alfonso963 ha scritto: ...a me sembra del tutto inutile tirare in ballo istituzioni e/o legislazioni più o meno adeguate; la verità è sempre più semplice. Per quanto uno si sforzi, attraverso inutili elucubrazioni mentali a giustificare certi nostri comportamenti contemporanei, la verità è che nella vita a volte si fanno delle scelte che poi con il tempo si rivelano sbagliate.   


Amico mio... è il fatto che quelle scelte vengano imposte come quasi-definitive, a non funzionare. E cosa le impone? La Legge (Diritto Civile).
nina57 ha scritto: Hai ragione blauereiter
si dovrebbero fare i matrimoni a tempo determinato - ogni 7/10 anni si rivede il tutto - magari si va avanti, magari invece no.
Il tempo cambia tutto, cambia le persone - non è facile cambiare insieme e continuare a stare bene, indipendentemente dalla volontà.
E non dipende dalle scelte iniziali giuste o sbagliate.

-Ciao Nina, questa tua citazione è uno scherzo?
Quando due persone non vanno d'accordo se ne può parlare, ma quando una è ancora innamorata e l'altra No?
Poi forse Blaue ha ragione, ma sembra che le cause di separazione vengano portate a 1 anno invece di 3 anni, sbaglio?
susi un po' è per scherzo e un po' invece lo penso davvero.
tutto cambia, perchè non potrebbero cambiare anche le leggi? in fondo ci sono già i contratti prematrimoniali, si decide per la comunione o separazione dei beni, ci metti già parecchia razionalità prima ancora di iniziare questo "viaggio d'amore", perchè dare per scontato che sarà per tutta la vita?
non ci credo che tutti quelli che si sposano sono così innamorati da non riuscire a vivere senza l'altro - credo che un po' di calcolo ci sia sempre, e non c'è nulla di male in questo.
quindi, non sarebbe meglio una cosa a scadenza? ti impegni se ti interessa e continui, e se vedi che non va lasci perdere :-))
lo so, sembro semplicemente cinica e calcolatrice, non è così. forse la mia situazione mi spinge a non voler più essere "schiava" dei sentimenti, ad essere lucida, ad avere desideri di cose stabilite entro cui stare e prendere decisioni.
O forse si vorrebbe vivere i sentimenti con la garanzia di non soffrire? Non sarebbe umano...ma quando si soffre si cerca cmq di proteggere se stessi
nina57 ha scritto: susi un po' è per scherzo e un po' invece lo penso davvero.
tutto cambia, perchè non potrebbero cambiare anche le leggi? in fondo ci sono già i contratti prematrimoniali, si decide per la comunione o separazione dei beni, ci metti già parecchia razionalità prima ancora di iniziare questo "viaggio d'amore", perchè dare per scontato che sarà per tutta la vita?
non ci credo che tutti quelli che si sposano sono così innamorati da non riuscire a vivere senza l'altro - credo che un po' di calcolo ci sia sempre, e non c'è nulla di male in questo.
quindi, non sarebbe meglio una cosa a scadenza? ti impegni se ti interessa e continui, e se vedi che non va lasci perdere :-))
lo so, sembro semplicemente cinica e calcolatrice, non è così. forse la mia situazione mi spinge a non voler più essere "schiava" dei sentimenti, ad essere lucida, ad avere desideri di cose stabilite entro cui stare e prendere decisioni.


Come ti capisco!!!!! D'accordo con te. il matrimonio è un pezzo di carta che sancisce qualcosa gìà deciso a monte dai diretti interessati. quindi essendo un contratto, si potrebbe gestire così. Il vero matrimonio lo sancisce e lo sceglie la coppia, nessun'altro.
“non sarebbe meglio una cosa a scadenza? ti impegni se ti interessa e continui, e se vedi che non va lasci perdere.... la mia situazione mi spinge a non voler più essere "schiava" dei sentimenti, ad essere lucida”
“l matrimonio è un pezzo di carta che sancisce qualcosa gìà deciso a monte dai diretti interessati. quindi essendo un contratto, si potrebbe gestire così”

e sia, mi sono impegnato a non usare il linguaggio “portolese” ma me le tirate proprio fuori. Vi rendete conto della ... stupidaggine che avete detto? sentimenti a tempo, schiava dei sentimenti, prova per vent’anni e poi lasci perdere, gestione di un contratto.... Ma che... Ci sta che in una relazione si possa arrivare a un punto morto e si decida di comune accordo di interrompere l’esperienza, ma stabilirlo addirittura in anticipo non è nè maschile nè femminile, è diabolico. Credete proprio che un uomo dovrebbe prendere in considerazione questo tipo di donna? ma fatemi il piacere. Anche se qualcuno finge di turarsi naso e orecchie preferisco essere più leale e parlare di gioco sessuale dove anche i sentimenti possono far parte del gioco e dove i comportamenti non sono a tempo e nessuno é in prova per vent’anni. E che... diamine, è’ più concreto e sincero. Non giochiamo a fare la donna. E’ così, lucidità si impone. Non chiederò mai a una donna di fare quello che non vuole, ma pretendo di conoscere quello che vuole per poter decidere se anch’io lo voglio e dire si o no e cominciare subito a vivere senza a collocarmi tra color che son sospesi. Altrimenti non prendiamoci per il culo. Ops, scusate... non inganniamoci. 
In particolare per Nina ed Aliseo... si, vero, oggi è dura, anzi durissima ma è vero anche che non è un contratto, tacito o scritto che salva. Che si chiami matrimonio, che si chiami convivenza di fatto... cosa cambia? E cosa cambia in un tempo determinato? I sentimenti hanno questo di grandioso... possono dare immensa gioia e immenso dolore e non si scappa. Comunque sempre meglio che rinunciare a provare, a viverli... e sempre senza garanzie o reti di protezione.
 Dici bene Mission impossible   nel matrimonio e dopo, anche peggio,
  Insieme.  ma come.....ognuno per i fatti propri  e un rappresentante del sesso maschile  che nemmeno   si  degna  nemmeno  di pranzare o cenare   insieme, la sorella cucina meglio.......
A questo si aggiunge una negatività che nel matrimonio neppure il più   superfallito capita: .......... aspettare anche a ristorante  che vada ad accompagnare l figlio.........  
 Insomma, sei sempre l'ultima ma solo di una lista  sempre più lunga.
Cosa accade...... alla fine la protagonista  spazza via tutti  , niente più coda i e  così diventa la prima
 Al peggio non c'è mai fine e neppure alla sfiga...... a quanto pare 
Penso alla cultura delle popolazioni celtiche. L'opposto della nostra, di eredità latina.
Arrivati alla età approssimativa dei 18 anni, la maggioranza giovani del villaggio si separavano dalla tribù di origine e andavano a fondare un nuovo villaggio. Le coppie che si formavano non avevano una scadenza, ma una volta all'anno in occasione di una festività (non ricordo il nome) sia l'uomo che la donna potevano ripudiare il coniuge. I figli erano riuniti e vivevano in gruppi, affidati a delle donne che se ne occupavano, il tutto con a capo il bardo.
Conclusione. Le coppie una volta formate avevano tutto l'interesse a rimanere unite, i figli non limitavano le attività lavorative.
Nella società latina il matrimonio era eterno, e i figli allevati nel nucleo familiare.
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