La sindrome del nido vuoto può essere vissuta, secondo me, in modo completamente diverso a seconda di come si sia indole affettuosa o meno.
Nostra figlia è nata dopo nove anni di matrimonio, ed è stata la gioia più grande della nostra vita: essendo, mio marito ed io, due persone molto affettuose, anche lei lo è sempre stata.
E’ una fortuna essere affettuosi, baci, abbracci, carezze sono importanti: è l’amore che si esprime anche nei gesti.
Tuttavia ci sono persone non portate agli atteggiamenti affettuosi, ricordo per esempio mia madre, che non era affettuosa nei gesti, per suo carattere, ma quanto si sentiva il suo volerci bene!
Purtoppo mia suocera abitava con noi, dopo che era diventata vedova, e questo ha creato delle complicazioni, dei fraintendimenti con mio marito. La cosa che più aspettavamo con ansia, era che ogni tanto se ne partisse e andasse da suo fratello all’estero, e stesse via per un bel po’, così finalmente stavamo soli e con nostra figlia, perché capivamo che altrimenti il nostro rapporto di coppia cominciava a diventare fragile.
Poi nostra figlia cominciò l’Università, e dava molti esami con ottime valutazioni, ma un giorno ci annunciò, a sorpresa, che aveva deciso di andare a vivere con suo il ragazzo, che sapevamo che frequentava fin dal liceo, e a nulla valse il cercare di dissuaderla dal fare adesso un tale cambiamento, che avrebbe forse comportato il dover lasciare l’Università per andare a lavorare tutti e due. Infatti così è stato.
Pochi mesi dopo, ci annunciò di essere incinta, poco dopo si sposarono e ora hanno un’altra deliziosa figlia. E avere tra le braccia questi due meravigliosi nipotini, è stata, per noi, un’altra grande gioia.
I primi momenti che seguirono all’uscita di casa di mia figlia, furono per noi terribili, anche perché era stato un fulmine a ciel sereno. Spesso, quando tornavo a casa dal lavoro, mentre ero in strada, mi capitava di guardare su per vedere se erano accese le luci in casa, segno che lei c’era come al solito: ma non accadde più, ed ogni volta provavo una stretta al cuore. E anche mio marito, sembrava avesse perso il sorriso.
Mia suocera era già mancata da tempo, la figlia ora se ne era andata (per quanto ci ripetesse che in ogni caso ci amava moltissimo e la sensazione della presenza di mia figlia in casa era rimasta forte per un certo tempo). Ma poi accadde che mio marito ed io ci siamo accorti che, eravamo rimasti soli sì, ma che come una poesia si era creata all’improvviso, perché noi due ci eravamo ritrovati, finalmente eravamo tornati come due sposini.
Ed eravamo entrambi due persone affettuose. Avevamo ritrovato la nostra complicità, la nostra grande voglia di stare insieme da soli, di fare tante cose insieme, di fare anche tante cose che prima non avevamo avuto tempo di fare, per via del lavoro e per doverci occupare di nostra figlia (oltre che della suocera).
Abbiamo fatto bellissimi viaggi, io ho studiato pianoforte, che è sempre stata la mia passione, entrambi abbiamo studiato nuove lingue, la libertà anche dal lavoro, essendo ormai in pensione, ci ha aperto nuovi orizzonti. Anche l’intesa fisica si era rinnovata, era come una nuova luna di miele.
Annullarsi nei figli non ha senso alcuno, secondo me, e trovo che sia una cosa deleteria anche per loro. La cosa importante, penso, è che ci si parli appena c’è qualcosa che non va, anche perchè spesso la donna, appena ha avuto un bambino, segnatamente se poi è il primo, spesso è assalita dalla paura di non essere all’altezza di essere una buona madre e quindi si dedica anima e corpo al figlio piccolo e magari anche dopo. E’ importante che anche il marito capisca questo e la aiuti in questo percorso: anche questo fa parte della complicità di coppia. Anche lui cambi i pannolini, dia le pappe , giochi con il pupo……Se questa complicità rimane, e se nella vita ci sono anche tanti altri interessi, la sindrome del nido vuoto, quando i figli se ne sono andati, sarà vissuta con più serenità e anzi sarà l’occasione per un nuovo modo di vivere, liberi dai condizionamenti di prima. Ma è necessario che ci sia una preparazione continua nel tempo, ricordarsi sempre che prima si è marito e moglie, e poi genitori.Anche per essere genitori migliori. Almeno questo è quello che credo io.
Quante discussioni su come si può creare della semplice ACQUA CALDA.

