio partner, in chi entra in relazione con qualcosa che non conosce e si spaventa, in chi affronta esperienze diverse dalla propria quotidianità.
L'idea che mi son fatta è che la diffidenza è quella cosa che a parole teniamo tutti a bada per non perdere la possibilità di vivere e socializzare, ma che da brava furbetta, sfugge al controllo razionale e si esprime nostro malgrado.
Almeno questo è quel che mi pare di leggere. Ma potrei sbagliare.
Ieri ho tirato il freno a mano: chiuso, basta. Lui ha letto quasi subito il messaggio, ma nessuna reazione, proprio come prevedevo.
E mi consola il fatto che, essendo questa persona molto orgogliosa, non cercherà neanche di voler continuare a tutti i costi, ovvero, che, poi mi lascerà in pace e svanirà nel nulla. Anche se, un dispiacere, lo provo ovviamente.
Erano due i fattori che non quadravano soprattutto: uno era il fatto che certe volte, e improvvisamente, da persona affettuosa, affascinante, spiritosa, esuberante che era, si trasformava in persona abbastanza cinica (cioè sembrava tutta un’altra persona) e questo era spiazzante.
Il secondo fattore è stato che dopo l’ultima promessa, di cui sembrava essersi del tutto dimenticata e per cui comunque riteneva, come al solito, di non dover dare giustificazioni, ho provato a riconsiderare cosa era successo in occasioni simili precedentemente: e mi sembra di aver individuato che il motivo primario era che, secondo questa persona, io avrei dovuto sempre dimostrare di “meritarmi” che mantenesse la promessa, ed il “merito” si sarebbe evidenziato con il manifestare sempre un mio comportamento dolce e comprensivo e che avrebbe evitato qualsiasi critica. Insomma il mantenere una promessa per questa persona non è una questione di principio, non dipende da lei stessa, ma dipenderebbe dal comportamento, secondo lei, adeguato dell’altro.
Francamente io non ho tanta pazienza, anche perché il rischio che, sempre per qualche mio comportamento, giudicato severamente non adeguato, un giorno “mi scarichi come un oggetto”, come diceva Salvo, cominciava a diventare reale, nel senso che la ritengo capace di farlo e senza rimorsi.

Peccato però: una distonia simile del carattere che pregiudica tutte le altre belle qualità.

I narcisisti si possono definire “cattivi”, nel vero senso della parola latina, che significa “prigionieri”, sono prigionieri di sé stessi, e proprio loro si tolgono ogni possibilità di essere veramente felici: mi sarebbe interessato molto di sapere di più di questa persona, della sua infanzia, della sua famiglia, capire almeno un poco come e perché fosse avvenuto ad un tratto quel blackout nella sua personalità che aveva provocato cicatrici non ancora rimarginate; ma c’era sempre il rischio di camminare su di un campo minato per via del suo orgoglio.
Spero tanto che si faccia aiutare da qualcuno competente per poter vivere più serenamente.
Comunque, anche se non è durato molto il rapporto, io le ho scritto che la ringrazio ugualmente: per i momenti belli, le emozioni e le parole bellissime che ha, comunque, anche saputo darmi e dirmi.

E questo accadeva quando finalmente lui riusciva ad uscire un po’ da sé stesso e quindi, dimenticandosi un poco, a trovare un poco di quiete e a sorridere, allora, anche con gli occhi, rilassato.
Ciao Gabriella, credo che chi è in uso "fare promesse" è persona tendenzialmente inaffidabile.

Non sono stupito, leggendoti, dei vistosi cambi di umore che hai descritto.

Fare i conti veramente e seriamente con le proprie parti mostruose (che abbiamo tutti) non è cosa da tutti, e questi repentini cambi di atteggiamento, uniti a promesse "condizionate" (ridicolo, poiché la promessa è libera x natura, mentre la condizione per mantenerla ne fa un mero E semplice scambioo mercantile) , segnalano la evidente inaffidabilità e inconsapevolezza di questa persona.

Non credo che le sorprese siano finite, peraltro.
Ciao Endro.
Non dovrebbero esserci più sorprese perché, come dicevo, il rapporto è finito.
Comunque, nel mio piccolo, poiché non sono una psicologa, mi è sembrato di poter supporre che questo suo atteggiamento si possa essere sviluppato (parlo delle “promesse” mantenute, sembrerebbe, a condizione di nessuna critica e avendo verso di lui un atteggiamento dolce e comprensivo), siano lo specchio di qualcosa che gli è successo nell’infanzia: ho letto qualcosa sui narcisisti, e infatti lui pare avere anche questa caratteristica e cioè di pretendere, in età adulta, dagli altri, quello che da piccolo magari hanno preteso da lui, e cioè che ci siano state promesse simili a quasi dei ricatti, uniti al fatto che magari non gli veniva perdonato di sbagliare, cosa che non lo ha fatto sentire davvero amato (“Cerca di volermi bene anche quando sbaglio, perché è allora che ne ho più bisogno”), perché un bambino sviluppa stima di sé stesso e sicurezza, quando, anche se sbaglia, sente che non viene meno per questo l’affetto dei suoi genitori.
Essendo una persona molto intelligente, era ovvio che certi suoi comportamenti gli provenivano direttamente dall’inconscio, senza filtro della sua parte razionale, la quale, altrimenti, gli avrebbe segnalato la mancanza di correttezza che manifestava senza alcun riguardo per gli altri: ed in questo era evidente la sua mancanza di empatia.
Alle volte era stanchissimo per via del troppo lavoro e dei troppi impegni, ma tutto questo se lo era creato lui: forse un modo anche questo per cercare di dimenticarsi, chissà.
Io ho 54 anni.. e ovviamente nella vita di persone ne ho incontrate.

Tutti abbiamo avuto problemi nell'infanzia, nell'adolescenza, nel nucleo familiare, chi più piccoli chi più grandi.

Tutti abbiamo nei ricordi la nostra stanza del dolore, quella della solitudine, quella della frustrazione, quella della rabbia, quella della violenza subita, magari vestita con sorrisi e carezze, o promesse.

Ognuno ha il proprio passato, ed è parte di noi

La differenza è non caricare ciò che appartiene al proprio passato, su ciò che è il nostro presente (e futuro) e cioè una persona che, a qualsiasi titolo, ci è vicina.

Non caricare nella forma della violenza non consensuale, mascherata e negata anche al proprio stesso sguardo.

Credo che questo faccia la differenza, o quanto meno sia una differenza molto ben individuabile, in chi viaggia (per un breve o lungo viaggio) a qualche titolo, in nostra compagnia
Ciao Gabrieblla, mi dispiace per la fine di questa conoscenza. Ci vuole forza e coraggio per chiudere un rapporto anche se giovane e che da subito non ti fa sentire a tuo agio. Sei stata determinata e hai la mia stima. Purtroppo non possiamo essere psicologi per partner e amici per quanto ci venga naturale sostenere e ragionare insieme. Ci sono relazioni nelle quali i campanelli di allarme meritano attenzione e tu sei stata brava a non fingere di non sentirli.
Come Endro non metterei la mano sul fuoco su un eventuale tentativo di rientro nella tua vita da parte di questa persona.
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