Considerazioni sulla violenza.
Quella fisica:
di gran lunga la maggiormente praticata è oggettivamente connessa all’Antropos; viaggia in simbiosi perfetta con il dipanarsi dell’evoluzione. Nutre ed è nutrita dall’homo; ne rappresenta simultaneamente sogno ed incubo. È la più semplice e, contemporaneamente, più immediata delle sue espressioni; ampiamente sufficienti gli strumenti naturali per praticarla, enormemente soddisfacenti gli immediati risultati visivi. Non prevede elaborazione mentale e contemporaneamente è, da sempre, la maggiormente evoluta ed in continua evoluzione, studiata e perfezionata. Ne sono stati scritti trattati, realizzate opere teatrali, cinematografiche, letterarie e cibernetiche (giochi elettronici). Ha assunto nomi talmente differenti da, non sfiorare, ma centrare appieno il ridicolo (azioni preventive, dissuasorie, pacificatorie). Mai, nella storia umana, un ambito, quello dei mezzi per praticare violenza, ha subito, subisce e subirà, attenzione, sviluppo, sperimentazione.
Qualcuno è a conoscenza del fatto che furono scritti trattati sul minor costo economico per ottenere il massimo di devastazione? Riconoscimenti (medaglie) per l’ottima intuizione di come risparmiare pallottole (durante la repressione nel ghetto di Varsavia venne premiato quell’ufficiale che intuì e praticò la messa in fila di tre ebrei affinché, con un solo colpo di Mauser, si ottenesse, appunto, il massimo risultato) o studi sulla problematica di come far scomparire cataste di morti consumando la minor quantità possibile di Kerosene che serviva per carri armati ed aerei. E se vi sembra aberrante aspettate, perché c’è dell’altro e, forse, ancora peggiore. La produzione bellica di tutti i sistemi “passivi” (quelli non destinati all’uso diretto in battaglia) tipo mine, bombe a bassa intensità, oggettistica (nella seconda guerra mondiale gli “alleati” erano usi paracadutare oggetti a forma di bambole, penne stilografiche, oggettistica varia, che in realtà erano mine che si attivavano con la manipolazione) è realizzata con specifiche che seguono la filosofia del “un morto lo seppellisci o sennò ci pensano gli animali ma un ferito intasa il sistema di tutela e tende al rallentamento fino alla paralisi del nemico per cui…ferisci non uccidere!”
Di pari passo la violenza fisica è quella che ci ha garantito la sopravvivenza e permesso di svilupparci:
da “Il terzo uomo” In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerra, terrore, omicidio, strage ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, con cinquecento anni di amore fraterno, democrazia e pace cos'hanno prodotto? L'orologio a cucù.
La violenza fisica è stata ed è per l’uomo quello che tutte le differenti discipline dell’equitazione sono per i cavalli (quanti ne sarebbero sopravvissuti dopo l’avvento della trazione, prima a vapore, poi a scoppio ?) E tutte le differenti discipline cinofile sono per i cani (meticci compresi) La sopravvivenza
La violenza fisica viaggia di pari passo con la “classe” sociale. I duelli con testimoni, quelli rusticani, gli agguati mafiosi, i cosiddetti street fighting, E qui torniamo a dove siamo partiti.
Guarda caso un Ceceno, vari Ceceni sono esperti in combattimento e lotta.

Resta valida la solita regola: se cresci a calci e pugni quelli saprai insegnare

Poi segue…
Grazie Babbocorso per essere rientrato in questo doloroso argomento in maniera pacata e costruttiva.
Aspettiamo il seguito.
stefanocolombo ha scritto:
babbocorso ha scritto: Bene; credo ce ne sia a sufficienza per una denuncia per diffamazione.
Pregherei l'amministratore di non cancellare questa discussione per avere prova certa e potermi tutelare legalmente..

Si, bravo, DENUNCIAMI. Per diffamazione.
Sapessi QUANTI TUOI POST CI SONO ONLINE che incitano ALL' USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI...
Come quello delle ISOLE BORROMEE....
"Colombo; fatti una canna di erba buona e sorridi !"
è solo una delle tante TUE frasi tanto stolte quanto PERICOLOSE.