Ma che sindromi e sindromi...CHIUNQUE se usa qualcosa o frequenta qualcuno o, ancora, se vive in un dato posto poi al cambiamento della situazione spesso vive UNA SENSAZIONE DI PERDITA.
Sensazione che cambia da persona a persona.
Io se esco con una cara amica e ci passo una bellissima serata quando ci si separa sento certamente un senso di perdita al momento e di mancanza dopo.
Anche quando da piccolo avevo dei canarini e son mancati più o meno la sensazione era quella. Perdita e mancanza.
Certo magari le intensità sono diverse, ma queste sono esperienze che si ripetono ogni qualvolta perdiamo (o ci allontaniamo da) qualcosa di caro o per il quale nutriamo interesse.

I figli non sono "piezzi e core", non sono canarini, nemmeno amanti focose.
I figli SONO NOI. Li abbiamo creati dal nostro DNA, li abbiam partoriti, allevati, educati (ok, queste ultime due cose le fa solo una parte di popolazione seria, responsabile e onesta....d'accordo), possibilmente cresciuti.
Quando (e se) se ne vanno di casa è come salutare un braccio, una gamba, un orecchio...
Siamo NOI che ci allontaniamo da noi stessi (e basta con sta storia IPOCRITA del "Loro sono esseri INDIPENDENTI E NON UNA PARTE DI NOI"....).
Ovvio il TRAUMA ci sia e si senta di più.
NON TUTTI i figli però, fortunatamente, "escono dal nido".
Qualcuno convive, qualcun altro abita a pochi passi da noi, qualcun altro resta "a portata di mano".
E il come si vive questo "DISTACCO" dipende solo dal singolo individuo: c'è chi ne fa una tragedia (avendo una vita vuota che solo i figli riempivano) e chi invece una festa (la ritrovata "libertà" casalinga, la felicità di vedere che la propria prole si fa strada nel mondo).
E' COMODO per l'opinione pubblica TIRAR FUORI TUTTE QUESTE FESSERIE PSICOLOGICHE per GIUSTIFICARE determinati comportamenti deviati...tipo Depressioni, Omicidi/Suicidi, Casi di Alcolismo o Droga eccetera.
Deprimersi per l'abbandono del tetto familiare da parte dei propri eredi non è la causa iniziale dei problemi personali, ma, probabilmente, IL RISULTATO DI UN PERCORSO DI VITA GIA' PROBLEMATICO DA PRIMA.
Stesso dicasi per I PROBLEMI DI COPPIA da imputare a eventuali suocere impiccione, figli casinisti e altro: SE LA COPPIA FUNZIONA FUNZIONA SEMPRE.
Se basta un elemento esterno o familiare a rovinarne il percorso di vita vuol dire che la coppia era già BACATA DA PRIMA.
Cosa vuol dire infatti "arrivati i problemi economici ci siamo separati" o "speravamo che la suocera si allontanasse per vivere di nuovo sereni in due"?
Io con la mia compagna soldi ne abbiam sempre meno, mamme e suocere rompono quotidianamente, i bambini non ti lascian manco un angolino nel bagno....
Embeh?
Come si dice: QUESTA E' LA VITA, BABY!!!!
Cercare certi tipi di scuse a proprie defaillances è oltremodo patetico oltre che essere discutibile.

