Condivido il discorso che non bisogna essere dipendenti da una relazione.
Anzi, se si è dipendenti, quasi certamente la relazione finisce presto e male.
Solo sapendo stare bene con sé stessi si può tentare il passo ulteriore, stare bene con gli altri oppure, meglio ancora, con una persona in particolare. 
L’argomento mi interessa, anche se devo ammettere di avere in testa una gran confusione. Si parla di intelligenza delle donne quasi questa fantomatica intelligenza sia una porogativa solo maschile generalizzata e da rivendicare anche per l’altra metà del cielo. E se ne parla in modo talmente ambiguo da non riuscire a capire di cosa si stia parlando sia perché, pur rivendicandola, si evita di definire in cosa praticamente consista (cultura? Capacità di determinazione? Senso pratico? Abilità operativa? Introspezione? Facilità di analisi? Autonomia, indipendenza, apertura mentale, ma a che? ecc), sia perché ciascuno, uomo o donna, la declina con modalità differenti integrandola per di più, ed è naturale ma non scontato, con caratteristiche proprie di genere. Ce n’è abbastanza per rifiutarsi di parlarne. Mi mancano i termini di riferimento cui aggrapparmi, che non sono i sentimenti o le sensazioni, quindi la mia confusione ci gioca alla grande. Ma non per questo mi voglio arrendere.
Alcune donne, parlando di intelligenza, sembrano dire “guarda che siamo brave anche noi, abbiamo anche noi un cervello, anche noi abbiamo dei sogni”. Bene, chi mai lo mette in dubbio? Anche gli uomini li hanno, per caso ve ne siete accorte quando ne cercate uno? Gli uomini che vantano l’oscar dell’intelligenza sono da annoverare tra i caasi patologici, che non abitano poi una zona tanto spopolata. Ma le donne cosa vogliono rivendicare con questo? perché di rivendicazione mi sembra si tratti. Davvero mi sfugge e mi confonde.

 Io la percepisco più come una presa di coscienza, anche se un tantino tardiva e non ancora del tutto generalizzata. Invece che di intelligenza preferiscio parlare di comportamenti. Lo capisco di più. Su questo terreno negli ultini decenni si sta giocando una profonda trasformazione con conseguenti ridefinizioni di ruoli e funzioni. E’ un fatto indiscutibile e non riguarda solo le donne. Una cosa enorme, ma è una riflessione tanto complessa e articolata che è riduttivo (e sbagliato) relegarla a una semplice rivendicazione di circostanza vagamente definita come “intelligenza delle donne”. Ne sono coinvolti anche gli uomini, e in modo molto profondo e sostanziale, che non è limitato ad un banale ammettere che “anche le donne sono intelligenti”. Se ne vogliamo parlare facciamolo pure, ma non in termini rivendicativi privi di contenuto. C’è da prendere in considerazione una nuova consapevolezza, non ancora chiaramente definita (credo ci vorrà ancora un decennio, se basta), che coinvolge tutto un modo d’essere, sia maschile che femminile. Non facciamolo un discorso a senso unico e non degradiamolo a barzelletta per farci una risata.
Che poi alcune donne preferiscano stare da sole niente da dire: è una scelta loro. Da rispettare, non obbligatoriamente da condividere né da portare ad esempio da imitare. Lo ribadisco, ho molta confusione in testa, ma non mi sembra che le donne che sono intervenute abbiamo idee più chiare.
Ciao
ho letto quanto scritto e personalmente penso che restare single non sia una scelta dettata dall’intelligenza o dalla sua  mancanza
Si resta single per scelta personale che può essere dettata da più motivazioni
si può volere libertà nelle proprie scelte lavorative, personali, di vita
oppure non si trova qualcuno che condivide il nostro stile di vita, il nostro modo di pensare, i nostri valori
Pertanto penso che essere single non sia questione di QI
ma sia semplicemente una conseguenza di altre scelte che abbiamo fatto nella vita  
cron