VEDI che a SALVARE TUTTE LE CONVERSAZIONI SERVE?
LO SAI quante volte hai parlato POSITIVAMENTE delle canne su questo sito? E ne hai incitato all' uso?
La direzione ne ha UN FASCICOLO PIENO.
(Ed inoltre anche qualcun altro.)
Detto questo IO NON TI HO MAI DIFFAMATO.
Ho solo usato QUEL CHE TU AFFERMI DI FARE come oggetto di alcune risposte.
In quanto è INNEGABILE che tu usi sostanze del genere, altrimenti NON NE PARLERESTI COSI "ALLEGRAMENTE".

TRANQUILLO BABBO: la direzione CANCELLA pubblicamente, ma CONSERVA questo genere di cose che, tranquillamente, possono passare per REATI PENALI.

https://www.diritto.it/induzione-al-proselitismo-in-materia-di-stupefacenti/

P.S. A proposito di IGNORANZA:

https://www.club-50plus.it/forum/viewtopic.php?f=471&t=79402&p=4254065

la Marijuana è una "sostanza psicoattiva" e non una "spezia".
Quindi, TU che vuoi essere una "Marijuana", sappi che ti devi catalogare come SOSTANZA STUPEFACENTE e non come semplice AROMA VEGETALE.
(sempre per ravanare nel torbido e nella "apologia di reato"....)


Le asserzioni su cosa faccia o non faccia la direzione del sito sono del tutto arbitrarie.
Quello che invece chiede la direzione nell'interesse degli utenti, è la ripresa della discussione con argomentazioni pertinenti.
Amministratrice del Club-50plus
Considerazioni sulla violenza.
Quella psicologica:

Rarefatta come l'aria a 8000 metri, di impatto come l'aerodinamica di un cancello scorrevole.
È la materializzazione del salto compiuto. Un poco come l'immagine d'apertura di "2001 Odissea nello spazio". L'antropos che casualmente si trova un osso in mano e, con esso, la prima arma. Un salto che ha accompagnato in modo simbiotico tutto il processo evolutivo, che ne decreterà la fine. La peculiarità è la non materialità del fatto che ha forza per trasformarsi -evolvere anch'essa come l'antropos- in devastante trauma fisico. Esponenziale nella sua capacità distruttiva prevede patologica lucidità, considerevoli capacità di autocontrollo; altrettanta deve essere la capacità di rimozione al fine di accordarsi con il prosieguo del vivere. Quest'ultima considerazione nasce dal fatto che proprio per la sua peculiarità -processo astratto di immaginazione e studio della tecnica per la trasformazione in fatto materiale- non trova nessun appiglio nelle debolezze umane.
Un atto fisico è "uno scatto di rabbia" un "non ne potevo più" oppure "ho perso il controllo" e mille altre giustificazioni immaginifiche. Qualcuno dice "mi è partito l'embolo", altri "sono saltati i freni inibitori" e via dicendo di fumetto in fumetto, ma strettamente connessi con la materialità dell'antropos. La violenza psicologica è altro, si prepara e studia nei minimi particolari; prevede un processo mentale ed una messa in pratica, richiede tempo ed energie. I risultati, aggiungendo alla componente fisica anche l'immaterialità, lo spirito dell'obbiettivo, sono immensamente più devastanti per chi subisce e appaganti per chi la esercita. La violenza psicologica porta alla malattia oltre che al trauma fisico; trova minori capacità di comprensione -conseguentemente, di guarigione- in chi la subisce e, se vista da fuori, spaventa proprio per la sua fredda e lucida messa in pratica. "Non è umana" si dice per definirla e per prenderne le distanze; cercare di esorcizzarla collocandola al di fuori delle cose dell'antropos, in un limbo non meglio definito.
Prodotto prettamente umano -non risulta nulla di simile in nessuno studio di analisi comportamentale di altre speci- si potrebbe dire che l'espressione dell'antropos 2.0 è la violenza psicologica.

Che razza di animali che siamo; non riusciamo nemmeno ad essere bestie !
Buonasera a Voi.
Nel mio piccolo penso che di fronte ai costumi sociali ciclici, che interessano un numero elevatissimo di persone a livello planetario e che, in linea generale, spaccano in due le visioni contemporanee ad essi (giusto e sbagliato, bene e male), sia importante anche tener conto di questi tre percorsi logici: 1) fare ricorso alle statistiche; 2) effettuare confronti con altre usanze di massa coetanee; 3) sforzarsi nella rispettiva presa di posizione di inserire il “dubbio”: è maturo forse il tempo per valutare da parte delle istituzioni …, è maturo forse il tempo per prendere coscienza che i giovani …, forse si viveva … . Grazie. Cordialmente.