8)

P.S. Nelle famiglie NORMALI di ceto POPOLARE la coppia FUNZIONA anche se non si hanno dindini a disposizione per (cito) "bellissimi viaggi, studi di pianoforte, studi di nuove lingue, libertà anche dal lavoro (pensione o non pensione".
A casa Colombo si studia come ARRIVARE A FINE MESE e come FAR BASTARE I POCHI SPICCIOLI IN CASSA, si viaggia PER ANDARE A LAVORARE O A FAR LA SPESA e SI LAVORA DA APPENA SVEGLI A POCO PRIMA DI ANDARE A NANNA.
E le crisi che ci sono si hanno unicamente dividendo le PORZIONI DI PASTA ASCIUTTA nei momenti dei pasti (che come sempre la fame ci ricorda che siamo degli animali ripuliti e vestiti...) o per eventualmente DISPUTARSI IL TELECOMANDO, visto che in monolocali con una TV è complicato mettere d'accordo tante teste...

Insomma: FACILE VIVERE BENE IN ARMONIA con il conto corrente strabordante e senza problemi in casa.
MA QUELLA NON E' LA REALTA'.
Infatti BASTA UN PICCOLO PALETTO (tipo la suocera o i figli) e CONDIZIONI ECONOMICHE AVVERSE a buttare all'aria il castelletto di carta che vi siete creati.

A me la comparsa dei figli NON HA CAMBIATO NULLA della mia vita, sia da singolo che come coppia.
NULLA...tranne il contenuto del mio portafogli.
Ebbeh..... :lol:
Non capisco perché la gente continui a farsi domande, quando tutte le risposte sono già state elaborate dal Genio del Millennio, nel suo tempo libero tra l'invenzione di internet e i suoi convegni amorosi da sei ore a botta. :lol:
Io ho teste' preso un'importante decisione che voglio render pubblica:)).. Lascerò sempre ad Aladino l'ultima parola su ogni argomento... Soprattutto su quelli di cui non sa niente. Ma sostengo la sua passione nello scrivere... Il suo bisogno di sentirsi partecipe e poi dedica tanto tempo... Ottimizza al meglio i suoi tre messaggi che merita il suo podio:))
Ringrazio tutti voi per aver dedicato tempo a rispondere in modo tanto esaustivo. Mi avete offerto moltissimi spunti interessanti  su cui lavorare. Vi farò sapere quando uscirà l‘articolo per il comunicato stampa.
Grazie! 
Amministratrice del Club50plus
Per cortesia, risolvete le vostre diatribe personali in privato e non su un Forum pubblico di cui si parla di tutt'altro.
Amministratrice del Club50plus
Ciao!!!!Emilia/Paola!
Cosa ne é poi stato del comunicato stampa???
Grazie! :wink:
Ciao Michela, ecco il comunicato stampa dello scorso autunno. I nomi sono stati modificati per ragioni di privacy.

NEL 2016 CIRCA 50.000 GIOVANI HANNO LASCIATO L’ITALIA. CRESCE LA “SINDROME DEL NIDO VUOTO”, FENOMENO CHE INTERESSA IN MODO PARTICOLARE LE MAMME.
I CONSIGLI DI CLUB-50PLUS.IT PER AFFRONTARE AL MEGLIO LA SEPARAZIONE DAI PROPRI FIGLI

Roma, 2 Novembre – La sindrome del “nido vuoto” è un fenomeno in crescita nell’Italia delle grandi partenze giovanili. Si stima che 48.600 giovani italiani compresi tra i 18 e i 34 anni abbiano lasciato la propria famiglia per trasferirsi all’estero nel 2016, oltre 9.000 in più rispetto al 2015 con un aumento pari al 23,3% (fonte: Rapporto Migrantes 2017). In Italia gli studenti che scelgono di intraprendere gli studi da ”fuorisede“ rappresentano circa il 30% della popolazione studentesca (Settima Indagine dell’Eurostudent 2015). Club-50plus (http://www.club-50plus.it), la prima community europea dedicata a incontri e amicizie per gli ultracinquantenni, ha deciso di approfondire come i genitori italiani (spesso over 50) affrontino la separazione dai propri figli e come riescano a superare uno tra i passaggi più significativi nel corso della vita familiare. Un fenomeno che sembra interessare l’Italia in maniera particolare rispetto al resto dell’Europa, proprio per il ruolo molto importante che la cultura familiare e genitoriale riveste all’interno della nostra società. A rendere più difficile la separazione per i genitori, si aggiunge il fatto che gran parte dei nuclei familiari tradizionali o monoparentali sia ormai costituita da un figlio unico.
Club-50plus ha voluto raccogliere le testimonianze dei propri utenti che hanno già vissuto questo delicato momento di passaggio, fornendo alcuni consigli utili per vivere serenamente la separazione dalla propria prole e, nello stesso tempo, riappropriarsi della propria individualità al di fuori delle competenze genitoriali.

1. Prepararsi alla partenza in maniera graduale. Paola, socia di Club-50 plus, racconta come gli intervalli di tempo fuori casa della figlia siano stati fondamentali per prepararsi negli anni a quella separazione più lunga e duratura che sarebbe avvenuta successivamente. Dai primi tempi in cui seguiva con apprensione il percorso di viaggio della figlia via internet, è poi gradualmente passata ad apprezzare il ritrovato maggior tempo libero e il ridimensionamento delle incombenze quotidiane.
2. Utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per superare al meglio la sindrome del “nido vuoto”. Internet, i social network, gli smartphone aiutano a rimanere collegati e a sentirsi coinvolti nei momenti più importanti della vita di chi si ama, anche a distanza. Come riporta Elisabetta, utente Club-50plus, le video chiamate l’hanno aiutata a sentirsi accanto al figlio e le hanno permesso di partecipare attivamente alle diverse tappe del suo nuovo percorso di vita.
3. Non cadere nella tentazione di cristallizzare sé stessi e la propria casa nel passato come “quando c’era lui/lei”. La paura del cambiamento, spesso repentino, può essere davvero tanta, ma è fondamentale reagire. Come? Marco, utente Club-50plus, l’ha affrontata trasformando la camera del figlio in uno studio per sé già una settimana dopo la sua partenza, evitando così che diventasse un nostalgico cimelio da mostra;
4. Usare il tempo libero ritrovato attivamente, senza viverlo come un vuoto incolmabile. Per molti intervistati, questo nuovo tempo per sé stessi può inizialmente essere vissuto con ansia. È invece opportuno convogliare le proprie energie e dare spazio ai propri hobbies e alle proprie passioni;
5. Vivere la separazione come una nuova avventura, riscoprendo la propria individualità e le proprie esigenze, indipendentemente dal proprio ruolo genitoriale. Un’occasione per ogni mamma e papà per riprendere quei sogni e quelle ambizioni rimaste nascoste nel cassetto e dar loro nuova vita;
6. Riscoprire il proprio rapporto di coppia che spesso è rimasto accantonato a causa della frenesia familiare. L’uscita dal “nido” dei figli può essere vissuta come una entusiasmante opportunità per ritrovarsi e riscoprire il proprio partner iniziando un nuovo percorso di coppia;
7. Aprirsi all’esterno e trovare nuove compagnie può essere un ottimo metodo per i genitori single, e non solo, nell’affrontare questa fase di separazione.
In questo senso internet e le diverse piattaforme social rivestono un ruolo importante per fare nuove conoscenze che esulino dal solito giro di amici consolidati. Il sito di incontri Club-50plus, ad esempio, viene incontro alle esigenze dei propri iscritti offrendo un ampio spettro di strumenti per favorire l’interazione e gli incontri tra i soci anche al di fuori del mondo virtuale.



Club-50plus (http://www.Club-50plus.it) è la prima piattaforma europea di incontri on-line per la ricerca di un partner o di nuove amicizie ideata esclusivamente per le persone “over 50”. Nato nel 2005, ad oggi conta circa 500.000 soci in 10 paesi europei 50.000 iscritti solo in Italia.
Il sito offre anche una Chat pubblica, un Forum, la possibilità di far parte dei “Gruppi regionali” oltre a un Magazine con articoli settimanali su diversi argomenti come attualità, relazioni, viaggi, ecc.
Il Club-50plus è stato premiato dall’ ”Istituto tedesco per la qualità dei servizi” con il 1° posto come sito di incontri preferito e come qualità degli iscritti, nella categoria “Valutazione dei clienti”.
Amministratrice del Club50plus
Grazie!!!
Molto interessante e ben fatto! :D
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